An ex is an ex for a reason.

Stanotte non riuscivo a dormire, temo causa innata ghiottoneria che mi fa bere il caffè anche alle dieci di sera pur sapendo perfettamente che mi terrà sveglia fino alle straore.
Allora da buona insonne mi sono aggrappata al meraviglioso mondo dei blog e me ne sono andata a spasso qui e lì. Morale della favola, il mio tema della nottata sono stati i rapporti con gli ex. Nella maggior parte dei casi, un bagno di sangue.

Allora ho pensato ai miei rapporti con gli ex. Che sono ottimi, in linea di massima. Sono tutte presenze gentili, sporadiche, con una vita loro, mai invadenti, mai forieri di discussioni (o quasi, ma quando capita non è colpa loro). Anche perchè, suppongo, non è rimasta un briciolo di tensione di nessun genere. Prosaicamente, riusciamo ad essere in alcuni casi amici in alcuni buoni conoscenti proprio perchè non ce ne frega un beato cazzo del nostro passato comune.
Per carità, io sono stata fidanzata per undici degli ultimi dodici anni, e no, disgraziatamente non con undici cristi diversi, quindi sì dai quando dico ex o parlo di qualcuno che frequentavo a vent’anni oppure di due dicasi due persone in croce.
Comunque.

In realtà ci sono due eccezioni.
Uno mi è incomprensibile. Sembra stranamente desiderare che io finisca quantoprima sotto un tram. Il problema è che io non gli ho fatto niente. Niente.
Certo, l’ho lasciato io. Ma quando in una coppia uno è innamorato marcio ed all’altro frega poco’ncazzo, nella mia testa se quello innamorato si leva dalle palle e libera l’altro senza recriminare troppo, quello a cui frega’ncazzo dovrebbe essere grato, no?
No.
Devo averla pensata sbagliata perchè mi è chiaro che non è gratidudine il motivo per cui nelle due telefonate che gli ho fatto negli ultimi 14 anni s’è comportato come se fossi uno dell’agenzia delle entrate.
Vabbè.

L’altro invece meriterebbe uno, due, ventisette post a parte. L’altro è ancora la mia bestia nera, tipo l’esercizio di algebra che non ti riesce mai. L’altro è quello con cui a distanza di quindici anni non riesco non dico ad essere gentile, magari! Non riesco nemmeno ad essere CIVILE.
Ovviamente, questo è quello che mi ha mollato lui.
No, non è nemmeno vero. Mi ha mollata la sua migliore amica. Per telefono. Perchè io a lei stavo sui coglioni e lui “ha dovuto scegliere”. E lui ha dovuto scegliere SPARENDO in un’altra città e lasciando a lei il gratissimo compito di scaricarmi come un sacco di letame.
E uno dice ok dai una volta a te una volta a me.
E invece no.

Invece no perchè come nelle migliori tradizioni di cagasotto inveterato che pensa che la sparizione verso altri lidi sia quel che ci vuole per ricostruirsi una verginità, al prode eroe sono venuti dei ripensamenti. Testa di cazzo.
Gli sono venuti dei ripensamenti e quindi? E quindi dopo due dicasi due mesi di sparizione ed oblìo (ovvero sparizione sua ed oblìo o tentato tale mio, visto che m’ha mollata a luglio ed io partivo per le ferie ed ero una ventenne magra ed intraprendente, quindi è stata un’estate interessante) mi ha, lui, l’analfabeta (ho già detto testa di cazzo?), mi ha scritto una lettera.
Una lettera. Una lettera in cui ondeggiava da “beh insomma io cosa potevo farci io e la mia amica siamo molto legati” a “epperò a te ci penso sempre e mi rodo e mi chiedo come stai”. “Se mi vuoi scrivere questo è il mio indirizzo”.
La sottoscritta, col cuore in pezzettini, ma l’orgoglio totalmente integro, ha preso un calendario ed ha contato i giorni trascorsi dalla sua partenza alla spedizione della lettera. Ha aspettato altrettanti giorni, e dopo ha risposto. Una cosa breve breve, che suonava così:
“Quando ti chiedi come sto, risponditi che sto di merda, ma passerà prima a me che a te. Coglione.”

Questo sfoggio di sincerità e proprietà lessicali mi ha procurato una seconda lettera, in toni affranti, “oddio che cazzata che ho fatto, ti prego dimmi che possiamo vederci, ho tantissime cose da spiegarti”.
Ci vediamo.
Lui mi guarda.
Io lo guardo.
Lui tace.
Io inizio a ribollire.
Lui continua a tacere.
Io sbotto “oh ma tu non avevi qualcosa da dire?”
Lui “No.”
Io risbotto “Scusa ma me l’hai scritta tu quella lettera??”
Lui “Sì.”
Io inizio a fumare dalle orecchie “E quindi adesso non hai niente da dire?”
Lui, testuali parole: “No. Almeno in apparenza”.

Io divento così.

Va da sè che quella è stata l’ultima occasione che ha avuto per spiegarsi.

Il problema è che poi nel giro di pochi mesi è tornato a vivere nella nostra città. E la città piccola, e alcuni amici in comune, ed io che lavoravo in un locale, insomma, toccava vederlo.
Non sono mai, mai, mai più riuscita a rispondergli in maniera anche solo umana. Si avevano colloqui tipo “ciao” “Mavaffanculo!” “Come stai?” “Scansati”. Roba così. S’è messo in mezzo qualche amico per farci riappacificare, ma non è servito a nulla.

Poi gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano. I venti anni diventano venticinque, poi diventano trenta, poi diventano 31, io mi fidanzo con il Tecnologico, i giri cambiano, non mi capita più di incontrarlo per strada. Ottimo.

Finchè qualche anno fa, con un gruppo di amici vado ad una festa in spiaggia.
E il mio migliore amico biondo, colui che è nato Lord ed ha fatto del trasformarmi in una Lady la sua (destinata a fallire) missione, vede all’orizzonte dei lettini e dei mojitos Lui, il TestadiCazzo, con la sua compagnia storica. E mi dice “oh guarda c’è Pinco, andiamo a salutarlo”.
– “Ma sei scemo?? Ma io non voglio salutarlo!”
– “Maddai piantala subito. Tu sei superiore, sei una vera signora, e quindi noi adesso andiamo lì, lo salutiamo e gli fai capire una volta per tutte che tu sei signora e sei superiore, ok?”
– “Ma io…”
– “Andiamo ho detto!!!”

Al che mesta mesta avanzo strisciando i piedi sulla sabbia dietro al mio altissimo, bellissimo, biondissimo amico, e ripentendomi come un mantra Signora-Superiore-Sorridente-Signora-Superiore-Sorridi- Sorridi- Sono gentile – sono superiore – sono signora – sorrido” mentre vedo il testa di cazzo farsi sempre più vicino… e borbottando borbottando e camminando camminando inizio a vederlo meglio… cazzo che brutta maglietta…Gentile!Gentile!… ostia ma com’è ingrassato…Sorridi sorridi… orcocane ma quanti capelli bianchi… E gli arrivo davanti col mio sorriso a paresi e gli urlo sorridentissima:

“PINCO!!!! – figa che brutto che è diventato – pausa – ….STAI DI MERDA!!!!!!”

Sic transit tentativo di essere gentile.
Non ce ne saranno mai più.

(No, per la cronaca non mi ha picchiata. Il mio amico s’è scusato per me e mi ha trascinata via.)

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25 pensieri su “An ex is an ex for a reason.

  1. Dall’alto della mia scarsa esperienza con gli ex (ne ho un paio…+ uno indefinibile), mi sono creata a riguardo un pensiero un pò “così”, che pensavo essere solo mio, ma che poi ho scoperto – di recente – condivide molta altra gente, fondamentalmente un pò riservata e molto sensibile: non è umanamente possibile rimanere amici degli ex. Mai. Se capita, vuol dire che quelle che c’era, non era neanche lontanamente intenso come si era pensato che fosse. Il punto è, che quando stai con una persona, tu, per quella persona lì, diventi un libro aperto. Quella persona lì, di te sa tutto. E tu sai tutto di quella persona lì. Ma ‘tutto’ nel senso di ‘tutto fisicamente’, ‘emotivamente’, e tutti gli ‘ente’ che ti vengono in mente (oddio, basta rime). Ecco, con una persona così, dopo una rottura, anche se pacifica (per quanto possa essere pacifica una rottura), non puoi semplicemente fare un passo indietro. Quel posto lì, quello del “solo amici”, non c’è più. Al posto di quel posto (sigh), c’è un limbo indefinito della Terra di Mezzo, dove i ricordi ci sono, le cose sono state dette e fatte e non è che puoi negarlo.
    Con gli ex si può essere in buoni rapporti, certo. Ci si può anche odiare dal profondo del cuore, per diverse decadi, e l’odio può essere sempre e comunque giustificato, ma amici no. Uscire la sera a cena e raccontarsela come nulla fosse, no. Parlare del più e del meno come nulla fosse, no. Perchè non è che nulla è stato. E’ stato tutto. E se è finita, evidentemente è stato anche troppo…

    By la Micci, che scrive meglio sui commenti per gli altri, che nel suo blog :|

    • Allora, per me: “solo amici” non è che rimani: quando ami qualcuno non è tuo amico, e certamente non è un tuo amico quando vi lasciate. Si può diventare amici col tempo, se il contesto in cui ci si lascia è tale da permetterlo (e richiede non solo buoni rapporti, ma anche conoscenze in comune, occasioni sociali ecc.). A me è capitato con un paio di persone, una persona per cui in effetti provavo molto poco col senno di poi, ed una per cui invece provavo moltissimo, ma che era, onestamente, totalmente inadatta a me, e contemporaneamente troppo preziosa, troppo speciale, troppo arricchente (sarà italiano?) per dire semplicemente beh accetto di perderti così.
      L’aiuto è che in nessuna di queste circostanze è rimasta nè attrazione fisica, nè interesse sentimentale, nè “non detto”. C’è confidarsi, c’è starsi accanto, c’è chiamarsi, c’è anche discutere. Quando si sono innamorati sono la prima persona a cui l’hanno detto. Abbiamo studiato insieme le strategie di approccio. A volte anche pianto insieme. Sono orgogliosa di loro come lo sarei dei miei fratelli. Ci sono nuove compagne, c’è il mio moroso, c’è anche condivisione. Mi rendo conto che non sia facile da immaginare, non lo era neanche per A. all’inizio, poi però si è accorto che la situazione è proprio quello che sembra: amicizia.

      Con il mio ex più importante, l’ultimo, quello dei mille anni di fidanzamento, il rapporto (per quanto in alcuni momenti particolarmente tristi della sua vita il contatto sia stato più intenso) è buono, ma molto diluito nel tempo. Con lui non riuscirei a confidarmi o ad essere perfettamente tranquilla nè mi aspetto che in linea di massima lo faccia lui. Gli voglio molto bene, ma per quanto bene ci possiamo volere credo ci sia qualcosa nella nostra testa che fa sì che il rapporto non abbia la pretesa di diventare altro da due persone che provano affetto ed ogni tanto si mandano un sms.

  2. uhahahah grandissimo!!!! Sto post è fortisssimo complimenti!!!!
    Cmq mollata dalla sua amica che nervi!!! Io avrei preso a pugni prima lui e poi lei!!!
    cmq se vuoi è partito il mio primo giveaway se vuoi partecipare un bacio!

  3. Mi hai regalato una sana risata, con questo finale epico! Ahahahahahah, il fatto che tu gliel’abbia detto col sorrisone rende tutto migliore!
    Comunque anche io ho ottimi rapporti con i miei ex.
    E per “ex” intendo le persone con cui ho avuto quelle si possono DAVVERO definire relazioni, perché gli altri sono, grazie al cielo, spariti nella tenebra del passato.
    Tra l’altro, io proprio non riesco ad essere rancorosa, figuriamoci tenere il broncio e covare odio profondo per persone che non fanno neppure più parte della mia vita quotidiana da anni.
    Sono troppo pigra per questo, eheheheh.

  4. Io di ex ne ho 2 importanti, leggi storia lunga, gli altri non li ricordo nemmeno, tanto erano insulsi. Entrambi sono una pigna in culo, scusate il francesismo. Continuano a battermela su ogni socialnetwork…Mollati io, sicuramente c’è una ragione. E’ che non l’han capito che io non sono CandyCandy infermiera per vocazione.

  5. Hahahahaah “testa di cazzo l’ho già detto?” meravigliosa, meravigliosa! Si ci sono ragioni molto precise per cui gli ex sono ex e tali devono rimanere. Si autodisintegrassero alla fine della storia sarebbe molto molto meglio per tutti. Invece no, ti si ripropongono come la peperonata quando credi di averla ormai digerita.

  6. hahahahahahaha che divertente :DD Mi hai ricordato le perfide vendette di mia sorella ad un ex idiota che l’aveva lasciata, all’epoca perche’ troppo giovane per lui. Si riincontrano tipo dieci anni dopo, lui la ricorteggia, escono in gruppo e mia sorella aspetta il momento giusto per cominciare ad apostrofarlo davanti a tutti con battute tipo Ma ancora ti metti la giacca di pelle?? Ma hai i capelli bianchi! – Stai attento a quello che mangi, che non lo digerisci! – Hai bisogno di aiuto o ce la fai da solo?

    Sparito.

    • hahaha forse tua sorella ed io dovremmo uscire insieme.
      io comunque un poco me ne vergogno, perchè in realtà non vorrei essere sgarbata, è proprio che non riesco a non esserlo.
      e lui del resto sa di meritarlo, perchè MAI una volta m’ha risposto indietro.

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