Elogio della follia? Ma elogia un po’ ‘stoc…

Son giorni un po’ così. Ed anche un po’ cosà. Non so se capita a qualcun altro, ma io alle volte c’ho il cruccio di non sapere affatto per cosa mi cruccio. C’ho il tarlo. Grugnisco “non-sono-mica-nervosa!” alla gente che mi chiede perché sia nervosa, il che mi innervosisce alquanto. E la risposta non è “sono quei giorni lì, quelli in cui fai la ruota, canestro coi tacchi a spillo e krav maga in tanga”. No.

Abbiamo dato inizio alla roulette de “il preventivo dell’impresa edile”.
Il primo tizio che si è presentato era, a dir poco, spumeggiante. Ha guardato tutto correndo qui e lì in preda a qualcosa che sembrava una via di mezzo tra un morso di tarantola e l’eccitazione di un seienne la mattina di natale, distribuendo il proprio materiale pubblicitario all’agente immobiliare, a me, ai quasi-ex-padroni-di-casa, a due vicini cinesi ed ad un passante che stava portando a spasso il cane, ripetendo felice che visto che non c’è umidità faremo un bellissimo lavoro, trallallero trallallà. Giuro che per un momento ho temuto volesse trascinarci in giro per casa facendo trenino e cantando “brigitte bardot bardot, brigitte parquet parquet”…
I secondi erano molto, ma molto, ma molto più posati. E molto più carpentieri inside, secondo me: si sono rivolti solo ed esclusivamente al Moroso. Mi sono ritrovata sul balcone a parlare coi quasi-ex-padroni-eccetera della carriera (precocemente abbandonata) da modella della figlia minore, mentre il serissimo terzetto discuteva di tubi, pavimenti e cose che non sono capace di immaginare, figuriamoci scrivere. Poi, il tracollo: al momento del commiato, con la scusa che Moroso è milanese, si sono sbilanciati con un “forza inter!” che a momenti mi soffoco col metro laser.
[MA COL CAZZO CHE TU, O MANOVALE MORATTIANO, AVRAI LA MIA PECUNIA DA SPENDERE IN SCIARPE DELLE MERDE! MA COL CAZZO! COL C A Z Z O!]
In settimana vediamo i terzi. Speriamo i detti popolari ci azzecchino almeno un po’.

Non bastasse il toto-edile, il lavoro, anzi, il mio posto di lavoro, sta raggiungendo livelli di tossicità cerebrale mai visti prima. I clienti sembrano usciti da “scherzi a parte”. Ho gente che mi propone date per appuntamenti oggi per domani, e gente che me le conferma ieri per stanotte. La follia. Lavoro correndo per fare in tempo cose che ho programmato due mesi fa e che nessuno s’è inculato di pezza fino alla mezz’ora prima della consegna.
Il colmo però è “il capo”: COME LAVORI MALE, ULTIMAMENTE, SEI SEMPRE IN RITARDO SULLE SCADENZE.
Eh, Capo, questo appuntamento? Fissato ieri perché ho avuto la data ieri. Questo altro? Fissato 15 giorni fa per domani, annullato stamattina dal cliente. Questo ancora? Pure. Non posso essere in tempo sulle scadenze.. sono GIA’ SCADUTE quando mi arrivano!!
“Vabbene ma io ti vedo comunque molto distratta.”
Non sono distratta, Capo, sono disperata. Lavoro 9 ore di cui 5 supplicando le persone perché mi diano ciò che mi serve e le restanti 4 a maledire quello che mi hanno dato ed una serie imprecisabile di santi del calendiario da tavolo.

Non bastasse il “rimbecillisci tra date utili anche tu”, la sera torno a casa e scopro che quando abbiamo scelto di prendere un Maine Coon l’allevatore si è dimenticato di dirci tre cose:
1. Il MC caga come un fottuto Orso Bruno. In DIMENSIONE sembra merda umana. Sembra che mi sia impazzita la coinquilina e l’abbia fatta in cassettina. Una roba i n c r e d i b i l e.
2. Il MC ha l’intestino delicato. Questo vuol dire che quanto sopra spesso non è solido. Ecco.
3. Questo particolare gatto è feticista. Coprofilo sparato. Lui la fa, la snasa, e tutto felice ci SALTA DENTRO. Dopodichè salta sul divano, sullo stendino con la roba lavata, sulla credenda e…su di me.

Ho smesso di arrivare a sera pronta per dormire.
“Sono direttamente pronta per la neuro”, pensavo.

Poi guardando una (vecchia) puntata di Dexter ho avuto l’illuminazione. Sì. Dexter. Anzi, io le illuminazioni le ho davanti ai telefilm IN GENERALE, mica solo Dexter. E lo so che magari non sembra consono, ma c’era pure una santa che andava in estasi facendo la frittata, quindi i miei telefilm sembrano poca cosa. Insomma. C’è questo dialogo in cui uno dice “Tutto quello che voglio è una vita normale” e l’altra risponde felice che anche lei.
“Average.”
“Ordinary.”
Oh, parrà una puttanata. Ma io ho improvvisamente capito che ho incredibilmente voglia di qualche giorno, via, una settimana, in cui incontrare solo gente che sia normale.
Average.

Almeno di cervello.

4 pensieri su “Elogio della follia? Ma elogia un po’ ‘stoc…

  1. che spasso leggerti, ma non per mancare di rispetto al tuo stress…

    il fatto è che mangiamo male, parliamo male, pensiamo male e quindi viviamo male.
    poi ovviamente ce la prendiamo con gli altri per questo, ma cinque minuti dopo ne vorremmo ancora un po’ perchè non ne abbiamo mai abbastanza.
    allo stesso tempo però vorremmo una vita tranquilla per diventare idrofobi per il troppo silenzio o contro la monotonia.

    stiamo continuando ad allargare il cruciverba dei motivi per cui ci meritiamo a pieno titolo l’estinzione.

    Io invece ho scoperto che un sapiente mix di depressione e cinismo ti fa scivolare tutto che è una meraviglia….

  2. Posso proporti un preventivo dal mio edile preferito con cui divido il letto e anche qualcos’altro..che pare fuori di melone pure lui ma è di un professionale esagerato,fa ottimi prezzi …..e….è pure milanista???
    Se ti va…anche se è pieno di lavoro fino ai capelli che non ha quasi più….!

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