Tutti Dottori (post ad altissimo contenuto di turpiloquio)

Io vorrei tanto capire chi cazzo ha sdoganato l’ignoranza; vorrei tanto sapere chi ha tolto al caprone l’onere di informarsi prima di aprire la bocca e rifilato alla persona colta, molto colta, appena più colta – o anche semplicemente informata – quello di dimostrare con disegnini, parole, gentilezza e tante scuse, che le teorie ululate dal caprone suddetto sono puttanate.
Io vorrei capire perché l’unica vera parola innominabile in quest’Italia ostaggio del politically correct più estremo, del genitore uno e due, del diversamente caucasico, del diversamente cittadino regolare, dei quaranta punti esclamativi alla fine di ogni singola stronza frase, sia diventata il termine IGNORANTE.
Il termine ignorante è impronunciabile. Guai a dire ad un ignorante di merda che è un ignorante di merda. TU devi dimostrare di sapere qualcosa, anche se quel “qualcosa” è il tuo mestiere, il tuo bagaglio, quello che hai studiato per una vita intera. Tu, Copernico, portami sulla Luna e dimostrami che la Terra vista da lì non è una pizza margherita. Tu, pronipote di pronipoti di uomo sapiens-sapiens, tu dimostrami che i graffiti rappresentano scene di caccia e non, che ne so, una partita a polo con l’amico cervo che nun ce voleva stà. Tu, biologo, tu medico, tu fisico, tu chimico, tu filologo, tu storico, tu antropologo, tu con i tuoi cinque anni/sei/sette università, con la tua specialità, i tuoi master, i tuoi decenni di studio. Tu che stavi a progettare la dorsale grazie alla quale io “c’ho l’internette e bloggo”, quando io ero alle elementari. Tu che hai scoperto che monitorando il valore delle PSA si può sgamare il cancro alla prostata. Tu che hai fatto lo zerbino del Barone Universitario che poi ha usato la tua ricerca sul mesotelioma per pubblicarla a nome proprio negli USA, mentre io lavavo automobili e la sera mi facevo una cannetta ed uno spritz coi bocia dell’officina. Tu. Mi DEVI DIMOSTRARE. Perchè io che sono una capra analfabeta, che di mestiere raccolgo pompelmi, che l’italiano non lo parlo perché mi fa fatica ed un poco anche snob, io ti contesto, perchè HO LETTO SU INTERNET CHE.
Non mi metto neanche ad elencarle, le valanghe di troiate immonde che io e voi tutti leggiamo ogni giorno sull’internette di questa cippa. Nessuno ha più un interesse semplice, sono tutti fanatici di qualcosa. E il vegano e l’animalista e il complottista e il fronte di liberazione dei pidocchi e le mamme unite contro estivil e quelle contro il cosleeping e i fruttariani (ma porca la miseria ladra, ma pure i fruttariani devono rompere il cazzo? Ma vi rendete conto? Mi viene da piangere, mi viene. Chi sapeva che esistessero i fruttariani fino all’anno scorso?) e i protocattolici fanatici che l’inquisizione è un falso storico e Darwin un massone al soldo di non ricordo chi per scardinare la verità insita nel creazionismo. E il Grillino dei chip. E quella delle Sirene. E tutti, tutti, tutti alla fine che dicono “SVEGLIAAAAAA!!111!!!! NESSUNO LO DICE!!! PRESTO PRIMA CHE CENSURINO IL VIDEO – LA FOTO – IL POST – STOCAZZO”.

E poi gli chiedi “Ma tu… che titolo hai per dire che la terra non è rotonda?”.
E non ottieni risposta. Oppure la ottieni, è la ripetizione della frase sopra. Ho letto su internet. Ho visto tutti i video su youtube. C’è un blog. Una pagina facebook. E lo richiedi: “Ma tu, tu che vuoi sapere di ricerca/biologia/medicina/architettura più dell’architetto biologo medico ricercatore con cui stai parlando… ma tu che basi hai?”
Risposta: mi ha detto mio cuggino. Ci avevo un link che. La mia preferita “hahaha lo sanno tutti, tutti, anche SE NESSUNO LO DICE”.
Al che tante volte cerchi di capirlo da solo, da cosa parte ‘sto cristo per dirti che tu dovresti vivere di banane e mele, ti sentiresti tanto meglio.
E trovi:
La terza media.
Una triennale in merendine scomposte.
Laurea in Economia.
Laurea in Lingua Giapponese (!!!!!).
Accademia belle arti. Con tutto il rispetto per l’accademia delle belle arti, cosa che io personalmente non sarei stata in grado di fare manco sotto tortura per manifesta incapacità, ma che basi di biologia molecolare hai, con le belle arti?
“La mia opionione conta quanto la tua.”
UN CAZZO.
La tua opinione conta quanto la mia se parliamo alla pari. Se io sono ignorante come una bestia dei boschi e tu fai la tal cosa per mestiere, la tua opinione conta qualcosa e la mia é aria che esce dalla parte sbagliata. Se vuoi parlare di politica, informati. Se vuoi parlare di calcio, non mi venire a dire che il fuorigioco l’ha inventato Mourinho. Se vuoi parlare di fisica nucleare… beh, passa al blog di Max.

Ma oggi no, oggi non più. Oggi l’opinione di chiunque vale quanto quella di chiunque altro. Fondata o meno, mediata o meno. Io non leggo, non studio, non mi interesso, ma tu non puoi permetterti di dirmi ignorante.
Questi sono i miei coetanei. Geneazione BimbiMinkia Quarantanni.
Di giorno tutti bravaggente, a cena tutti MariaDeFilippisti, la sera tutti quindicenni, a letto con la sbronza, la mattina a lavorare con l’hangover, in pausa pranzo posano la zappa, accendono il pc et voilà: tutti Dottori.

(dei lettori di fabio volo che si incazzano se li cataloghi come lettori di fabio volo magari parliamo un’altra volta, prima che mi venga un’ulcera)

1.161 thoughts on “Tutti Dottori (post ad altissimo contenuto di turpiloquio)

        • Oddio qui ci va un altro post a fiume. A me non piace fabio volo, così come non mi piacciono decine di scrittori anche più osannati, tra cui Zadie Smith, giusto il primo nome che mi viene in mente. Fabio Volo non mi piace perché mi annoia, ma anche perché lo trovo un “furbetto della scrittura” ed a me le furberie nei libri irritano fuori modo. Mi annoia perché, quando leggo un suo libro, mi sembra di essere in treno a sentire mio malgrado, nonostante le cuffiette, le paranoie del mio vicino di posto ancora, e ancora, e ancora, e ancora, come un eterno tornare del solito discorso sul senso della vita che è da quando ho 17 anni che lo ascolto uguale identico da 100 persone diverse.
          Aldilà del fatto che a me piaccia o meno, o che io pensi che sia fuffa o meno, c’è uno zoccolo durissimo di suoi lettori che sono in primis fans, che lo leggono perchè “parla della mia vita” (madonna che noia, io non lo comprerei MAI un libro sulla mia vita :lol:), e di fronte a cui non puoi dire che non ti piace senza essere immediatamente indicato come intellettualoide snob. Mapperchè? Perché non mi piace fabiovolo?

          Poi chiariamoci, il male assoluto è Moccia :D

          • ti leggevo con piacere, poi hai scritto moccia e si è sputtanato il pc. adesso sto in modalità momentanea e vado a tre cilindri…..

          • In un mondo in cui Saviano è considerato un grande scrittore, in un paese nelle cui librerie trovano onorevole collocazione persino i libri di poesie di Ligabue, non sorprende che Fabio Volo possa assurgere al rango di maître à penser. Ognuno ha maestro che si merita….

          • Verbasequentur….leggi qui sotto e scappa in montagna ( non mare, montagna, alta montagna ).Oppure ” Nelle foreste siberiane “..bellissimo libro

    • Generazione bimbominkia 40 anni,ho presente.ti invito ad ibernarti per 2 decadi e vedere la mia generazione tra 20 anni come sarà.Perchè sarà sempre peggio.Una volta i completi idioti morivano per fame(approposito di darwin)Oggi anche la “giraffa senza collo e con la gobba” riuscirebbe a sopravvivere nella giungla di cemento.
      Vedrai i veri figli dei bimbiminkia oggi 40 godersi l’adolescenza sempre piu posticipata,e tutta la mia generazione oggi 25 enne cresciuta a tv , troie e smatphone con 2 lauree e un posto da commesso a vivere ancora con mamma e papa.

      • Gli animalisti lasciali stare gentilmente. Si chiama rispetto. Ebbene sì, preferisco difendere gli animali (maltrattamenti, vivisezione, combattimenti etc.) che scendere in piazza per sapere se in carcere stupratori e assassini seriali sono trattati nel migliore dei modi, o per gridare: “tutti fuori dalle carceri” e potrei andare avanti…

        • Quei cani degli animalisti sono gli ultimi che si dovrebbero permettere di parlare di rispetto. Vediamolo, il rispetto degli animalisti

          “e potrei andare avanti…” (cit.)
          La vivisezione non si fa più da decenni, ignorante. Non parlare di cose che non conosci. Blaterate di empatia e poi sareste capaci delle atrocità peggiori sulla pelle dei più deboli della società. Fate schifo.

          • la vivisezione si fa eccome…leggiti la legge europea,i vari comma che permettono di operare senza anestesia,specie le toracotomie…e questo,per rispondere anche al post iniziale. Non è necessario essere laureati in qualchecosa,per sapere di cosa si stia parlando. Basta studiare. E se vogliamo parlare di quella povera ragazza CONVINTA dai vivisettori di essere viva grazie alla sperimentazione…beh,intanto vorrei proprio andare a fondo per vedere quanti dei commenti sono stati creati ad hoc dai favorevoli alla vivisezione proprio per segnare miserabili punti…e se ci sono stati animalisti che hanno scritto offese,…non sono assolutamente veri animalisti. Sono ignoranti come i vivisettori che criticano.

          • Continuare a spacciare per sinoniumi “vivisezione” e “sperimentazione animale”: ignoranza o malafede?
            Mia cara, da buona sostenitrice dell’anti-sperimentazione animale, immagino che lei non abbia assunto e non assuma MAI alcun farmaco, giusto?
            In ogni caso, le consiglio vivamente di ripetere quanto da lei affermato comodamente da dietro un monitor direttamente in un qualsiasi reparto ospedaliero: sarei curiosa di sentire cosa le verrebbe risposto.
            Cordialmente.

          • A quella cosa inutile che risponde al nome di stefania re: ou, cosa, qui non ti trovi nel blog di 100% animalari; qua le tue castronerie non attaccano.
            IGNORANTE, se non sai le cose stai zitta: la vivisezione è reato in Europa (per quanto fosse inutilizzata sin da prima in ambiente di ricerca).
            ANALFABETA, impara a leggere: l’intervento viene fatto sotto anestesia, è il postoperatorio che non prevede ANALGESICI.
            Riporto:
            “f) interventi chirurgici e di altro tipo in anestesia generale che si prevede causino dolore, sofferenza o angoscia
            postoperatori intensi, oppure moderati e persistenti, ovvero deterioramento grave e persistente delle condizioni
            generali dell’animale. Produzione di fratture instabili, toracotomia senza somministrazione di idonei analgesici,
            ovvero traumi intesi a produrre insufficienze organiche multiple; ”
            O magari ti riferisci alla possibilità di non utilizzare l’anestesia prevista dalla legge italiana del ’92 (cosa che per essere fatta deve comunque avere l’autorizzazione del Ministero della Sanità)? Cito:

            DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 1992, n. 116
            Art. 9.
            1. In deroga all’art.4, comma 3, un esperimento puo’ essere effettuato senza anestesia, soltanto su autorizzazione del Ministro della sanita’ se l’anestesia e’ piu’ traumatica per l’animale dell’esperimento stesso oppure eccezionalmente incompatibile con il fine dell’esperimento.

            Senza contare che parlare di comma nel diritto comunitario è sbagliato, ma d’altronde l’ignoranza fa parte del vostro DNA.
            La Direttiva UE 63/2010 dice che NON si possono utilizzare animali se esistono metodi alternativi sostitutivi alla SA.
            Dice che quando si utilizzano animali NON si può infliggere dolore all’animale senza motivo, tutte le procedure che possono comportare dolore sono eseguite con anestesia e analgesia successiva all’intervento in modo da minimizzare la sofferenza.
            Le procedure senza anestesia sono ammesse SOLO nei casi in cui sia dimostrato che l’anestesia stessa è incompatibile con lo scopo della procedura.
            Ma se tu hai altre fonti che dimostrano che invece la vivisezione (non Sperimentazione Animale, eh) sia permessa, prego, mostrale. Che voglio ridere.

            Per quanto riguarda l’ultimo delirio degno del più squallido complottista in fase terminale, immagino allora che nemmeno uno come Steve Best si possa definire vero animalista

            E nemmeno la LAV, dunque, può definirsi animalista

            Per non parlare poi di quelli di ALF, quelli non sono proprio animalisti

            Eh, gli animalisti n realtà son tanto pacifici

            Che schifo, piuttosto che ammettere gli sbagli questi preferiscono blaterare di complotti e stronzate annesse, come una setta. Ecco cos’è l’animalismo, nient’altro che l’ennesima schifosa setta di fanatici.

          • Ah, la vivisezione non si fa più da decenni ?????? Sapevo del contrario, ignorante (visto che lo dai agli altri….) c’è giusto una legge di pochi giorni fa al riguardo, INFORMATI prima di dire cazz……

          • E questa legge sarebbe, Renata?
            Evita altre figure barbine: la prossima volta che tiri in ballo leggi, citale. Possibilmente, per intero. In caso contrario, l’ignorante qua dentro risulterai inevitabilmente essere tu e tutti quelli come te, che si fanno infinocchiare dal primo video su YouTube e/o dal primo blog sensazionalistico senza neanche prendersi la briga di verificare (salvo dare dell’ignorante a chicchessia).

          • AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
            Pazzesco, spariscono per mesi salvo poi ritornare per aggiornare la lista di figure di merda da fare. Ma sparisci una volta per tutte, ignoranza ambulante.
            Riferito a Renata, ovviamente.

          • No, i pro-test sono pakati da bigfarma per sbudellare i pelosetti con i denti, quindi sono coerenti.

          • Stima. Sottoscrivo tutto. Gli integralismi come quello animalista su feisbuc & Co. é uno dei tanti mali elencati dalla geniale autrice di questo articolo. Il problema é che oggi, in quella pausa pranzo, quando tutti sono Dottori, le opinioni hanno davvero soppiantato la sostanza. Pace così. É il mondo che cambia. Certo é che chi custodisce l’informazione non può far altro che contrastare la dilagante “opinione degli ignoranti”. É un dovere morale.

          • La cosa peggiore degli animalisti é il controsenso che li contraddistingue….quanti di loro sono vegetariani???????????????? Non solo, fanno attenzione ai vestiti che indossano? Vedo borse di vero cuoio ed altro….ma la cosa che più mi fa incazzare é che se vedono una persona in difficoltà non si fermano manco a degnarle di uno sguardo, mentre per un gattino si pisciano sotto!!!

        • è “curioso” pretendere rispetto e,nelle stesse 4 righe esprimere tanto disprezzo per la vita umana.Istintivamente viene voglia di coprirti d’insulti,poi,pensandoci un attimo,concludi che non vale la pena,Però non vale la pena neanche tentare di spiegarti che in galera non ci stanno solo assassini seriali e stupratori,Che oltre il 50 % in attesa di giudizio,cioè ,secondo costituzione da presumere innocenti.Che ,se non l’avessi capito,stanno in galera senza aver fatto un cazzo,Che un’altra bella percentuale,l’unico delitto che ha commesso è di aver fumato o ceduto qualche spinello.Che un’altra ancora,l’unico delitto che ha commesso,’ di essere entrata in italia senza i dovuti permessi,timbri e bolli,magari fuggendo da una guerra,una dittatura o la fame.Ma a una persona che dimostra tanta ignoranza ,p.es. parlando di vivisezione,che dimostra tanta.malvagità tanto rancore e tanto disprezzo per la vita umana e la libertà,che considera le persone uguali ,anzi,inferiori a un cane ,un pollo o un ratto,che cosa vuoi spiegare ? Niente,non vale la pena.Per cui l’unico commento al tuo ipocrita appello al rispetto,a costo di scendere per un attimo al tuo livello , è : vaffanculo,stronza.

      • lasciatemi in pace, lasciatemi credere nel futuro perchè è l’unica cosa in cui posso ancora credere, le nuove generazioni non possono, non devono, essere peggiori della mia generazione di capre (non è una citazione), io ci spero sinceramente e con fiducia che le nuove generazioni siano migliori, più sveglie più attente, consapevoli, supergiovani e che facciano passare la mia come un incidentale periodo buio, vebbè ogni tanto capita

        • Le “generazioni” sono un prodotto di quelle precedenti, non un accidente della storia.

          Negli ultimi 40 anni il mondo è peggiorato, causa sovrappopolazione.

          Quantità invece di qualità, è questo il futuro. Spera pure, è gratis.

          E mentre speri, cerca e guarda il film “Idiocracy”, se non l’hai già fatto.

          Buon divertimento…

          ;-)

    • “La mia opinione conta quanto la tua.” UN CAZZO.
      Scrivo e sottoscrivo e ripeterò alla noia.
      Grande. Ho esultato. Finalmente.
      A parlare con i relativisti, che tutto è uguale, niente è giusto e niente sbagliato, si rischia di perdere la testa.

  1. Oddio verba ho le lacrime!!!! La triennale in merendine scomposte… Devi sapere che con la dottoressa Cippi, che sta studiando per la specialistica in scienza della comunicazione e la triennale l’ha già presa, spesso scherziamo e le diciamo che studia scienza delle merendine….
    E mi è venuta in mente una cosa, ma la racconterò in un post. Grazie per l’ispirazione, citerò la fonte.
    Ah e grazie mille per la citazione, mi ha parecchio divertito. :)

    • Ma guarda che c’è gente laureata in merda fritta, mica scherzo. Io ho fatto 3 anni di legge, da ragazza, e per lavoro anni fa mi sono cuccata la triennale in scienze della formazione, con un indirizzo particolare. Oh Max degli esami da piegarsi dal ridere. Magari anche ottimi professori, ma materie allucinanti, libri che preparavi in due ore. Poi arriva uno con una laurea così e lo trovi che pretende di discutere alla pari col fisico del Cern. MA’NDOCAZZOVAI?

      • occhio, perché questo commento è altrettanto a rischio di “bimbominkia”. esistono comunità di studiosi, più o meno credibili, dietro ogni disciplina insegnata all’università, anche quelle con i nomi più “esotici” o con poca o nessuna appetibilità del mercato. Questo non fa di quei laureati o dottorati o specialisti delle persone che possono discettare amabilmente di fisica quantistica o odontoiatria, ma nemmeno i laureati di fisica quantistica o odontoiatria possono amabilmente esprimersi su quelle materie. Considerarle “merda fritta” o “merendine scomposte” rischia di farti cadere dentro la categoria che giustamente hai criticato nel post

        • Infatti, per esempio io sono il massimo esperto di nonnullologia applicata alla psicologia dello scolo delle canaline stradali. Se un fisico nucleare si sogna di parlare con me di percezione delle canaline stradali si sbaglia di grosso, a priori. Frega niente se sa cos’e` il metodo scientifico. :)

          • Bah, studio psicologia (pseudoscienza, vero?) e ho parlato con studenti di medicina, biologia, matematica che sono ancora convinti che “la scienza è ciò che ha i numeri e i camici da laboratorio”. Spesso in alcune facoltà prettamente scientifiche ci si monta tanto da arrivare ad ignorare completamente cosa sia la scienza o cosa sia il metodo scientifico in senso più esteso.

          • Dr. Stocazzo, parlare con persone che sono “ancora convinte” di qualcosa, raramente porta giovamento. La Scienza è tutto fuorché convinzione, per quello c’è la fede.

            Sarei grato se volesse condividere con me la sua definizione di “metodo scientifico in senso più esteso”.

            Leggerò con estremo interesse e serietà la sua risposta.

            Grazie

            PG

      • bello lo sfogo, soprattutto perché è un inno all’anti-ignoranza. Da tempo mi faccio la stessa domanda: ma chi ha sdoganato l’ignoranza in Italia? La Lega col popolo al governo? Berlusconismo? La Rete? Ma da buon dottorando in sociologia (merda fritta) mi vien da dirti che stai pestando quella merda che è stata fritta con tanto amore. Questo perché ci sono teorie in proposito, che possono raccontarti di come nelle società a “capitalismo maturo” i sistemi esperti vedono erodersi la fiducia che i non-esperti attribuivano loro. Ecco il proliferare del new age e dei fruttariani. Ne studiamo le cause? E lì parte un gran rimescolamento di merda fritta che non hai idea. Questo perché lo studio di una materia che tutti sembrano padroneggiare, i comportamenti umani (si chiamano scienze sociali) è all’apparenza molto più semplice dello studio di materie con codici complessi (fisica e biologia ad esempio), ma il rischio di pestare merde fritte è di gran lunga più elevato. Detto questo in Italia le scienze dell’educazione sono considerate il grand hotel della merda fritta, a torto. Io qui ci metterei dentro anche del bel machismo italico che tende a pensare che tanto gli educatori (uso il maschile appositamente) son tutte femmine insipienti… Beh, ci sarebbe da parlare per ore di merda fritta!

        • Sociologia era la mia prima scelta, post diploma. Poi non c’era la facoltà in città e non c’erano i soldi per spostarsi e via così.
          Invece, parlando di qualcosa che HO fatto, ho fatto (a 30 anni e lavorando full fulll time) scienze della formazione e per quanto ci siano anche esami interessanti, posso testimoniare che E’ una stronzata pazzesca. 14 esami in un anno, lavorando, con la media del 28. E come si evince da questo blog, sono tutto fuorchè un genio.
          Dai, non scherziamo, se ci sono facoltà considerate meno delle altre – ed alcune meno della palta – è perché ci sono delle facoltà di una facilità imbarazzante, che danno prospettive di lavoro pari a zero, e che servono per impiegare prof.
          La sociologia è meravigliosa, non capisco perchè ti debba sentire tirato in causa :)

          • Per insegnare alle elementari bisogna essere laureati in scienze della formazione. Non so se sia una facoltà facile, ma se è come la descrivi tu c’è un grosso problema: sono gli insegnanti di mio figlio, di tuo figlio, dei bambini da sei a dieci anni di tutta Italia. Se ti pare poco…

          • Scienze della Formazione e Scienze dell’Educazione sono due percorsi di studio differenti. Dubito che gli insegnanti di tuo figlio abbiano una triennale in scienze della formazione. Sbaglierò.
            Ma poi se vuoi ti posso dire che era difficilissima, che si studiava da morire, che gli esami erano duri, che didattica è peggio di diritto privato. Non mi costa niente, eh.

      • solo perché ho insegnato a scienze dell’educazione e volevo difendere la categoria, dato che ho anche un bimbo che viene cresciuto in modo encomiabile da persone che hanno studiato per fare quel mestiere. Ma quante cose hai studiato nella vita? Biologia, legge, educazione, sei pronta per rifondare il positivismo!

      • Anche da me la facoltà di legge è una merda, ma non per questo dico che facoltà di legge = scienze delle merendine, farei solo la figura del vegano-animalista di turno.. come hai fatto te. Ho letto sto blog qualche volta, fatti un esame di coscienza e anche se non te ne rendi conto sappi che per il tuo modo di porti sei considerata da tantissima gente “normale” ( no vegani, no fondamentalisti religiosi, no animalisti o categorie di sorta) un’esaltata priva di considerazione.
        Oltre ciò, mi sembrava giusto farti notare che con queste righe hai annullato il lavoro di tantissime eprsone (anche in Italia) che dedicano la vita alla scienza dell’educazione e dell’insegnamento, unico rimedio efficace contro le persone che sparano merda su discipline cui non hanno una minima base di informazione.

        Buon proseguimento.

      • Sono laureato in Scienze dell’educazione e sto frequentando la magistrale in Scienze Pedagogiche, la “merda fritta” come dici tu (ed è il classico commento da “ignoranti”).
        Esami di certo non alla pari di quelli di Giurisprudenza o di Economia per carità ma prova a dare in mano un libro di Pedagogia a uno di Economia che non è portato per questo corso di studi e vediamo se ne capisce qualcosa. Forse è meno pesante di Medicina o di Matematica ma chiamarla “merda fritta” quando nel corso della nostra vita ci affidiamo quasi sempre ad educatori, formatori, pedagogisti e insegnanti mi sembra inopportuno, banale e anche ipocrita. L’educazione è alla base della nostra vita e ci accompagna per tutta la vita ma per sfortuna in giro ci sono persone che pensano di fare gli educatori o i pedagogisti e non hanno un minimo di competenza a riguardo (oltre a studi teorici, basi di progettazione ecc).

        Come io non mi azzarderei mai a creare un dibattito con un fisico del Cern su questioni che riguardano il suo lavoro (a riguardo ignoro 3/4 delle cose), sicuramente una persona intelligente che fa il fisico al Cern mi lascerà fare il mio lavoro di educatore e pedagogista nei servizi per l’infanzia, per la fanciullezza, per la preadolescenza e l’adolescenza, per la giovinezza, l’età adulta e la vecchiaia (con tutte le problematiche, le necessità per ogni fascia di età).

        Ci lamentiamo di questa società ma nessuno va a vedere quali sono le cause di queste trasformazioni, questo individualismo allo stato puro, questa mancanza di collettività. Tutti a disprezzare la Pedagogia e direi anche la Sociologia.

        Che poi tu abbia affrontato nel tuoi studi dei corsi facili, semplici, con la media del 28, con professori che stan lì solo per prendere soldi e delle prospettive di lavoro pari a zero, buon per te; sei stata fortunata per la media ma direi molto sfortunata per il livello di lezioni, professori e studio.

        • Io di corso ne ho nominato solo UNO. E non era nemmeno scienze dell’educazione. Poi che il mestiere dell’educatore sia delicato e complicato a me sembra chiaro e palese, che un educatore sia – come nell’esempio sopra – in grado di discutere alla pari di fisica eccetera eccetera eccetera. E se mi dici che “lasciuramaria” qualunque ritiene di potersi improvvisare nel tuo campo perché ha letto il libro di Tata Lucia, io sono solidale, è di questo che sto parlando.
          Io parlo della mia esperienza diretta. Ho già detto: sociologia l’avrei fatta, se avessi potuto, era la prima scelta. Non ho potuto. Ho provato a fare Legge, che era la seconda, ma giuro che lavorando non ci sono riuscita. Era troppo dura per le mie capacità.
          L’altra facoltà era una passeggiata. A me dispiace che qualcuno si senta offeso, ma è quello che ho vissuto. E che penso, di conseguenza.

      • Poi succede che se fai l’esperienza di educatore, ti passa tutta la voglia di chiamarla “scienza delle merendine”….

      • Non sapevi di avere un sottoinsieme di lettori contro? Mi stupisce che qualcuno non abbia ancora tentato di investirti con la macchina per la marea di cazzate che scrivi.
        Sembra che tu ti stia impegnando al massimo per diventare la nuova “Sgarbi”, stai per caso sperando che qualche produttore televisivo resti colpito dalla tua presunta intelligenza o brillantezza?? Su internet non ci si informa ma ci si trovano davvero un mare di cazzate, come quelle che perdi tempo a scrivere tu.

        Chiara, laureata in scienze delle merendine (cioè una ignorante non in grado di conversare con colleghi dottori in altre discipline e che dovrebbe passare le serate al bar di periferia a bere Spritz. Yeah.)

        • Non ce la puoi fare, neh?
          Se mi trovi dove ho scritto “intermediazione culturale = scienza delle merendine”, lo spritz te lo offro io.
          Se poi trovi dove ho scritto che non hai diritto di conversare coi tuoi colleghi, te ne offro due.
          Se poi magari riesci a capire che il senso del mio post è che quando un laureato in biologia ti verrà a spiegare che l’intermediazione culturale la farebbe meglio lui di te, e tu lo manderai a cagare, avrai ragione tu, te ne offro 3.

          E credimi, la tentazione di tirarmi sotto con la macchina è venuta ad un sacco di gente, ma non per le cose che scrivo sul blog: per quelle che mi riesce di dire de visu.

          • son passato di qui per caso ma già ti amo.
            Avrei smesso di rispondere a questi commenti dopo il primo (CAPRE! si parlava di Sgarbi, no?)
            Complimenti per lo spirito che ti chiama a chiarire il significato del post, anche a chi non si degna di chiedersi se l’ha capito bene o se merita di leggerlo un’altra volta.
            E sì, sono lusinghe. Ma condivido la tua idea e mi fa piacere lusingarti per averla scritta.

            Un Fisioterapista
            e Educatore

          • ma poi, se chiarella si occupa di intermediazione culturale non dovrebbe essere un po’ più gentile e diplomatica? Se usasse quei toni durante il lavoro, rischierebbe di far scoppiare una rissa e mandare a putt@ne qualsiasi accordo.

          • Mi fa ridere un sacco vedere gente laureata in “scienze delle merendine” incazzarsi da morire quando viene chiamata così. Purtroppo sì, obiettivamente, esistono lauree molto più facili di altre. Lauree in cui non serve essere geni per riuscire. Basta studiare. E chi lo dice ha una triennale in psicologia da cui è fuggita lontano. Gli esami sono facili, super facili. Il più delle volte basta studiare una serie di teorie, punto. Tutti, o i più, sono in grado di studiare. Ma pochi, molto pochi, riuscirebbero davanti a una laurea in matematica, o in qualcosa che richiede uno studio più approfondito come medicina, o in qualcosa che richiede la comprensione delle cose come ingegneria. Non mettiamo tutte le facoltà sullo stesso piano, perchè non è vero. E una cosa che oggi è difficilissima da dire è che tutti abbiamo dei limiti. Io non sono in grado di fare belle arti, come l’autore del post. Tanta altra gente non è in grado di affrontare facoltà più impegnative. Ammettetelo, punto. Ognuno ha un talento. E riuscire in ambiti più complessi è solo uno dei tanti.

        • Scusate,ma il 90 % delle persone non c’ha proprio capito un cazzo sul discorso che hai fatto.
          E di questo 90% sembra che tutti siano laureati,a questo punto un po frustrati da un titolo ormai acquisito che non gli da l’indipendenza necessaria.Non trovate lavoro?
          Vi sentite piccati perchè vi ha completamente descritto e non ci volete credere che siete: “Di giorno tutti bravaggente, a cena tutti MariaDeFilippisti, la sera tutti quindicenni, a letto con la sbronza, la mattina a lavorare con l’hangover, in pausa pranzo posano la zappa, accendono il pc et voilà: tutti Dottori.”
          Quindi rileggetevi e pensate al vostro futuro,ma sopratutto pensate alla societa che passerà ai vostri figli.E non incazzatevi se scoprite di essere tutti uguali perchè è per questo che siete stati educati.
          Bye

          • Grande Franko! “E non incazzatevi se scoprite di essere tutti uguali perchè è per questo che siete stati educati.” questa mia è piaciuta un sacco e hai ragionissima a parere mio. detto questo: alla categoria laurea merendine posso aggiungere “laureati frustrati perchè gli altri laureati li scherzano” e ” laureati che non sono in grado di leggere e capire un testo scritto”? oh, io mi ricordo che nella mia pagella alle elementari figurava una voce “lettura e comprensione di un testo scritto”. poi ci sarebbe la mega categoria, di cui fanno parte persone di ogni genere chiamata “code di paglia”.
            Ah, per chi volesse poi saperlo, io faccio parte della categoria di giorno lavoro come una bestia, di notte nel weekend suono nei locali e bevo come una lamborghini, e al mattino nel week end lavoro di nuovo, e leggo e mi informo e chiedo spiegazioni. e non mi sento affatto offesa da questo post. ciàpa.

          • non credo di essere una di questi che descrivi, anche se laureata e disoccupata. Eh magari “posare la zappa in pausa pranzo”, vorrebbe dire avere della terra da coltivare! :)

        • Si chiarella, è una cazzata. Sai cos’è anatomia patologica? Analisi I e II ce le hai presenti? Anche lasciando stare priva o commerciale (vecchio ordinamento, ovvio) La verità è che una volta c’erano lavori MENO QUALIFICATI DI ALTRI, che si potevano fare con la V e un diploma, tipo l’infermiera. Poi l’università ha fiutato il business e ha creato una formazione abilitante fasulla che immette lavoratori troppo avanti con gli anni per il carico di lavoro imposto all’inizio di certi mestieri (perché non mi si venga a dire che gestire una classe di 30 bambini di 4 anni è un’affare di testa: servono riflessi e concentrazione da giovani) e con aspettative troppo alte. Di lì delle lauree che non hanno ragione di essere se non in due atenei su mille con una selezione terribile. Scienze della comunicazione è una facoltà che non ha senso, ad esempio, perché la comunicazione è la cosa meno studiabile del mondo: servono talento e pratica. E io in quel mondo ci lavoro. I comunicatori migliori che conosco, gli art director più bravi hanno la quinta all’ITIS. Ma ce sanno fa. E tutti i dindi di mamma spesi allo IED non colmeranno mai questo gap. E se non ci credete che sia solo una questione di business, ecco a voi la laurea per estetiste: http://www.medicinaestetica.uniroma2.it/?page_id=5

      • “c’è gente laureata in merda fritta”. STO MORENDO.
        E hai rischiato di annientare il mio portatile nuovo, facendomi sputacchiare a spruzzo l’acqua sulla tastiera! :D

  2. Tu l’hai detto in preda allo smadonnanento, ma è vera la faccenda di quelli delle Belle Arti! Anche su cose più soft, tipo la diatriba teatroVScinema/tv. Un ogni accademia che esiste in Italia (tranne quella di Roma che sennò si da la zappa sui piedi) classifica a priori il teatro come l’arte vera della messa in scena, il Nirvana, l’arcobaleno col pentolone e bla bla bla. Il cinema è merda. È il nemico capitalista spogliato di ogni parvenza di espressione artistica. Ora tu sai che io ho fatto gli studi dello spettacolo per poi chiudermi due anni a fare le Belle Arti…quello che non sai è che mi sono laureata con sei mesi di anticipo per levarmi dalle palle dopo innumerevoli discussioni monotematiche con gente che al cinema non ci va perché “il cinema è merda, io vado solo a teatro”. Docenti compresi. Che io studentessa gli dovevo spiegare le cose…io….che vivrei di film eppure a teatro ci sono andata, l’ho studiato ed ho cercato di capire e mi sono astenuta. Ma loro no! Ti giuro che c’è stato un esame in accademia dove ho parlato per un’ora dell’arte associata al cinema, citando pellicole che nessuno lì aveva mai sentito ne visto, e per non dare a vedere che li avevo colti in fallo hanno mandato la preside a dirmi il voto. La preside. Dopo una scena tipo:
    “Prof. L’ha visto questo film? No? Dovrebbe vederlo!”
    “Non ho molto tempo di stare davanti alla tv….”
    “Vada una volta in meno a teatro.”

    Giuro, è andata così.

    • sì Amor mio ma io mica dicevo a caso, ogni volta che pesco un cretino su fb lo trovo “artista concettuale” diplomato all’accademia di qualcosa. 90 su 100 sono rampolli annoiati di qualche imprenditore.
      La roba che racconti tu é allucinante. Posso ricambiare con un prof. di diritto pubblico (DIRITTO PUBBLICO, CRISTO) che ci obbligò a comprare un suo testo in cui sosteneva che i magistrati che indagano i politici ladri sono più dannosi dei politici ladri per il paese.

      • Ciao Sono una polemica e quindi mi inserisco nella conversazione.
        Anche io ho studiato all’accademia di belle arti ma sono stata fortunata ed i miei professori spaccavano, nonostante il mio fosse un corso sperimentale probabilmente da voi giudicato il più stupido di tutti: fumetto ed illustrazione.
        Probabilmente ora secondo quanto scritto sopra non dovrei nemmeno lasciare un commento visto la banalità(tranne per i veri nerd) della materia da me studiata che mi rende incapace di una qualsiasi visione critica e di una qualsiasi opinione.
        A proposito del termine opinione, giusto per fare un appunto anche se l’opinione di un luminare è sicuramente posta in una posizione di importanza più rilevante rispetto a quella di un comune mortale, non si può categorizzare tutto nè tanto meno impedire alla gente di esprimersi come e quando vuole.
        Esempio quando ero piccola ero appassionata di dinosauri, e lessi che una delle prime scoperte in merito furono delle impronte fossili di dinosauri bipedi tridattili. Gli accademici del tempo dissero che erano le impronte del corvo di Noè (un corvo liberato dal patriarca bibblico prima della colomba che scappò) ridicolo chiaramente. Eppure ora dopo 2 secoli e mezzo gli esperti paleontologi sono giunti alla conclusione che i dinosauri altro non fossero se non dei polli enormi con tanto di piume(vedi velociraptor).
        Quindi non sempre le opinioni dei cretini sono così stupide… a volte bisogna fare 3 passi indietro per vedere bene cosa stiamo guardando.
        ( chiaramente la cosa della sirene è fantascienza)

        • se tu ed io andassimo a vedere una mostra di un pittore – qualunque pittore – io ti ascolterei senza fiatare, perché come già detto non ho nessuna base al di là del mero gusto personale, gusto per altro non educato. Ho letto monografie, ho le mie preferenze, ho visto mostre, ma questo non cambia la mia sostanziale ignoranza e quindi impossibilità di discuterne alla pari con te.
          Magari se io avessi 70 anni e l’arte fosse la mia grande passione e tutto il tempo libero lo avessi dedicato a studiare, le parti sarebbero invertite, pure senza laurea.
          Vedo che in decine si sono incazzati per una cosa che a me sembrava impossibile fraintendere, ovvero non c’è UN corso che produca solo bestie né uno che produca solo genio puro, eppure il pianeta è zeppo di gente che si scontra con te, con me, con chiunque, su argomenti che NON conosce, sulla base di una presunta democrazia non dell’esprimere un’opinione, ma del VALORE della propria opinione.

          • Lascia perdere, i più non capiscono.

            Offendersi è MOLTO più facile e veloce che capire, o sforzarsi di farlo.

            Se tu avessi scritto “non bisogna essere arroganti e pretendere di imporre le proprie OPINIONI su cose oggettive che non si conoscono”, nessuno ci avrebbe fatto caso, oppure tutti, TUTTI, avrebbero pensato che LORO si trovavano dalla parte giusta, di chi conosce (anche se orologiai discutendo di patate con un agricoltore da generazioni).

            E’ come disse Piero Angela a proposito del ciclo di trasmissioni sugli eventi “paranormali” andato in onda anni fa: “questo documentario non cambierà niente. Chi ci crede, continuerà a crederci; chi non ci crede, troverà conferma a ciò che già pensava”.

            Se uno a certe cose non ci arriva da solo, non è che dall’esterno si possa fare più di tanto.

            Hai solo aumentato la “forbice” tra chi ti apprezza e chi ti disprezza.

            Peccato, ma complimenti lo stesso per lo sfogo ;-)

      • Ex ingegnere informatico (cioé, la laurea triennale ce l’ho, ma non esercito). Mollata specialistica di ingegneria, tra le altre cose, a causa prof di calcolatori elettronici che ci forzava a studiare la scheda madre da Lui progettata e distribuita in 1000 copie in tutto il mondo. È vero che capita una capite tutte, ma sto atteggiamento mi stava un po’ sul cazzo (e mi sta tuttora).

      • Ecco perché, dopo un’onorata carriera al Liceo Artistico, compresa di bocciatura perché “dobbiamo bocciare 5 persone, la classe è troppo numerosa” NON andrò mai a fare belle arti. Dopo aver sentito ciò che si dice nelle Accademie (che siamo troppo legati a Raffaello e Michelangelo, che il figurativo va buttato nel cesso e le cose meravigliose che stanno scritte qualche post più su). Farò una cosa probabilmente considerata altrettanto inutile che è Filosofia, ma amen: pur con la mia futura laurea da barbona sotto i ponti, sapendo di essere una pippa in matematica, mai mi metterò a discutere con uno scienziato del cern -pretendendo ragione- solo perché sarò laureata.
        Eh sì, questo è il futuro che ci aspetta, coi quarantenni adolescenti dei Social Network, sempre a dubitare di qualunque cosa che non sia una loro idea.

    • ma in quale Accademia sei stata?
      ti assicuro, io insegno a Genova, e che dal 1980 anno in cui l’ho frequentata io, il cinema è considerato come il teatro.
      Anzi, come mezzo espressivo decisamente più amato, almeno da me e in generale più citato ed usato.
      Ma non sono il solo.
      Ed amo anche, se non mi fa addormentare, il teatro…

      • Porti pazienza, ma se rispondo a questa domanda mi brucio l’anonimato. Se vuole le rispondo in privato. Però no, davvero, per me l’accademia è stato un posto molto poco “aperto”, dove ho faticato ad integrarmi proprio perché nessuno capiva cosa dicevo. Esperienza mia e di altri miei colleghi in altre accademie. (Ho anche scelto un corso che credevo adatto a me è invece non lo era, lo ammetto)

    • @ La Disfunzionale: brava, sono d’accordo con te. Però “dà” (voce del verbo “dare”) si scrive con la “a” accentata, così come “né” (congiunzione) si scrive con la “e” accentata. No, dato che si dà contro alle Lauree in Merda Fritta, almeno chi si è laureato in Sociologia scriva con la grammatica italiana corretta…

      • Io credo invece che sottolineare gli errori grammaticali (specie se minuscoli ed in un contesto non proprio accademico) sia un comportamento piuttosto indelicato. Rischia di risultare come un tentativo di screditare l’opinione altrui senza apportare alcun contenuto. Non so, lo fate spesso anche a quattrocchi? Perché personalmente lo troverei odioso.

        • Sarebbe corretto se il verbo “dare” fosse all’imperativo. E non è questo il caso.
          Il verbo “dare” al presente e in terza persona singolare è “dà”.
          Prima di dare correzioni, sarebbe buona norma assicurarsi di sapere di cosa si parla…

      • mi permetto una precisazione, anni fa l’ortografia e la grammatica corretta dell’italiano standard (che sono due cose diverse, la scrittura di da/dà/da’ è una questione puramente ortografica) richiedevano di aggiungere un suono vocale prostetico all’inizio di parole col gruppo s+cons quando ne seguivano un’altra che finiva in consonante (“per istrada”). credo che ormai suoni ridicolo per tutti. che voglio dire, va bene essere precisi ma non pedanti, ogni lingua ha le sue regole che si modificano di continuo, ogni tanto poi anche la scrittura si aggiorna. sia male o bene è chiaro che stiamo andando verso l’uniformazione di quelle 3 forme scritte, così come non è praticamente più normativo accentare “sé” in “sé/se stesso”

        • Urka, dovro` scancellare un bel po’ di roba sul Serianni, spesso dice il contrario. Quasi quasi la butto via del tutto quella grammatica, passiamo a italiano due punto zero generazione nativi digitali. E riprendiamo il loop dal titolo di questo post, che e` uno spasso, e i commenti favolosi! Dopo aver letto tutto mi daro` una laurea in threadologia da aggiungere alla mia collezione. Verba ti lovvo tantissimo!

          • nel senso che un linguista e filologo dice che le lingue naturali sono immutabilmente uguali a sé stesse nei secoli dei secoli? che l’ortografia e la grammatica sono la stessa cosa e quelle 3 parole, solo graficamente distinte per convenzione, foneticamente non hanno la stessa forma [da]? si è dimenticato della formula ormai lessicalizzata “per iscritto”? non so perché ma, secondo me, no

      • Pero’ se vogliamo fare i puntigliosi, facciamolo bene. “Da” senza accento e’ un errore ortografico, e per come l’ha usato La Disfunzionale ci vuole l’accento e non l’apostrofo. L’apostrofo si userebbe nell’imperativo (da’ invece di ‘dai’). Per prevenire il prossimo post, vivo all’estero e la mia tastiera non ha gli accenti :)

        • Grazie GP! Parole sante! Mi stavo accingendo a scrivere un post, ma mi hai salvato :)
          Deformazione professionale: ho un master in merendine e promozione della lingua italiana!!!

          Se non ci fossero cosi’ tante parolacce, userei il pezzo con i miei studenti!
          Buona giornata a tutti!

  3. Cosa diceva quel tizio che ha scritto un libro che pii ci hanno fatto pure un film? “L’ignoranza è forza”.
    E l’ha scritto nel 1948
    SVEGLIAAAAAAAA :p

      • bell’articolo ma mi chiedo…. tutti vogliono la pace eppure tutti si allenano alla guerra (non male come metafora vero? :) ) Ho visto diversi stabulari, eppure vi posso assicurare che, grazie all’unione europea, per poter utilizzare animali nella sperimentazione c’è una trafila burocratica (permessi, valutazione del lavoro, periodo di attesa, protocolli da sottoporre a valutazione) che limitano moltissimo l’utilizzo degli animali. Ogni sperimentazione deve presentare anche il “perché” servono gli animali e quanti, se le condizioni non sussistono il permesso viene negato e quindi si deve rivedere il protocollo. Parlo da biologo non ancora laureato (ma in procinto spero), quindi forse non varrà granché la mia opinione ma non apprezzo chi sminuisce (in un modo o in un altro) il lavoro altrui, fosse anche uno spazzino a parlare. Il LAVORO E’ LAVORO, ognuno abile nel suo campo; gli screzi tra facoltà sono solo delle burle infantili (almeno per quanto mi riguarda) mai fatte con cattiveria o altro.
        Buona serata :)

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  6. hai mai sentito parlare di quelli che mangiano tutto ciò che non proietti ombra? l’ho sentita su una puntata dei Simpson. (non su internet!).

  7. hai detto delle sacrosantissime verità.
    lascia perplessa molto anche me la facilità con cui questo grande strumento d’informazione e comunicazione che è il grande mare del webbb si sia trasformato in un ottimo alibi per impigrirsi la mente, smettere di usare un po’, almeno un po’, di senso critico e bersi, e supporre di far bere ad altri, la qualsiasi.
    che peccato, davvero un gran peccato.

    • é vero che viene da incolpare il mezzo.
      anzi forse in parte é davvero anche colpa del mezzo, non intendo la connessione ad internet ovviamente, ma i social network, perchè funzionano prevalentemente con la condivisione di contenuti “brevi”, immagini, meme, slogan, e non con la produzione di contenuti sensati. Mi è capitato non so quante volte di spiegare o contestare delle bufale palesi portando fior di articoli a dimostrazione, e la maggior parte delle volte il mio interlocutore mi risponde che non riesce a leggere l’articolo, é troppo lungo, articolato, complicato (???)… all’idiota bastano due righe, non si domanda nemmeno se c’è una base reale. Ed è vero che è un peccato.

        • lungi da me “demonizzare” il mezzo, che è in realtà un grandissimo strumento.
          e non è nemmeno solo un problema di brevità e sintesi dei contenuti: non ci sono solo tweet e post di quattro parole che veicolano idee e pensieri di dubbia validità ( che in pochi sanno contraddire proprio per mancanza di metodo scientifico o per eccessi di tuttologia spicciola).
          c’è anche chi scrive papelli interminabili per sostenere e dimostrare delle emerite baggianate.
          a me è successo quando si è trattato di decidere se vaccinare o meno i miei figli.
          ci siamo rivolti, oltre che al pediatra e all’asl, anche al web.
          e c’è di tutto ovviamente, anche siti prolissi e pieni zeppi di supercazzole infondate e farcite di complottismo e di bufale, pagine e pagine davvero.
          poi basta saper usare il mezzo, e si trova anche altro: informazioni “laiche” e soprattutto argomentate e supportate da fonti, vere e verificabili.
          purtroppo per molti passa il concetto secondo il quale “è vero perché è scritto su internet”…

  8. condivido lo sfogo :)
    per passare ad un livello successivo, ti consiglio di fare una ricerca con parola chiave: “respirariani”. se il fruttariano ti sembra estremo, studiati questo (poi ci fai un post e me lo vengo a leggere!)

      • ma tu prendila con filosofia. e pensa che se funziona puoi smettere di temere che il tuo uomo torni dalla spesa con prodotti top gamma: la luce del sole è ancora gratis e potrete nutrirvi solo con quella, fotosintetizzerete con gli occhi!

      • brandelli di un’intervista alla respirariana Pasquy:

        Pasquy raccontaci della tua scelta di diventare “respiriana”.
        Gioiosa giornata a tutti! :)
        Beh… non è stata proprio una scelta! Ero fruttariana e in quel particolare periodo stavo facendo una mono-dieta melariana: quella settimana stavo mangiando solo mele biologiche rosse… Praticavo meditazione da diverso tempo, ma la sera del 6 dicembre accadde qualcosa di molto strano! Ero seduta sul mio letto a gambe incrociate, stavo facendo la meditazione del Respiro dell’Amore di Jasmuheen ed a un tratto ho sentito un sapore dolcissimo in bocca, tra un respiro e l’altro, mentre tenevo la lingua dietro al palato. In seguito ho scoperto che quel nettare era chiamato Amrita e chi produceva quella piccola goccia che cadeva dal palato poteva diventare immortare e nutrirsi solo di Prana (Energia), Luce e Amore. Mi sono sentita sfamata a tutti i livelli, appagata, felice, in armonia con l’Universo. Ero leggera, perdevo l’equilibrio, dopo un po’ riuscii a camminare, una sensazione meravigliosa di Luce e Amore

  9. Già l’ignorante saccente che non sta neanche ad ascoltare quello che tu pazientemente cerchi di spiegargli e che di fronte a dati incontestabili incomincia a dire “sì ma però …” è veramente indisponente.

  10. Verissimo, internet è capace di tirare fuori il peggio del peggio del peggio, signore! E comunque ho sempre pensato che stiamo ormai attraversando un tristissimo medioevo culturale.
    E comunque volevo ringraziarti per tutta la considerazione che hai della biologia molecolare. Che mia madre ancora non ha capito tanto bene e mi legge le analisi del sangue.

  11. Mi permetto di diffondere questo tuo post che riflette, in maniera decisamente più elegante rispetto al creativo turpiloquio che si annida nella mia mente, il mio esatto pensiero!

  12. Che poi non c’è mica niente di male ad essere ignoranti. Io sono ignorantissima, mica mi offendo se qualcuno mi dice che non capisco un tubero di medicina o di scienze politiche :)
    Il problema è che siamo circondati da tuttologi, quelli che l’opinione personale è sacra ma guai a pensarla diversamente.
    Sui fenomeni dell’internet dio supremo ti dico solo: rettiliani.

  13. Veramente le considerazioni, per quanto sacrosante, mi paiono banali come il male che raccontano. Dai loro un pulpito e loro predicheranno. Questo è internet. E quello è l’uomo. L’unica cosa sacrosanta è che non è l’umanità che va salvata, ma il singolo. L’umanità è sempre la stessa da quando ha messo piede sulla terra: la pretesa che possa verificarsi o che si sia verificata nella storia una maturazione collettiva è ridicola, semplicemente perchè contro la realtà, l’evidenza delle cose. Solo il singolo matura, migliora, è persona interessante. Peraltro il classismo per il quale un fisico del Cern dovrebbe saperne di più del raccoglitore di pompelmi è, oltre che infelice, da mediocre osservatore. Lo scandalo, dal mio punto di vista, non esiste.

    • Un fisico del Cern dovrebbe saperne più di un raccoglitore di pompelmi, di *fisica*. Vero che sono considerazioni banali, beata l’ora! Eppure siamo pieni di raccoglitori di pompelmi che pretendono di insegnare di volta in volta chimica, fisica, biologia e storia dell’arte.
      Non è uno scandalo, è un enorme giramento di maroni. E non voglio salvare nessuno, per quello ci sono già decine e decine di blog di fanatici religiosi di varia specie.

      • quello che voglio dire, è che queste persone ci sono sempre state. Purtroppo, nei tanti pregi che ha, internet ha anche il difetto di dare uno spazio a tutti. Uno spazio che, parlando di divulgazione di cultura, 20 anni fa uno si doveva meritare per dire ciò che pensava, ciò a cui era arrivato. Oggi in questo campo,grazie a internet, per citare un furbo imbecille “1 vale 1″

        • no ti prego le citazioni grilline no che poi mi viene nervoso e non riesco a dormire :)
          Alla fine quello che stai dicendo è più o meno quello che penso anche io (la discussione si è estesa a più blog e non ricordo esattamente dove l’ho scritto), la colpa non è “del mezzo”, certamente, però adesso tutte queste idiozie che prima uno magari diceva a casa, davanti alla pastasciutta, di sera, e dava fastidio giusto a sua moglie, adesso ti vengono sbattute in faccia plurime volte al giorno. E c’è questa convinzione, secondo me sbagliatissima, che il poter parlare equivalga a DOVER ESSERE ascoltati. Il che è demenziale.

      • Personalmente – condividendo assolutamente l’idea che l’ignoranza non andrebbe sdoganata – ritengo che il problema non sia pretendere di essere ascoltati, bensì di ricevere credito assoluto. Il discorso, e qui in parte condivido la controcritica di Jhonny, è a mio avviso più sottile, profondo e ahimè pernicioso: non si richiede ascolto, il che sarebbe un bel balsamo per il confronto universale, ma riconoscimento dell’auctoritas, concetto che fonda storicamente una delle forme di prova argomentativa più rischiose (e in ultima analisi fallaci, statisticamente) che siano mai esistite nell’ambito del dialogo teoretico. Detto questo, un fisico del Cern dovrebbe saperne di più, e questo è sacrosanto: ma ciò non deve privare l’interlocutore, chiunque egli sia, di uno strumento meraviglioso quale il dubbio, a patto che esso sia strutturato, fondato, e magari offerto con umiltà. Il problema è tutto lì: non nell’affermazione di legittimità di un’affermazione, ma nell’acritica autovalutazione di essa. Perché di fatto la ratio ci offre un pregio portentoso: ci permette di smentire il fisico del Cern, pur avendo una laurea in merendine, a patto che la smentita sia consistente. Per me dobbiamo (tutti, compresa l’autrice di questo piacevole e largamente condivisibile post) smettere di guardare il dito e guardare la luna: a dare valore a una qualunque asserzione ci pensa la sua stessa qualità teoretica, non (se non in minima parte) il pulpito da cui essa proviene. Internet e tutto il suo armamentario fatto di (cosa tremenda) sintesi estrema, labelling, proliferazione infinita di dati e percorsi, ha invece dato a chiunque l’idea che l’autorevolezza sia universalmente pari A PRESCINDERE dalla consistenza di ciò che si afferma. Il che, in campo scientifico, è un assurdo. Ma attenzione al pericolo opposto: mi spiacerebbe molto se il sapere e il confronto tornassero ad essere iniziatici, verticali, salottieri, classisti, perché grazie alla ragione questo non è strettamente necessario.

  14. Vista l’ora mi limito a riportare una citazione di Isaac Asimov:

    “Anti-intellectualism has been a constant thread winding its way through our political and cultural life, nurtured by the false notion that democracy means that ‘my ignorance is just as good as your knowledge.’”

  15. Ben dite! Ben sunade! Ben cjantade! (qui ci scapperebbe un bestemmione che ti risparmio). Questo post ha tradotto in un singolo meraviglioso monologo una incazzatura che mi gira per la testa da giorni. Grazie!

  16. No ma scusami, prima di internet nessuno aveva osato dire che i negri erano inferiori e tutti gli stavano dietro? c’hanno messo di mezzo pure la scienza. Ma soprattutto… non starai mica dalla parte del governo techno (quello di monti, questo e’ il governo balera). No perche’ sei mio nemico tanto quanto quelli che ci piazzano gli uno in mezzo agli esclamativi.
    Cosi’… tanto per stare fuori dal coro.

  17. Per quanto possa condividere il contenuto del testo in sé sull’uso fallace di internet, mi sento colpita dalla frecciatina gratuita “Laurea in Lingua Giapponese (!!!!!)”. Onestamente, con un bagaglio di storia mondiale, filosofia, economia (essì), diritto (essì di nuovo), politica e relazioni internazionali e sticazzi vari, non mi sento necessariamente il caprone della foresta profonda che non ha diritto di parola nei Grandi Problemi Del Mondo. Anzi, suppongo che la maggior parte della gente cosiddetta “acculturata” che citi, tipo chi esce da giurisprudenza o economia o scienze politiche, manco lo sospetta che di fatto studiamo le stesse cose. Quindi giudicare attraverso il titolo della laurea o il grado d’istruzione senza indagare sulle reali conoscenze e competenze delle persone è semplice ingenuità, oltre che classismo e cecità.

    Solo per dire che, per quanto possa capire che il post di per sé sia uno sfogo, se inizi a parlare anche tu per pregiudizi e sentito dire non ti allontani più di tanto da chi stai criticando e tutto il tuo post perde di persuasione :)

    • Pensavo non fosse cosi’ difficile capire le citazioni di Lauree a caso. Con tutto il rispetto per una persona che parli giapponese, per il Giappone e per tutta la sua cultura, il punto non era la laurea in Lingua giapponese, ma il fatto che il laureato in Lingua Giapponese voglia disquisire di fisica nucleare a pari livello di un fisico nucleare.
      A parti invertite, come chiameresti un fisico nucleare che va a dire ad un laureato in lingua giapponese che sbaglia le traduzioni perche’ lui il giapponese lo sa, visto che legge manga (in inglese) e guarda anime (coi sottotitoli inglesi)?

      • Infatti quello che mi pare sia sfuggito un po’ a tutti ma Lou forse l’ha colto è che una persona NON CAPRONA prescinde dal titolo di studio.

        Studiare non serve solo per sapere qualcosina in più su una determinata materia (scienze delle merendine scomposte comprese) ma soprattutto serve per imparare a fare connessioni, aprire la testa e arrivare, come ha detto Lou a “chi esce da giurisprudenza o economia o scienze politiche, manco lo sospetta che di fatto studiamo le stesse cose”.

        E’ pensare per compartimenti stagni e la presunzione di sapere tutto perché si è mostruosamente bravi in una cosa che fa di una persona una capretta.

        Chi non sa le cose ma blatera lo stesso è la molla che fa girare la ricerca scientifica.

        Mettersi su piani differenti, sentirsi superiori perché si è laureati ecco, quello è da cazzoni tanto quanto ci dice “svegliaaaa!!!111!!”

      • Purtroppo mi confronto ogni giorno con gente “fisico nucleare che sa il giapponese visto che legge manga (in inglese) e guarda anime (coi sottotitoli inglesi)”. Forse pensavi di fare un’iperbole, invece è proprio quel che succede in Italia. Magari non sono tutti fisici nucleari, ma nelle mie conoscenze ho gente che studia materie scientifiche (ma anche lettere classiche, tanto per dire) che appassionato d’anime – o addirittura, “vado in Giappone ogni anno 2 settimane da 10 anni!!!11!!” – si permette ad esempio di mettere naso su scelte lessicali perché “il sub inglese/dizionario dice che questa parola vuol dire X, perché tu hai usato il sinonimo Y?”. Sì, per me è ignorante, però la sua laurea è “considerata dalla società più difficile della mia”, quindi sai quante volte altri “caproni” hanno supportato le obiezioni di tali persone invece di fidarsi del traduttore? E questo proprio perché succede quello che dice GarbageCan qui sotto, ovvero il ritenersi superiori per un titolo considerato da tutti superiore “in termini assoluti” (sì, riconosco che medicina è più difficile di lingue, ma questo non ti rende un genio della lampada su TUTTO lo scibile umano). Eppure succede così. Non hai solo i “caproni ignoranti senza studio” che obiettano, ma anche gli acculturati che si comportano da caproni. E a loro cosa rispondi? Se osi controbattere ti arrivano risposte come quelle del post di cui sopra, “tu sei laureato in scienze delle merendine, stai zitto”.

        Ora, la mia esperienza personale è nell’ambito delle lingue, ma sono sicura che si applichi in tanti altri.

    • Mi sono spiegata male io, sicuramente, ma credimi che sulla laurea in giappo mi hai fraintesa. La frase era “da cosa parte ‘sto cristo per dirti che tu dovresti vivere di banane e mele, ti sentiresti tanto meglio”. E scopri che il presunto “nutrizionista”, “medico”, “biochimico” é un laureato in economia, in lingue orientali, ha fatto un’accademia di belle arti oppure fa il meccanico. Un po’ come se un nutrizionista venisse da te a dirti che mishima è morto di freddo.
      In realtà ho il massimo rispetto per la maggior parte dei corsi di studio. No, non per tutti, e mi fa impazzire che si voglia dare pari valore ad una laurea in medicina ed ad una in scienze della formazione, per altro triennale.

      • da laureanda alla quinquennale in scienza delle merendine (cinese e giapponese) posso confermare che guardo film in giapponese e sbircio ancora i sottotitoli ogni tanto. Posso dire che sono due lingue difficili, ma non lauree dure. E tanta gente, per quanto abbia una laurea e possa giusto mangiarsi quella perchè ormai il lavoro è utopico per tutti e non solo per quelli che hanno lauree fuffa, ma anche lauree mediamente utili, c’è gente che parla a sproposito indipendentemente da quel che studia. Posso dire che, in base alle persone che ho conosciuto, ritengo sia più difficile che una persona che studia materie scientifiche sia credulona o non faccia approfondimenti. Ma io, da brava umanista non boccalona, quando sento tutte queste notizie alla ‘GOMBLODDO’ ho sempre travasi di bile. Trovo paradossale che ora tutti vogliano una laurea anche se di studiare e farsi una cultura gliene frega relativamente, perchè se non sei laureato non sei nessuno…ma in compenso il morbo dell’ignorante col forcone che grida al complotto e alle streghe e crede a qualsiasi boiata è in micidiale diffusione. Gente che vuole fare l’università, che la fa, che l’ha fatta, ma che si accontenta del blog dell’amico, o non sa fare una ricerca approfondita (cosa che l’università, a prescindere da cosa studi, dovrebbe insegnarti a fare).

      • Avevo capito che era collegato al contesto che descrivi, ma è stato lo spunto per riportarti la mia esperienza, che di fatto è opposta alla tua. Io per prima dico sempre che la mia laurea è inutile! Ma come ho detto sopra, frasi saputelle nella mia area di ricerca o lavoro me le sento dire ogni giorno da gente NON che tutti potrebbero considerare caproni in base al titolo di studio (o mancanza di esso), MA da presupposti sapientoni che escono da Università “difficili” e che quindi hanno un ego gonfio come un tacchino e credono di essere depositari di tutta la conoscenza umana. “Sono laureato in medicina” nella pratica di tutti i giorni della nostra società traduce con “io conosco la medicina E le lingue E la politica E le tradizioni di matrimonio della popolazione nomade che gira per il nord-ovest del Sahara e, solo perché tu sappia, conosco anche il gusto di gelati più buono di tutta Italia e l’anno di nascita di Paperino Paperone e Minnie, eh”. Partendo da questo presupposto di “io ho un QI più alto del tuo a priori perché il mio titolo di studio è più difficile”, che è supportato da tutta la società, danno per scontato che l’altra persona non sappia niente perché ha fatto qualcosa che dal suo punto di vista è scienze delle merendine scomposte, senza sapere cosa in realtà conosca l’altra persona. Con tutta probabilità, dati i miei studi ne so più io di diritto privato di un laureato in matematica, eppure ufficialmente agli atti la mia risulta essere una laurea in lingue e la sua in matematica, quindi la maggior parte degli italiani (tu compresa?) direbbe che tra i due il più intelligente è lui. Allora, chi ha il diritto di discutere di contratti tra privati? Io, lui, nessuno, entrambi?

        Infatti ho detto che concordo con quello che dici, ti stavo solo facendo notare che accade anche esattamente l’opposto (gente che si crede Dio perché ha un titolo di studio sì, ma di fatto non sa ‘na cippa dell’argomento). Purtroppo ^^”

  18. Direi che hai descritto molto bene il motivo principale per il quale uso sempre meno la rete. Si è effettivamente trasformata in un’inflazione di opinionisti “informatissimi”, con i quali è impossibile ragionare, o che comunque scrivono puttanate tali che leggendoli fanno cadere le braccia. Per cui desisto spesso e volentieri, salvo quei pochi siti “fidati” dove ancora si respira.
    Comunque grazie, è stata una bella letttura. :-)

  19. …ora non per fare il bastian contrario, ma io sono un fanatico del devi dimostrare.. Cioè, se guido una struttura complessa ed evidentemente non posso sapere tutto ciò che la mi struttura ogni giorno affronta operativamente.. anche se ho fatto scienze delle merendine e questo dovrebbe avvantaggiarmi sul mondo… E devo prendere decisioni complicate che ci vorrebbe la palla di vetro ma io evidentemente c’ho solo due palle così perché tutti i giorni tutti mi stressano con le più assurde minchiate che possono capitare in una azienda complicata come ce ne sono a migliaia. Cosa posso fare giorno e notte per evitare di prendere decisioni sbagliate e soprattutto per evitare che tutti mi prendano per il culo per le decisioni che ho preso? Posso semplicemente mettere in dubbio la tua parola sempre, anche se lavori con me da anni, romperti il cazzo, farlo in maniera scientifica facendoti pensare che sono un coglione ignorante rompiballe troglodita. Esponendoti le mie “osservazioni” con forza, che spesso sono provocazioni belle e buone, ti obbligo a dimostrare la forza delle tue e magari a tirare fuori una minchia di Excel, quattro stracci di numeri, che tutti vedono come il diavolo ma che è l’unica cosa informatica di valore degli ultimi 20 anni (l’excel non i numeri). Tu mi devi dimostrare che quello che mi dici ha valore, e ci devi mettere sopra il sedere perché se io sposo quello che dici tu e lo faccio fare, ci metto sopra il mio, ci metto sopra il lavoro di tante persone che implementano la tua (nostra) idea, ci metto sopra soldi e tempo. E devo essere molto convinto di metterci sopra il mio sedere. Non mi basta che hai tre lauree, fai questo mestiere da 15 anni, hai sempre detto la cosa giusta nel tuo settore, tutti ti riconoscono il tuo ruolo e in sostanza hai i controcazzi. Tu mi devi dimostrare qui, ora, su questo tema che non stai dicendo una benemerita cazzata semplicemente perché stanotte non hai scopato con tua moglie. In sostanza ti devo rompere il cazzo. Se non lo faccio, faccio male il mio mestiere e prendo male, con poche informazioni, le mie decisioni .. Perché la fiducia non è una costante e non si conquista per sempre, non esiste. Giorno per giorno, forse. Però bella sta storia dei fruttariani… Con stima -a

    • Ragionevole, ma qui si parla del caso in cui allo scienziato membro del complotto mondiale si spaccano i maroni pretendendo la spiegazione (“in termini semplici perche’ io quelle cose li’ non le capisco”) delle sue teorie mentre al primo pirla che apre un blog su internet si crede per fede e senza benificio del dubbio…

      • Opinabile. Einstein diceva: “Non hai finalmente capito qualcosa finchè non la sai spiegare a tua nonna.”. Faccio un rapido esempio: nel momento in cui il CERN spende 30 milioni di euro per cercare il bosone di Higgs, visto che sono soldi pubblici, devi dimostrarmi che son soldi spesi bene. Cosa mai fatta.. visto che Bertolucci ha già detto che serviranno altri anni di studio (ovvero soldi) per trovare 5 bosoni e capire che ruolo hanno. Anche se i giornali già dicono “Dio non esiste, o forse sì?”. Visto che appunto si parla di ignoranza, considerata una società basata sui soldi e sulla non conoscenza di certi temi complessi e di difficile comprensione, lo scienziato deve essere in grado di semplificare per far capire al popolare cosa stanno facendo. Con la scusa che son “cose difficili” che capiscono solo quelli dell’èlite dal lobo sinistro enorme, chiunque può fare qualsiasi cosa con enormi spese pubbliche. A questo punto trovo sì giusto che Vannoni usi i propri soldi per fare la sua sperimentazione, ma che lo faccia pure il CERN, allora. Così trovate le scoperte vivranno di ego nutrito dai riconoscimenti da tutto il mondo scientifico.

    • Orcogiuda, io dovrei la-vo-ra-re. Questo commento mi arrapa un sacco. Il rapporto di lavoro è diverso IMHO. Intanto io so chi sei tu e tu sai chi sono io, sai fino a dove arrivano le mie competenze, e soprattutto sai di dover rendere conto al tuo capo.
      Una serie di pretese del genere da qualcuno che non “avanza schei” da te, invece, sarebbe allucinante. Mi correggo, non sarebbe: E’. :-)

    • Mi dispiace ma non funziona così.
      Se una persona esperta nel suo campo (campo che richiede lungo e difficile percorso di studi) parla del suo campo non ha bisogno di dimostrarti nulla, perché tutte le dimostrazioni di ciò che dice sono scritte sui libri o nei suoi lavori, messi sotto gli occhi di suoi pari che possono criticare il suo modo di raggiungere ad una conclusione, ma mai la conclusione in se.

      Lui non esprimerà mai un’opinione sul suo campo, al massimo formulerà una sua teoria, e ti dirà lui stesso che è tutta da dimostrare.

      Se tu gli dici “me lo devi dimostrare” sei pigro.

      Perché mai lui dovrebbe perdere tempo con te ignorante quando tutto ciò che dice è stato ottenuto con metodo scientifico? Tu al massimo potrai contestare i metodi che ha/hanno (nel caso citi lavori dei colleghi) usato, ma per farlo non puoi essere ignorante.

      L’unico che deve dimostrare qualcosa è colui che propone l’alternativa. Se l’AIRC dice che il cancro non viene per colpa dei cartoni animati, o Veronesi dice che i vaccini non fanno male, sei tu che devi dimostrare qualcosa, non loro.

      Allo stesso modo, se l’AIRC sconsiglia di fumare non deve dimostrarti il perché, perché i suoi biologi/medici hanno già dimostrato con studi propri o/e di colleghi che fa male.

  20. Come disse il buon Harlan Ellison: “You are not entitled to your opinion. You are entitled to your informed opinion. No one is entitled to be ignorant.”

  21. Mi permetti una piccola chiosa?

    L’ignoranza è un problema. Verissimo.
    Ma non è tanto l’ignoranza il problema. Quella è fisiologica. Il vero problema è l’arroganza con cui se ne dà sfoggio.

    sa30a

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  24. Mo’ ti propongo per il Nobel, con contorno di Pulitzer e se non fossi ateo griderei pure “santo subito!!!”
    Ho una laurea in una disciplina scientifica e comprendo perfettamente quello che dici. Nessuno sa un cazzo e TUTTI aprono bocca. E se provi a portare dimostrazioni concrete sono tutti dati “pilotati” “pagati dai massoni” (?!?!?) o “dalle multinazionali”.

  25. Carissima, che gioia scoprire il tuo sito!
    In questi tristi momenti in cui l’idiozia pare montare qual marea non propriamente limpida come acqua di fonte, trovare luoghi in cui questi temi vengon trattati con leggerezza e spirito è pura gioia.
    Come dono d’ingresso ti reco il link ad un articolo che ho trovato assai interessante: http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2012/10/23/no-non-hai-diritto-alla-tua-opinione/
    in cui viene esposto il medesimo tuo punto di vista, solo con un linguaggio più aulico e con meno turpiloquio ;o)
    Finché ci saranno persone che non temono di dar dell’ignorante agli ignoranti ci sarà sempre una speranza!

    Grazie e buona giornata, adesso vado a scriver qualcosa sul tuo articolo sugli Uomini e i soldi.

      • Anche i Medici Limav (contro la vivisezione) sono esimi professionisti.
        Gli incazzati sono ovunque,come dire.

        http://www.limav.org/

        Come è un professionista,per citarne uno,il Prof Bruno Fedi.

        Può essere condivisibile il tuo ragionamento in parte,mi colpisce il tuo livore verso taluni gruppi,mi sembra più per una tua personale mancanza di empatia.

  26. Stavo per condividerlo ma mi è poi venuto in mente che non molto tempo fa ho criticato il video di un ricercatore che sosteneva la nocività di un vaccino contenente micro particelle di piombo. Non avevo trovato alcune sue ricerche, e quello che diceva mi sembrava un pò troppo precipitoso. Rimane il fatto che lui è un professore, ricercatore, e io no. Non posso essere così spudorato, a sto punto.

  27. no perchè se ci hai qualcosa con fabio vvolo devi di stare zitto perchè è letteratura pura il fabio

  28. condivido di fondo, ma non capisco la digressione sullo statuto ontologico delle lauree italiane. o dei mestieri di ciasuno. un post interessante scaduto, purtroppo, sul lato della polemica “all’italian”. codialità.

  29. Hai detto bene! Generazione di Bimbiminkia. Non più ricerche strutturate, sequenziali, accreditate da fonti su tomi dal peso incalcolabile. Non più cultura “pesante” ma solo ed escusivamente per sentito dire. Quanto mi fanno incazzare! E quando chiedi: “Scusa, mi posti le fonti?”… il gelo!!!

  30. L’ha ribloggato su Background noisee ha commentato:
    Difficilmente rebloggo qualcosa. Ma quando è qualcosa che avrei voluto scrivere io, allora lo faccio volentieri. E si, sono uno snob presuntuoso che ha studiato e che pensa che questo debba pur contare qualcosa…

  31. L’ha ribloggato su Un blog molto personale…e ha commentato:
    Questo post, secondo me geniale, la dice tutta e bene. Ecco cosa siamo! siamo una generazione di Bimbiminkia. Non più ricerche strutturate, sequenziali, accreditate da fonti su tomi dal peso incalcolabile. Non più cultura “pesante” ma solo ed escusivamente per sentito dire. Quanto mi fanno incazzare! E quando chiedi: “Scusa, mi posti le fonti?”… il gelo!!! Amici vi riconoscete in questo ritratto? Si? Allora fate qualcosa. Non vi ci riconoscete? Male! Invece siete proprio così! Anche io ci sono cascato a volte. Purtroppo essere bimbominkia è facilissimo!

  32. Condivido, sono morto dal ridere, ma un conto è un opinione su dati oggettivi ( scientifici ), dove i complottisti e compagnia bella possono farsi friggere, un conto è un opinione su faccende filosofiche, metafisiche, artistiche o teologiche, dove io posso esprimere un’opinione personale, semplicemente non condividendo la tua visione del mondo, perchè soggettiva anche se sei un filosofo di fama, su dai ci sono filosofi che dicono minchiate assurde ;-) O sono ignorante? ;-)

  33. Parole sante.
    Solo una piccola aggiunta: in molti casi (al di là delle competenze e delle ignoranze) la frase che ti sparano “la mia opinione conta come la tua” è completamente assurda.
    Se uno mi viene a dire, per esempio, che la forza di gravità allontana gli oggetti dalla Terra e io gli faccio notare che esattamente il contrario… quello che dico io conta e quello che dice lui no. Ma non perché io sia laureato in fisica e lui no, semplicemente perché stiamo parlando di fatti, non di opinioni. E un fatto o è o non è.
    Saluti,
    Mauro.

  34. Da tutto ciò il web dovrebbe stare fuori perché non è di un mezzo di cui ci si dovrebbe lamentare se lo si utilizza male, anzi, sono convinto che a seconda di come utilizziamo questo mezzo possiamo avere molte informazioni sulla nostra personalità e bagaglio culturale, ignoranza inclusa. È facile spalare merda sui discotecari se continuiamo a frequentare discoteche, ci sono altri migliaia di lidi nella rete interessanti e forse, se ci apprestiamo ad una italianissima critica, molto probabilmente, la colpa è solo nostra. Un po’ come i molti che si lamentano di Facebook: veramente spalate merda se siete stati i primi voi a riempirvi di merda la home grazie ad amici o conoscenti ritardati? Forse ne siete circondati di “merda”, e neanche ne sentire la puzza.

  35. Ottimo articolo che descrive purtroppo la verità attuale.
    Ormai complottisti, vegani e cazzi vari hanno preso il sopravvento e sono entrati pure in parlamento, pensa come stiamo…
    Una sola cosa: perchè tutti quel (!!!!) su “laureato in lingua giapponese”? :(
    Sono laureato in lingua giapponese :(.

    • Nooooo :-( ho già spiegato prima, massima stima per chi fa lingue orientali; era riferito ad una persona che argomentava “di fisica nucleare pretendendo di saperne quanto un fisico del Cern”. :)

  36. In tutta franchezza, non vedo, innanzi tutto, per quale motivo indisporsi di fornte a chi afferma cose che possono suonare assurdità, fossero pur’anche espresse con saccenza o con protervia: chi è padrone della propria scienza – e soprattutto chi è padrone di sé – dovrebbe limitarsi ad esprimere – se proprio, proprio, ma proprio necessario – un pacato e comprensivo dissenso.

    Inoltre, l’affermazione:

    “Se io sono ignorante come una bestia dei boschi e tu fai la tal cosa per mestiere, la tua opinione conta qualcosa e la mia é aria che esce dalla parte sbagliata” (sic)

    mi pare nient’altro che una rude riedizione dell’”argumentum ad hominem”, che è una nota fallacia logica; atteso che è solo il contenuto di un’asserzione – e non chi la esprime – che la fa più o meno corretta. .

    • Perchè a fronte di mille attacchi chi é padrone di sé dovrebbe restare pacato? Non sono mica tutti Gandhiani.
      Per l’argumentum ad hominem: pensa che ho preso 30&lode all’esame di teoria dell’argomentazione: VEDI A FARE SCIENZE DELLE MERENDINE? Me lo dico da sola :lol:

      • Perché se si perdono le staffe ad ascoltare degli sparasentenze peregrini, non si è punto padroni di sé. A fortiori, ancor meno lo si è se ci si sente attaccati nel corso di futili, estemporanee conversazioni coi medesimi.

        (Nota: assumere che chi è pacato è un adepto di Gandhi, è un altro argomentum ad hominem; il pacato controllo di sé non è stato introdotto da Gandhi nell’umano diportarsi, ma gli preesiste)

        P.S.
        Apprendo con poco conforto l’esistenza di un corso di “Teoria dell’Argomentazione”: ne inferisce forse l’autrice che solo chi abbia frequentato con profitto un simile corso sia titolato ad esprimere le proprie argomentazioni?

    • perché se il dissenso rimane pacato, il parlamento finisce a votare 3 milioni per Vannoni quando qualunque scienziato serio dice pacatamente che è una bufala. Oppure si portano in parlamento prove dimostratesi false contro gli OGM e questo influenza tutta la società. E’ per questo che è ora di smettere di essere pacati

    • “chi è padrone della propria scienza dovrebbe limitarsi ad esprimere un pacato e comprensivo dissenso.”
      Il problema comincia a verificarsi dopo la decima volta che uno smonta completamente le tesi della controparte sbattendogli in faccia dati oggettivi e ottenendo come reazione (in ordine casuale):
      - [ripetizione acritica del concetto appena sbufalato]
      - [discorso da cui si evince che il soggetto non ha capito una beneamata mazza né di quel che gli hai detto né di come ciò si leghi al discorso nonostante tu gliel' abbia spiegato in un modo che avrebbe capito anche un bambino delle elementari con GRAVE ritardo cognitivo]
      - “non funziona così! E basta guardare per rendersene conto!”
      - “il video XYZ su youtube pubblicato da cicciopastina [con la credibilità del Divino Othelma] dice l’opposto”
      - “Va bene, ma mio cuggino mi ha detto che…”
      - “Sono dati falsi, chi li ha raccolti è stato pagato dalle multinazionali”
      - “Devi imparare a ragionare con la tua testa” (detto da uno che da mezz’ora mi sta dicendo che 2+2=5.4)
      - “TU non sei credibile, ti pagano per dire queste sciocchezze”
      - (e potrei continuare…)

      Ti renderai ben conto che in queste condizioni è perfettamente comprensibile che ad una persona normale comincino a roteare vorticosamente gli zebedei.

      Quanto all’argumentum ad hominem.. è vero che la veridicità o meno di un’affermazione è indipendente da chi la esprime, però se due fonti X e Y fanno affermazioni contrapposte ma X è un esperto in materia mentre Y non ha alcuna preparazione in merito mi scuserai se io (a parità di MIA valutazione sull’affermazione) credo di più a X!

      • Non so bene che cosa lei intenda con “persona normale”, né con “zebedei”, ma trovarmi in una querelle circa un qualche argomento non mi genera alcuna rotazione: non una che io avverta, perlomeno. Si vede che, misurato con il suo metro, sarò forse anormale.

        Per il resto, lei è scusato/a con plenaria indulgenza di tutto, ci mancherebbe: anche se ha appena sostituito un argumentum ad hominem con un argumentum ab auctoritate, che non è meno fallace del precedente.

        • Non credo che il mio discorso si possa configurare come un’avallamento dell’argumentum ab auctoritate per 2 ragioni:
          1) ha saltato la fondamentale parte tra parentesi, cioè che prima vaglio le tesi e ne valuto la plausibilità in base alla mia conoscenza della materia/dei fatti e alle mie considerazioni sull’affidabilità del dichiarante (es. cosa ci guadagnano X e Y a dichiarare ciò che dicono?)
          2) posto quanto detto sopra non ho detto che ciò che dice X è vero a prescindere, ma che CREDO di più ad X: ritengo cioè che la probabilità che sia vero ciò che afferma X sia maggiore della probabilità che sia vero ciò che afferma Y. Se però Y è in grado di portare prove migliori a favore della sua tesi sono pronto a cambiare idea (punto 1).
          Ad esempio qualche anno fa c’è stata una querelle a causa di alcuni personaggi che affermavano che LHC avrebbe distrutto il mondo.. avevamo da una parte i fisici che dicevano “è una minchiata” (tradotto dal fisichese) e dall’altra un gruppo variegato di persone che affermavano che avrebbe creato buchi neri. Supponendo che lei fosse un politico a digiuno di fisica e incapace di comprendere gli argomenti dei primi e dei secondi, a chi avrebbe dato ascolto?

          ps.All’interno del mio discorso precedente
          -Persona normale = persona con una soglia di sopportazione alla stupidità umana nella media
          -Zebedei = parti anatomiche maschili atte a produrre i gameti altrimenti dette gonadi o, più volgarmente, palle :-D

          • A) Visto che la domanda mi è rivolta personalmente, posso dire che non ho bisogno di dare ascolto ad alcuno, visto che posso vagliare l’asserzione da solo.
            Infatti, ammettendo pure che si possano formare buchi neri microscopici a energie relativamente basse, dell’ordine del TeV, come quelle in gioco nelle collisioni dell’LHC (del che non abbiamo peraltro evidenze), anche se l’intera energia di una collisione di 10 TeV fosse convertita nella massa di un microscopico buco nero (al momento il record dell’LHC non supera gli 8 TeV), questo avrebbe una massa di circa 2×10^-20 g, ossia di quindici ordini di grandezza inferiore alla massa di Planck (circa 10^-5 g) e pertanto si dissolverebbero rilasciando c.d radiazione di Hawking in un tempo inferiore all’istante di Planck (circa 10^−43 s). Per quanto mi riguarta comunque sono incline a ritenere plausibile che la massa di Planck sia la massa minima di un buco nero microscopico e che, quindi, nemmeno si formino alle energie in gioco.

            B) Ritenere più probabile che un’asserzione sia vera perché l’afferma X, piuttosto che Y, è comunque una fallacia riconducibile all’argomentum ad hominem e/o ab auctoritate: infatti, fa dipendere comunque il valore dell’asserzione in base a chi la pronunzia, anziché dal suo solo contenuto come sarebbe corretto.

          • Non vale, avevo specificato “supponendo che lei fosse un politico a digiuno di fisica e incapace di comprendere gli argomenti dei primi e dei secondi”!! :-D :-D

            “fa dipendere comunque il valore dell’asserzione in base a chi la pronunzia, anziché dal suo solo contenuto come sarebbe corretto.” Come le ho specificato il tutto vale nell’ipotesi in cui io non sia in grado di valutare il suo contenuto, e quindi DEBBA valutarlo in base a chi lo pronunzia, altrimenti scatterebbe il sopracitato punto 1.
            Quindi riformulando
            Se non sono in grado di entrare nel merito delle argomentazioni ma ho a che fare con 2 interlocutori di cui X so essere preparato sull’argomento mentre Y no, ho 2 alternative:
            - Penso “X ne sa qualcosa mentre Y no/non so -> secondo me X parla con cognizione di causa -> penso sia più probabile che X abbia ragione
            - Non posso dare nessun giudizio sulla veridicità delle 2 affermazioni.

            Io la penso come nel primo caso (anche se in realtà non capita molto spesso), lei davvero si pone nel secondo?

            ps. Se posso permettermi le faccio una domanda inerente il suo campo in merito alla questione precedente: supponiamo (aridaje) che LHC crei un buco nero scontrando 2 protoni E che il buco nero risultante sia stabile (quindi che il buon Steven si sia sbagliato).. suddetto buco nero avrà una massa pari ai 2 protoni (anzi mettendoci in mezzo cattura di particelle virtuali & co avrà comunque una massa non più grande di qualche TEv) quindi forza gravitazionale minuscola ed orizzonte degli eventi altrettanto minuscolo. A seconda della sua velocità iniziale esso spiraleggerà tranquillamente verso il centro della terra (visto che è talmente piccolo che difficilmente colpirà qualcosa) oppure schizzerà via verso l’infinito e oltre quindi in entrambi i casi ecchissene! O sbaglio qualcosa?

            (chiedo scusa alla padrona di casa per questa digressione tecnica, ma è una domanda che mi è sempre frullata in testa quando sentivo i matti dire che LHC avrebbe distrutto la terra, come se impatti ad energie molto più alte non avvenissero naturalmente in continuazione!)

  37. mamma mia,
    che puttanata. La morale qual’è?
    “Io ho una laurea, tu no, stai zitto!” ?
    D’impatto mi pare vera frustrazione di vero ignorante..

  38. mi permetto di condividere al 100% quanto scrivi, anche perché il sunto di quanto dici corrisponde a quanto avrei voluto scrivere io, ma il livello di turpiloquio, nel mio caso, sarebbe stato epico, quindi userò le tue parole molto più educate! ;-)
    complimenti vivissimi! mandi!! :-D

  39. Hai dimenticato solo un punto: la giustificazione “lo ha detto questo scienziato/economo/autorità generica” (uno sconosciuto oppure Veronesi), anche nella versione “ma come mai allora ci sono un sacco di scienziati non meglio identificati che…”
    Come se l’opinione di un singolo scienziato valesse come tutto il resto della comunità scientifica, che invece è compatta. Si applica a quai tutti i temi, dalle scie chimiche, agli OGM, alla sperimentazione, ma anche in economia e politica. E se provi a controbattere loro “sanno” che questo tizio è l’unico non corrotto, non pagato dalla casa farmaceutica.

  40. bellissimo :D guardati allora i brethariani, sono ancora peggio! :D
    e concordo anche sulle belle arti… e non sopporto quelli, anche giovani, che a prescindere odiano l’arte moderna (anche quella del 900), perché sì.
    secondo me tutti i gruppi poi si riuniscono sotto il più grande gruppo di quelli che non sanno ironizzare, che per me poi equivale all’ignoranza :D
    articolo meraviglioso!!! :)

  41. Grazie per l’articolo. Come alcuni altri hanno accennato, credo che il problema risieda anche e soprattutto nel declino dell’ “autorità”. Un processo che si protrae da tempo che, mi viene da dire, ha avuto un’ impennata pazzesca per via di internet e pure della crisi economica. La “nostra” fiducia nei confronti delle istituzioni di qualsiasi tipo (in primis quelle politiche, ma direi fino all’ “istituzione” familiare, dove le figure genitoriali non hanno più credibilità e vengono rimpiazzati dal feticcio – il più delle volte tecnologico – di turno) si sta sgretolando del tutto; nutriamo una circospezione ai limiti del patologico (a volte a ragione ma spesso a torto), e stiamo smarrendo del tutto la capacità di discernere la figura autoritaria da quella “autorevole”. Siamo terrorizzati dal fatto che un’altra persona possa avere più “potere” di altri, perchè temiamo che da un momento all’altro questa possa usarlo in malafede. Non c’è più fiducia. Abbiamo inconsapevolmente interiorizzato ed eretto a totem le leggi di Murphy e la massima andreottiana “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. E ne stiamo raccogliendo i primi, succosi frutti.

    • Questo è un punto di vista che mi interessa molto. Sono convinta che tu abbia ragione e che a questa “carenza di fiducia” nell’autorità vada ad aggiungersi un progressivo svuotamento del senso e del valore della cultura in senso ampio (leggo, mi miglioro, guardo, mi informo, porto i bimbi al museo eccetera).

    • Giusto! Quindi rimaniamo persone di Fede.. Se lo dice il medico è giusto per forza, se lo dice il prete Dio Esiste per forza, se lo dice il chimico la Coca-Cola fa male, ecc…. E noi quando decidiamo? :D

  42. Un esempio da ieri, se vuoi ridere: il figlio 15enne del mio capo ha scritto un manuale per programmare con iOS 7. Ha avuto molto successo tra gli Apple fans ed è rimbalzato sui mezzi di comunicazione. Quanto basta perché dei complottari mettessero in piedi un blog che sostiene che è tutta una misura di manipolazione satanista poiché nella pagina nonsocheccazzi del libro compare il 6 diverse volte e quindi 666 numero della bestia, 11 settembre e non so che altro. Qui le prove (in spagnolo…) http://noestanfenomenal.blogspot.com.es/

    io dico BASTA con questa gente

  43. Leggendo questo articolo, che mette in parola pensieri e sensazioni con cui sempre sempre più spesso mi trovo a fare i conti ogniqualvolta sbircio nel mondo dei social network, o ascolto random i discorsi delle persone più o meno sconosciute con cui le circostanze mi portano a condividere vari spazi e momenti, o cambio canale sul talk show di turno e così via, mi sono venute in mente delle similitudini che portano ai giorni nostri, reinterpretandole in chiave moderna, abitudini di altri tempi. Il web “di superficie” ha trasposto in chiave tecnologica, amplificando assai il fenomeno, il passaparola di provincia, dove la fonte somma di “ognicosaSpA” relativa a fatti, fenomeni, eventi e individui era una non meglio identificabile persona, di origini e formazione sconosciute ai più, e tuttavia riconosciuta quale fonte di inequivocabili verità, titolo equiparabile ad una laurea in scienze mutabili e variegate acquisito di diritto con anni di viaggi in città dove, sai, si repira quel cosmopolitismo che ti infonde il sapere per osmosi (potremo definirlo il raccoglitore di pompelmi di vent’anni fa).
    L’altra similitudine che mi sovviene è quella che assimila il parere del suddetto “pompelmista”, passatemi il termine, con l’ultimo della catena nel gioco “telefono senza fili”. Tutti coloro che ci hanno giocato da bambini (quando ancora si giocava con altri bambini e i videogames non erano di casa), e per un effetto di sicuro successo bisognava essere almeno in dieci, si ricorderanno l’incredibile mutazione dei concetti dalla fonte all’ultimo disgraziato che diceva poi a tutti la frase che gli era arrivata dopo essere passata da orecchi a bocche e di nuovo a orecchi che di volta in volta aggiungevano o toglievano o trasformavano o reinterpretavano o stravolgevano completamente il pensiero espresso dalla fonte (pensate il disappunto della fonte quando il suo intento era di inviare un pensiero sensato e compiuto, benchè velato, ad uno dei componenti del gioco).
    L’avvento del web ha portato ad una dimensione estesa, direi mondiale, un fenomeno di provincia, trovando terreno assai fertile tra le masse di illetterati, che peraltro sono sempre esistiti, di cui ha messo in rete (in senso letterale e figurato) l’immane ingnoranza. Mi riferisco sempre al web “di superficie”, quello dove la fonte più autorevole citata è il blog.stigrancazzi.com, osannato dai più.
    E mi viene in mente anche che le vecchie abitudini sono come organismi mutanti che adattano il proprio dna per sopravvivere e diventare possibilmente più forti di pari passo con il mutamento delle circostanze. Un po’ come quelle erbacce infestanti che imparano a sopravvivere agli erbicidi.
    Meditate gente, meditate.
    Ma soprattutto, INFORMATEVI PER INFORMARE, se proprio ci tenete.

  44. L’ha ribloggato su Syvo3e ha commentato:
    “La mia opionione conta quanto la tua.”
    UN CAZZO.
    La tua opinione conta quanto la mia se parliamo alla pari. Se io sono ignorante come una bestia dei boschi e tu fai la tal cosa per mestiere, la tua opinione conta qualcosa e la mia é aria che esce dalla parte sbagliata.

  45. Non ti conosco, ma hai tutta la mia stima!
    Complimenti, bel “pezzo”!
    E grazie per aver reso in modo “parla come mangi” l’idea di molti!

  46. Freedom of speech does not mean freedom from consequences
    Ma questa affermazione non se la caga più nessuno. Il problema è che internet ha realizzato modificandola la teoria di Warhol secondo la quale tutti hanno diritto ai loro 5 minuti di celebrità.
    Ora tutti hanno diritto alla Verità Assoluta senza tema di smentite. L’unica soluzione sarebbe rimettere in auge la rupe tarpea

  47. La cosa descritta salacemente in questo simpatico articolo ha un nome: Sindrome di Dunning-Kruger. Cercate e vedrete che non scherzo, è un fenomeno psicologico oramai studiato.

  48. Grazie, grazie, grazie! Ho riso fino alle lacrime per questo articolo, che affronta un problema divenuto sempre più comune e non solo su internet. In effetti affermare qualsiasi cosa sta diventando frustrante. Alla fine ho scelto di fare l’ignorante io. Nel senso letterale di “colei che ignora”. Non ti curar di loro ma guarda e passa. Alla fine si impiccheranno con le loro argomentazioni.

  49. E va bene, i fruttariani sono un problema, lo riconosco. Ma quando la maestra elementare di tuo figlio, alla consegna delle pagelle, si lancia in una interpretazione psicodinamica del perchè il pargolo, ogni tanto, fa i dispetti al vicino di banco, e chiama in causa la rabbia repressa, il Super-Io, il principio di piacere… e poi chiosa il tutto con “sa, io non sono psicologa…” con una faccia che esplicita chiaramente quanto sia convinta del contrario… Ora, io potrei dirle “lei sta parlando con uno psicoterapeuta che fa questo lavoro da 15 anni, docente universitario, didatta presso una scuola di specializzazione internazionalmente riconosciuta” e magari chiudere l’elenco dei titoli con un bel “STAY IN THE YOURS”, ma poi mi rendo conto che avrà in ostaggio mio figlio per i prossimi tre anni e allora dico “ci rifletterò senz’altro”… Quanto male fa?

    • Terrificante. E’ capitato anche a mia madre, la prof. di filosofia le disse che ero “psicolabile, emotivamente instabile e tendente al suicidio”. Io stavo benissimo, ma non andavo d’accordo con suddetta profe. Fa un male cane, altro che.

  50. Standing Ovation! Da un chimico che ogni giorno deve dimostrare perché l’omeopatia è un assurdo fisico e anche quando lo fai e lo dimostri numeri alla mano le risposte sono sempre le stesse 2:
    1) La matematica non la capisco per cui non mi ci addentro proprio (ma si tratta delle 4 operazioni porca paletta!)
    2) Ma a me funziona!

    e hai voglia a dire che esiste l’effetto placebo, la tendenza a ricordare in maniera selettiva solo gli eventi favorevoli e non quelli nulli o sfavorevoli, il fatto che funziona con “patologie” che sarebbero guarite da sole….
    NON TI CREDONO! Nessuno mette in dubbio (spero) che la Terra giri intorno al Sole a causa della legge di Newton, che non conoscono e che accettano per fede, ma non gli toccare l’omeopatia…

    • premetto che non credo nell’omeopatia ma “il fatto che funziona con “patologie” che sarebbero guarite da sole….” non fa sorgere più di un ragionevole dubbio sui rimedi tradizionali per le suddette patologie?

    • “Nessuno mette in dubbio (spero) che la Terra giri intorno al Sole a causa della legge di Newton,”
      Ce ne sono ce ne sono.. e c’è anche chi mette in dubbio che la terra giri attorno al sole.. ci sono poi i fantastici sostenitori della terra cava, con annessa negazione dell’esistenza dei satelliti e voli pindarici per spiegare come funziona il GPS!! :-D

    • Parlando solo di omeopatia e/o rimedi naturali posso, per la mia esperienza, dire che qualcosa funziona. Ovviamente non mi aspetto che con delle erbe si curi il cancro, ma dei rimedi omeopatici, rispetto ad altri medicinali, hanno fatto miracoli per la mia insonnia. Lo stesso si può dire dei miei capelli o la mia pelle -assai delicata- (cose assai frivole, ma, ahimé, ci tengo molto) che non appaiono più una schifezza da quando ho eliminato porcherie piene di qualsivoglia additivo o tensioattivo utilizzato anche dentro i detersivi per i piatti. O l’Aloe, che a differenza di milletrecento creme e cremine mediche placa pruriti, irritazioni e molto altro senza farmi gonfiare come una zampogna.
      Ovvio che sarebbero guarite da sole cose come le irritazioni o le bruciature, ma il fatto che si ottenga giovamento non lo bisogna eliminare per questo motivo.

      Sarò ben contenta di essere all’interno della categoria “Ma a me funziona!”, perché è esattamente ciò che succede. Ripeto: sono consapevole che tali rimedi non funzionino con tutto, altrimenti saremmo tutti sani e belli a pascolar erbetta con i bovini. Dire che l’omeopatia è una scienza medica valida come la medicina tradizionale è una cosa, dire che alle volte funziona è un’altra.

  51. No, vabbè, allora adesso il male assoluto è moccia. Ma per favore. Intelletuale snob che non sei altro! ( :-P )
    Mi spieghi chi sono i fratturiani?

  52. Dio santo, ero in aula in università che lottavo per non scoppiare a ridere. Ho dovuto interrompere più e più volte la lettura.

    Purtroppo è tutto vero, internet e questa diffusione facile di cultura ed informazione “corrotta” hanno avuto un effetto devastante sul dibattito interpersonale. Non vi è più un riconoscimento della competenza vera, in nessun modo, e si è applicata una procedura di “uniformizzazione” e appiattimento verso il basso talmente efficace che ora come ora è più facile avere ragione strillando stronzate su un blog piuttosto che usando informazioni comprovate e/o la logica analitica (questa sconosciuta!).

    Il “popolo sovrano” può rimanere sovrano sulle questioni nelle quali ha competenza, ma non si può e non si deve pretendere uguaglianza diretta in un dibattito quando il bagaglio netto di competenze è così diverso, quando la discrimine tra le due parti è talmente assurda che qualsiasi tipo di informazione proveniente dalla parte detentrice delle competenze non può essere recepita dalla controparte perché a quest ultima mancano le competenze di base per capire di che cosa si sta parlando.

    E’ un comportamento criminale che sta uccidendo qualsiasi tipo di sviluppo psicologico e sociale a livello di stato…

  53. Ok. Vogliamo mandare però un caloroso omaggio ai mega-laureati, pluri-specializzati, che se provi a fare un discorso coerente scopri che a malapena capiscono la tua lingua e che però, in virtù della loro blasonata e sopravvalutata laurea, si sentono autorizzati a dire ogni sorta di fregnaccia senza ascoltare ragioni, perplessità, domande (In qualsiasi campo, anche di non strettissima loro competenza)? Fissandoti con lo sguardo di chi parte col presupposto che “io so tutto e governerò il mondo, tu sei una tacca sotto un fottuto paramecio”.
    Personalmente, i semplicioni che mettono i punti esclamativi e spacciano fuffa a vanvera non mi fanno più arrabbiare da quando ho superato l’età della rabbia cieca e (quasi) gratuita.
    Mi spaventano di più i superprimari che quando provi a esprimere legittimi dubbi su, chessò, l’effettiva utilità della chemioterapia ti ridono in faccia e se ne vanno senza proferire verbo, come se i comuni mortali non lo meritassero. O ti chiedono che lavoro fai e esibiscono il sorrisetto sardonico quando rispondi: l’insegnante di musica.

    • Ecco Marco, questa precisazione doverosissima mancava completamente dallo sfogo .Grazie dell’aggiunta.Fa sentire meno soli.

    • Bravissimo Marco, questo è il vero punto secondo me. Tutti quelli che commentano qui evidentemente sono SICURI al 100% di sapere tutto, di NON essere loro gli Ignoranti di cui si parla nel pezzo della ragazza acidella.
      Ma se il pezzo parlasse proprio di loro?
      Ah No, loro lo sanno che non sono loro perchè hanno un pezzo di carta in tasca che hanno preso coi soldi del Papi… E allora sono tranquilli.
      Bleah

      • Sì beh, io non intendevo essere polemico, ma la sostanza è che il mondo è pieno di individui che millantano conoscenza che non hanno, ma non necessariamente chi le ha sia intoccabile. Perché, parafrasando Bertrand Russell: gli stupidi sono pieni di certezze, quelli dotati di immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi. Appunto.

      • Io commento qui ma non sono sicuro di sapere tutto (nonostante lo dica sempre alla mia ragazza :-P )
        Il problema sono quelli che non sanno NIENTE a parte aver visto un video del menga su tutubo ma pretendono di saperne più di te che quella materia l’hai studiata! O peggio dicono che sei un fesso perché pensi che (ad es.) il metodo Vannoni sia fuffa perché “credi acriticamente quel che dice il go-go-governoe la tv” mentre in realtà TU ti sei informato leggendo articoli, siti e riviste specialistiche mentre LORO hanno al massimo visto le Iene!

    • Perché chi esprime dubbi sull’utilità della chemioterapia poi è quello che pensa di curare il cancro col bicarbonato o con limone e peperoncino. La risata in faccia è l’unica risposta sensata in quei casi.

    • Capisco il tuo punto di vista ma devi metterti nei panni di chi questi atteggiamenti li subisce dai pazienti tutto il giorno . Non mi addentro nel campo oncologico che non è il mio settore , ma la tendenza dei pazienti a leggere su internet cose prive di fondamento scientifico e recepirle come vere prende sempre più piede , colpa di chi le pubblica che secondo me andrebbe sanzionato .
      Immaginati 30 persone al giorno che guardano i propri esami , tac , radiografie ecc.. e si fanno da soli diagnosi e trattamento convinti che tu li stia fregando e che ci sia un complotto mirato ad opprimere la loro esistenza . Questa è la realtà quotidiana. Quando un paziente comincia col dire :” Io mi curo con l’omeopatia …” sai già che si prospetta una faticosa mezz’ora , oppure :” io non prendo gli antibiotici perchè ci sono gli Illuminati che ci guadagnano ” , non sono storielle ne capitano un sacco …
      Per delle cavolate che han letto su internet poi magari non danno l’antibiotico al figlio che ne ha bisogno . Ok uno fa quello che gli pare però voi non avete idea del nervoso che può provare un medico quando il genitore torna alla visita e le condizioni del figlio sono peggiorate perché sul sito xxxx ha letto che gli antibiotici li fanno gli Illuminati per controllare il mondo e lui non vuole essere parte del complotto. Ci vuole grande forza d’animo per non tirargli un bel cazzotto. Motivo per cui dare corda a persone così è improduttivo , molti arrivano già con l’intento di contraddire il medico , dopo un po’ ci fai l’occhio ,li riconosci , sai già dove vogliono andare a parare , il tempo è limitato , si cerca di frenare la deriva che sta per prendere la situazione esponendo punti fermi e chiari dal punto di vista scientifico evitando divagazioni . Se il paziente vuole accettare bene , sennò toglie tempo da impiegare per altri pazienti.

  54. Cara, capisco la tua frustrazione, anche se quello che non capisco è perchè superati i 30 anni sprechi tempo ed emozioni per persone che non li meritano. Se un emerito ritardato si sente in grado di discutere alla pari con una persona che parla con cognizione di causa è solo un problema suo: ovvero il problema di una persona che non ha i mezzi per migliorarsi. Chi è interessato, curioso ed è sempre alla ricerca non deve farsi carico di questi parassiti sociali nè ha l’obbligo di abbassarsi al loro livello per discuterci nè tantomeno dare alcun peso alle loro opinioni. Godersi la vita ed evitare le persone che portano a discussioni sterili e malumori è un approccio di gran lunga più piacevole e sano.

  55. GRAZIE. Novanta minuti di standing ovation ed altre laute citazioni del caso.Vado,la stampo,la appendo in ufficio.

  56. tutto molto giusto, e finalmente qualcuno che non si fa problemi a usare le parolacce quando servono. non vorrei però capire male “che l’italiano non lo parlo perché mi fa fatica ed un poco anche snob”, nel senso, confondere la preferenza a esprimersi nel proprio dialetto (per chi lo conosce), piuttosto che in italiano standard, con l’ignoranza è un brutto pregiudizio italiota. stona molto con la riflessione precisa di tutto il resto dell’articolo

    • No, per carità, ci sono anche persone che si fanno un punto d’onore nel parlare male o non parlare affatto la propria lingua perchè “è da snob” usare il congiuntivo.
      Mi riferivo a quel genere lì.

  57. Ne però quelli che hanno studiato in un settore sono necessariamente onniscienti in quel settore…alla base della conoscenza c’è sempre l’umiltà di imparare a mio parere…chi ha scritto questo post pensa che la sua sia l’unica verità e di padreterni improvvisati ne e’ piena la terra. Un po’ di libertà di pensiero a volte non guasta.:-)

    • Io non penso affatto di avere l’unica verità. In compenso penso che “un po’ di libertà di pensiero” come ha già detto qualcuno qui sopra sia applicabile ad alcuni argomenti, e non ad altri. Tu ed io possiamo parlare per ore di musica, letteratura, cucina, e scambiarci idee ed opinioni. Quello che non possiamo fare, a mio avviso, é dire che la Terra sia quadrata, che l’uomo viene da fango e sputo, che la legge di pascal sia frutto di un complotto. C’è differenza, IMHO.

  58. Sono commosso.
    Mi sento meno solo.
    Speriamo che questa tua pagina abbia diffusione “virale”!

  59. «Anti-intellectualism has been a constant thread winding its way through our political and cultural life, nurtured by the false notion that democracy means that ‘my ignorance is just as good as your knowledge’» ― Isaac Asimov, 1980

  60. L’ignoranza è riflessiva, l’ignorante ignora la propria ignoranza, ergo non puó autodefinirsi tale. Che gli ignoranti pretendano la ragione (e che altro ignoranti incoscienti d’esserlo vogliano imporsi su di loro) non è una novitá, ció che preoccupa è che abbiano accesso a internet, facendo dilagare questa diarrea sociale. Una parola sulle lauree in merendinologia: lo studio (di qualsiasi cosa) è in diritto, il titolo di studio (la sua stessa esistenza o pretenderne) NO. Geniale, chapeau.

    • “Una parola sulle lauree in merendinologia: lo studio (di qualsiasi cosa) è in diritto, il titolo di studio (la sua stessa esistenza o pretenderne) NO.”

      Questa me la appendo in camera!!! :)

      • Un* diritto,
        Pretenderne UNO* )

        Errata corrige. ;) scrissi un post simile qualche mese fa. Mi autocito: “verrá l’Armageddon universitario, oh se verrá”.

  61. e di quello con la terza media (o anche con una laurea in medicina) che pretende di illustrarti i pericoli del signoraggio e di come si starebbe bene fuori dall’euro quando ce ne parli?

  62. Tutto molto bello e condivisibile, ma poi sei arrivata alle frasi finali: ACCADEMIA DI BELLE ARTI e TRIENNALE IN MERENDINE.
    Sicuramente sei hai studiato biologia sai più cose riguardanti la biologia dei due qui sopra, ma tutto il resto?
    Pensi di sapere una sola cosa in più di un ARTISTA o MERENDINISTA? Faresti meglio a tirartela di meno, perché magari questi due hanno studiato le loro cosine scolasticamente ma poi si son fatti un culo tanto nell’ampliare la propria cultura in generale, per interesse personale.
    Hai fatto tutto un discorso interessante ma ti sei smontata con quella frase, finendo nella stessa categoria che hai criticato durante tutto lo sproloquio.

    E, mi spiace dirtelo, è una cosa tipicamente italiana, tu che a quanto pare ti riteni in un certo senso parte di un élite, e magari lo sei davvero, rappresenti comunque una mentalità ristretta tipica di quel posto, che probabilmente non cambierà mai, di certo non mettendosi in bocca belle paroline giudicanti. E da quando sono un bambino mi son sempre chiesto: perché?
    Io me ne son dovuto andare dall’Italia perché non sopportavo più tutto questo, i politici, gli INGORANTI, i complottisti ed i pochi consapevoli che però alla fine ragionano nella stessa maniera ristretta ed arrugginita di tutti gli altri. E leggendo quello che scrivi sul blog ti considero nel loro stesso mazzo.
    Nel mondo li trovo ancora gli Italiani così, e li evito, ma perlomeno anche loro sono tra le persone che non hanno accettato di vivere circondate da questo modo di ragionare.

    • Ho scritto sei volte che SONO una merendinista.
      Ed altre sei che gli esempi di cui sopra sono REALI.

      Inoltre: sì, penso di sapere una, due, otto, ventitrè cose più di un artista o altro. L’artista ne saprà 200 più di me, sicuramente. E’ normale. La TUTTOLOGIA invece non è normale. Un artista che “dà sulla voce” ad un matematico, discutendo di matematica, è uguale per me al viceversa.
      Perché fate così fatica ad accettare che non si può sapere TUTTO al mondo?

      • Ok, io la tuttologia non la tollero proprio.
        Il bello ed il brutto al tempo stesso è proprio essere consapevoli che non si conoscerà mai niente di niente al 100% e che ci sono mille argomenti di cui ciascuno non immagina neanche l’esistenza. Ma bisogna sempre provare ad imparare.

        Altra cosa è un consiglio, magari lo sai già, ma…
        “Guai a dire ad un ignorante di merda che è un ignorante di merda. TU devi dimostrare di sapere qualcosa, anche se quel “qualcosa”
        Tralasciando quando bisogna dimostrare qualcosa per lavoro… Io il problema qui sopra non me lo pongo proprio. Decido io ‘quando’ e a ‘chi’ devo dimostrare ‘cosa’, e gli unici due filtri di fronte agli ‘ignoranti di merda’ sono: 1- l’educazione (non certo il politically correct, altra cosa molto italiana), 2- il mio tempo è prezioso, certe volte ho voglia di sprecarlo ma la maggior parte non posso proprio, e non ne sento la necessità.
        Prendila più alla leggera quando ti trovi di fronte agli ‘ignoranti di merda’ -definizione che utilizzo anch’io- ignorali.

  63. non posso esimermi dall’esprimere tutta la mia gioia, che sgorga da tutti i miei pori, per aver reso parole, il mio pensiero fisso. grazie. grazie grazie. 5 anni di università buttati nel cesso per farmi correggere dal primo bimbominkia convinto di riuscire “lessicalmente ” ad essere più fiko di me!!!! quando per lui la linguistica è un mero limonare duro con la troietta di turno al parco.

  64. Pensavo di aver capito il tuo stato d’animo solo in parte ma quando ho letto “biologia molecolare” ho capito che ti capivo al 100%.
    Parola di uno che di giorno fa PCR a nastro e di sera viene “affrontato” dai soliti difensori dei valori e delle credenze che la ricerca starebbe violando… alle volte hai la sensazione che ti stiano perfino trollando. “Pratico viaggi astrali da più di dieci anni, ahahah, cosa vuoi saperne tu di metabolismo con la tua misera biochimica”.

  65. “Tutti si sentono in diritto, in dovere di parlare di cinema. Tutti parlate di cinema, tutti parlate di cinema, tutti! Parlo mai di astrofisica, io? Parlo mai di biologia, io? Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco! Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle autostrade? Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia! Non parlo delle cose che non conosco!” (cit.)

  66. Io sono laureato in Economia, però credo sinceramente che per comprendere le basi del metodo scientifico basti un (buon) liceo.
    La base del metodo scientifico è teoria-esperimento-verifica-conclusioni. Quindi ora delle due l’una: o si rinuncia a fare scienza o si permette di sperimenta sugli animali(anche perchè parlandoci chiaro, io non mi azzarderei mai a farmi curare con qualcosa che non è stato quantomeno testato su un altro essere vivente, e non mi sento pronto a sacrificarmi per il bene della scienza). Poi sulle tematiche tecniche bisogna far parlare chi ne sa, ma chi la vede in altri termini secondo me è un ritardato(che come tale andrebbe assistito).
    Personalmente, ritengo anche ci sia anche una terza soluzione(infinatemente più efficiente per la collettività). Tutta la massa di gente che non vuole sacrificare topi e bestie varie, perchè li ritiene migliori degli uomini, si offra volontaria come cavie la prossima volta che bisogna testare, per esempio, una terapia genica, se gli animali sono davvero così preziosi. Alla peggio si sarà migliorato il quoziente intellettivo medio della popolazione.

  67. Il tuo messaggio è pungente e corretto, anche se qualcuno si sente in dovere di fare appunti su questo o quel particolare.
    Qui subentra un altro tipo di ign…inconsapevole, intendo l’inconsapevole che proprio non sa quanto sia “impossibile” essere precisi, comprensibili, efficaci e alla portata di tutti senza accettare qualche compromesso che poi limita qualcuna di queste caratteristiche.
    Tanta gente non sa estrarre il messaggio e godersi lo stile brioso e divertente.

    Fregatene.

    Tantissimi altri (come me) si sono fatti invece un sacco di risate. :D

  68. Il problema non sono “tutti gli autoclassificati dottori in tutto”, quelli ci sono sempre stati, c’erano una volta come ci sono oggi.

    Il problema e’ che una volta andavano a fare i dottori sentendosi pari agli altri al bar dello sport o al circolino di paese, davanti al bianchino e al mazzo di carte da scopa. O alla bocciofila. Ed erano tra loro, tutti bene o male con lo stesso substrato culturale.

    Oggi no, non piu’. Oggi c’e’ faccialibro, ci sono i social, c’e’ l’internette. E quindi parlano sentendosi pari a tutti e a chiunque, e fanno tanto rumore perche’ sono tanti.

    Quando uno di loro va in uno studio di un dottore, entra in un ufficio, si trova di fronte una persona colta nel suo ambiente di cultura, sanno di essere meno competenti e riprendono il loro posto. Ma su internet no, sono a casa loro, come quando sono al bar dello sport, e quindi si sentono padroni del loro ambiente e parlano da pari, anche quando pari non sono.

    Il problema non e’ la gente che e’ cambiata, il problema e’ che i mezzi a loro disposizione sono cambiati.

    Proprio ieri, parlando con mia moglie, dicevo “fb mi ha incattivito, sono diventato stronzo. Una volta studiavo e avevo piacere di parlare delle cose, di spiegarle a chi non sa, di impararle da chi sa piu’ di me. Oggi non piu’, perdo un sacco di tempo a litigare con assoluti idioti su facebook sul perche’ le scie chimiche non sono nemmeno degne del nome “teoria”, sono diventato irritabile, stronzo, intransigente e non ho piu’ la capacita’ di soprassedere.”

    Ieri ho fatto una scelta. Da ora in poi usero’ l’ignore. Quando leggo una stronzata su internet, semplicemente disabilitero’ le notifiche dalla persone che ha detto tale stronzata, non le vedro’ piu’ e non mi incazzero’ piu’. E tornero’ a tentare di divulgare notizie vere, documentabili, ragionate. A scornarmi con chi e’ mio pari. Ad imparare da chi ne sa piu’ di me. Felice di dare un contributo alla corretta divulgazione e ancor piu’ di imparare a colmare le mie lacune. Chi invece vuole saperne senza saperne, non merita’ il mio tempo e fine. Peccato solo che abbiano diritto di voto.

  69. Ma dove sono i pulsanti per la condivisione? Porcacciocane!
    Fantastico… Questo post è un ottima semplificazione della realtà attuale: le lotte che mi tocca combattere perché qualcuno è convinto di capire qualcosa soltanto perché ha letto un post su Facebook. SVEGLIAAAAAA!!!!!1111!!!!

  70. Banalizzare l’impegno di chi lotta per i diritti dei più deboli, umani e non umani, con una notevole varietà lessicale, una sottile dialettica, uno stile raffinato.
    In ogni caso, nonostante le mie cinque lauree, io rientro con orgoglio fra gli ‘ignoranti’, perché più studio, più so di non sapere.

  71. Questa pagina me la salvo sul computer e la terro a vita nei miei archivi. “Hai tutta la mia stima, fratella!” Un saluto da Londra.

  72. Pingback: Chissà perchè… | storiediunadonna

  73. Al di la del mio corso di studi sulle merendine (neuroscienze applicate alla comunicazione) fo sommessamente presente che ripetere a memoria minchiate scritte da altrui mano non rappresenta necessariamente la cultura ma il nozionismo. (ottimo l’esempio poco sopra della collega che rammentava l’OBBLIGO di acquistare testi scritti da caproni baroni et similia. E rammento (sempre sottovoce) che un tal Benjamin Franklin era autodidatta.. se qualcuno non ricordasse cosa ha inventato, puo’ sempre testare lo “strumento demoniaco” wikipedia.. Non estremizziamo. Tutto fa cultura, formazione, certamente ognuno dovrebbe esprimersi in ciò che meglio conosce, ma non e’ detto che l’IGNORANTE non abbia il colpo di genio o l’intuizione necessaria che ad un metodico ossessivo compulsivo (ma coltissimo a livello nozionistico) potrebbe essere sfuggita. UMILTA’…. Io imparo anche dal piu carnascialesco dei vice portieri autorizzati abusivi di napoli. Ogni giorno.

  74. Io sono orgogliosa di essere ignorante. Perché più studio, più so di non sapere. Soprattutto dopo cinque lauree (di cui una in Fisica Teorica). Apprezzo molto l’esercizio di stile, la varietà lessicale e la fine dialettica usata per banalizzare l’impegno di lotta

  75. bella zio! (anzi zia, a quanto pare: ho appena scoperto questo blog da un link su FB di A favore della S.A.)
    non credevo che io, boriosissimo e ultra-saccente laureato in Ing. Elettronica che si crede superiore a qualsiasi altra forma vivente e/o senziente, potessi mai essere d’accordo con una scienziata delle merendine, ma sono costretto a ricredermi :D
    e sono contento che nei commenti qualcuno abbia sottolineato l’importanza del consenso della comunità scientifica, più che dei titoli dell’individuo. quando facevo il master su clima ed energia, mi fu detto come il 97% (mi pare) dei climatologi sosteneva come il riscaldamento globale era causato da fattori umani, anche solo in parte, mentre il 3% lo negava: eppure le affermazioni di questo 3% venivano presentate come valide al pubblico generalista (del resto erano espresse da scienziati con tutti i crismi, non da raccoglitori di pompelmi), ponendo dubbi sulla teoria più condivisa, senza sottolineare il consenso che quest’ultima aveva. questo solo per fare un esempio.
    chiudo con una frase che uso spesso in questo genere di dibattiti con gente ignorante ed arrogante: “se l’elettronica fosse fatta come tu fai [inserire argomento qui], i PC e i cellulari esploderebbero in 2 microsecondi” (che fa più snob e intellettuale di nanosecondi) :D

  76. Ciao! Ho letto con attenzione il post, chiarisco subito la mia posizione visto che si parla anche di qualifiche, onde evitare fraintendimenti: laurea triennale in scienze teologiche e in corso per la laurea magistrale in beni culturali ecclesiastici, non brillo certo per una spiccata intelligenza, ma per dormire sonni tranquilli mi basta sapere di aver dato tutto me stesso ogni giorno.

    Fatta questa premessa, vorrei dire la mia su quello che hai scritto. Comprendo la sbroccata e ti capisco anche, per la serie “ognuno conosce i panni sporchi della propria casa” ne ho già viste troppe in 4 anni di studio accademico, tuttavia su alcuni concetti non sono propriamente d’accordo e ci sono talmente tante di quelle situazioni nel mondo per cui è impossibile una generalizzazione grossolana.
    Il discorso che fai tu funzionerebbe se fossimo in una realtà dove la meritocrazia non è relegata ad un contorno sociale, ma è un principio etico di base. Purtroppo non è cosi ed ecco che ci troviamo davanti a raccomandati immeritevoli che rubano posti di lavoro a chi invece merita davvero. Ti posso assicurare che il primo ad incazzarsi davanti a casi del genere sono io.
    Come è altrettanto vero che ormai il relativismo è stato portato cosi all’esagerazione da diventare qualunquismo, trovandoci di fronte a persone che, senza alcuna qualifica ma ancora di più senza alcuna esperienza (e io ritengo che l’esperienza sia uno degli apprendimenti migliori dell’università più importante, quella della vita) sparano la prima stronzata che gli viene in mente e si ritrovano un seguito di folle diventando guru.
    Tuttavia credo che le estremizzazioni siano sempre sbagliate, sia nei confronti delle realtà accademiche che nei confronti delle realtà dell’improvvisazione, chiamiamole cosi. Se uno ha le dovute qualifiche, è giusto che sia più attendibile, su un determinato argomento, di chi non ne ha; ma bisogna anche evitare di scadere in un accademismo settario ed elitario. Ci sono persone di un’intelligenza geniale ma che purtroppo non possono permettersi di pagarsi gli studi, oppure per varie confusioni che hanno in testa non riescono mai a capire qual è il percorso di studi adatto a loro, insomma i fattori sono tanti e vanno considerati, siamo persone e possiamo anche avere i nostri problemi nella vita, parliamoci pane al pane e vino al vino.
    Hai citato l’inquisizione, ecco, l’esempio calza: non sono stati forse tribunali eccessivamente inflessibili a rendere la vita impossibile a persone come Giordano Bruno e Galilei, e altre persone che come loro, nel campo di cui si occupavano e fuori dalle realtà del loro tempo ritenute ufficiali, avevano avuto intuizioni vere? Ecco, secondo me i poli accademici devono si guardarsi dal qualunquismo, ma non devono neanche diventare i Torquemada della situazione, condannando a priori ogni cosa che è al di fuori dai loro salotti e dalle loro biblioteche.
    Concludo con un esempio della musica (c’entra con tutto ciò, la ritengo un’arte vera e propria e quindi completamente classificabile nelle discipline accademiche, poi mi piace anche suonare anche se non sono affatto bravo): John Petrucci, chitarrista dei Dream Theater, ha una preparazione musicale senza pari ed è diplomato al conservatorio, ma se lo sento suonare non mi suscita nulla, solo tecnica e basta. Yngwie Malmsteen ha studiato da autodidatta per tutta la sua vita e a distanza di 10 anni ancora mi vengono i brividi quando ascolto la sua “Far Beyond The Sun”.
    Scusa la lunghezza dell’intervento, ma ho sempre amato il dialogo con le persone! :)
    Ciao!!

    • Ho letto il tuo post di corsa questo pomeriggio ed ho rosicato perché non avrei potuto rispondere fino a sera, ed avrei voluto farlo immediatamente. Ci tengo a ribadire che il mio non è, né voleva essere, uno sconto “laureati verso altra gente”, che io non ho alcun titolo accademico e nemmeno mezza delle intenzioni che mi sono state attribuite. In genere, poi, rispetto tutti. Proprio rispettando tutti mi trovo ogni giorno a scontrarmi ogni giorno con persone che non sono minimamente disposte a mettere in discussione quello che vanno strillando, ed ho notato che meno strumenti per argomentare hanno, più rimangono radicati sulla loro posizione. Da qui la sbroccata.
      Hai ragione tu a dire che diventare dei Torquemada non è la soluzione, del resto io volevo sfogare un malessere e non diventare una maestra di pensiero. Grazie per il bellissimo commento:)

      • Figurati, tutti abbiamo bisogno di sfogarci! Anzi tu almeno scrivi post e non prendi i muri a calci come faccio io, almeno non ti fai male! :D Grazie a te per avermi offerto uno spunto su cui riflettere, mi piacerebbe solo che le piazze delle città tornassero a riempirsi e ad essere di nuovo il centro pulsante delle chiacchierate, invece che scrivere tutto da dietro un pc! :)

  77. Bel post! Sono d’accordo: internet ha reso tutti saggi. Qualsiasi cretino può arrivare, scrivere una mer**ta qualunque e tutti ci credono, nessuno che si preoccupi di controllare la notizia… è scritto su internet e allora è vero. Io scrivo per un giornale e mi è capitato ancora di confutare notizie false pubblicata da altri senza controlli. E questo non solo per quanto riguarda le conoscenze, ma per ogni tipo di fatto: internet ha messo in piazza i luoghi comuni di tutti, quindi io scrivo a, tu capisci a+b e scrivi ab, il terzo legge ab+c… Il meccanismo da “piazza del paese” si è ampliato ora che ha a sua disposizione un territorio vastissimo, universale ed incontrollato.
    Nonostante sia d’accordo con te però una cosa proprio te la devo contestare perché non si può proprio leggere: io studio scienze della comunicazione e non potrei mai andare a contestare il fisico nucleare sulla materia che lo riguarda, perché come dici tu giustamente il mio corso non mi dà una conoscenza in merito che mi permetta di fare ciò. Questo però non significa che il mio corso sia scienze delle merendine! Purtroppo la comunicazione è bistrattata in Italia, la verità è che qualsiasi paese più serio di noi sa quanto sia importante, e la politica estera lo dimostra: non si vincono le elezioni solo perché si è buoni comunicatori, ma di certo aiuta… E difatti Obama è presidente degli Stati Uniti per la seconda volta mentre Bersani ha fatto la sua bella figurina. Il fatto che io non abbia conoscenze tali da poter contestare il fisico non significa che io non abbia conoscenze, semplicemente studio cose diverse e mi specializzo in materie diverse. Non ho tomi pieni di formule, ma non mi sarebbe comunque possibile preparare un esame in due ore.

    • hahaha scusa scienze della comunicazione è stato preso di mira solo in uno scambio con un vecchio amico, che ha una figlia che la studia e che ci scherza su. Lungi da me :)

  78. Erano anni che aspettavo un articolo del genere, cazzo. Finalmente qualcuno lo dice con i toni giusti; su facebook, social, blog, ecc. tutti sanno di tutto, guai a contraddirli. Poi ci parli dal vivo e non sanno neanche come si chiamano.

  79. l’umiltà è morta da molto tempo….e la tomba non si sa dove sia…ho condiviso ogni parola di cio’ che hai scritto…..

  80. Per come la vedo io, è colpa del buonismo.
    Poverini, non hanno potuto studiare, dovevano lavorare, non fateli sentire in colpa, non fate i sapientoni… cazzate del genere.
    Ed è finita che chi non aveva voglia di studiare si è “sacrificato” per lavorare, ha fatto l’idraulico, evade come un assassino e ora gira in BMW mentre io con una laurea in ingegneria vado in giro in Fiesta e tocca parlare in dialetto per non sembrare sborone.
    È finita che ai miei tempi se prendevo 4 a scuola i miei mi saccagnavano, mentre i figli dei miei amici se vanno male a scuola è colpa dell’insegnante.
    È finita che ormai una laurea ce l’hanno tutti, e anche i dottori, quelli veri, spesso non sanno di cosa parlano nemmeno quando parlano del loro mestiere. Per cui chiunque si sente in dovere di dire la sua su qualunque argomento, tanto basta aver letto 2 cazzate su internet.
    È finita che a nessuno interessa sapere come funzionano le cose. Tanto se smettono di andare le buttano. Per cui il mondo è un mistero della fede che prendiamo per buono. Ci crogioliamo nell’ignoranza perché tanto qualcuno sa le cose per noi, e le deleghiamo a lui. E quando non ci fidiamo, 10 minuti su google ci bastano per sentirci “imparati”.

  81. SiPPerò scusa:
    quando ero creatura io, una volta l’artista (vero o finto, di partito o col talento) era quello che per antonomasia non ci capiva un cazzo di nulla ma lo dovevi lasciar stare perché era un artista e produceva cose belle. Oppure produceva spunti di riflessione per chi, venendo da un sistema di pensiero – udite udite – più strutturato, dovuto ad anni di culo fatto in un ambiente specifico, si liberava e per riconoscenza si sentiva in dovere di tollerare le boutades dell’artista. Qui mi pare che il problema sia che tutti si sentano sul palcoscenico della rete. Suggerimento: basta non cagarli…

  82. Allora non sono l’unica che la pensa così! ;)
    Credimi condivido ogni singola parola, comprese le virgole, ma, giuro, non sarei riuscita a dire ciò che hai detto con parole migliori.

    P.S. E lo dice una laureata in scienze delle meredine scomposte.

  83. Post stupendo, caduto un po’ sulla “discriminazione” su scienze dell’educazione e/o della comunicazione nei commenti.
    Il fatto che sia inutile dipende non dipende dalla materia, ma da come viene considerato qui in Italia: una facoltà facile e di parcheggio. Io mi ci sono laureata: non ho avuto vita facile, anche se non mi sono letta tutto il codice civile, ma “Thinking in Java” non è meno pesante assicuro! :)
    Senza rancore eh…. Ma mi aspettavo un po’ meno “classismo” da qualcuno che urla contro l’ignoranza! ;)

  84. Ok, dovremmo essere abbastanza. A ‘sto punto io butterei giù -cazzo ne so- un programma, un manifesto, ci affittiamo una catacomba e andiamo a stare lì come la Setta dei Poeti Estinti, a dire cose sensate e a dar da mangiare l’ossobuco ai crudisti fruttariani che terremo in gabbia, mentre fuori l’umanità sarà spazzata via dalle sciechimicheh.

  85. Bello. Meglio ancora se giri tutti gli accenti dalla parte giusta. Abbi pazienza, se ti scagli contro l’ignoranza poi devi essere un esempio di sapienza, sennò sai poi quanto si divertono col “tu quoque”? ;-)

  86. …l’ha già detto qualcuno che le Belle Arti non esistono più?? scusate non ho letto tutti i commenti… cmq esiste una FACOLTA’ DI ARCHEOLOGIA, so che in pochissimi lo sanno ma fa parte dell’IGNORANZA che, in effetti, in Italia dilaga ma NON SI DICE EEEH?! bel post, amaro ;)

  87. Sante parole!!!
    Pero’ non mortificherei cosi’ chi ha studiato materie che vengono normalmente etichettate come “scienze delle merendine”. Forse e’ vero che queste cose in Italia sono piu’ facili da studiare della fisica nucleare, ma forse proprio perche’ sono sottovalutate e fatte all’acqua di rose negli atenei. Tutta la conoscenza ha la sua dignita’ a mio parere, ovviamente quando si tratta di conoscenza vera. Conosco persone estremamente competenti che hanno studiato scienze dell’educazione, e ne conosco altre che invece hanno studiato queste materie perche’ “facili”.
    Detto da una che ha un dottorato in fisica.
    (scusate per gli apostrofi al posto degli accenti, ho una tastiera ‘merigana)

    • Regà, io non ho scritto né laurea in comunicazione né in scienze dell’educazione né in antropologia.
      Ho scritto, ed anche solo nei commenti, che HO FATTO scienze della formazione e che in mia UMILISSIMA OPINIONE é una scienza merendinesca.

      • Guarda, io sono d’accordissimo su quello che scrivi. Ho solo notato un dettaglio che secondo me rischia di far sembrare il discorso un po’ classista, perche’ tra gli odiosissimi “superesperti perche’ l’hanno letto su internet” ci metto dentro anche i fisici nucleari che postano le loro teorie ad cazzum sull’educazione degli adolescenti (quelli che “ai miei tempi”…), sull’alimentazione sana e sulla superiorita’ della matematica rispetto al congiuntivo. L’ignoranza unita alla convinzione che “la mia opinione vale quanto la tua” purtroppo esiste in tutti i campi, e spesso chi e’ esperto in uno (per esempio la fisica) non accetta (giustamente!!) l’opinione dei non esperti sulla sua materia, ma poi si sente in diritto di esprimere la propria (altrettanto ignorante) su materie in cui gli altri sono esperti.

  88. Sconvolgente, un post contro l’ignoranza scritto da una ignorante. È come farsi operare alla prostata da una ginecologa, studiare cinese in Iraq o farsi costruire una casa dall’imbianchino. Se puoi scrivere un post così, allora anche mia nonna che ha la terza elementare può dissentire sulla cura di antibiotici e antiinfiammatori prescritta dal suo medico dato che quella che il medico vuole curare come influenza è una fottutissima laringite da reflusso esofageo che antinfiammatori per via orale contribuiscono ad aggravare.

    • Si può OPINARE in medicina, in psichiatria così come in astrofisica. Bisogna però avere l’umiltà di capire quando stai parlando con Veronesi (nome a caso di medico famoso, senza critiche, che se è lì un motivo c’è al di là delle sue frequentazioni e dei suoi sponsor), Margherita Hack o Paolo Crepet. Ne sanno più di te, e tu opini, e loro opinano, ma la loro opinione ha delle basi in più, esperienza e professionalità. Vedasi l’arma terribile che un tale ha detto sia stata causa del terremoto ad haiti, con tanto di grafici di uno strumento sconosciuto messi su youtube.

      • Non si può opinare in chimica in fisica o in biologia se non sai nulla di queste discipline, ma di medicina, legge ed economia si, visto che le viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle e su quella dei nostri amici, se uno soffre di emorroidi conosce quasi tutto delle emorroidi e anche se ne sa meno di un medico può discutere del problema anche con Veronesi e potrebbe anche opinare sugli effetti collaterali del cortisone alle sue emorroidi sanguinanti. Chi ha in corso una causa da venti anni sui diritti di proprietà, in questa materia può discutere amabilmente con un giurista anche se fa il blogger vegano di professione e chi perde il lavoro può discutere di economia del lavoro con un economista senza avere alcuna laurea!
        L’ignoranza è una delle poche cose che accomuna tutti gli esseri umani siamo tutti ignoranti in qualcosa anche in quello che facciamo da anni (tranne nonna)… C’è sempre da imparare, il medico di mia nonna adesso ha imparato a diagnosticare l’esofagite da reflusso, grande nonna!!

  89. Tutto bellissimo! Quanto sano furore! …e poi arriva la ciliegina sulla torta: “una triennale di merendine”: un genio!! Corro a ringraziare chi ti ha postato!

  90. OHH..mio dddio!!! Se dicessi che ho sbagliato a scrivere il mio nome?!? No, non Nicoltetta…Nicoletta… che umiliazione!

  91. E che dire di quelli che dottori lo sono per davvero e che non sanno un cazzo? Una volta ho parlato con uno studente-quasi laureato in medicina il quale cercava di convincermi che la sperimentazione animale non serve né è mai servita a nulla; ogni mia possibile opposizione a questa strampalata teoria veniva tacciata con la frase “io sono un medico, tu nessuno”. Alla mia richiesta di spiegazioni per quanto riguarda i metodi alternativi che la persona in questione tanto osannava, non ho ricevuto risposta alcuna. Solo perché lei è un medico (?) e io una misera impiegata avrei dovuto darle ragione?
    E che dire dei cattolici invasati che negano tutto il male che l’Istituzione Chiesa ha prodotto nel corso della storia? Con uno di questi invasati ci ho parlato giusto qualche giorno fa. E ogni volta che tentavo di ribattere mi rispondeva ‘io ho studiato e ho due lauree, tu no, quindi ho ragione io’. Che dire di queste persone?
    Tutti ciarlatani.
    Non siamo mica capre, sai. Il sapere con internet si è liberato (nel bene e nel male: sta a chi legge verificare e riflettere sulla veridicità di determinate teorie) e non basterebbe più una laurea (ma neanche quattro) a convincermi di palesi assurdità.

    • Tutto giusto. Mi sfugge come un post non che lo era assolutamente sia diventato una specie di manifesto della superiorità della laurea vs. il diploma, quando nella prima riga avevo scritto “anche semplicemente informata”. Non credo sia un buon approccio quello del “io laurea tu niente”, in nessun caso.
      Però come dici tu “sta a chi legge verificare”. E chi non ne ha le basi?

  92. Ma tu che titolo hai per dire tutte queste cose? Che studi hai fatto? Su cosa ti basi?
    Perche` il dicorso vale per tutti… :)

  93. Bell’articolo e molto divertente- illuminante. Eppoi l’holettosuinternet!!!!
    No, scherzi a parte: anch’io mi chiedo chi abbia sdoganata questa parità a tutti i costi. Anni fa, poi non molti, si lottava, politicamente parlando e non, per far sì che chiunque avesse la possibilità di fare l’università. Però, c’è un però… che questi l’hanno intesa un po’ male. La conquista, il diritto umano, è la possibilità economica per tutti di poter, se vogliono, fare l’università. Si è trasformata in: qualsiasi cretino che non studia un caspio ha DIRITTO a laurearsi dopo tot anni. Ecco, mi sembra che ci sia qualcosa che non va. Costui non è andato all’università, ha scaldato una sedia. Una panchina, una tavola calda. E, badate, non mi sto riferendo a brava gente che si fa un mazzo tanto, ci mancherebbe. Mi aspetto da un anno all’altro le gare sportive col turno. Cioè, si vince a turno un po’ tutti, perchè in effetti non mi sembra giusto che io che mi sono allenata tanto poi nei cento metri c’è sempre qualche stronzo che arriva prima. Eh no. Lo STATO deve intervenire, in fondo si tratta di ineguaglianza sociale. Quello lì corre più veloce di me, non è giusto.

    • Il fatto è che alle elemtari e alle medie non si boccia, perchè non si possono traumatizzare i ragazzi, alle superiori “bisogna salvarli”, perchè un pezzo di carta non si nega a nessuno, all’università chi la dura la vince e così si va avanti… e chi ha pure il cugino politico (o qualcosa di simile) ha fregato te e la tua bella carriera da primo della classe….
      molto bene, molto bene…..
      p.s. ancora non mi spiego come un post scritto contro l’ignoranza e la presunzione, a difesa della conoscenza vera in tutte le sue forme, sia stato interpretato in maniera offensiva da talune categorie di specialisti….o, mi viene da dire, presunti tali?? O__o
      p.p.s complimenti verbasequentur!

      • Sante parole. Ho visto tanta di quella gente diplomarsi senza possedere capacità alcuna di esprimersi in corretto italiano. Non stupiamoci poi della gioventù che ci circonda: questo è il frutto del “non si boccia”. Se non sai scrivere in italiano ti tengo alle elementari pure tutta la vita. Non parlo di sbagliare a coniugare qualche verbo, capita a tutti ogni tanto, parlo di cose gravi, di non saper mettere due parole in fila. La mia cuginetta di dieci anni riesce a scrivere frasi più articolate e corrette di certe persone che conosco.

        Il “bisogna salvarli” fa diplomare persone che in pagella hanno 8-9-10, ma in italiano non sanno parlare. Persone con questi votoni che durante le lezioni fissano l’insegnante e chiedono: “cosa significa atavico?” “cosa significa desueto?” “eh, ma il fu Mattia Pascal è scritto in italiano ANTICO, serve il dizionario per leggerlo!”. Ho visto gente così diplomarsi con 70 e anche di più, fino ad arrivare quasi all’eccellenza, lode a bacio accademico.

        Questa è la gente che va avanti e continuerà a farlo. Studierà mnemonicamente e con nozionismo, prenderà tutti 30 e si prenderà la sua laurea. Non importa se poi scriverà “ha” senza l’acca, oppure non conoscerà l’esistenza del congiuntivo. Ha studiato, sa tutto quello che deve sapere.

  94. Parole d’ oro!!! Io faccio sempre “cagnara” con un muratore sulle scie chimiche che una volta mi ha detto che non so nulla di chimica. D’altronde sono solo laureato in chimica e tecnologia farmaceutiche…

    • Chiedo venia, ma io fino a stamattina avevo un microblog che nel giorno migliore faceva 200 visite. Oggi ne ha fatte over 54.000 ed io son qui che lo guardo stranita.
      O.o

      • Io sono qui perché ho visto un link su Facebook.
        E mi sono iscritto alle notifiche per i nuovi articoli (vedo che lo si può fare in occasione di un proprio commento). Altra cosa: chi è interessato ad avere via email le notifiche di aggiornamenti di un blog che non offre strumenti utili a ciò può servirsi di feed2mail.
        Comunque sono vegano.

        • Pensa che io ho tolto anni fa volutamente le opzioni per la condivisione su fb o su twitter e compagnia bella. Le notifiche credo arrivino con lo strumento “iscriviti”, per il blog, per chi è iscritto a wordpress basta un click, gli altri penso debbano inserire la mail. Se sei un vegano pacifico se assolutamente il benvenuto :)

          • Avevi tolto le opzioni per la condivisione per evitare che il tuo blog avesse una eccessiva diffusione e quindi potenzialmente in qualche modo violare la tua privacy?
            (Vegano pacifico? No. Sono per la lapidazione dei mangiacadaveri, naturalmente con lancio di mele, pere e banane)

  95. Oltre un anno fa, poco prima di rischiare sul serio un’ulcera, scrissi un articolo delirante che riguardava, anzi riguarda perché lo ritengo “valido” tuttora, proprio la mania di esprimere la propria Opinione su qualsiasi Argomento. Condivido, quindi, la sostanza del tuo articolo. Temo, però, che sia una battaglia tremenda, che può condurre solo all’ulcera di cui sopra, anche perché, leggendo, ho pensato che una caratteristica di questo genere di articoli, che condivido (in linea di massima), è quella di essere apprezzati anche da coloro contro i quali sono scritti, essendo costoro restii, più degli “altri”, a ritenere sé stessi degli “ignoranti di merda”. Io stesso, a dirla tutta, mi ritengo “ignorante” (“di merda” talvolta, di solito mi limito a rilevare lo status senza sporcarmi ulteriormente) ed evito di parlare di ciò che non conosco, o almeno di documentarmi da più fonti, ma poi penso anche che, spingendo il ragionamento, si giunga a un punto in cui l’unica soluzione è tacere su tutto, perché c’è sempre qualcuno che ne sa più di me, per il quale io sono, appunto, un “ignorante”.
    E quindi, che fare? Ulcera o non ulcera, questo è il problema! :D
    Antonio

  96. “FASCISTA! Non permetti che altri abbiano opinioni diverse dalle tue!”
    Questa frase mi è stata rivolta da un nazionalsocialista, seguace di Alba Dorata, dopo che aveva definito l’Olocausto un “teatrino dell’orrore, assieme alla messinscena dei presunti “lager”.
    Ora, io ancora la laurea non ce l’ho, ma mi sto sbattendo abbastanza per avercela. E in mezzo ai corsi che ho scelto c’è pure storia ebraica. E sinceramente mi sono sentita completamente in diritto di dare della capra!capra!capra! a un deficente che mi viene a dire che i forni e le camere a gas sono state costruite dagli americani dopo che avevano liberato i campi di sterminio (per altro liberati dai soviet ma vabbhé).
    E questo mi ha detto che IO, no dico, IO, cazzo, sono fascista! Ma porca troia, ma mica è un opinione!
    Condivido e approvo in pieno quanto hai scritto.

  97. Ciao, mi hai letto in un pensiero che era ieri nella mia testa. Su Fb, il Gianicolo, colle romano per amene passeggiate, è il “Giannicolo”. E io ho pensato, non venitemi a dire che si scrive così perché così è scritto qua sopra. Perché? Perché io non l’ho letto da nessuna parte ora, l’ho imparato alle elementari. Come te, più di 30 anni fa.
    Solidale! Ciao :)

  98. Fabio Volo è simpatico e ricco, tu sei antipatica e povera. Benché colta. E io sono un ignorante con una laurea in Economia e Commercio vecchio ordinamento. E non me ne vanto, e non mi lamento.

  99. Mmh, aggiungo questo post alle cose che hollettosuinternet così posso argomentare meglio contro chi hallettosuinternet altre cose diverse.
    E comunque, d’accordo su tutta la linea! Non se ne può più di certe sequele di commenti idioti, di gente che litiga in un tweet, che si “unfrienda” e si “defollowa” (orrori verbali, pardon…) per un’inezia. Bisogna dirlo in giro perché TUTTI LO SANNO MA NESSUNO LO DICE!!!!111!!!!

  100. Bravvi a insultare è ofendere, io non o potuto impararmi a scuola xkè o dovuto andare a guadaniare il con panattico ma a me mi piacie lo studio su internet Io mi sono imparato dei granti misteri come la ceo ingeniria opure tutta la scenzia dei spiriti e dei misteri come i cerki nei campi e le scie che ci fanno da dentro che poi nel celo si allacano che poi il tenpo siccambia dassolo. Cuesto ke diko ke poi se avvete la volia ke vi piacie inpararvi si trovva sula rete ke poi alsa gli ochi è vedi con i tui popri ochi ke non cerrano cuando io erro un banbinno. Voi dovete studdiarvi anke ke no lo anno scrito nel libbri kieto skusa ke io non sono studiato e ke scrivvo no tanto melio

    • Salvatore, sé mi puo dare la autorizazione a fare, io mi piacerebbe grandioso fare il copia è l’incola di questo qui ke ài scritto sul blog mio che ho te ne sono molto gradito

  101. Bel post, davvero! Offre tanti spunti su dei luoghi comuni del giorno d’oggi da spazzare via. L’unica cosa che non riesco a capire è come tu ti possa porre arbitrariamente al di sopra di gente con titoli magari ritenuti meno importanti. Mio padre ha un diploma superiore di perito chimico e anche se non è laureato è la persona più informata (parlando della BUONA informazione) e colta che io abbia mai conosciuto e che forse mai conoscerò proprio grazie alla sua sete di sapere e la voglia di ampliare i suoi orizzonti, non soffermandosi e chiudendosi all’interno della sua categoria di chimico ma interessandosi anche di letteratura classica, arte e tante altre branche nobili del sapere che ne fanno la persona che è. Io studio Marketing a economia e mi avvilisce che tu elenchi la mia facoltà (può sembrare) tra quelle del non sapere o della poca informazione. Sono il primo critico della situazione della mia facoltà, nella quale si trovano anche parecchio facilmente i figli di papà mandati al pascolo dai genitori, ma non si può sminuire una facoltà intera, che oggi più che mai dovrebbe essere una tra le più utili e importanti, per colpa di questi cattivi esempi, visto che c’è gente che profonde gli stessi sforzi che profonderebbe anche in altre facoltà considerate però al di sopra. Tutti facciamo parte dello stesso sistema che richiede la presenza anche dello spazzino che ha tutto il diritto di dire la sua, giusta o sbagliata che sia. Ricordiamoci che tutte le più grandi scoperte dell’umanità sono nate quasi solamente dalla voglia di spingersi oltre i propri limiti e la voglia di uscire dagli schemi, partendo da quell’insigne ingegnere che inventò la ruota, passando per “l’autodidatta” Leonardo Da Vinci capace di porre da solo le basi per i principi del volo fino ad arrivare a tutti quei pionieri che, tramite studi approfonditi si sono spinti fino ai confini del nostro universo. Tutto sta in quello che noi vogliamo dare in più rispetto a ciò che ci spetta e soprattutto, ricollegandomi al post, sapersi anche scegliere degli interlocutori adeguati. Questo perchè internet non è il regno della disinformazione! Più che altro è lo specchio della società in cui viviamo, dove possiamo trovare (se lo vogliamo) della buona informazione e opportunità di arricchimento, come possiamo preferire di correre dietro a qualche cavolata scritta da qualche tizio qualunque e prenderla come oro colato!

    • mi sta venendo lo sconforto.
      capisco che la discussione sia talmente lunga che leggerla tutta è impresa titanica, quindi… come detto prima, l’esempio di economia era “laureato in economia che pretende di saperne più del biologo in biologia”. Viceversa per me sarebbe identico, un biologo che pretenda di sapere di economia più dell’economista mi crea gli stessi problemi.
      Poi: io stessa ho frequentato una facoltà merendinesca, mica me ne vergogno.
      Terzo: Lungi da me puntare il dito contro persone come tuo padre. Che poi è esattamente come mio padre. Sono gli esempi da seguire, in mia umilissima opinione. La laurea era solo un esempio!

    • Giustissimo. L’errore dell’analisi è proprio quello di assumere che sia il titolo di studio a misurare la capacità di capire e valutare. Nei fatti, non è nemmeno tanto l’ignoranza (intesa in senso letterale) ad essere il problema: ignorare e non conoscere è lo stato umano delle cose. È piuttosto una questione di arroganza: non sapere e pretendere di sapere. E, purtroppo, l’accesso a titoli superiori spesso carezza questo vizio malsano anziché spegnerlo.

  102. …la tragedia vera è che c’è gente che compra carta stampata perché porta il nome di uno famoso: un barzellettiere, una puttana pentita, una puttana ancora in servizio attivo, un politicante da quattro soldi, un bronzeo pennivendolo (capace di cambiare mille volte opinione e di vantarsene), un gay orgoglioso di far sapere all’universo mondo quando è cominciata… ignorarne i nomi è la peggior cosa che si possa fare loro… non è igienico guardare una schifezzuola in tv e poi criticarne protagonisti e autori; per restare informati sulla espansione dell’ignoranza (rare volte disgiunta dalla presunzione) è sufficiente viaggiare in metro, salire su un autobus, mettersi ad un tavolino di bar e ascoltare…
    faccio un esempio: all’epoca non ho mai visto un serial americano che si chiamava Dallas, però ogni mattina prendevo la corriera; il viaggio durava tre quarti d’ora, sufficienti ad avere tutti i ragguagli sulla puntata della sera prima… ecco, non è necessario andare a loro, sono loro che vengono a noi, amen
    (seguirò con attenzione questo blog divertente/appassionato/melanconico…)

  103. questo avrei voluto scriverlo io. parola per parola. punteggiatura compresa. ti leggo da tre minuti e già ti adoro. ora vado a curiosare il resto.

  104. “Accademia belle arti. Con tutto il rispetto per l’accademia delle belle arti, cosa che io personalmente non sarei stata in grado di fare manco sotto tortura per manifesta incapacità, ma che basi di biologia molecolare hai, con le belle arti?
    “La mia opionione conta quanto la tua.”
    UN CAZZO.”

    mi sono appena innamorata! XD

    By Lisa: naturalista (laurea specialistica in scienze naturali, no, non vado nuda in spiaggia :P) incompresa

  105. Spot-on, mancava solo la menzione dei sciochimichisti che l’hanno letto sul blog dell’ex maresciallodellaereonauticainpensionemeteorologo. Bellissimo articolo CAZZO.

  106. verbasequentur, ho letto su internette (o forse visto su youtube), che le cose che dici sono condivisibili, pertanto approvo. Non verifico, ma approvo. D’altro canto, l’assenzio giornaliero del web, fonde (nel vero senso del termine in fisica) le capacità intellettive con quelle cognitive, per cui è giusta l’eliminazione del termine “ignoranza”, quando non esistano gli ignoranti.

  107. Ho visto, su internet, un video di un tipo che “sfidava” Yamanaka (premio Nobel) sulla questione staminali. Peccato che lo sfidante fosse un vigile urbano (con tutto il rispetto per i vigili)

  108. Sei un mito. ..
    Hai perfettamente ragione…
    Peccato che oggi la gente sia troppo piena di se stessa. …

  109. Piena solidarietà! Per quel che vale… ci pensavo proprio poco fa. La democrazia purtroppo è una cosa vagamente fraintesa, siamo tutti liberi di farci un opinione ma non sta scritto da nessuna parte che queste crescono sugli alberi, insomma ‘laprimacosachetivieneinmente’ non è un’opinione. Pensa che ho passato 10 anni a studiare psicologia e incrocio continuamente gente che… vabbé penso che puoi capire. Un abbraccio

  110. Innanzi tutto complimenti per quanto hai scritto che, tra parentesi, mi sento di quotare in toto, e poi… e poi scusa, ma non sai che i tuttologi sono la categoria più vasta al mondo? E volevi che non approfittassero di una cassa di risonanza come quella offerta da internet?
    No, scusa, mi sa che anche tu come me dai troppo valore alla conoscenza, ricordati che (sopratutto da noi) “chi non sa una cosa la insegna”.
    Informarsi? Cos’è, scusa, una parola nuova? Ma se non si prendono neppure la briga di verificare un dato controllabilissimo come la data di nascita (ti assicuro, ho avuto modo di constatarlo fin troppe volte leggendo questo o quell’articolo) di un personaggio (a qualunque titolo lo sia) pubblico!
    Ma no, dai, “sapere” non serve, non “rende”, non ti da risonanza alcuna e dunque perchè prendersi la briga di informarsi anche solo un pochino?
    E pensare che basterebbe ci ricordassimo che “ignorante” non è un insulto; ignorante è colui che ignora (che non sa), e chi accidenti non lo è? Tutti siamo ignoranti in vari campi e anche in quelli che possiamo considerare “nostri” spesso sono parecchie le cose che non sappiamo (che ignorariamo, appunto) il “giochino” sta nel saperlo e riconoscerlo e, sopratutto, nell’imparare da chi quella determinata cosa la sa.
    Il che non significa, a mio avviso, che non si debba/possa esprimere la propria opinione, ma solo che se c’è chi in merito ne sa più di noi dobbiamo prenderne nota e farne tesoro e non, come giustamente fai notare, intestardirsi con la scusa del “l’ho letto in internet” o “me l’ha detto un amico” o, peggio ancora “lo sanno tutti”.
    Basta, finisco di sproloquiare e ti lascio un abbraccio enorme (per quanto virtuale) a mo di ringraziamento per il bellissimo post.

  111. Guarda che il mondo non si divide in “titolati” e “non titolati”…. o in “lettori/studiosi” e “so tutto perchè c’ho internet”. Ci sono anche fantomatici “esperti” titolati che non sanno niente di ciò che hanno studiato, perchè siamo in Italia, con le lauree comprate o regalate, ed esistono anche quelle persone non titolate (gli ignoranti come li chiami tu) che insegnano i neolaureati a lavorare, e quelli che si informano sul serio ma in biblioteca o a casa. A me, alla domanda, “Che titolo hai per dire questa cosa?” rispondo “Non ne ho, e questo dimostra che hai buttato 30 anni di Università”. Per come è scritto questo “pezzo”, mi sembri un po’ frustrato dall’aggressività dei toni virtuali che hai usato. Ti ricordo che innanzitutto siamo tutti ignoranti, ma il più ignorante di tutti è lo scettico perchè non accetta neppure ragionamenti e prove. Una guerra senza senso.

    • Quelli che si informano sul serio sono alla prima riga del post. Siamo tutti ignoranti riguardo qualcosa o in confronto a qualcuno, ovvio.
      Lo scettico però non è colui che rifiuta ragionamenti e prove. Lo scettico rifiuta tesi senza ragionamenti e prove. Quello che le prove le rifiuta, imho, è l’ottuso.

      • Mi permetto di dissentire, lo scettico è solo uno che è In disaccordo. Probabilmente non ha neanche mai letto tutto ciò che per lui è riconosciuto (da altri, mai da lui, ovviamente, essendo il più ignorante), ma si limita a sentirsi superiore di fronte a tutte le tesi non riconosciute semplicemente usando il motto: “Non ci sono soluzioni perchè le tue prove non valgono nulla, non esistono e non verranno mai trovate (sempre non da lui ovviamente)”. Per cui si crea il paradigma di un soggetto che si convince di essere elevato rispetto alla massa. E questo basta vederlo non solo su internet, ma nella vita di tutti i giorni.

        Questo succede anche a molti scienziati ortodossi, incapaci di accettare che le scoperte si evolvono e che quelle vecchie vengono sorpassate da scoperte nuove. Una sorta di frustrazione per aver buttato a mare tutta la vita per un qualcosa che alla fine verrà sostituita perchè non più utile.
        Per questo è raro trovare uno scienziato ammettere di aver sbagliato.
        Se poi ci si mettono i soldi (su cui, non dimenticare, TUTTO RUOTA) e la politica, allora è ancora peggio.
        In Italia non evolve nulla, e la scienza non è esente da corruzione, baronie e non-scoperte.
        La ricerca in Italia non esiste, neppure la scienza e la meritocrazia è un miraggio.

        A me pare che il tuo post nasconda un certo scientismo, che non è altro che una religione. Una fede cieca. Niente a che fare con la scienza o con gli scienziati.

        Ti dico anche un’altra cosa: in antichità Scienza e Religione (o Mistero, chiamalo come vuoi) erano unite, divise per semplici ragioni di potere. Una Fede spaccata in due parti uguali, affinchè si potessero avere più poteri. Il famoso dividi et impera su cui i nostri culi reggono a malapena oggigiorno, in tutti i campi.

        Infine, uno scettico o comunque una persona “schierata” nella fazione del “Che figa la scienza siamo troppo superiori”, non accetterebbe neanche delle prove valide (perchè ce ne sono a raffica), se non sono riconosciuti dai Dèi della comunità scientifica.
        A casa mia funzionano i risultati e la ripetitibilità dell’evento osservato e provato. Qualunque sia il mezzo. Attualmente la scienza ragiona in maniera diversa, per cui dissento dal motto “Se una cosa non è visibile e misurabile, non esiste”.

        Per cui concludo dicendoti che è meglio che non ti arrabbi (a meno che il tuo obbiettivo, come tutti i blogger, sia quello di sentirsi meno soli e riconosciuti scrivendo questi pezzi sensazionalistici), perchè nel mentre che scientismo e complottismo si fanno la guerra, lo status quo mette altre radici. A discapito anche tuo.
        A bientot.

        • “lo scettico è solo uno che è In disaccordo”
          Mi spiace ma non hai capito proprio niente di ciò che significa essere scettico in questo contesto, scettico è colui che pretende delle prove per credere in qualcosa, punto. Tra l’altro quello che descrivi tu nelle righe successive è un complottaro che è l’esatto opposto dello scettico!
          “una persona schierata nella fazione del “Che figa la scienza siamo troppo superiori”, non accetterebbe neanche delle prove valide (perchè ce ne sono a raffica)” Su cosa? Ma di che stiamo parlando? Mi sa tanto di aria fritta!
          “A casa mia funzionano i risultati e la ripetitibilità dell’evento osservato e provato. ”
          guarda te, è ciò che si definisce metodo scientifico
          “Attualmente la scienza ragiona in maniera diversa”, Ah,si? Davvero? E quale sarebbe questo nuovo paradigma della comunità scientifica?
          “per cui dissento dal motto “Se una cosa non è visibile e misurabile, non esiste”.”
          Se una cosa non è visibile E I SUOI EFFETTI non sono misurabili non vedo quale sia il senso di postularne l’esistenza.

      • “Questo succede anche a molti scienziati ortodossi, incapaci di accettare che le scoperte si evolvono e che quelle vecchie vengono sorpassate da scoperte nuove. Una sorta di frustrazione per aver buttato a mare tutta la vita per un qualcosa che alla fine verrà sostituita perchè non più utile.”
        A questo punto tanto vale farli, i nomi di questi scienziati che non ammettono le nuove scoperte. Altrimenti si fa la figura del solito complottaro che millanta di poteri occulti super segretissimi (ma che lui conosce) che nascondono la veridicità delle bislacche teorie a cui credono di solito i succitati complottari.

  112. Vogliamo parlare dei post/messaggi/risposte che si chiudono con “meditate gente… meditate”.. in quei casi la testata dovrebbe essere consentita dalla legge.
    E dopo rettiliani, complottisti, ecc ecc fatti due risate con gli illuminati!
    (ci lavoro sul web… nel senso che ci pago le bollette. Ormai non mi stupisco più di nulla.. quasi)

  113. porca eva, lo so che sei un maledetto operativo cia infiltrato nel gruppo bilderberg. Avrai scritto questo post mentre torturi un bambino Indaco che tieni segregato nello sgabuzzino, mentre col tuo apparecchio per creare le nuvole hai appena generato un uragano al largo del Giappone

  114. Ti faccio i miei complimenti ho riso tanto e apprezzato tantissimo quasi ogni singola parola. Quasi perchè non credo che quando dici che uno non ha titolo per parlare di un argomento in quanto lo ha letto su un link o gli ha detto suo cuggino, sia poi tanto diverso da te che magari lo hai letto su carta anzichè sul monitor. L’esperienza diretta di ciò che dici probabilmente non ce l’hai neanche tu nel 99% dei casi, e nel 99% dei casi non l’aveva neanche chi ha scritto il libro che hai letto e sul quale hai dato l’esame. Ora ovviamente sto un pò esagerando, ma non mi puoi dare per scontato che non ci possano essere elementi di informazione comunemente accettati che sono in realtà falsi che non possano essere sbugiardati da un link, L’importante sarebbe verificare, cosa non sempre possibile, ma d’altronde questo vale anche per quando i libri di contraddicono tra loro. Può anche capitare che chi non ha studiato abbia ragione e chi ha studiato sia stato fuorviato, anche se è raro non si può chiudere per principio, ma bisogna accettare e analizzare anche le tante cazzate ahimè, nella speranza di trovarne una su mille di quelle accettabili

    • Ecco…. in principio questo non fa una grinza, pero’… mettiti nai miei panni: fisico delle particelle elementari, ricercatore da 20 anni. Se mi capita di parlare di fisica con qualcuno non pretendo di avere sempre ragione… ma se uno dice cose palesemente contro quello che quotidianamente tocco con mano in laboratorio, tipo la conservazione dell’energia, chiedo lumi piu’ approfonditi. 99% delle volte la risposta e’ generica e evasiva, o del tutto errata. Di solito io lascio perdere e non dico il mio mestiere, anche per se la persona sa che sono un professore universitario di fisica dice che faccio pafte dell’estabilishment, che la mia e’ una visione libresca ( ma se sto da una vita in laboratorio…) e altre chicche…. vabbe’… mica pretendo che uno mi creda sulla parola, ma magari porsi il dubbio che se dico una cosa sui decadimenti nucleari forse ho piu’ probabilita’ di avere ragione… dici che sbaglio?

    • Intanto, ti ringrazio del commento. Poi per alcune cose ti hanno già risposto, io vorrei solo dire che magari non sempre, però in genere è più facile che un testo pubblicato sia più attendibile di un link ( e uno può dire dipende dal testo e dal link, sì grazie, lo so), almeno c’è una revisione, un autore certo…

  115. Non ti conosco, ma sento di volerti un gran bene!
    In poche righe hai espresso la valanga di sentimenti a cui vado incontro ogni giorno di fronte alle boiate che mi tocca leggere per l’essere troppo tollerante da eliminare amici e gruppi da facebook per via di quello che postano!
    GRAZIE!

  116. Oh mi capita sempre, nei miei settori, di avere a che fare con gente così. Il problema però è quello della divulgazione. Se chi sa si trincera dietro la scusa del “sei un ignorante, muori”, non caviamo un ragno dal buco. O crediamo nell’utopia di un’oligarchia intellettuale (impossibile oggi giorno) o ci rimbocchiamo le maniche ed educhiamo. Alla fine, la ragione sarà sempre dalla nostra parte. Chi non vuol sentire, non sentirà. Ma almeno abbiamo fatto il nostro, cercando di dare indietro qualcosa ai mondi che abbiamo studiato e imparato a conoscere. O dev’essere un rapporto esclusivo?

    • Hai ragione, io poi non credo di avere nulla da insegnare a nessuno, se non forse a farsi una risata ogni tanto.
      Però ripeto, questo diamine di blog fino a stamattina era il mio angolino tranquillo, avevo meno dei 25 lettori del Manzoni, mi son girate le balle, ho scritto una roba e devo ancora capire come sia arrivata su facebook (NON DA ME) e su twitter (manco ce l’ho) e ovunque sia arrivata, visto che io non pubblicizzo, non copioincollo, non spammo, insomma non ho pretese divulgative di sorta.

    • No, solo è rarissimo che una persona con un corso di laurea così difficile sottovaluti le competenze altrui. Stavo parlando di una persona vera, in una situazione altrettanto reale.

  117. Pingback: FATE GIRARE!1! | GianlucaBriguglia I'm no Jack Kennedy

  118. Merendine scomposte ahahah!

    Che poi frasi del tipo “Sveglia!!11!” “Informati” “V per Vendemmia” te li becchi in qualsiasi muro del cesso di qualsivoglia sede dell’uni. (non solo)

    Insomma ho letto sulla porta del cesso e penso che la porta sia una fonte attendibile, perché hanno usato il pennarello rosso e il grassetto sottolineato. E nessuno ha risposto con ingiurie in bic blu. E un certo Matteo ha messo anche il suo numero di telefono, scrive che è disposto ad incontri a qualsiasi ora…Deve essere una persona davvero disponibile se sacrifica il suo tempo per spiegare perché i vaccini sono un complotto degli alieni grigi e che Giovanna Podda è predestinata a costruire una nuova arca per salvarci tutti dai ricercatori universitari che mangiano Beagle crudi.

  119. Uno degli articoli più veri che abbia letto negli ultimi tempi!
    Piccola nota personale, mi si sarebbe sciolto il cuore nel leggere anche “infermiere” nell’elenco di laureati che, nonostante la laurea, non sanno una cippa poiché solo infermieri. Da appartenente alla categoria speravo di leggerlo 😊
    Bisogna sensibilizzare, siamo ignoranti anche noi!!!

  120. Ho le lacrime agli occhi dal ridere. Le merendine scomposte e l’aria che esce dalla parte sbagliata sono pezzi memorabili!!! Contenuto comunque di altissimo livello, al di là dell’ironia che lo rende piacevolissimo

  121. …e molte persone invece non potrebbero essere stufe di sentire buona parte anche di questi luoghi comuni?
    Ho 23 anni, mi sto laureando in Marketing e organizzazione d’impresa e, secondo questo articolo sono immediatamente etichettabile come “ignorante”.
    Spesso sento parlare ragazzi delle mie età o addirittura più giovani, magari studiosi di Chimica, Fisica o sti cazzi e mazzi scientifici, di quanto la loro facoltà sia la migliore al mondo.

    Professoroni, premi accademici, pubblicazioni, cultura che sgorga da ogni dove…
    E di questi posso anche ammettere l’esistenza.
    Poi però si passa ai racconti di professori che sono spinti dalle facoltà a far passare sempre più studenti, in modo da lasciar laureare più iscritti…ai racconti dei compagni di corso che si presentano a ogni appello disponibile in tutto l’anno accademico di ogni esame sul loro stracazzo di libretto e prendono i professori per sfinimento…o ai racconti di chi, stanco di sopportare il “peso”, l’impegno, di una certa facoltà, passa ad un’altra, magari privata, e se la prende comoda, sia con i tempi che con la preparazione.

    Di ignoranti ne è pieno il mondo. Non penso che una persona acculturata debba per forza essere un avvocato, un architetto o un dottore.
    Buon per chi è portato per fare questi mestieri, ma io, che ad esempio se vedo una siringa svengo, magari non sarei mai stata un grande medico.

    Piuttosto, chi dall’alto del mestiere appreso assume un atteggiamento di superiorità, sprezzante e snob verso ogni essere umano “ignorante” deve ricordarsi da dove ha iniziato, e che prima dell’esperienza, della cultura e del “saper fare” di cui ora si può tanto vantare, c’era l’ignoranza, unita però costantemente ad una voglia esplosiva di imparare, parlare con persone diverse, vedere posti nuovi e conoscere culture sempre più differenti da quella di origine.

    Spero, dal basso della mia “ignoranza” detta anche “ignorantezza” o “ignorantità” di non essere giudicata come un essere inferiore capace solo di istigare rabbia…quella vera.

    • Scusa Eleonora, ma dove diamine avrei scritto quello che stai dicendo tu? Non l’ho nemmeno nominato di striscio quel corso di studio. Perché mai dovrei darti dell’ignorante?

      • Il collegamento è con Scienze dell’Economia…Di cui comunque è un ramo il mio corso di studi…
        Oltre a questo c’è anche che molti dei concetti che hai espresso tu in questo articolo li ho sentiti mille mila volte (Cit. Ingegner Cane) da miei coetanei o quasi, tutti di facoltà “con le palle” come dicono loro…
        Ma devo sentirmi dare dell’ignorante se seguo le mie inclinazioni?
        A me quello che studio piace.
        E per essere del tutto completa il mio corso di studi appartiene alla Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia. Quindi, soprattutto su Scienze della Comunicazione, ho sentito sempre peste e corna, anche da un certo ministro qualche tempo fa…
        Io ho un po’ piene le palle di chi denigra un certo corso di studi.
        L’articolo in se è geniale, devo ammetterlo: se non ci fosse questa parte di riferimento alle varie facoltà, l’avrei condiviso sui social.
        Cultura è cultura, non preparazione accademica. Ci sono plurilaureati che non sanno nemmeno da che parte sono girati.

        • scusa, secondo me non hai capito. O hai letto un altro articolo, può essere. Si parlava di chi sproloquia a vanvera su argomenti nei quali è ignorante. Io sono biologa, sono tanto ignorante in filosofia, ad esempio. Capit? :]

  122. Pingback: Cosa sta succedendo al sole?

  123. Condivido lo spirito del post, però mi vedo obbligata difendere le tanto odiate “scienze delle merendine composte”. Gli imbecilli ci sono in ogni facoltà e non è la mole di studio che forma una persona, ma l’esperienza che si compie durante la carriera universitaria (o forse durante la vita). ok, in accademia abbiamo esami più semplici, ma per questo dobbiamo costantemente essere denigrati e bollati come persone incompetenti? In genere non metto il becco in argomenti non di mia competenza, ma mi piace essere informata perché, udite udite, se vuoi fare l’artista contemporaneo, di grazia, devi sapere ALMENO quel che succede attorno a te. (No, l’artista non dipinge mucche nel prato; quello è compito dello zio in pensione che ha del tempo da perdere).
    Non capisco perché si debba generalizzare e denigrare chi frequenta facoltà umanistiche o accademie di belle arti. Ci sono medici fasulli ingegneri cretini, e matematici spocchiosi dei quali metto volentieri in dubbio la validità del tanto sudato “pezzo di carta”.
    Un titolo di studio non qualifica la persona.

    • Non mi pare che verba denigrasse chi frequenta le facoltà umanistiche. Verba deingrava, giustamente, chi si alza e sputa sentenze senza sapere di che diavolo sta parlando. Se tu sei laureata in merendine scomposte (scomposte, non composte, e dai!) e mi senti parlare di merendine, a me che sono ingegnere, senza che io ne sappia nulla, probabilmente ti incazzeresti. Tutto qui.

  124. Posso fare una piccola precisazione ? Non la dico io ma me lo hanno insegnato i Volontari della CRI durante un corso e me lo ha confermato una dottoressa neonatologa che lavora in Patologia Pediatrica alla Mangiagalli e pure una Anatomopatologa sempre della Mangiagalli che ha scritto un libro sulla SIDS http://books.google.it/books?id=x3KCjk8yVWoC&printsec=frontcover&dq=giulia+ottaviani+sudden&source=bl&ots=85TqWseUWE&sig=bA8AMRh1EpvFUMMbCqY5HupJihQ&hl=it&ei=YuOiTPyrN5KZOJ_k6asE&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CBgQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false oltra ad averlo trovato sui volantini anti sids http://www.alkymy.it/featured/la-nanna-del-tuo-bimbo-e-piu-tranquilla-se-combattiamo-la-sids/ .
    Il Cosleeping è sconsigliato ; inteso come bambino nel lettone insieme ai due genitori, nel primo anno di vita per evitare il rischio di Sids.

  125. un post di una “localita comune” imbarazzante riassunta in quel: “Ma tu… che titolo hai per dire che la terra non è rotonda?”
    Professori che tacciano altri col “lei non sa chi sono io” e che e’ tutto “un gombloddo” … in modo tale da annichilire quei pochi che pensano con la propria testa sotto la pressione della pubblica opinione.

    Il commento piu saggio che ho letto in questa diarrea di vaccate (post incluso) e’ quello di Eleonora (…siccome che io sono Ingegnere di sti cazzi e mazzi scientifici)

    una sola parola per tutti gli altri SVEGLIA!

    • “in modo tale da annichilire quei pochi che pensano con la propria testa sotto la pressione della pubblica opinione.”
      Credere alle sirene perché lo si è visto in televisione. alle scie chimiche, a microchip nel cervello, ai rettiliani, all’omeopatia e a tutte le altre cacate complottiste e fricchettone. Ecco qua le persone che “pensano con la propria testa”. AHAHAHAHAHAHAHAHAAH. Ma andate a lavorare fate silenzio.

      • Ehm… di solito non do seguito ai commenti, e in fondo dovrebbe essere verbasequentur a rispondere, ma siccome l’argomento mi tocca molto da vicino, lasciatemi due un paio di cose, piu’ per testimonianza di vita che come verita’ lasciata cadere dall’alto.
        La forza dirompente del pezzo dui stiamo parlando e’ nella frase piementese: “insegnare ai gatti ad arrampicarsi”. Io, rispondendo alla laureata in economia e marketing, non penserei mai di dire a lei che ho letto su un link che tutto quello che ho studiato e’ sbagliato e non tenterei soprattutto di insegnarle economia e marketing. E questo non penso significhi (spero) he la mia mente e’ chiusa e ottusa. Nel caso mi serve qualcosa di economia e marketing inizio a chiedere a lei, anche se non rinuncio a ragionare.
        Quanto alla cultura accademica: duemila pecche , tanti cialtroni sono professori universitari ( lo ammetto io per primo) ma statisticamente uno che insegna sociologia capisce bene la sociologia, un medico sa di medicina etc etc.. E’ semplicemente infantile prendere esempio da un idiota che fa il professore e appiccicare l’etichetta di inutile e ignoranti a tutta la cultura e la scienza che si studia all’universita’. Anche perche’ e’ quella che ti fa camminare sulla macchina, non lavare le lenzuola, usare facebook, non morire a 30 anni per infezione, prendere un aereo… continuo o basta per convincersi che tutta la nostra vita e’ basata sull’evoluzione tecnologica ( con i cazzi e mazzi) un po’ prima di sputare su quello che ci permette di avere la nostra vita quotidiana?
        Ultimo, poi sparisco, perche’ so gia’ che per molti sono gia’ palloso: la scienza (dico quella con i cazzi e mazzi, la pallosissima fisica, matematica etc etc) in realta’ non e’ vero che non crede a niente al di fuori di quello che c’e’ sui libri. Ci sono migliaia di persone che passano ( anche in Italia) a fare ricerca== andare oltre ai libri e trovare le inadeguatezza dei libri. Ma di piu’ .. la scienza non e’ chiusa , che ne so, alla telecinesi o alla trasmissione del pensiero, siamo i primi a sapere che nel medioevo un telefonino ti avrebbe fatto bruciare sul rogo per magia nera e stregoneria, ma solo si richiede, per crederci, che la telecinesi sia osservata sperimentalmente: spostare con la mente un cucchiaino in condizioni controllate. Per questo esistono enti scientifici (date un occhiata a http://www.cicap.org/) che si occupano della ricerca di effetti paranormali in maniera scientifica. Fino a d adesso hanno trovato bufale, ma stanno li anche e soprattutto per trovare qualcosa che va’ oltre la scienza normale… si, ma con il metodo scientifico!!! Adieu

          • E’ che tu hai azzannato le persone per questa loro tendenza grassoccia a sparare giudizi dal divano delle loro competenze. ma questo accidenti è il nostro tempo. quello che possiamo fare non è criticare la materia che ci si ritrova intorno ma elaborarla e, se possibile, raffinarla. se è fango, fango. noi siamo qui, ora, nell’autogenerazione dei saperi e dei pareri, nell’indistinzione totale tra vero e falso:come ci comportiamo? qualcuno ha detto “un fatto o è o non è”, ma noi siamo ormai totalmente in un’altra epoca. non è chiaro, in questa, quale siano le cose che rendono una persona più adatta o preparata, più scaltra, più saggia, più intelligente. Anche la sensibilità, ad esempio, a volte è una competenza altissima: e chi te la certifica? dove si prende la laurea in sensibilità, onestà, accortezza, buon senso? quello che dici, pur essendo giustissimo nella realtà dei fatti, nasconde un altro spettro, quello della giustezza della specializzazione. ascolterò volentieri un botanico per sapere di piante, ma ho le mie acquisizioni, fatte di amore per le piante. Tuttavia ascolterò più fedelmente un botanico in particolare, quello che corrisponde ai miei modi, ai miei bisogni, quello che risponde alle mie domande. Non tutti i botanici quindi vanno bene per me e non tutti sono degni di ascolto, anche se si parla di piante. Ecco quindi che arriviamo al punto: la domanda e il bisogno e non la risposta e il giudizio, sono le cose su cui concentrarsi. se uno possiede una domanda bassa o un basso bisogno ecco che raccoglie cibo a terra, tra i bruchi you tube e il guano di tweet . se uno alzala domanda ha orizzonti di ricerca più vasti e può spaziare. spaziando incontra cibi differenti e differenziando, sceglie. Così non è sbagliato scegliere la merda, se l’hai proprio proprio scelta. ti qualifica. ma se sei lì che razzoli con la tua domanda bassa e nessuno ti fa’ cenno di alzarla è possibile che stai nel guano involontariamente. vale sempre la pena di provare a scoprire se il nostro commensale è un mangiamerda o uno che non ha mai provato altro. Come si alza la domanda? Io credo spaccando i saperi e buttandoli per aria. Che forse è un po’ quello che sta accadendo tra autoformazione, autogestione, blog, wiki, social network e tutte le altre forme di spezzettamento di informazioni, saperi, pareri. Certo c’è un po’ troppa euforia e certo, si incontrano un sacco di idioti, ma questa malattia che hanno tutti di sputare le risposte “che nessuno dice e che sanno tutti” è dovuta ad un’infiammazione più generale della volontà di sapere. L’emozione è un sistema di emergenza. In tutto questo, al di la’ di gerarchie e investimenti accademici, chi sa qualcosa, la spenda.

      • Perché lo dici a me? Non ho mai detto che la scienza è chiusa. Il giorno che la scienza (quella seria) dimostrerà l’esistenza della telecinesi, allora ne prenderò atto e dirò che la telecinesi esiste. Fino ad allora, questa rimane una cialtronata.

        • no, dicevo a lei. comunque non capisco:un’idea bizzarra viene al mondo per vari motivi. la sua validità scientifica è solo una delle riprove della sua esistenza. la scienza seria rimane seria anche se non può dimostrare altre cose importantissime per la vita (a meno che ogni cosa per te sia solo stimolo elettrochimico). non che io difenda l’esistenza reale della telecinesi ma devi ammettere che narrativamente ha avuto il suo ruolo, nella letteratura o nel cinema. o come metafora o orizzonte di pensiero. sul piano del linguaggio o della logica a qualche cosa serve, questa “cialtronata” . e sei un po’ tranchant a chiamarla così : ricordo di un’intervista dove un membro del cicap che dichiarò che loro quando cercano, in fondo, vorrebbero crederci e trovare un mistero; invece c’è sempre una (minchia di) spiegazione.

          • Boh, sì. Pure gli unicorni, i draghi, le fate, il teletrasporto e tante altre cose di fantasia hanno contribuito al cinema, alla letteratura e alle altre arti. Ma scientificamente sono cialtronate. Smetteranno di esserlo quando verrà dimostrata scientificamente la loro esistenza. Non mi sembra così difficile da capire.

          • ti rammento che per quasi tre secoli l’uomo è stato convinto dell’esistenza di uccelli vegetali che si producevano dai rami degli alberi. parli dell’arte come se non esistesse e della scienza come se fosse il tribunale, o la vita intera. l’arte esiste e produce evidenze, la scienza non coincide con l’esistenza.

  126. Questo non è un articolo, è UN CAPOLAVORO.
    Dedico il mio intero blog a cercare di sfatare i sedicenti economisti di stocazzo che se ne escono ogni giorno a scrivere puttanate in giro per il web, ma in effetti la cosa vale in ogni ambito e settore.
    Questo articolo andrebbe appeso al muro.

  127. non ho mai letto una riga del tuo blog, ma ti stimo.
    sono un medico. con FOLLE di gente IGNORANTE che dice CAZZATE planetarie combatto ogni santo GIORNO. grazie

  128. cheppalle tutti sti commenti di offesi scienziati delle merendine. Leggete fra le righe, minchia. Giuro che vi vogliamo bene tutti come se foste normali!
    No, scherzo. Non si denigra nessuno, il concetto è banale quanto poco praticato: parlare di qualcosa solo se hai una cultura in merito. Anche scienza delle merendine. Bel post, verbasequentur, tempo fa scrissi qualcosa di simile a proposito di un fatto di cronaca. Ed ero incazzato quanto te. Bello sapere di non essere soli.

  129. Dio santo!Bello!Ma tutto sto po-po di righe per esacerbare un concetto di 2?
    No,perchè non c è bisogno di andare a scomodare movimenti o correnti di pensiero che tra di loro non c’ entrano proprio un cazzo(visto che siamo in tema di turpiloquio).
    Ci sono cose che oggettivamente sono esasperate e ti do ragione e invece altre per cui forse tu ti dovresti informare.leggasi:fruttariani o vegani.Ti vorrei far notare che scienziati e dottori hanno fatto studi , alcuni durati anche vent’anni su queste cose e ci sono dati a dimostrazione delle loro tesi;ll fatto che tu ne venga a conoscenza ora non ti da il diritto di etichettarle come new age et simili!Ti invito a riflettere sul fatto che se qualcuno ti dice che ha letto su internet una cosa non vuole dire che quella cosa sia nata li!Il web è a portata di tutti ci sono porcherie ma anche no.Ma c’è per fortuna!Invito tutti ad andare un pò più in profondità nelle cose,poi una volta informati, potrete scrivere i turpiloqui che tanto divertono sulla rete.

    • Sono andato in profondità sulla questione, e posso dire che fruttariani e vegani sono una massa di imbecilli mentecatti con gravissimi scompensi fisici. E mentali, chiaramente.

    • Credo che qui ci siano ancora delle cose malcomprese.

      Il punto non è che OGNI cosa che viene dal Web è sbagliata, perché altrimenti dovremmo invalidare praticamente tutto il mondo (visto che anche il CERN ed il Vaticano e ogni stato hanno il loro sito Web).

      Il punto è che la conoscenza viene spesso, spessissimo, TROPPO spesso trattata come FEDE.

      Quindi non è che il vegano sbaglia perché esiste un sito di vegani, oppure perché non ci siano riscontri medici alla validità della “veganità”.
      Il vegano MEDIO sbaglia perché non si è informato, perché non sa nemmeno su cosa si basi tale corrente. Il vegano medio, un bel giorno, ha deciso che era vegano, perché lo è un parente o un personaggio di cui è ammiratore. E da quel giorno la sua “squadra” è quella, e la difenderà contro ogni evidenza, anche se si dovesse dimostrare che uno stile di nutrizione vegano porta al cancro.

      Dove manca la conoscenza, e uno spirito critico corretto “del tipo: CONOSCO BENE quello che critico”, resta solo il peggio.

      Le opinioni sono così citate e difese, e usate, perché COSTANO POCO. Un opinione te la fai in tre secondi. Una CULTURA, e una FORMA MENTIS efficente davvero, ci metti una vita (almeno).

        • Non sono degno :-)

          Però, battute a parte, sono anni che noto quanto sia difficilissimo discutere delle cose più semplici, non tanto per le idee che si discutono (che possono essere molto diverse), quanto per la mancanza di una base comune: la logica.

          “Non è tutto logico”, qualcuno risponderà. Certo che non è tutto logico, infatti non mi tufferei mai in una discussione sull’amore o sulle percezioni o sulla fede. Li non si può discutere, al limite si può condividere o informare, per quello che può servire.

          Ma se si PARLA (o si scrive) di qualcosa, è impossibile farlo senza aver chiaro cosa sia una CAUSA ed un EFFETTO e la loro relazione. E’ impossibile farlo senza sapere cosa significa un discorso che sostiene una TESI partendo da delle IPOTESI.
          Senza distinguere tra GENERALITA’ e PARTICOLARITA’. Senza avere un’idea chiara di cosa sia la STATISTICA.

          Qui, la solita maledetta I G N O R A N Z A permette a molti di pensare che tali argomentazioni abbiano senso e validità solo in matematica, o in generale per le scienze.

          E invece NO, serve per parlare, per CAPIRSI, crescere, senza litigare per motivi ASSURDI.

          Magari, già alle elementari, fare 10 lezioni sulla logica, con tre-dico-tre disegnini sulla teoria degli insiemi. Spiegare che davanti ad una statistica le ECCEZIONI non significano un accidente (no perché mio cuggino fuma da 30 anni e sta meglio di te che vai in palestra); spiegare che se una cosa implica un’altra non è vero il viceversa (pure mi zzio c’ha i soldi, ma non ha comprato la Ferrari); spiegare, prima che il bambino intelligente che c’è in tutti noi diventi a 15 anni un teppista insofferente, che non è una scelta personale quella di essere “buoni o cattivi”, ma che è più LOGICO ed EFFICIENTE che ci sia rispetto e cooperazione, altrimenti facciamo tutti una brutta fine.

          Roba del genere. Come dicevi tu, verba, si tratta di un problema culturale.

          Ora non mi aspetto che qualcuno sia d’accordo con le mie OPINIONI, perché sto facendo un discorso razionale.
          Mi aspetto che se qualcuno la pensa diversamente mi possa DIMOSTRARE che è meglio essere ignoranti e che il mondo è migliore se la gente che lo abita non capisce un cazzo nemmeno di quello che dice.

          Baci ;-)

  130. Post realistico e divertentissimo, complimenti.

    Tanto per tenerti allegra ti aggiungo un altro elemento alla lista delle Cose Che Fanno Veramente Incazzare™: “FONTE?”

    Fonte? Fonte de che? Mi fai una domanda, ti rispondo in tema argomentando con fatti nudi e crudi e vuoi la fonte? Ma pensa piuttosto a controbattere senza tenerti un’altra tab aperta col motore di ricerca pronto all’uso, dannata capra mononeuronica.

    Che diavolo di fonte vuoi, della Ferrarelle? Cosa ti fa pensare che tutto quel che ho studiato e continuo a studiare non abbia il minimo valore e ti debba cercare un link in rete per convincerti di quel che sto dicendo? “Se non c’è su google non esiste”. Ah, scusa. Stupido io a credere che basti che esista nei millanta libri su cui ho perso le notti e nella quotidianità in cui metto in pratica la teoria. Stupido io a pensare che anni di studio e di esperienza sul campo possano essere più autorevoli di una puttanata trovata su facebook e mipiaciata da un branco di capre par tuo. Stupido io a [orrore!] pensare che sia TU che del mio campo non sai una fava a dovermi dimostrare con le tue conoscenze e senza cercare in google che hai ragione tu, invece di essere IO che nel mio campo regno sovrano a dover compiere una lunga e faticosa ricerca in rete per rintracciarti i miei studi su testi che troveresti in formato elettronico solo a pagamento.

    Vuoi la fonte? Toh, questo è il titolo, sono milleottocento pagine e pesa due chili, studia e ritorna con comodo. Quando hai finito ti elenco gli altri dieci. Nel frattempo se non ti è di troppo disturbo dovresti applicare con successo la teoria alla pratica, giusto per determinare se ti è rimasto in testa qualcosa di quel che hai letto. Ah, ci sarebbe anche la necessità di sostenere degli esami per dimostrare ai tuoi insegnanti che sai di cosa stai parlando, ma son dettagli.

    Ma tanto tu capra non lo farai mai, non ti documenterai mai, non cercherai mai di crearti un TUO bagaglio culturale. Perchè ai tuoi occhi la conoscenza personale, gli studi, l’esperienza e le fatiche altrui non hanno la minima autorità di fronte alla sterminata mole di vaccate che hai scovato in rete. Hai trovato un post su un blog con una strampalata tesi che ti piace, l’hai fatta tua e la difenderai contro ogni evidenza che la smonta, senza badare a quanto sia palesemente indifendibile. L’importante è che si tratti di una verità che ti piace, che poi si tratti oggettivamente di una vaccata è irrilevante perchè TU hai la fonte in internette ed io NO, quindi in definitiva hai ragione TU.

    Avrai SEMPRE ragione TU se ti darò corda e modo di replicare. La mia unica arma di difesa sarà ignorarti.

    Cosa dici, dovrei rispettare la tua opinione? Non condivido la tua idea ma dovrei dar la vita perchè tu la possa esprimere? Ma impiccati a un platano và!

    D.

    [PS io e tu impersonali eh, io IO ne so una ricca sega di una miriade di argomenti e non mi ritengo specialista in un bel niente]

  131. sono incappata in questo post cercando di capire dove sia nata la bufala del bicarbonato di sodio, che pare, mescolato con acqua e limone, sia un potente anticancro in grado di far regredire anche il cancro in metastasi (e tutto questo nessuno lo sa perché le case farmaceutiche tengono nascosta questa scoperta, già, infatti tra poco ritireranno anche l’aspirina, costa troppo poco e non ci guadagnano!). Ovviamente questa notizia mi è stata fornita da un complottista che di notte riceve messaggi in codice dai rettiliani della quarta dimensione, e da una vegana, svegliata da un fruttariano che è in contatto con i venusiani, che si beve tutte le sere l’intruglio di acqua, bicarbonato e limone. E se parlano con un dottore, loro ne sanno di più, perché loro si sono informati, e il dottore è stato indottrinato dalla scienza accademica che non ti dice la verità, perché appartengono alla massoneria deviata dei Rosacroce che insieme ai templari di Dan Brown hanno addormentato le menti di tutto il mondo per manovrarci grazie alle banche e al signoraggio e al cazzochetifreca (hai ragione, il turpiloquio si addice parecchio, complimenti per il post). Batman intervieni tu ti prego (ho le prove che esiste davvero, l’ho letto su internet).

    • Alt… i rettiliani sono nemici dei complottisti. Non cerchiamo di confondere le cose: ognuno resti rigorosamente al suo posto, che già è un casino della madonna. Se poi vengono rilasciate notizie false e tendenziose, e, soprattutto, non verificabili (rido), si rischia una catastrofe metafisica causata dall’apertura del varco nello spaziotempo esistente tra il neurone di un globoluminoso e il polimero di ricaduta delle scie chimiche. Chi me lo ha detto? Mio cuggino, che l’ha saputo da un tale che gli ha fatto vedere un video su youtube. Ma la scienza non ne parla, perché è tutto un complotto per sterminare la popolazione degli Stati Uniti, ordito dagli USA, in combutta con l’Austria (questa l’ho letta davvero, GIURO!!!).

      • Dalle scie cOmiche non cadono polimeri ma il morgellons!! Sporco disinformatore, chi ti paga per scrivere queste notizie false??? Vergogna, noi che ragioniamo con la nostra testa riusciamo a vedere la verità dietro le vostre menzogne!! SVEGLIAAAAAA!!!1!!UNO!!

        ps. ma se vogliono sterminare la popolazione USA perchè diavolo irrorano l’Europa?

    • alla provenienza della bufala del bicarbonato di sodio antitumore posso rispondere io,

      basta che guardi i primi post di questo blog di debunking medico che è partito proprio da un medico incazzato per essere stato preso a pesci in faccia dopo aver dimostrando la falsità delle prove portate dal promotore della “cura”.

      http://medbunker.blogspot.it

  132. Premesso che solo una piccola piccolissima parte della psicologia è dimostrata scientificamente (il resto sono “ragionamenti”), è noto però che alcune aree sono più “sperimentali”, mentre altre sono quasi solo speculative o letterarie.
    - Penso allora che questo testo si presta anche a criticare la psicoanalisi, ambito anarchico, e dalla totale assenza di sistematicità, senza alcun protocollo, e dove tutti improvvisano un discorso estemporaneo. Ripeto: la psicologia non è né può essere solo linguaggio tecnico, ma da qui a speculare su tutto, e in maniera improvvisata, ce ne corre.
    - E qual è l’arma degli psicoanalisti ? Il linguaggio: fascinoso, fumoso e intrigante, il culto del “profondo” inteso sempre in senso positivo (“più scavi più sai meglio starai”).

  133. Credo che la tipa sia alquanto frustrata.
    Sì, è vero, c’è molta gente che si arroga il diritto di sapere le cose che non conosce. Ma se tu (Dottore) conosci davvero le cose per cui hai studiato, il caprone lo zittisci con un’affermazione e una domanda. Perchè Wikipedia e il “cuggino” non potranno mai fornire la stessa conoscenza frutto dei tuoi studi, perchè la sapienza del caprone è superficiale tanto quanto l’articolo su un blog, la voce di wikipedia, il sentito dire della vicina di casa.
    Per fortuna l’opinione del caprone vale quanto quella del Dottore!!
    Per fortuna i governi non sono eletti solo dai conoscitori della materia ma anche dai sapiosi consultatori di wikipedia..
    Il confronto tra il caprone e il Dottore permette a questi ultimi di progredire nelle conoscenze, e lo fa proprio grazie al caprone che ha bisogno di conoscere. Che il Dottore esprima gratitudine al caprone, vero motore che spinge avanti la conoscenza.
    E per quanto riguarda la redattrice del blog, be’ ha detto mio “cuggino” che prima di passare da caprona della sintassi, è bene che stemperi l’animo e rilegga ciò che ha scritto..
    La lingua italiana non è una prostata da esaminare passando dal culo!

    • “Per fortuna i governi non sono eletti solo dai conoscitori della materia ma anche dai sapiosi consultatori di wikipedia..”
      Per fortuna. Infatti va tutto così meravigliosamente bene! We’re not in Wonderland anymore, Alex.

    • Alex, o non hai mai letto un post frequentato da complottisti o amanti di pseudoscienze, o appartieni a quella categoria. Non è gente, quella, che si zittisca con una replica razionale o documentata. Si ottiene soltanto una risposta di un chilometro, a suo modo documentata.
      Relativamente al suffragio universale, beh, di questi tempi il dubbio sulla sua validità viene.

      • Sulla risposta da un chilometro ho i miei dubbi. Si limitano a mandarti un link ad un filmato creato da chissà chi, ritenuto il messia. Quando poi chiedi: “Ma chi ti assicura che questo filmato sia originale?”, ti rispondono: “Ah… non lo so, io mi limito a condividere informazioni”. INFORMAZIONI???? Ma va’ a da via i ciapp, o a ciapa’ i ratt!

    • Alex,
      invece di sparare a zero sulla gente (guarda che il “cuggino” era voluto, sai. Si chiama sarcasmo.) se tu avessi letto qualche libro di storia in piu’ nella tua vita (ma forse sarebbero bastati un paio di articoli di giornale recenti, o di decreti legge sui tagli all’istruzione), ti renderesti conto quanto male i “caproni” hanno fatto e fanno ai “dottori”.

      • @Caterina (nn riesco a postare nella posizione esatta)

        Sono i più fanatici quelli che danno risposte chilometriche. In una risposta chilometrica è più facile mescolare argomentazioni deliranti e aggiungere illazioni sulla buona fede delle spiegazioni “ufficiali” (a proposito ho scoperto un fantastico sostituto di ufficiali, “mainstream”).
        Se non hanno tempo si limitano a un INFORMATI!!1!!1! ;)

      • @ cervelloinfuga Il sarcasmo non mi manca, e non sottolineo cuggino come errore grammaticale (conosco e seguo Stefano da quando eravamo vicini di aula al Berchet), ma proprio come fonte di notizie sentite e riportate.
        E proprio perchè leggo anche i libri di storia sostengo che i veri Dottori sono quelli che si sono opposti ai caproni senza subirne il “fascino” dell’eloquenza.

        @verbasequentur sì, è un paese meraviglioso, dove puoi esprimere qualsiasi tuo pensiero. E considera questo, se i Dottori non hanno capacità di dialogo per sostenere una verità (e sul termine verità potremmo discutere ulteriormente) rispetto ad un sentito dire, e be’, iniziamo a mettere in dubbio la validità del titolo di quel Dottore!

        @Corrado no, non ho letto niente dei complottisti, ma fin quando manteniamo la cultura della parola (e della satira) a differenza dei Paesi Baschi, Irlanda del Nord, Danimarca, Turchia, Israele.., non vedo perchè creare allarmismi. Sarebbe come leggere e rispondere ai thread di un forum leghista. Cui prodest?
        Oppure chiudiamoci in un clima censorio.
        Il suffragio universale è sempre comunque valido, se la maggioranza degli elettori ritiene che sia sufficiente questa sapienza/conoscenza per votare Tizio o Caio, essia! Ritorno al post e dico che allora la presenza dei Dottori è quanto mai inutile se il nostro Paese va avanti e si governa per sentito dire o ispirazioni varie.

        Un’ultima considerazione.
        Quando andavo a scuola, i Dottori di allora, professavano una materia chiamata Educazione Civica. per quanto potessero essere dell’una o dell’altra parte, era comunque un insegnamento sui diritti – e doveri, che sempre più si stanno perdendo – dell’uomo. Perchè i Dottori hanno accettato che tale materia scomparisse dai programmi scolastici? Perchè al di fuori delle scuole nessun Dottore ha mantenuto l’insegnamento del Senso Civico?
        Forse perchè doveva essere più semplice tenere a freno 10 caproni che 1 Dottore?
        Non mi stancherò mai di dirlo, se volete cambiare questo Paese non serve sedurre un popolo per portarlo dalla vostra (che Berlusconi resti a monito!!), imparate a educare. Siete Dottori e allora indottrinate! Perchè io in giro leggo e sento solo di persone che sanno lamentarsi.
        Ok! Va bene… ma i fatti???

        • Vediamo se ho capito bene questo ragionamento:

          se una vecchietta viene rapinata non è che il rapinatore è cattivo, o che ci sia carenza di forze dell’ordine, piuttosto è lei che non è abbastanza forte da difendersi da sola.

          Interessante.

          Delicatamente vorrei darti una diverso paradigma nel quale inquadrare la cosa.
          C’è una cosuccia che si chiama ENTROPIA, e c’è anche una predisposizione di questo Universo a muoversi in modo che l’entropia aumenti, globalmente.
          Sai che l’IGNORANZA è fortemente entropica?
          Sai che è più facile distruggere che costruire, e che quindi un dottore non può valere quanto un ignorante (discorsivamente), perché “buttarla in caciara” è più facile che “informarsi e spiegare”?

          Prova a spiegare la relatività ad uno che ti rutta in faccia in continuazione.

          Sai che il DNA degli stolti è, in questa nostra società, molto più favorito di quello degli intelligenti?

          Mi permetti un suggerimento? Se non l’hai visto, rimedia e gustati il film “Idiocracy”.

          Ti illuminerà.

          :-)

      • “E proprio perchè leggo anche i libri di storia sostengo che i veri Dottori sono quelli che si sono opposti ai caproni senza subirne il “fascino” dell’eloquenza.”
        Puttanate, i caproni hanno sempre seguito i dittatori. Il vero progresso lo hanno portato sempre e solo i Dottori.

  134. 1) E forse anche io sentivo nell’aria quello che l’autrice del testo ha scritto in modo molto chiaro, perché da poco ho messo nel mio blog la bibliografia iniziale della tesi cioè gli articoli che ho vagliato almeno nell’abstract (sono psicologo) : non mi sento tanto vanitoso (un po’ si) quanto scassato nell’intimo dalla massa di animalari e caciottari vari il cui tasto più usato è ” ! ” , ho perso giorni a discuterci senza cavarne nulla se non mia frustrazione.
    Sono 980 articoli , questo numero e l’elenco si presta bene a dire all’interlocutore proprio “ignorante di merda”.
    2) Ero alla manifestazione Pro-test 19/9/13 e uno ha detto molto giustamente che la colpa di questo e altro è anche e soprattutto degli STESSI scienziati, che scelgono di starsene comodi nel chiuso delle università e dei convegni ignoti a tutti, che non comunicano, e che non gridano “ignorante di merda” . Da oggi inizierò a usarlo spesso questo aggettivo, poi banno dai contatti e fine.

    • La categoria degli psicologi è probabilmente la più “stuprata” in assoluto da questa mentalità. Io avrò avuto fortuna, ma alcune delle mie “persone preferite” sono psicologi/ghe ed ho sempre trovato ottimi spunti di conversazione, e tanto da imparare. Una tua collega, persona splendida, è lì nel mio blogroll (EroLucy).

  135. Standing ovation.

    (Noticina: quando mi sono laureata in giapponese -ebbene sì- gli esami erano mattonate ed erano una cinquantina in tutto per la triennale, mentre il nuovissimissimo ordinamento ha 9 esami l’anno. Già questo fa capire moooolte cose.)

    • anche Legge mi sembra abbia preso quella china.
      di recente per un periodo ho lavorato con un ragazzo giovane che aveva fatto la triennale, era amareggiatissimo nel vedere che le aziende non consideravano la sua laurea come quella col vecchio ordinamento.
      e m’è spiaciuto perchè per altro trovo veramente ingiusto “illudere” le persone in questo modo.

    • Madonna mia! O.O c’è veramente del male nel mondo! Anche non volendo prendere una posizione sul tema del latte c’è gente che porta delle argomentazioni veramente allucinanti! e ripetute a caso senza pensare a quel che dicono perché lo hanno letto da qualche parte… Oddio! vero! Proprio in tema con questo articolo, ognuno è diventato biologo, dottore e nutrizionista in quel post!

      • Non è questione di essere tutti biologi e nutrizionisti.Santo dio non sapete proprio andare più in la del vostro naso.Sapete solo linkare alla tale ricerca di harvard o stanford, ovviamente atta a confermare le vostre tesi.Quindi i dottori che sono diventati vegani e hanno intrapreso la medicina alternativa sono dei coglioni ?Ah no li hanno rapiti i vegani e costretti a farlo!Eppure alcuni hanno studiato nelle prestigiose università che tanto idolatrate.Ah e mi raccomando prendete pure le medicine che fanno bene, cosi contribuirete anche voi a qualche statistica in aumento su una malattia a caso.Noi altri coglioni a cui non piace il mondo cosi com’è, che pensiamo ci sia del marcio sotto vi guarderemo compiaciuti.

        • “Santo dio non sapete proprio andare più in la del vostro naso. Sapete solo linkare alla tale ricerca di harvard o stanford, ovviamente atta a confermare le vostre tesi”
          Scusa sai se gli articoli di Nature o Plos-One hanno un po’ più peso del giornalino della parrocchia di Buccinasco o di Omeopatia Oggi.
          Poi chi è che sa solo linkare quell’1% di articoli che conferma la sua tesi?? :-D :-D
          “mi raccomando prendete pure le medicine che fanno bene” Infatti continueremo felicemente a prendere le medicine di cui avremo bisogno, e continueremo a guardarvi compiacuti mentre pensiamo a Darwin.

      • “Quindi i dottori che sono diventati vegani e hanno intrapreso la medicina alternativa sono dei coglioni ?” Beh, sì.
        “Sapete solo linkare alla tale ricerca di harvard o stanford, ovviamente atta a confermare le vostre tesi.” Quando si parla di scienza, le fonti sono fondamentali. E sed le fonti danno ragione a noi, voi fricchettoni new age potete solo prendervela nel culo.
        Certo che prendiamo le medicine , quando ci ammaliamo. Che dovremmo prendere, acqua e zucchero, anche chiamati omeopatia? Quella roba non fa nulla, è dimostrato. :)

  136. sai quante volte,a lavoro,mi è stato detto: l’ho visto su google,di questa legge che mi parli tu non c’è traccia, quindi ti sbagli!!! bah,concordo su tutto quello che hai scritto!

  137. Confesso che non ho letto tutti i commenti (ma intendo farlo), ma sono stata presa dalla smania di lasciarne uno tutto mio perche’ tu, mia cara donna, come direbbero gli americani “just made my day”!
    Credevo di essere la sola, in una nazione di lettori/estimatori di Fabio Volo a trovarlo noioso.
    E invece eccoti qua. Grazie, di cuore.
    Se questo fosse un mondo perfetto ora dovresti dirmi che non solo lo trovi noioso, ma che anche tu pensi che semplicemente si limiti a mettere assieme una serie infinita di ovvieta’ trite e ritrite (o spudoratamente “rubate” a qualcuno meno noioso e saccente di lui) spacciandole per la sua innovativa e personale filosofia di vita.
    Attendo con ansia un tuo post a proposito. :)

    Poi magari ne scrivero’ uno mio sulle facolta’ tipo “scienza di mia nonna in cariola in assenza di gravita’”.
    O su quelli che ti dicono: ah, studi Astronomia, che brava. Io la matematica proprio non la capisco. E la loro prima reazione al mio “Ah, sei uno scienziato della fuffa… Interessante (ok, ok, confesso che c’e’ del sarcasmo in questa affermazione. Ma tanto non lo capiscono.) Io… Beh io sono un’astronoma” era stata “ah si? E di che segno sei?”

    Ma lasciamo perdere. Prima o dopo creero’ un blog sui commenti allucinanti che ho ricevuto negli ultimi 15 anni ogni volta che mi chiedevano del mio studio/lavoro.
    A cominciare dal commissario esterno di matematica agli esami di stato (oddio era una vita fa’), che quando gli ho detto che mi ero iscritta ad Astronomia mi ha chiesto di leggermi la mano (GIURO).

    Ora e’ meglio che vada a dormire, perche’ se ci penso viene un travaso di bile pure a me.

    (P.S. lo so che ho messo apostrofi invece che accenti dappertutto, ma ho la tastiera americana e non sono abbastanza nerd da sapere la combinazione di tasti per fare le lettere accentate)

    • Guarda, mi verrebbe da cercare la prima pagina di (mi pare) Libero online in cui davano notizia della morte dell’ASTROLOGA Margherita Hack, o alla fila in posta in cui due vecchiotte commentavano “Astronoma, eh studiava i segni e faceva gli oroscopi”.
      Ritengo che probabilmente si sarà fatta cremare perché altrimenti con la spaventosa velocità rotazionale all’interno della sua tomba avrebbe spostato l’asse terrestre…

  138. Adoro quello che hai scritto, è la pura e sconcertante verità.
    A volte riempio dei momenti liberi a lavoro “studiando” queste creauture, specialmente su Facebook. E’ li che vado a stanare i vari vegani integralisti/fruttariani/complottisti/aspiranti Adam Kadmon e via dicendo…e alle mie domande trovo esattamente le risposte di cui sopra, seguite da fastidiosi caps lock, punti esclamativi misti 1, elenchi di link improbabili, insulti di peso via via sempre maggiore, fino alle minacce di ban/botte/morte.

  139. Parlo solo dall’alto, o basso (dipende dai punti di vista), della mia coscienza..io non sono laureata, ho voluto resistere a chi voleva “offrirmi l’università”, perchè volevo “concedermela” quando ci sarei arrivata da sola, fino a che non ho perso la speranza.. di farcela da sola con i soldi che “avrebbe dovuto” procurarmi il mio lavoro (che comunque non ho mai avuto sicuro e/o continuativo), e poi ho perso la speranza che mi facesse davvero diventare quel qualcosa in più che mi era stato sempre insegnato che l’uni avrebbe fatto di me..
    Io non intendo e non ho mai voluto fare di tutta l’erba un fascio, ma cavolo..5 anni passati a convivere con gli studenti (perchè un affitto da sola non potevo permettermelo) mi hanno aperto gli occhi e quasi fatto diventare più psicologa di quelli che la psicologia la studiano sul serio!
    Ho visto menefreghismo, e supponenza il tutto condito da una puzza sotto il naso tale da far venire i brividi, e la nausea…e il rapporto era comunque 1 studente sano e interessato contro 9 noassolutamentenoemenomalechepapàpagacosìmifacciounaltroannodicazzeggio!
    Bravi..
    A volte avrei voluto far due chiacchiere con i loro genitori…solo per vedere se erano come i miei, che a 50 anni se ne sentono 70 perchè fanno un lavoro di merda, mal pagato e all’umidochet’ammazza!
    E poi arriviamo ad oggi…io pago a fatica un appartamento (perchè ho scelto la mia insanità mentale piuttosto che la sanità mentale altrui), lo stato soffoca nell’oblio di un gigantesco BOH su tutto (istruzione in primis), i genitori che continuano a fare i salti mortali per garantire ancora la “bella figura” ai figli, e altri studenti universitari (quei figli), molti, identici a quelli che “vivevo” io allora..e con lo stesso atteggiamento…IDENTICO ad allora..
    E mi rende triste, perchè anche dall’alto di quelle possibilità concesse e sudate (raramente da loro stessi), la maggior parte di quegli “studenti” non si rende conto del nulla a cui vanno incontro e che contribuiscono a creare…e, in un certo senso, mi sento fortunata..perchè non mi sono permessa di arrivare al punto di incazzarmi se qualcuno sbaglia il mio “titolo”, ma che ancora alle cose, prima di crederci, le voglio testare sulla mia pelle e vederle con i miei occhi, e la fisica quantistica, le sue stringhe, e i volteggi di tutte le altre materie, che trovo davvero interessanti, ma non per tutti come qualcuno vuole millantare, le lascio a chi ha voglia di cambiare, anche solo uno spillo di questo mondo, grazie a quelle materie, o che almeno ci prova…non facendo caso al titolo con cui le/gli si rivolge la parola, o il saluto.

    • “E mi rende triste, perchè anche dall’alto di quelle possibilità concesse e sudate (raramente da loro stessi), la maggior parte di quegli “studenti” non si rende conto del nulla a cui vanno incontro e che contribuiscono a creare…e, in un certo senso, mi sento fortunata..perchè non mi sono permessa di arrivare al punto di incazzarmi se qualcuno sbaglia il mio “titolo”, ma che ancora alle cose, prima di crederci, le voglio testare sulla mia pelle e vederle con i miei occhi, e la fisica quantistica, le sue stringhe, e i volteggi di tutte le altre materie, che trovo davvero interessanti, ma non per tutti come qualcuno vuole millantare”

      Un discorso stupendo. Grazie del commento così articolato e sentito.

  140. Se solo scrivessi un po’ meglio, potresti permetterti di scrivere. Ma, in fondo, lo fai perché internet è libero e le tue opinioni contano come quelle di chiunque. Cioè fai quello che condanni. Ciao.

  141. no. dà = terza persona singolare, tempo presente, modo indicativo del verbo “dare” si scrive con l’ACCENTO, non con l’apostrofo.
    da’ con l’apostrofo è seconda persona singolare, modo imperativo.
    [questo per rispondere a Valerio.]

    comunque, tutti quelli che si sono offesi per le “scienze delle merendine” mi sa che fanno proprio parte della schiera di quelli che si offendono per l’accusa di ignoranza che però casca bene. perché il discorso verteva proprio sul fatto che gente che non è competente di argomento X, mette bocca su quell’argomento: il vegano/fruttariano animalista laureato in lingue orientali che parla dell’inutilità della sperimentazione animale e della medicina tradizionale, senza sapere una beneamata cippa di medicina e materie affini; il complottista diplomato a stento -perché son perlopiù incolti i complottisti- che mette bocca su medicina, storia, chimica e ventimila altre materie che non gli competono… e così via.
    quindi non ci ho visto una volontà di buttare merda sulle facoltà di economia, lingua giapponese, belle arti… ci vedo piuttosto una giusta pretesa che ognuno si limiti a parlare di ciò che conosce, senza travalicare i confini della sua competenza. perché il laureato in giapponese può avere una sua opinione su veganesimo, animalismo e sperimentazione animale; ma non può spacciarla per verità assoluta né tantomeno imporla al prossimo vestendosi di competenze inesistenti. così come il complottista non laureato in storia, può tranquillamente restare convinto della propria opinione e delle proprie teorie deliranti… ma che non pretenda di spacciarle per verità assolute perché così dice qualche documentario fasullo (e altrettanto complottista) che gira su youtube!
    perché nel momento in cui si tenta di far passare per verità una propria opinione… si eccede in presunzione e arroganza, si fanno non pochi danni (e un brutto servizio all’informazione che rende la rete anche meno attendibile della tivvù e dei giornali -se possibile!-)… e ci vedo anche tanta cattiva fede asservita a sporche propagande.
    in più, certi soggetti che scrivono castronerie in rete, ti tirano proprio gli schiaffi di mano e meno male che c’è uno schermo in mezzo! ignoranti che si atteggiano a pozzi di cultura e se arrivano quelli davvero preparati a smerdarli, si dànno all’offesa gratuita e snervante. poi gli rispondi male e c’hai torto tu! -.-’

    detto ciò… complimentissimi a chi ha scritto il post perché mi ha fatto schiattare dalle risate e soprattutto perché sottoscrivo ogni parola, virgola, punto e spazio.

    PS e basta col buonismo che “bisogna rispettare le idee altrui, sennò diventiamo nazisti intolleranti” e bla bla bla. io sono intollerante nei confronti dell’ignoranza, soprattutto quando si spaccia per cultura e verità assoluta. questo non è nazismo, è buon senso.

  142. Mah mi sembra che confondi le “opinioni” con le “affermazioni”. Delle opinioni si può discutere, delle affermazioni in merito a fatti bisogna essere informato sui fatti, certo.
    Cmq l’ignoranza e la presunzione non sono un’invenzione di oggi, meno male che c’è Internet e si può andare a su google per dipanare subito le questioni ( quando è possibile)

    • non tutte le risposte stanno su google. anzi, purtroppo oggi come oggi prima di trovare fonti attendibili su internet devi spulciare tra un bel po’ di siti.
      perché la rete pullula di siti complottisti, animalisti-vegani contro SA e medicina tradizionale e altre assurdità simili.
      bisogna stare bene attenti a cosa si consulta.

  143. se devo dare dell’ignorante a qualcuno, me lo cavo dal gozzo, ma non serve. l’ignorante non fa altro che guardarti dall’alto in basso, perché nella sua ignoranza non è in grado di recepire una qualsiasi informazione diversa da quelle 3 o 4 quattro che fanno la sua ineccepibile scienza. nel suo ritenersi superiore, non si pone nemmeno il problema di quel che è. neppure quello sa. la vera ignoranza è la mancanza di consapevolezze.
    complimenti. ci passo ogni giorno, ci sono passato molto spesso e ci passerò ancora. so cosa significa. neanche mi reputo onnisciente, ma so che il mio atteggiamento volge al colto, quello di tanti, molti, troppi volge alla chiusura dentro alle poche minchiate che conosce e che considera verità assoluta.
    purtroppo, si andrà sempre peggiorando e al peggio non c’è limite.

  144. Il post è “potente”, ma vista la deriva dei commenti (che, confesso, non sono riuscito a leggere fino alla fine), richiede un contro-post sugli studiosi che si credono inattaccabili perché “autorità”. (A proposito di studiosi, giovedì sera vado a sentire Elena Cattaneo che parla di staminali e di Stamina, sono curioso di sentire come si svilupperà la discussione)

      • vedi? per me non sono nella stessa categoria: sono peggio, perché dovrebbero essere più illuminati, è più grave. ed è per questo che non possono permettersi di aprire un sito “a favore della sperimentazione animale”, perché sono già in posizione di dominanza. è come se al tempo delle proteste femministe gli uomini avessero voluto rivendicare il diritto di bruciare anche loro le mutande in risposta ai falò di reggiseni…

        • ecco, ci fossero solo loro in quel gruppo ti darei ragione.
          ma ci sono anche persone come me, che non sono illuminati, esperti, o del mestiere, che hanno un’idea e cercano informazioni.
          LOL per il bruciare boxer!

        • è per questo che non possono permettersi di aprire un sito “a favore della sperimentazione animale”, perché sono già in posizione di dominanza.
          No, scusa questa me la devi spiegare (mi prendo la libertà di darti del tu).
          Perché diavolo dei ricercatori “non potrebbero permettersi” di aprire un sito “a favore della sperimentazione animale” visto che ci sono migliaia di siti “contro” che sparano cazzate a raffica??? Cosa c’entra il fatto che siano in posizione “di dominanza”, e poi che vuol dire?
          Da quello che vedo io invece sono in posizione di estrema inferiorità, se parli con le persone non informate (il 99%, lo dico per esperienza) sono CONTRO, e sparano idiozie ridicole quando cerchi di farli ragionare sul tema (un grande classico è “speriamentiamo sui detenuti” che oltre ad essere atroce dal punto di vista umano è anche una cazzata scientificamente). E che senso ha che delle persone non possano aprire un sito in cui si parli del perché del loro lavoro?
          Il tuo esempio poi non ha senso, piuttosto è come se quando hanno tentato di vietare Darwin a scuola gli scienziati avessero creato un sito “perché insegnare l’evoluzione”.

          • precisazione: “non possono permettersi” non significa “non possono”. possono eccome, nessuno glielo vieta, e lo fanno. il mio è un giudizio morale. ribadisco che aprire un sito “a favore della sperimentazione animale” non significa affatto “spiegare il perché del proprio lavoro”, ma, come ormai di prammatica, semplicemente, schierarsi, in una diatriba, come in una partita di calcio, o una contesa fra contrade. significa quindi commettere esattamente lo stesso errore dell’animalista che, senza coscienza alcuna delle cose di cui parla, si “scaglia contro”. ma nel caso delle persone di scienza, secondo me, questa cosa assume maggiore gravità: significa fare l’opposto che sedersi e spiegare, divulgare, insegnare, far conoscere, accogliere visioni alternative e sottoporle al vaglio (tutto quello che uno scienziato e/o un giornalista scientifico dovrebbe voler fare).
            poi scusa, come sarebbe a dire che non sono/siamo in posizione di dominanza sul tema (visto che di fatto la SA la fanno/facciamo da sempre) perché la maggior parte delle persone a cui chiedi sono contro la SA? allora sarebbe come dire che i politici non sono in posizione di dominanza perché la maggior parte delle persone a cui chiedi dice che fanno schifo…
            il tuo esempio, poi, non è calzante, perché lì non c’è una questione morale in ballo, anzi, le posizioni sono proprio ribaltate: lì la scienza era in posizione di inferiorità e la chiesa aveva il predominio. come l’avresti giudicato, in quella situazione, un sito promosso dal vaticano “a favore del creazionismo”, in cui, peraltro, si fossero assegnati “premi hitler” agli evoluzionisti? quantomeno oscurantista, o no?

          • Ciao, Mh..continuo a non essere d’accordo neanche sul giudizio morale. Certo che ci si schiera, è insito nel nome del gruppo, ma è molto diverso dal (ti cito) “errore dell’animalista che, senza coscienza alcuna delle cose di cui parla, si scaglia contro”, perché la coscienza di ciò di cui si parla c’è. Infatti spesso “spiegare, divulgare, insegnare, far conoscere, accogliere visioni alternative e sottoporle al vaglio ” è esattamente quel che succede. Certo, si fa con chi ha la capacità e la voglia di discutere, non con chi ti augura di “morire vivisezionato” (come se la vivisezione non fosse vietata da vent’anni). Ovvio si fa anche propaganda, soprattutto sottolineando le assurdità, le incoerenze e spesso le emerite baggianate che propinano “dall’altra parte”.
            Poi c’è atteggiamento e atteggiamento.. personalmente preferisco pro-test italia per i toni meno muro-contro-muro. Ma se non fossero i ricercatori ad alzarsi a dire “eh,no,cazzo, la SA serve eccome!!” chi dovrebbe essere, chi sarebbe più titolato di loro per farlo?

            “tutto quello che uno scienziato e/o un giornalista scientifico dovrebbe voler fare” per citare il post originale: COL CAZZO! Quello è quanto fa nel suo lavoro di scienziato, ma come persona potrà ben lottare per quello in cui crede! In questo caso per fare in modo che in Italia non vengano ancor più tarpate le ali alla ricerca e non vengano buttati all’aria anni di studi.

            Di nuovo dissento anche sugli esempi:
            “allora sarebbe come dire che i politici non sono in posizione di dominanza perché la maggior parte delle persone a cui chiedi dice che fanno schifo…” No, perché i politici sono quelli che hanno il coltello dalla parte del manico, i ricercatori di cosa sono detentori oltre che della ricerca stessa? Anche i politici attuali sono da inserire nel 99% di persone non informate sul tema (anzi, molti ignoranti come capre in generale) e contro la SA: si vedano le assurde restrizioni alla legge europea passate in commissione quasi all’unanimità.
            Sul mio esempio dell’evoluzione invece..non stiamo parlando di secoli fa ma dell’anno scorso in vari stati americani, e in 4 di questi le leggi anche se annacquate sono passate nonostante la comunità scientifica urlasse in coro “è una stronzata!”. Ecco, in questo caso torno a chiederti: biologi, paleontologi e paleoantropologi dovevano starsene zitti come dici tu o era loro diritto/dovere schierarsi?

            Ultima nota sul premio Hitler, a parte che lo dà federfauna, ma davvero non trovi nessun parallelo tra i nazi e l’idea “sperimentiamo sui carcerati” che mi sento così spesso ripetere?

            ps.fa comunque piacere ogni tanto discutere con qualcuno che non ti risponde “devi morire” o “sperimenta sui tuoi figli (che non ho, quindi addio sperimentazione! :-P Darwin e Freud però se non ricordo male l’hanno fatto, ovviamente per cose non cruente!)

          • wordpress sta incasinando i commenti. ti rispondo qua. i tuoi ragionamenti sono condivisibili, ma partiamo da due presupposti diversi: io penso che in quella che chiamo “etica della vita” la SA non sia ammissibile, quindi parto dal presupposto che la scelta di fare SA sia non-etica. questo non significa automaticamente che non la si debba fare a prescindere da qualunque cosa (ci sono molte scelte non-etiche che siamo portati a fare nella vita, e le accettiamo come tali); significa però che, mentre la si fa, non bisogna perdere il senso di quello che si sta facendo e il fatto che si sta facendo una cosa non-etica, che si sta sacrificando una vita per un fine, e quindi bisogna accettarne le conseguenze, anche emotive (ivi compreso il senso di colpa, che non dovremmo ricusare solo per sentirci un po’ meno peggio: è un prezzo da pagare, e dobbiamo pagarlo). pertanto, non si può difendere ideologicamente una cosa “sbagliata”, esattamente all’opposto della difesa dell’evoluzionismo, che è invece una difesa di libertà per la libertà e per la verità CONTRO un comportamento non-etico che vuole oscurare delle verità al servizio di interessi. si può difendere la SA come strumento, e spiegarlo, che non è esattamente quello che fanno pro-test italia e “a favore della SA”, ai quali non ho mai sentito ammettere che la SA non è etica. ma questa ovviamente è una mia visione personale. tu probabilmente hai un’etica diversa dalla mia e ritieni che anche una solo vita umana valga più di un’intera specie di un altro animale. questa è una visione antropocentrica che io ritengo biologicamente infondata. ma, di nuovo, è un’opinione personale.
            sempre disponibile al dialogo, certo, finché parliamo in questi toni e questi termini, tutto è lecito!

          • Ciao
            Scusa il ritardo nella risposta, vado per punti come sempre per comodità

            “si sta sacrificando una vita per un fine, e quindi bisogna accettarne le conseguenze, anche emotive” D’accordissimo con te, infatti una cosa che non riesco a capire degli animalari(*) è questo credere che i ricercatori si divertano a sperimentare sugli animali (o addirittura a torturarli), mentre sono persone normali molte delle quali hanno esse stesse animali domestici. Altra bufala è ci siano metodi alternativi ma Big-pharma non vuole usarli per risparmiare. La realtà dei fatti è che la SA si pratica perché al momento non ha alternative, ma a nessuno fa piacere farla.. tra l’altro nemmeno a Big-Pharma perché costa tantissimo! Infatti nelle analisi per cui esistono metodi sostitutivi essi vengono usati diffusamente.

            “la SA non è etica” qui non sono d’accordo, ma forse dipende da cosa intendiamo per etica. Se intendi “la SA è una cosa brutta e idealmente non andrebbe fatta” sono con te, ma nella realtà ritengo la SA eticamente accettabile fintanto ché non esisteranno metodi alternativi in grado di sostituirla in toto. E’ il classico concetto di scegliere il male minore: personalmente valuto l’avere un modello integrale di un organismo su cui poter lavorare e quindi potenzialmente salvare X vite umane (tra cui la mia o quella dei miei cari) più importante della vita di N cavie. Ovvio poi sensibilità diverse possono valutare in maniera diversa il peso dei due piatti della bilancia.

            “si può difendere la SA come strumento, e spiegarlo” è quello che vedo fare (anzi, leggo fare!) soprattutto i Pro-Test e in misura minore A favore della SA, io stesso spesso ho spesso cercato di spiegare gli stessi concetti di cui si sta discutendo qui.
            “non ho mai sentito ammettere che la SA non è etica.”
            Vale quanto sopra, il fatto che la SA sia una cosa non etica dipende dalla sensibilità personale; posso solo rimarcare che più di una volta commentatori o membri dello staff hanno rimarcato quanto non sia una cosa che fa piacere fare, però si ritiene che sia importante farla e si lavora per questo.

            “Tu riterrai probabilmente che anche una sola vita umana valga più di un’intera specie di un altro animale” Non esageriamo! Se parliamo a livello fattuale come ben sai la SA non mette a rischio nessuna specie; se come credo parliamo a livello ideale dipende da chi è la vita umana e qual’è la specie animale .. se la vita in ballo è la mia di sicuro!

            E con questa perla di egoismo saluto! :-D

            * non intendo “animalaro” come termine dispregiativo per “animalista”, ma come appartenente a quella deriva ideologizzata, irrazionale e violenta della galassia animalista.

          • quando dico che “non è etico” mi riferisco evidentemente ad un’etica antispecista. io credo che in un mondo etico ideale tutti gli esseri viventi dovrebbero essere messi sullo stesso piano. questo non significa che nessuno più muore per nessuno, ma significa rispetto per la vita. per capire cosa intendo basta che fai riferimento al rapporto che i nativi americani avevano con la natura, all’esempio dei bisonti. guarda come li cacciavano loro, guarda come li cacciavano i coloni…
            la retorica de “il topo muore perché sopravviva io che ho il tumore” è trita, consumata e, alla fine, appunto, non è altro che retorica. un singolo animale da laboratorio non porta a nessuna cura, bisogna ragionare sul metodo. cominciamo ad eliminare l’uso degli animali da laboratorio per i test sui cosmetici, sui cibi per animali e dalla ricerca di base, poi possiamo cominciare a parlare del resto.
            sul fatto che gli scienziati non siano dei sadici e che loro per primi non siano contenti di sperimentare… anche lì si fa tanta retorica. non sono dei sadici, no, sono realmente convinti di non avere scelta, sì, ma questo non basta a dimostrare alcunché. tu saprai che, debitamente indottrinate, persone completamente normali sono state indotte a compiere esperimenti mortali su altri esseri umani; questo dice tutto sulla psicologia dello sperimentatore.
            non so che competenze/esperienze hai nel campo. dal mio punto di vista, sono sicuro che buona parte della SA che si fa sia inutile o addirittura controproducente; pertanto, non vedo perché la questione si debba limitare al dualismo “si deve fare” – “non i deve fare”. intanto, si deve regolamentare: di più e meglio.
            è la forma mentale che deve cambiare, nell’uomo comune come nel ricercatore. e i discorsi vanno affrontati in profondità, non come questione di bandiere. perché se chi è a favore della SA parla solo dei test sui farmaci – come fa prevalentemente pro-test italia – sta facendo un’operazione subdola, portando avanti una battaglia che sa di vincere (nessuno vuole rinunciare alla sua medicina, se senza di quella teme di poter stare male) e mettendo in secondo piano tutte le altre sfaccettature del problema. i test farmacologici sono solo una piccola parte della sperimentazione che si fa sulle cavie da laboratorio.

          • “perché se chi è a favore della SA parla solo dei test sui farmaci – come fa prevalentemente pro-test italia – sta facendo un’operazione subdola”
            Invece chi mette immagini di animali squartati in incidenti stradali per bloccare la SA è onesto e cristallino.
            “la retorica de “il topo muore perché sopravviva io che ho il tumore” è trita, consumata e, alla fine, appunto, non è altro che retorica. ”
            Eh sì, peccato che invece il topo, nella maggior parte dei casi, non muore proprio.
            “basta che fai riferimento al rapporto che i nativi americani avevano con la natura, all’esempio dei bisonti.”
            Quando i nativi americani cacciavano non avevano la tecnologia necessaria per gli stermini; seconda cosa, erano numericamente effimeri, dunque di poco impatto ecologico, e non perché avessero scelto un qualche tipo di controllo delle nascite, ma perché, come in tutte le popolazioni che vivono “in natura”, la mortalità infantile e non era altissima. Gli stessi nativi americani (i cosiddetti paleo indiani) quando ne avevano l’occasione, per cacciare il cavallo selvatico (parliamo di 10.000 anni fa) erano capaci di far precipitare in un burrone interi branchi, per usare la carne di pochissimi capi. Il resto rimaneva a marcire. Parliamo pure dell’Islanda? Dell’Isola di Pasqua? Dei Moa estinti nelle pentole dei Maori? L’essere umano è di base uguale, sotto ogni latitudine e dentro ogni cultura.
            “io credo che in un mondo etico ideale tutti gli esseri viventi dovrebbero essere messi sullo stesso piano.”
            Una cosa che detesto degli antispestici è che parlano di rispetto verso “Tutti gli Esseri Viventi” intendendo in realtà soltanto poche specie animali (quelle che piacciono all’uomo) e escludendo implicitamente dallo status di “essere vivente” la stragrande maggioranza di organismi, i quali esistono da Miliardi di anni prima della comparsa dell’uomo.
            Ma te le zanzare, a casa tua, le uccidi? E se avessi la tenia (parassita non mortale) che ne faresti?
            “tu saprai che, debitamente indottrinate, persone completamente normali sono state indotte a compiere esperimenti mortali su altri esseri umani; questo dice tutto sulla psicologia dello sperimentatore.”
            No, questo la dice lunga sulla psicologia dell’essere umano. Chiunque, se debitamente indottrinato, può fare le peggio cose. Lol, guarda come si comportano i tuoi compari animalisti nella pagina A favore della Sperimentazione Animale.
            Se dovessi avere il diabete, prenderesti l’insulina?
            “cominciamo ad eliminare l’uso degli animali da laboratorio per i test sui cosmetici, sui cibi per animali e dalla ricerca di base, poi possiamo cominciare a parlare del resto.”
            I test sui cosmetici sono illegali, quindi il discorso non regge.

          • Non trovo condivisibile neanche una parola di quello che hai detto. A parte il fatto che non c’è neanche un’idea dietro le tue parole, a parte la volontà di demolire le mie, a parte la malcelata aggressività e l’infelice sarcasmo (“Una cosa che detesto degli antispestici”; “i tuoi compari animalisti”). Sarebbe bello che chi ha un’idea diversa da un altro dimostrasse la capacità, le competenze e la volontà di contro-argomentare. Per esempio: il fatto che i siti animalisti usino immagini cruente di animali squartati in modo strumentale non è una contro-argomentazione, cioè non dimostra certo che chi fa operazioni subdole a favore della SA sia nel giusto, semmai dimostra che anche gli animalisti sbagliano (e non mi pare di avere mai detto il contrario).
            Che il topo non muoia proprio, fra quelli usati nella ricerca, poi, fa veramente ridere. Vorrei mi presentassi questi topi da laboratorio morti di vecchiaia…
            Bella anche la tua ricostruzione storica sui nativi americani, dove porti avanti la teoria che non sterminassero i bisonti solo perché non ne avevano la tecnologia. Certo è un’interpretazione, magari legittima, d’altronde non vorrei essere nei panni di uno che ritiene, come emerge dalle tue parole, che basti dare in mano a qualunque uomo gli strumenti per distruggere, perché quello lo faccia, per sua stessa natura. Spero di non incrociare mai la tua strada, dovesse capitarti una pistola per le mani…
            Anche alla fine sei strumentale nella critica: “I test sui cosmetici sono illegali, quindi il discorso non regge”. Mi tocca farti notare che 1) i test sui cosmetici sono illegali (da pochi mesi) in Europa, e qui si faceva un discorso generale; 2) ho nominato anche prodotti per gli animale e, soprattutto, ricerca di base. Dimezzare una frase e contestarla in modo inadeguato è tipico di chi manca di una vera contro-argomentazione. Dovevi però essere più attento e riportare solo la parte sui cosmetici, della mia frase: il trucco sarebbe stato meno palese.

          • E ci mancherebbe anche che condividessi.
            Dire che non ho idee è un’ottima scappatoia, tipica di chi non sa come ribattere; se vuoi puoi usarla per uscirtene in grande stile e non rispondere più. O magari non le recepisci, più semplicemente.
            Per prima cosa, chi è favorevole alla SA non fa nessuna operazione subdola, si limita semplicemente a ribadire l’ovvio, ovvero che oggi come oggi è ancora indispensabile, che piaccia o meno.
            Seconda cosa, la morte dell’animale non è più necessaria. Vedi che non serve più sezionarli, gli animali, per fare sperimentazione. E poi vivono anche meglio dei loro simili randagi. Magari invece di ridere cerca di informarti come si deve (quindi niente siti come laverabestia e simili).
            Terza cosa, sei ignorante in materia; se leggendo gli esempi sui nativi americani ti poni la domanda (retorica, voglio sperare) di che cosa farei io con una pistola in mano, significa che di argomenti antropologici ne conosci assai pochi. Ho solo riportato semplici fatti storici, cioè cose successe in tutte le società umane, che lì dove hanno avuto la possibilità hanno totalmente sconvolto il proprio ambiente, compresi i nativi americani.
            Quarta cosa, i test sui cosmetici sono illegali. Da 5 mesi, 5 anni o 50 anni è indifferente. OGGI i test sui cosmetici sono illegali, perciò ho ragione io. Gli ultimi due punti li ho ignorati per pura pietà: cioè vorresti vietare la sperimentazione ANIMALE sull’alimentazione…ANIMALE? Lol.
            Sulla ricerca di base, la sperimentazione è la base della cultura biologica, senza la quale non sapremmo nulla o quasi del mondo che ci circonda. E a meno che tu non voglia ritornare a un medioevo culturale (il sogno degli antispecisti) la cultura è l’unico strumento che abbiamo per evolverci dal livello di quei nativi americani di cui sopra.

          • è veramente ironico che nei commenti ad un post che si intitola “tutti dottori” si svolga un esempio originale di quello che è raccontato dall’autrice. carino anche il trucco stile scuola elementare di ribaltare l’accusa di non saper contro-argomentare. ti lascio volentieri l’ultima parola perché mi hai fatto divertire, veramente. alla prossima, augusto.

          • Già, perché chi dice “non permettetevi d aprire una pagina dal titolo A Favore della Sperimentazione Animale” e chi vuole insegnare ai ricercatori su dove fare sperimentazione sono io. Sì, proprio.
            Anche chi frigna per delle presunte offese invece di tentare un’argomentazione, sono sempre io. Torna a ridere, va, che la mancanza di B12 intacca seriamente le capacità intellettive. Ci sarebbe da piangere, in realtà, ma va beh.

  145. Ho adorato questo tuo scritto, non sai quante volte mi sono sentita inveire contro perché “a medicina ti insegnano quello che vogliono loro, svegliaaaa!!”. L’unica stonatura è quel “genitore 1 e genitore 2″ infilato nell’elenco delle minchiate politicamente corrette. Forse per te l’omogenitorialità ha la stessa valenza del fruttarianesimo, ma così non è, ed è un peccato leggerlo all’interno di un testo per il resto assai illuminato. Cordialità. :)

    (illuminato?? sarà mica un codice segreto massonico?? :D )

    • in effetti devo dire che anche a me “genitore 1 e genitore 2″ è suonato un po’ stonato (e pure “diversamente caucasico” e “diversamente cittadino regolare”)… però ho pensato di aver frainteso l’intento.
      comunque per il resto il discorso non fa una piega! :D

    • No no no ferma lì Elena, assolutamente no :)
      Neanche le altre due sono “minchiate”. Quello che avrei voluto intendere è che oggi è più ingiurioso ignorante rispetto a termini come “frocio, negro, rom de merda” eccetera eccetera; si trova ogni perifrasi per non offendere il prossimo in alcuni ambiti (genitore uno e genitore due… ma scrivere semplicemente I GENITORI e mettere lo spazio per due firme, no?, mettendo alla fine l’ingiuria sessista o di genere o razziale con sullo stesso piano di un “capra”.
      Per carità per fortuna che non l’ho scritto come mi sarebbe venuto! :-D

  146. Ciao!
    Questa è una risposta ad altissimo contenuto di turpiloquio.

    Volevo dirti che il tuo post mi ha fatto molto sghignazzare. L’ho condiviso come scarica di alleggerimento contro chi stra-parla alla cazzo di cane di cose che andrebbero studiate molto a fondo. Tale è stata la mia disponibilità a darti ragione (pur sempre sghignazzando), che quando ho letto la parte sulle “lauree in merendine scomposte” ho sì avuto un fugace sospetto, ma poi ho proseguito nella lettura, sbattendomene.

    Ah, sono laureata in comunicazione. Ho un dottorato di ricerca in comunicazione. Mi sono occupata a lungo di stereotipi e pregiudizi nei discorsi massmediatici.

    Per chiarezza.

    Non ho mai sentito parlare un semiologo di tettonica a zolle con un ricercatore del Cern (o forse sì, ma stavo ridendo), ma ho sentito spesso ricercatori di aree scientifiche sparare minchiate galattiche sui fenomeni comunicativi e sui percorsi di studio dedicati. Son cose che ti fanno riconciliare con le casalinghe di Voghera, diciamo pure che a seconda degli argomenti non si vede granchè la differenza.

    (Come diceva Casarini trangugiando la sua Coca Cola…”siamo tutti pieni di insanabili contraddizioni” ;) )

    Salute!

    • beh, io sento parecchi laureati in facoltà umanistiche prendersi la briga di sparare cazzate immonde su materie scientifiche vestendosi di competenze che non hanno e di altrettanta spocchia che puntualmente viene smontata pezzo pezzo da chi se ne intende ma loro invece di chiedere venia si dànno all’insulto gratuito.
      e non mi viene molto da ridere in quei casi.
      e non lo dico perché mi sento una scienziata intoccabile: non sono né un medico, né un fisico, né un matematico. sono una storica e non mi permetto di fare la maestrina in cose che non mi competono. ma troppa gente ha la presunzione di farlo.

      • e poi… è più facile che uno scienziato approfondisca materie umanistiche per passione (e riesca a costruirsi una buona preparazione, anche superiore a quella dei laureati in quelle materie… dato che ormai si laureano anche capre bestiali, se la facoltà è abbastanza abbordabile) piuttosto che uno laureato in materie umanistiche per hobby vada a studiarsi libri di medicina, fisica, chimica (etc) e riesca ad essere preparato quanto un esperto.

        • non ho dati alla mano, ma sono abbastanza d’accordo, anche io ho questa sensazione.

          ovviamente adesso arriverà un prof. di latino che studia ingegneria aerospaziale per diletto, e mi dirà che l’ho discriminato.

        • 1)Perdonami Miriam ma non sono assolutamente d’accordo con questa affermazione. Verba ha scritto un post simpatico, leggero e condivisibile ma tentare di mettere in piedi una pseudoscala gerarchica delle lauree mi sembra pericoloso. Arrogarsi il diritto di decidere chi è una bestia in base alla facoltà che frequenta è una cosa francamente senza senso (e lo dico da laureato in Ingegneria meccatronica). Sono sicuro che l’intento dell’articolo fosse prendere in giro bonariamente alcuni tuttologi social-dipendenti ma i posti seguenti sono lentamente scivolati sul terreno del “lamialaureaèmegliodellatua”, che io considero un campo minato, facendo passare in secondo piano il senso e la natura dello sfogo. 2) Leggere uno o 2 libri di Fabio Volo non mi pare un comportamento sociale da stigmatizzare, leggere SOLO Fabio Volo, questo sì, lo trovo discutibile. Ma..de gustibus non disputandum est. 3) A chi studia e lavora consiglio di leggere questo articolo http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/10/07/news/dagli_accendini_alla_laurea_rachid_diventa_dottore-68089012/ sono certo che farà riflettere.

          • e dov’è che ho fatto una gerarchia di facoltà più o meno valide? O.o
            io tra l’altro sono iscritta a Storia, facoltà inutile e ridicola. vorrebbe dire che mi autodiscrimino… sarei imbecille, no?
            forse non è chiaro quello che ho detto.

        • 1)Non considero Storia una materia inutile e tantomeno ridicola, piuttosto se tu la consideri tale perché hai scelto quel percorso? immagino che tu lo abbia scelto essendo mossa da una passione, dal piacere derivante dallo studiare culture antiche o fatti più recenti, quindi perché definire la storia inutile o ridicola se ti piace al punto da farla diventare oggetto di studio giornaliero? 2) Nella tua risposta è insito il concetto di “valore” legato ad una laurea. A mio modesto parere è uno sbaglio ragionare in tali termini. Cosa determina questo valore? la possibilità di trovare un impiego rapidamente? i probabili stipendi “dorati” futuri, il miraggio di gratificazioni pecuniarie una volta entrati nel grande mondo del lavoro? Il nostro sistema universitario fa acqua da ogni parte, ogni quarto di luna avvengono stravolgimenti folli grazie a riforme prive di senso pratico, varate da personaggi spesso discutibili. Non facciamo passare il concetto che UNIVERSITA’ = AZIENDA. Il sapere ha e deve avere pari dignità, indipendentemente dal campo di applicazione.

          • senti, ho scritto vari LUNGHI commenti in cui è palese che non faccio classifiche di validità delle facoltà.
            non mi voglio ripetere solo perché hai frainteso il mio messaggio. magari cercali (impostazioni di google chrome/trova/miriam e li trovi).
            e se devo dirla tutta… io penso anche che non sia la laurea a rendere intelligente e acculturato qualcuno (dato che tra l’altro ormai si laureano certe capre incredibili), ma non mi dilungo su questo perché il discorso è complesso. dico solo che la cultura non te la fai necessariamente all’università.

            PS la facoltà di storia è inutile e ridicola perché dopo faccio la disoccupata a vita.
            e comunque quello che tu vedi come un “giudizio sul valore” è forse solo una constatazione della difficoltà di una facoltà rispetto a un’altra: almeno questo non lo si può negare… non tutte le facoltà sono facili allo stesso modo. storia è molto più semplice di fisica e medicina. se poi vogliamo negare anche questo…

          • per la cronaca… per ora sto ragionando sull’università perché in questo sistema viviamo.
            ma io sono una sostenitrice di Ferrer e di Illich ancora di più. quindi in realtà sto parlando di aria fritta, per quel che mi riguarda.

            detto ciò, ho detto in una ventina di commenti che non faccio classifiche di università più o meno valide/dignitose. faccio lo stesso discorso insito nel post di verba: mi parte il nervo quando vedo uno che è ignorante e incompetente in un certo ambito, vestirsi di spocchia e arroganza e ritenersi più esperto dell’esperto in quell’ambito.
            quindi non ho mai detto che una facoltà vale più di un’altra, ma che un laureato in giapponese dovrebbe evitare di fare il maestrino di astrofisica; così come il laureato in astrofisica dovrebbe evitare di fare il maestrino in giapponese… se entrambi non sanno un beneamato bip dell’altra materia. tutto qua.

  147. Posto che ho letto non solo l’articolo ma anche tutti (quasi) i commenti, eviterò di sprecare corrente elettrica ripetendo commenti o proposte di matrimonio (anche perchè in cassapanca non trovai un giubbotto adatto alle JHP 7,62×39).
    Invece – da buon bibliofilo ed anzi bibliomane – propongo 2 libri godibili assai:
    - Nicholas Carr, Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello, Raffaello Cortina

    http://www.ibs.it/code/9788860303776/

    A seguire (è un testo all’apparenza fuori tema, ma contiene considerazioni inaspettate sull’argomento proposto):
    - Michael Nielsen, Le nuove vie della scoperta scientifica. Come l’intelligenza collettiva sta cambiando la scienza, Einaudi

    http://www.einaudi.it/libri/libro/michael-nielsen/le-nuove-vie-della-scoperta-scientifica/978880620896

    baci e abbracci

  148. Dopo le citazioni di Ellison e Asimov, mi permetto di aggiungerne una che non mi pare di aver visto nei commenti precedenti e che secondo me ben si adatta non solo al contenuto ma anche al tono del post:

  149. Penso che questo sia il post che ho visto condiviso più volte in assoluto su Facebook, in tempi così brevi.
    Ovviamente, una parte di quelli che lo hanno condiviso è gente che parla spesso a vanvera di cose che non conosce. :-D

  150. io tornerei diretto alle elementari, quando ero bravo pure in aritmetica. E quando pur essendo un vero e proprio asso imbattibile in analisi grammaticale e logica, non mi sarei mai azzardato ad andare in giro a dire “coi numeri non ci capisco proprio niente”. Cosa che faccio ora. Un vezzo, un modo per risparmiarsi lo sforzo e la fatica di combatterci coi numeri. Che poi fa anche molto chic. Tristerrimo.

  151. non sono tanto i corsi di studio in sé ad essere “merda fritta” o “facili” ecc. è stata l’invenzione della triennale a renderli ridicoli. ho vissuto in prima persona il passaggio dal cosiddetto “vecchio ordinamento” al “nuovo”. due mondi diversi. da uno studio serio si è passati a corsi di una manciata di ore superabili leggendo in 2 pomeriggi gli appunti del professore.

  152. L’ha ribloggato su Thumper, what did your father tell you?e ha commentato:
    Non mi metto neanche ad elencarle, le valanghe di troiate immonde che io e voi tutti leggiamo ogni giorno sull’internette di questa cippa. Nessuno ha più un interesse semplice, sono tutti fanatici di qualcosa. E il vegano e l’animalista e il complottista e il fronte di liberazione dei pidocchi e le mamme unite contro estivil e quelle contro il cosleeping e i fruttariani (ma porca la miseria ladra, ma pure i fruttariani devono rompere il cazzo?

  153. Dimentichi quelli che “le multinazionali farmaceutiche lo tengono nascosto perche’ c’hanno gli interessi”!

  154. @miriam

    Siamo d’accordo sul fatto che possano anche venir sparate cazzate immonde su temi scientifici dagli umanisti, boria e presunzione sono fattori umani, e quindi trasversali alle discipline. Il punto che sollevavo era un altro. Ovvero che certe competenze specifiche sono difficili da coltivare “per passione” (si può fare, ma serve tempo, fatica, e la preliminare consapevolezza che la preparazione “fai da te” può non bastare a dire cose sensate). Esistono temi più accessibili alla sparata: la comunicazione è fra questi, le tematiche sociali poi, non ne parliamo.

    Sarebbe utile, a mio avviso, non fomentare pregiudizi su queste materie. Anche perchè si rischia di entrare in contraddizione con se stessi, secondo gli stessi identici elementi di insofferenza espressi da questo post, che continuo a considerare simpatico e in parte veritiero.

    Se ognuno si occupasse del proprio campo, entrando magari in colloquio (utopie interdisciplinari) con chi ha competenze diverse, e proponendo più domande che risposte su cose che non sa, le cose andrebbero meglio.

    Quoto aximan sul video Morettiano. Che effettivamente cade a fagiuolo.

    • ma infatti più su ho scritto un commento lunghissimo sulla necessità di restare ognuno nel proprio campo di competenze senza mettere arrogantemente e presuntuosamente bocca su cose che non conosce.
      poi il confronto con altre materie è sacrosanto. su questo non si discute.

      PS io sono anche dell’idea che non sia una laurea a rendere qualcuno automaticamente migliore e preparato… visto che ormai si laureano cani e porci. a me interessa la preparazione. e se un incompetente comincia a diffondere inesattezze scientifiche o vere e proprie castronerie su qualche argomento di qualche ambito specifico, a me mi parte il nervo. anche perché spesso questa gente si autoelegge come guru intoccabile e indiscutibile ponendosi su piedistalli a sentenziare su cose che non conosce.

  155. Premetto che il tuo post mi è piaciuto assai e che condivido praticamente tutto di quanto detto.
    Non sono solo d’accordo sul tirare merda su chi si laurea in Scienze della Formazione…Conosco gente con lauree “serie” o spacciate per “difficili” che a malapena sa leggere e scrivere (lavorando in cantieri edili ho avuto a che fare con ingegneri del tutto incapaci di esprimersi in italiano basico o di comprendere qualsiasi cosa andasse oltre al calcolo del diametro del loro buco del culo. Stessa cosa mi è capitata con medici, con avvocati, con economisti…eccellenti tecnici, ma del tutto inadatti a comprendere la complessità della realtà che li circonda.).
    Non credo sia il titolo di studio a fare o meno la persona colta. Certo un alto profilo educativo aiuta, ma una laurea al giorno d’oggi non ti rende automaticamente “migliore”.

  156. Stima incondizionata! Comunque non sono laureato, ma una volta, sotto al banco, sono riuscito a srotolare completamente una girella. (Motta, non Haribo!!!) per cui credo io possa dire quel che mi pare di fisica, chimica, merceologia, alimentazione, artigianato ed industria, e qualcosa altro che mi verrà in mente.

  157. scusate gente, non so se sia già stato detto, perché i commenti sono moltissimi e non li ho letti tutti. Riguardo a chi si è sentito offeso per il riferimento alla triennale in merendine scomposte, credo che questo post non sia indirizzato a chi ha frequentato seriamente corsi di laurea magari non difficili come altri, perché quella era la loro strada. Non è indirizzato a chi ha un dottorato in merendine e sta mettendo a punto la merendina definitiva. Mia madre, estremizzo, parla sempre di un netturbino che si occupava del suo quartiere quando era ragazza, lei dice sempre: “Quando era passato lui te ne accorgevi”, e questo è stupendo! Credo invece sia rivolto a quegli stronzi che, giusto per non andare a lavorare, si sono iscritti a facoltà facilissime a dir poco, magari in città diverse da quelle di residenza, nelle quali si sono parcheggiati a far serata e a parlar male dei governi, mentre mamma e papà mantengono il loro orgoglio, “Un Figlio Dottore”, per i 7 anni che impiegherà a prendersi la triennale.

    • Santo subito!
      Quel commento di tua madre sul netturbino è stupendo. Io credo che non tutti i lavori / studi abbiano la stessa difficoltà o lo stesso carico di responsabilità, ma non metto in discussione che qualunque lavoro onesto abbia pari DIGNITA’.

    • Ma vedi Francesco, continua ad emergere un punto che non è oggettivo, ma è nelle vostre teste. Ed è un pregiudizio (vorrei dire “ignorante”, ma il post mette chiaramente in luce che usare questa parola è un grosso rischio), l’esempio del netturbino, per quanto estremo, lo dimostra. Le “merendine” a cui ti riferisci hanno a che fare con il tentativo di farti capire i meccanismi attraverso cui tu arrivi a formulare opinioni parziali in risposta a precise pressioni ambientali. I media in questo hanno un ruolo fondamentale. Chi se ne occupa seriamente tenta di promuovere forme di ragionamento più accurate e più indipendenti, mettendo in questione il “si dice” e “si pensa”. La retorica delle “scienze delle merendine” è un caso indicativo, perchè se io ora ti chiedo cosa sostenevano Goffman e Foucault, o quali sono i criteri comunicativi di una campagna di sensibilizzazione contro il carcinoma della mammella o contro le violenze sulle donne, e tu mi rispondi “boh”, io ti devo far presente che evidentemente non hai chiari nè programmi nè gli scopi di Scienze della Comunicazione. Ebbene, perchè parli? Il che si collega all’argomento del post.

      Che poi ci si possa dedicare a queste materie con gradi di impegno e di serietà differenti, siamo d’accordo. Ma sei proprio sicuro che lo scarso impegno sia una costante di certe facoltà umanistiche? Quali sono le tue prove? O ti appelli a un “si dice” e “si pensa”, o ad autorevoli gelminiane fonti?

      Lo sforzo scientifico non è orientato al “sentirsi offesi”, non c’è tempo per queste sciocchezze. Bisogna capire invece come mai si consderano “facilissime a dir poco” facoltà che dovrebbero sviluppare la riflessione e l’analisi, e come mai nella società attuale saper fare un’equazione di ventimillesimo grado passa come una competenza più virtuosa dello studio delle discriminazioni. Solo per fare un esempio. Le risposte plausibili ci sono, ma vanno studiate.

      Scusate se ribadisco il punto. Ma credo che si possa anche rivolgere a se stessi certi elementi di critica, magari accorgersi con sorpresa che si è pestata una cacca, e chessoio, sfoderare un po’ di intelligente autoironia per ammettere “gesùmmaria, mi son fatta prendere la mano”. Quello che il post non mette in luce è il fattore della responsabilità delle opinioni espresse, che è una leva molto importante e largamente dimenticata. Poi è chiaro che ci si ride su. Un blog non è una rivista scientifica, ma anzi una piattaforma di scambio “di opinioni” (e cito: “la mia opinione conta quanto la tua” UN CAZZO). :)

      • “Ma sei proprio sicuro che lo scarso impegno sia una costante di certe facoltà umanistiche”
        Per quel che mi riguarda dipende da quello che intendi, il modo in cui una persona si approccia al suo percorso di studi dipende dalla persona stessa ma è innegabile che alcune facoltà (anzi accoppiate facoltà/città!) abbiano una difficoltà intrinseca maggiore o minore di altre.
        Primo esame mio, Analisi 1: presenti 350 promossi 27 (io con 19, sig).
        Primo esame del mio all’epoca coinquilino, Psicologia generale: presenti 400 promossi 370
        lui compreso con 30L .. e non aveva studiato un emerito kaiser!
        Gli esami erano lo stesso giorno e capisci perché la sera avevo la vaga tentazione di massaggiare le sue gengive non un nodoso randello!
        Però indipendentemente da ciò c’è chi si sbatte e ci mette impegno perché ci crede e ama la sua materia: stessa facoltà altro coinquilino.. il Fabio si è sempre fatto un mazzo tanto e la sua tesi era qualcosa di fantastico (e c’ha lavorato ben più di me per la mia).

        Quindi se mi domandi “Ma sei proprio sicuro che lo scarso impegno RICHIESTO per riuscire a laurearsi sia una costante di certe facoltà umanistiche” ti rispondo di si.

        ps. “nella società attuale saper fare un’equazione di ventimillesimo grado passa come una competenza più virtuosa di..” magari, siamo nella condizione in cui dichiararsi ignoranti come capre in matematica fa figo :-|

  158. Mi ha fatto molto piacere leggere questa cosa che hai scritto. La condivido in pieno. C’è da dire che la diffusione delle idee che esiste oggi, con internet, la globalizzazione, l’inglese che bene o male conoscono un po’ tutti, la caduta del blocco sovietico, i satelliti e chi più ne ha più ne metta, ha reso in pochissimo tempo inadeguati ed obsoleti praticamente tutti i canali della conoscenza che nel tempo (in tantissimo tempo) si erano consolidati. Oggi è molto difficile parlare di conoscenza, di cultura e di scienza. Si declina tutto al plurale e diventa praticamente impossibile arrivare a qualcosa di “certo” o quantomeno di condiviso.
    Non che abbia mai avuto molta familiarità o simpatia con le idee del papa Ratzingher, ma il suo puntare l’attenzione sul “relativismo” mi ha sempre incuriosito e fatto riflettere.
    Tutto ciò che hai (secondo me giustamente) lamentato fondamentalmente non è che la conseguenza della caduta di tutti i muri e le barriere che esistevano prima. La diffusione e la condivisione delle idee e delle conoscenze, nella piena espressione della libertà più anarchica, porta anche a questo. Credo sia inevitabile.
    Significa che era meglio prima, quando le conoscenze erano gelosamente custodite e “gestite” da pochi (relativamente) sapienti? Non mi esprimo su questo perché sarebbe anche inutile, solo ho idea che oggi occorrano nuove basi su cui fondare le società e nuove certezze condivise, altrimenti quello che hai descritto non avrà mai fine.
    Mi sa che ho fatto un casino e mi scuso, ma grazie di nuovo per lo spunto :)

    • e il termine “anarchico” usato come al solito a sproposito: far circolare castronerie in libertà-alla-cazzo-di-cane senza criteri, certezza della fonte e dell’esattezza dell’informazione… non ha niente di anarchico.
      questo nuovo modo di fare informazione attraverso internet è indisciplinato e fuorviante, può fare danni non indifferenti. perché gente che magari non ha abbastanza mezzi per riconoscere una verità da una cazzata, può prendere per vera qualsiasi baggianata che gira su youtube o sui primi siti che trova su google e magari incappa in losai/complottistipercaso/siti di vegani-animalisti et similia che spacciano per verità assolute teorie deliranti e antiscientifiche… e si torna al medioevo nonostante i mezzi ipertecnologici che ci illudono di aver raggiunto un progresso fittizio che decade appena si misura con la mediocrità della mente della media della gente.
      bisogna stare attenti a maneggiare questi mezzi, perché ci si potrebbero ritorcere contro. gente che grida al complotto, ché nei libri di scuola ci sono scritte le cose che vuole il potere (che non è poi del tutto falso) e allora informiamoci autonomamente (sacrosanto)… ma poi il rovescio della medaglia è che si dà per scontato che tutto quello che si trova in rete è attendibile e sacrosanto perché la rete è “libera”.
      ci vuole buon senso in tutte le cose… anche nel filtrare le notizie e capire cosa può essere vero, cosa può essere falsato e manipolato, cosa può essere vero a metà (e quindi selezionare le informazioni verosimili isolandole dalla massa di assurdità).
      sicuramente c’è qualcosa di buono nei nuovi metodi di informazione, ma sta all’intelligenza dell’individuo non fidarsi troppo di certi mezzi e non diventarne schiavo.

      detto ciò, non è neanche giusto tornare a quando la cultura era appannaggio solo di certe classi o individui. ma ci sono vie di mezzo, non è per forza bianco o nero. è importante che tutti abbiano i mezzi per accedere alla cultura, ma è importante che abbiano anche l’intelligenza di capire cosa è cultura e cosa è propaganda e cosa è puro delirio.

      • In realtà ne facevo una questione più ampia, non limitata ad internet, ma mi spiace che non sono stato molto chiaro. Piuttosto non mi pare di avere usato a sproposito il termine anarchico. Anarchia significa assenza di governo (anche letteralmente, dal greco antico). Proprio questo io intendevo

      • diciamo che ho colto la palla al balzo per dire cosa penso di internet e di questo nuovo fenomeno preoccupante della “informazione in rete”.
        pardon se sono andata fuori tema. ^_^

    • Allora, grazie a te per lo spunto “nuovo”. No, personalmente non credo che fosse meglio una cultura “settaria”, però anche qui è un discorso che parte da lontano. Penso al rispetto, per dire una cosa banalissima, che si insegna/insegnava ai figli nei confronti della maestra o dei professori. Siamo d’accordo nel dire che è molto calato, e che molto spesso viene meno?
      Se siamo d’accordo, perché è venuto meno? Uno può rispondermi che è colpa del basso livello degli insegnanti. Per me però è vero anche il parallelo, cioè che tutti siamo o CI SENTIAMO più “colti”, più furbi, più bravi, e quindi mettiamo molto più in discussione il ruolo e la competenza di figure chiave della vita civile, dalla maestra al medico della mutua, dal notaio all’avvocato eccetera. Io non penso che siano tutti perfetti nei loro ruoli e nel loro lavoro, però dar per scontato a priori di poter mettere in discussione ogni sillaba detta da un professionista è da matti.
      Oltre ad essere snervante per il professionista stesso.

      • Difatti credo che sia tutto un po’ legato da un unico filo conduttore, ossia la perdita del senso del sociale, paradossalmente amplificata (ma esisteva già da tempo) dall’esplosione dei “social media”. Se possiamo condividere idee e sentire affinità con persone che non conosciamo realmente e che stanno distanti geograficamente e culturalmente, facilmente perdiamo la consapevolezza (già eroso negli anni) di far parte di una comunità, ciascuno con le proprie capacità e ruoli, meritevole di rispetto e di considerazione.
        L’egocentrismo (non in senso meramente “morale”, ma esistenziale e che permea il classico stile di vita occidentale) che contraddistingue il nostro tempo fa a pugni con ogni idea di comunità preesistente. Fondamentalmente crediamo (a torto o a ragione) di non avere bisogno degli altri per stare bene, perché in realtà sono le macchine, la tecnologia, a fare quasi tutto per noi. Chiaramente esistono luoghi e spazi in cui le “scienze umane” ancora servono. Ma in società così cresciute dal punto di vista tecnologico, le scienze umane faticano tantissimo a tenere il passo e la loro perdita di credibilità è sempre più evidente con il passare degli anni e del progresso tecnico.
        Moltissime professioni che hanno una storia plurisecolare hanno perduto identità o sono state spazzate via dal progresso tecnologico. Farmacisti, Medici, Avvocati (e non solo loro) arrancano in una società di questo tipo, perché le loro competenze, un tempo esclusive, sono ormai condivise con altri settori della scienza e della tecnica. Chiaramente, una volta che cade l’esclusiva sulla competenza, inevitabilmente cadono anche il rispetto e la sensazione di utilità che esistevano prima in una società più chiusa.
        In poche parole (che tendo a mettere troppa carne al fuoco e magari perdermi), il progresso della scienza e soprattutto della tecnica, così rapido e impetuoso, se da un lato ha offerto ed offre quotidianamente immense possibilità a chiunque ne abbia accesso, dall’altro finisce col travolgere tutto, comprese le strutture sociali che richiedono molto più tempo per essere sostituite.
        I tempi della tecnica e quelli del vivere sociale non sono gli stessi e le contraddizioni sono sempre più evidenti oggi. E maggiore è la crescita della diffusione delle idee, maggiore è l’anarchia (assenza di indirizzo e di controllo) di queste ultime. Esistono ancora (per fortuna a mio parere) idee fondanti condivise, che offrono ai singoli la base su cui costruire le proprie esistenze, solo non hanno l’esclusiva e “competono” con altre idee fondanti condivise, in una specie di multicentrismo delle idee che facilmente sfocia in fanatismo e conflitto.
        Ripeto (e concludo :)), tutto questo c’era già prima di internet, ma con internet qualcosa (molto) è cambiato. Non è più necessario viaggiare, né studiare, per imbattersi in idee nuove e diverse rispetto a quelle che ci sono più vicine (per ragioni storiche, culturali, religiose, ecc.). Questo può essere affascinante, ma senza la mediazione di qualcuno o qualcosa (la scuola o l’università, per esempio; la religione, a volte, che comunque esprime un senso morale comune, ma gli esempi possono essere diversi) è sostanzialmente impossibile discernere tra idee buone e idee non buone.
        La conseguenza pratica e avvilente di tutto questo sono le “perle” che molto efficacemente hai descritto nel tuo post iniziale.

        • “Il progresso della scienza e soprattutto della tecnica, così rapido e impetuoso, se da un lato ha offerto immense possibilità a chiunque ne abbia accesso, dall’altro finisce col travolgere tutto, comprese le strutture sociali che richiedono molto più tempo per essere sostituite.”

          Concetto profondo che credo di non aver mai seriamente valutato. Chapeau!
          Quello che dici riferito a questo post è che la società non ha avuto il tempo di sviluppare gli opportuni anticorpi alla libertà di espressione che Internet ha introdotto (e quindi alla relativa valanga di stronzate diffuse tramite essa).
          Servirebbe instaillare nella testa della gente una sana dose di spirito critico:
          - questa cosa che leggo è realistica?
          - questa cosa che leggo contraddice altre cose che so/conosco, se si è più credibile?
          - chi dice questa cosa che conoscenza ha dell’argomento?
          - il fatto che si creda a questa cosa quali vantaggi comporta per chi la afferma?
          etc etc..

          Comunque il tuo ragionamento mi ha riportato alla mente una serie di libri di fantascienza (Invasione atto 1,2,3,Atto Finale) in cui una civiltà aliena (I rettili! aiuto! Gombloddo!!!!) nel 1944 attaccava la terra dopo che una loro sonda l’aveva visitata nel medioevo, ma l’umanità gli dava ovviamente assai più filo da torcere del previsto!
          Questo perché la società dei rettili (“La Razza”) evolveva mooolto lentamente poiché ogni ritrovato tecnologico prima di essere adottato doveva essere valutato in tutti i suoi possibili impatti. I rettili erano invece scandalizzati e terrorizzati da come noi esseri umani buttassimo subito “nella mischia” ogni novità senza badare alle conseguenze.
          Insomma si aspettavano uomini a cavallo con armature rugginose e si ritrovavano tedeschi con panzer e U-boat, inglesi con aerei a reazione e americani con l’atomica :-D

  159. “…che titolo hai per dire che la terra non è rotonda?…”.

    E qui ci si incaglia. Il problema nella scienza e nella tecnica non è avere titoli, ma avere la capacità di descrivere il reale. Io non ho titolo per dire che una cava riempita di rifiuti nell’alta pianura modenese inquinerà l’acqua; ma se è vero (ed è tragicamente vero) come la mettiamo?

    La scienza argomenta con modelli verificabili; un modello che entra in collisione con i dati sperimentali deve essere buttato via. Anche un bambino può fare una osservazione corretta circa un fenomeno o un problema. Bisogna giudicare la correttezza a l’aderenza al reale delle affermazioni, e non il cognome di chi le produce. Il dogmatismo sacerdotale non è d’aiuto alcuno in questo campo.

    • “Il problema nella scienza e nella tecnica non è avere titoli, ma avere la capacità di descrivere il reale”
      1. E’ estremamente più probabile che chi ha un titolo (i.e. chi ha studiato ANNI la materia) possieda nel suo bagaglio culturale conoscenze superiori a chi il titolo non lo ha che gli permettono di megl