Buonanotte, fiorellino! (e vaffanculo al mio vicino)

Succede che il mio moroso fa un lavoro per cui, negli ultimi 10 giorni, è stato a casa 2 giorni e mezzo.
Succede che siccome conviviamo da meno di un anno, io lo guardo ancora con gli occhi a cuore, gli sussurro le porcherie quando si leva una maglietta e non ci ho quell’oggetto di culto che si definisce “amante”.
Succede che siccome IlMoroso è allergico ai peli di gatto, i gatti nelle stanze da letto non entrano.

Ergo: succede che dormo spesso sola. In una casa grossa, almeno per i miei standard.

In una grossa casa di una frazioncina minuscola e tranquilla. Credevo.
Poi ho iniziato a leggere i giornali: furti in casa di notte, in tutti i quartieri limitrofi, a strafottere. Roba che la gente la mattina si accorge che mancano i gioielli, l’argenteria e pure il pesce rosso, ma non s’è svegliato manco il cane.
Il fatto che a casa mia non ci sia nè argenteria, nè gioielli, nè pesce rosso e che la cosa che ha più valore in realtà è il gatto, anzi era il gatto rosso prima che lo castrassimo, paradossalmente invece di rassicurarmi mi inquieta ancora di più.

Dunque ieri verso mezzanotte mi faccio la mia ronda di controllo, controfinestre chiuse, ok, tapparelle giù, ok, spuntoni coperti da veleno di rospo, ok, al loro posto, cavi elettrici scoperti vicino alle porte d’entrata, ok, gatti dentro, serrature a posto, chiavi girate, ottimo, perfetto, acchiappo la mia balestra di fiducia e vado a letto pacifica e tranquilla.
Ore 02.00: citando i Roxette: CRASH! BOOM! BANG!!
Mi tiro su di colpo, capisco immediatamente che le ipotesi sono 3:
1. hanno sfondato la porta con un ariete
2. i gatti sono riusciti nell’impresa di tirare giù la televisione
3. i gatti hanno tirato giù qualcos’altro, ma assolutamente grosso e rumoroso per fare il botto che ha fatto.
Rimango in ascolto con una discreta caghella mentre mi passano per la testa scene strazianti tipo il micio S. che rantola da sotto la televisione aspettando il mio soccorso mentre io fifona rimango sotto al piumone, oppure il micio R. che si trova di fronte una specie di Mangiafuoco col coltello in mano, ma dal salotto non provengono che i tipici rumori di due stronzissime bestie dotate di vibrisse che fanno rotolare qualunque cosa abbiano rovesciato.
Finchè…
Dei passi.
Cazzo.
Questi sono dei passi.
CLICK!
UN INTERRUTTORE DELLA LUCE!!!
Mando un sms pieno di panico al moroso che dorme beato a 700 km di distanza.
E adesso?
Altri passi. Altro rumore non distinguibile, ma a questo punto potrebbe essere di tutto.
Clack, sbonk, truck…
E poi, all’improvviso, il suono INCONFONDIBILE di uno sciacquone.
E mentre capisco che no, non è una banda di briganti bensì il vecchiotto del piano di sopra, da suddetto piano di sopra inizia ad arrivare un trambusto epocale.
L’Ouverture 1812.  No.
Un trasloco. Nemmeno.
Qualcuno ha avuto un malore. Neanche.
E’ il vecchietto che torna a letto.

Caro il mio vecchietto e cara la tua prostata, quando torna mio moroso ti combino un concerto che ai nipotini ci devi mettere i tappi da fonderia, ci devi.
Chi di muro sottile ferisce, di muro sottile perirà.
Oh, sì.

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7 pensieri su “Buonanotte, fiorellino! (e vaffanculo al mio vicino)

    • intendo ripagarlo con l’inizio di Rocco sbarca in Polonia, o simili.
      Eccheccazzo. Il terrore puro perchè questo qui è sordo e deve scatenare un putiferio infinito per fare dieci passi fino al cesso?

  1. Pingback: ordinary life | Rem tene, verba sequentur. O anche no?

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