Donne che odiano le donne.

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra.”

Caro Gesù,
se invece ci sedessimo un momento e facessimo una specie di hit parade del peccato, eh? Un piccolo vademecum della cattiveria? Una classifica del peggio e del peggiore?
Se io che ti peccati ne ho tanti prima, durante e dopo questo post, potessi lanciare una pietruzza verso della gente che trovo arrogante, crudele, amorale ed ignobile?
Eh? Una pietruzzina, Gesù. Piccola ed accuminata.
In fronte.

Che poi tutto parte da 30anni fa. Sono figlia di divorziati. Sono una FORTUNATA figlia di divorziati che non molti anni dopo il divorzio hanno trovato entrambi amore, hanno ricreato due famiglie, hanno avuto altri figli e la fortuna e la bravura per avere ad oggi, entrambi, due matrimoni da nozze d’argento. Sono una “vagamente” figlia unica che ha una sorella e due fratelli vagamente figli unici come me.
E sono qui per dire che, se qualcuno in qualche momento della vita vi dice che se il bambino è piccolo non fa male, se i genitori rimangono concordi non fa male, se i genitori lo spiegano con calma, se la luna è nei pesci, se il governo è ladro, se la cabala ci aiuta, non farà male, vi sta dicendo una puttanata galattica.
Fa male. Punto. Fa un male stupido, non l’immenso dolore che può divertare (se sei più grande, se capisci di più, se i tuoi genitori si odiano, and so on), non crea i danni da tragico pacco postale di certe situazioni, non è come rimanere senza una gamba, è come una fratturina ricomposta male, magari al mignolino… una piccola parte di te che è rotta, che non tornerà MAI a posto, che quando viene pioggia ti fa zoppicare senza che tu te ne accorga.
Perchè la rogna è che non ne sei consapevole. Tu non lo sai, che c’hai qualcosa di rotto. Tu non lo sai, che quel desiderio di un cantuccio in cui riposarti dall’ansia che ti prende, un piccolo posto tuo in cui posare il fardello, un piccolo posto che non trovi mai, che non hai mai trovato, è un posto che si chiama papà, o mamma, o normalità. Tu non lo sai, quando sei adolescente e ti vanti dell’intelligenza con cui i tuoi genitori hanno gestito la situazione di dieci anni prima, che per la persona a cui stai parlando genitori vuol dire due persone che ami “uguale” e tu non sei nemmeno in grado di concepire il concetto.
Tu sei emotivamente zoppo e non te ne rendi conto.
O forse sì. Quando vedi che a camminare te la cavi, ma quando gli altri corrono tu resti indietro, probabilmente qualche domanda te la fai. Se non sei troppo zoppo.

Comunque. Non volevo parlare di divorzio. La premessa mi serve solo per dire perchè probabilmente nelle righe che seguiranno sembrerò Berlusconi che telefona a Ballarò: mi sento parte in causa. Di ogni fottuta, stronza causa di questo tipo.
Ci sono decine e decine di persone, e quindi decine e decine di blog, che vengono aperti solo per raccontare liberamente di tradimento. La logica è evidente: il blog lo legge spesso gente nota. Se vuoi qualcosa di clandestino, ti è necessario evitare di scriverlo. Ma siccome chi ha un blog VUOLE un pubblico (dei, non diciamoci di no, altrimenti tanto vale scrivere un diario non on line), la soluzione è semplicemente aprirne un altro. E così spuntano questi fleurs du mal di mogli, mariti, fidanzati/e, quasi sposi/e che raccontano delle loro vite parallele, dei loro nuovi amori.
L’amore capita?
Insomma. Capita, con l’aiutino. Diciamo che può capitare. C’è gente che tradisce, e c’è gente che viene tradita.
E poi c’è gente che gode alle spalle di queste ultime persone, e mi duole dirlo, son quasi tutte donne.
Donne che si sentono più belle, più forti, più brave da quando si scopano il marito di un’altra, perchè finalmente hanno una rivale che parte già sconfitta, che non SA di essere in guerra. Donne che si vantano di scoparsi il fidanzato di altre donne nel loro stesso letto, nella loro stessa casa, come cani che pisciano per segnare un territorio anche nel giardino del vicino. Donne che si specchiano nei commenti di altre donne che sostengono che la vita è una sola e allora goditela, perchè noialtre siamo le fighe del carpe diem, e invece in my not-so-humble-opinion siete le cagne del mors tua, vita mea, se dobbiamo latineggiare. Donne che ti raccontano che per lui “loro a letto sono meravigliose, le migliori”, come se non sapessimo che ce lo dicono sempre, come se non fossimo noi stesse a dir loro che sono degli emuli fighi di rocco siffredi, per l’amor di Dio, avete mai detto ad un uomo “Ti adoro ma il mio ex ce l’aveva più grosso?” Ma cosa siete, deficienti?
Analfabete delle relazioni?
Ma soprattutto…donne che se ne sbattono beatamente del fatto che le donne bruttine, sciatte, o fighe e tirate (che allora è ancor più soddisfacente, no?), o noiose o troppo in carriera o egoiste o non comprensive o termine a caso alle cui spalle loro si ricostruiscono un’autostima che non ha ALCUN SENSO DI ESISTERE, beh queste donne hanno figli.
E magari, un filo di dignità. E forse addirittura un poco di cervello!
E se unisci i puntini tra questi, il disegno è il figlio nel post-sgamo.

Qualcuno che crescerà con un genitore solo perchè questa formidabile donna bionica possa sgrillettarsi sentendosi PIU’. Più figa, più forte, più amata. Più di quell’altra donna che sta derubando.

E se per caso le salta in mente che non sta derubando solo un’altra donna…ah beh, ma in fondo al giorno d’oggi non fa male.
Guarda quanti bambini sono cresciuti normalissimi anche coi genitori divorziati. Eh guardi signora mia, alcuni stanno anche meglio eh, due vacanze, due regali, due natali, due famiglie. Oggi non è un mica un dramma sa. Guardi che normali che sono.

Ecco, brave. Guardate qua.

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6 pensieri su “Donne che odiano le donne.

  1. Concordo in pieno. Io non ho genitori divorziati, ma: genitori che a figlio fatto han deciso che non ne avevano ancora voglia e allora via il pupo (io) a vivere da i nonni.
    Per ANNI.
    Poi è arrivata la sorella..e per un po’ è stata lei la figlia. MA le voci che giravano sulla questione davano fastidio e in età ancora per pochissimo prescolare il pupo “pacco” è stato reintegrato.

    Il risultato è questo: la mia prima parola è stata nonna, dopo scuola andavo automaticamente a casa dei nonni, benchè fosse 10 volte più distante della mia vera casa, e adesso che sono due anni che non li ho più mi sento orfana di brutto.
    Una solitudine oscena. E vedo nei miei fratelli una strana forma di estraneità… ç_ç

    • piccola :*
      quello che cercavo di dire io è che pur avendo avuto pochissimi anni, due genitori amorevoli, responsabili, e la fortuna di crescere in una nuova famiglia “buona”, sana, che funziona, un giorno mi sono accorta che un po’ di male lo fa lo stesso. E quindi quando leggo o vedo qualcuno che si sente “sgravato” dalla colpa perchè oggi il divorzio è socialmente accettato, normale, e si suppone che i figli (ALTRUI!!) non ne risentano, mi sento furiosa. Ma furiosa.

  2. per me stai sviluppando poteri soprannaturali!
    hai captato con i tuoi potenti mezzi quello che mi sta capitando.
    ma direi che è decisamente (e vergognosamente) ora di organizzare uno spriss …

  3. Il desiderio di un posticino dove poter posare il mio fardello lo conosco bene. Ormai è quasi atipico avere genitori che NON abbiano divorziato ed è terribile. Ho sempre sentito la mancanza di una famiglia affettuosa (fatta eccezione per mia mamma che ha fatto le veci di tutti gli altri) attorno e non sono mai riuscita ad accettare quel senso di vuoto e solitudine con cui mi è toccato convivere.
    Capisco la tua rabbia. Io sono cresciuta per anni con l’etichetta di “cattiva” solo perché non riuscivano a non farmi dire che non ero d’accordo con tutta quella ipocrisia che mi circondava.

    • Quanto vorrei non essere al lavoro e poterti rispondere in maniera adeguata. Ne avrei da dire!
      Diciamo solo che no, non avrei augurato ai miei genitori una vita insieme infelice e scomoda e priva di amore, sono felice che abbiano invece avuto una vita più serena con persone che amano, ma credo che “si sia infelici ognuno a modo suo” e che le persone che gravitano intorno a questi equilibri delicati, fatti di nuclei familari preesistenti e nuovi, di figli, mezzi figli, fratelli, ed il bruttissimo termine fratellasti (io non ho fratellastri, cazzo. I miei sono tutti FRATELLI, magari con qualche anomalia genetica tipo che uno e’ biondo :-D), debbano necessariamente portare rispetto per il dolore con cui si sono costruite, distrutte e ricreate queste famiglie.
      Non banalità assurde per giustificare la propria ignoranza e leggerezza.

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