Loro.

All’inizio ci sono loro due. Sono giovani, sono ruspanti, sono persone normali diresti, con amici normali, con questa vita che abbiamo quasi tutti noi “privilegiati”, fatta di lavoro, di pensieri e dolori comuni agli altri, di amici, lo sport, una pizza, un gelato.
Ci sono loro due che sono sorridenti, sempre gentili, lei è una botta di vita, a volte straripa, lui è forte, solido, piantato al suolo saldamente. Diresti.

Li incontro per caso tornando a casa. Ci facciamo le solite due chiacchere, due risate, ed a sera penso e forse dico pure ad alta voce che dovremmo, A. ed io, essere un poco più simili a loro, un poco più pragmatici, più capaci di fare, mentre siamo, mi sembra, più pigrotti, più con la testa per aria, meno volonterosi.

Poi c’è che la settimana dopo Lui muore.
Lui muore.

E lei è lì.

Adesso lei ha aperto una pagina per ricordarlo e gli scrive ogni giorno, gli parla come si parla a chi c’è, gli parla come si parla per chiedere all’altro di ricordarsi di comprare il sale, gli parla come mia nonna parlava a Dio mentre puliva casa.
Ogni tanto lo manda pure affanculo.

A me quella pagina fa un male tremendo. Alle volte mi viene da accarezzare lo schermo e ci lascio le impronte e mi viene paura di tutto, perchè tutto è fuori controllo in questa cazzo di vita.

S. mi racconta che il suo ragazzo, mio storico amico di una vita ed amico di Lui, non dorme più. Lei si sveglia di notte e lo sorprende a guardarla spaventato, come per assicurarsi che nulla di male le succeda mentre lui è incosciente.
Lo capisco. Ogni volta che A. si allontana provo un’ansia nuova, io che comunque ero già ansiosa a 6 anni; ma è anche ansia di vivere, di dire l’unico controllo che ho è stare bene con te, ora, non fare orecchie da mercante mai, toccarti mentre mi sei accanto, ora, viverti ora che ci sono e ci sei e ci siamo, non darti le spalle, non fare dell’altro, non smettere di parlarti, non smettere di ascoltarti, non smettere di amarti nemmeno un secondo di questo Ora che abbiamo.

Io credo che mi abbiano insegnato più loro, loro malgrado, di tutte le ciance matrimoniali che ho sentito negli ultimi due anni, e semplicemente non voglio che vada sprecato.

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5 pensieri su “Loro.

  1. Provo desolazione e paura matta come te. E la rabbia di non capire perché devono succedere cose brutte così.
    Ti abbraccio col pensiero visto che non posso fare altrimenti.

  2. Provo desolazione e paura matta come te. E rabbia perché non capisco come mai devono succedere cose brutte così.
    Ti abbraccio col pensiero visto che non posso fare altrimenti.

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