Speriamo avessero ragione i Maya (l’equazione Brentano-Valerio).

L’orrida schiera di aspiranti Van der Woodsen non era abbastanza.
Noialtri, nel nordest, non ci facciamo mancare nulla: abbiamo record di produttività che il Giappone ci invidia (cfr. Paolo Rumiz, “La secessione leggera”), abbiamo mattocchi dalle cui gesta traggono serie televisive (il friulanissimo e pesantemente anticlericale UnaBomber), abbiamo un tasso di quindicenni alcoolizzati più vicino a quello di Liverpool che del resto del Belpaese, ed adesso abbiamo anche la nostra personale versione di Bettina Brentano, tale Silvia Valerio, colei che offre il suo puro, intoccato fiore al presidente iraniano.
A sentirla parlare, sembrerebbe che il puro fiore che gli offre sia il cervello. Il mio browser direbbe: not found.
Comunque. Le similitudini sono inquientanti, io c’ho da lavorare ed ho tempo zero per cui la mia paranoia della mattina sarà molto schematizzata.
Bettina Brentano era una fanciulla della buonissima borghesia crucca di fine settecento. La fanciulla scriveva ed era ambiziosa. La fanciulla è passata alla storia come scrittrice, ma in realtà non per quel che scriveva, bensì per il destinatario di quel che scrisse: il buon Goethe.
“Lettere di Goethe ad una bambina” ebbe successo già ai suoi tempi. Peccato che la bambina in questione taroccò le lettere, per farle sembrare più romantiche, più intime, più affettuose di quanto non fossero. Passò alla storia come “amante di Goethe”. Finchè non comparvero, postume, le originali.

Milan Kundera ne parla nell’Immortalità. La teoria è veramente semplice: sono una giovane figa e sveglia, ma non abbastanza figa e non abbastanza sveglia da raggiungere l’Olimpo degli Immortali con le mie gesta e le mie opere, quindi che faccio? Lego il mio nome a qualcuno che, suppongo, sarà Immortale. Io sarò Immortale di riflesso.

Bettina ebbe molto dalla sua: conosceva personalmente Goethe, Beethoven, sposò uno scrittore di buona fama (Von Arnim), a distanza di 150 anni dalla sua morte c’è una voce a lei dedicata su wikipedia. Bettina ce l’ha fatta.
Silvia ce la farà?
E’ di buona famiglia, carina, sveglia, si sceglie un personaggio del suo tempo, ci scrive un libro, gli offre la propria verginità, arriva da Chiambretti, e noi stronzi dietro a parlare di lei.
Certo, con un poco di buon gusto l’illibata patatina poteva offrirla, che ne so, ad Obama. A Chavez, che per noi veneti c’ha il nome sessualmente evocativo. Al buon Silvio, che però c’era il rischio che le dicesse immediatamente sì e fine della telenovela.
Del resto anche Bettina poteva mirare al potente nanetto di turno. Che nel suo caso era Napoleone. Quello vero.

In 150 anni l’equazione è diventata:

Bettina Brentano : Silvia Valerio = Goethe : Ahmadinejad

Nulla di nuovo sotto il sole.
Chi ha voglia di vedere il 2160 D.C. alzi la mano.

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