del perchè odio certe canzoni d’amore

Alla voce “non facciamoci mancare niente”, da ragazzina un’estate lavorando in un bar mi sono guadagnata uno stalker tutto mio. Ovvero io lavoravo lì, e lì ci venivano spesso delle compagnie di universitari. Uno di questi universitari, un tizio basso basso, scuro scuro con la faccia particolarmente triste, di una sensibilità rara e di una ancor più rara bruttezza, ha deciso in maniera del tutto autonoma che noi stavamo insieme. O meglio, visto che era evidente perfino a lui che noi no, non stavamo insieme, dal momento che io sgusciavo via veloce come un lampo non appena lui allungava una mano per sfiorarmi, ed in linea di massima appena capita l’antifona avevo iniziato ad evitarlo come la peste… lui ha deciso, così, perchè sì, che noi “ci eravamo lasciati”, ma “saremmo TORNATI INSIEME” perchè “ci amavamo”.
Ora, è già abbastanza fastidioso avere un tizio che ti tormenta, è ancora più fastioso che sia una persona che ti suscita una pena infinita, per cui non riesci nemmeno ad essere brusca, o cattiva, quel tanto da dirgli a muso duro che sono tutte pippe e tu manco se scende l’arcangelo Gabriele, ma la cosa più fastidiosa di tutte è che tu sei lì, single, carina, ventenne, in ESTATE, ed un pipistrello con la maglietta di improbabili gruppi metal scononosciuti ti fa terra bruciata intorno ammorbando tutti gli avventori del bar col suo presunto amore per te e le tue presuntissime ritrosie da donna angelicata.
Io.
Angelicata.
Mavaffanculo.
Che poi tutto questo sia stato il prologo di una storia assurda, nella quale la sottoscritta è finita a nascondersi dentro un armadio come nella migliore tradizione degli amanti, pur non essendo un’amante (cara, sta entrando il tuo pazzo, nasconditi) è un’altra storia.

Comunque, nello splendore di questo teatrino dell’assurdo, Stalky mi dedicava delle canzoni. Ed è per questo che ho sviluppato UN ODIO feroce ed incontrollabile per canzoni di un certo genere, quelle del punto di vista UNIVOCO di un innamorato NON CORRISPOSTO, che rincorre il povero oggetto di cotanto desiderio al grido di “ma io ti amo”.
Per esempio: Ricominciamo. (sì, fu una delle fortunate dediche).
Ricominciamo è la storia di uno stalker cagacazzo che non se ne fa una ragione che l’amato bene si sia rifatta una vita e si trombi un altro. E quindi l’aspetta fuori casa la notte rosicando come un castoro, ed alla fine delle rosicate e delle pippe mentali partorisce un’idea geniale: ricominciamo, perchè IO TI AMO.
Della serie “A me fotte una sega di quello che vuoi tu o provi tu. Noi si torna insieme perchè io.” Io io io.

Oppure, Bella Stronza (come sopra).
Un altro sfigato che guarda lei andare avanti con la propria vita, epperò non solo rosica perchè il nuovo ganzo c’ha i soldi e lei fa la sciantosa in giro col macchinone, no, lui le fa pure la morale, ed alla fine dichiara bellamente che vorrebbe stuprarla per tutta la notte, ma sceglie per bontà d’animo di soprassedere per non sporcare il ricordo del loro amore.
Ma ingoiati le balle!

Oppure ancora, in tempi più recenti, c’è una canzone di Adele in cui c’è lui pacifico a casa con la moglie, che magari gli avrà fatto anche una squisita pasta al forno, e gli sbuca fuori ‘sto quintale di tizia a dirgli “ah toh ho sentito che ti sei sposato… suppongo che lei ti dia le cose che io non ti davo!” (sottinteso: lei sì che fa gli sboccaponci con ingoio, la maiala che ti sei accattato, eh). E continua “mi spiace sbucar così dal nulla, ma volevo proprio dirti che per me non è finita.”

Oh. A questo punto, l’altra della canzone depone la pasta al forno, acchiappa il mattarello ed accompagna gentilmente all’uscio la chiattona canterina.
No, lo so.
Questo non succede nella canzone, anzi lei precisa che gli augura il meglio e che un giorno ne troverà uno alla sua altezza. All’altezza di lui, beninteso.
Questo succede nella mia testa, quando penso alla reazione che potrei avere se sbucasse dal passato del mio Tecnologico una ex fidanzata così invadente.

Per quanto mi riguarda, l’unica canzone sensata per l’amore non (più) corrisposto, è questa splendida, vecchia, volgarissima canzone, in cui Alanis chiede quello che chiederemmo tutte, ovvero se la moglie è maiala quanto era lei e se lui la rimpiange quando tromba suddetta moglie, e conclude una filippica contro il volemmose bene scurdammoce ‘o passato con questo (splendido) concetto:

‘Cause the joke that you laid in the bed that was me
and I’m not gonna fade
as soon as you close your eyes and you know it.
And every time I scratch my nails down someone else’s back,
I hope you feel it. Well, can you feel it?

No, dico, vuoi mettere?
Hate sex batte lagna tutta la vita.
[WELL, CAN YOU FEEL IT???!]

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20 pensieri su “del perchè odio certe canzoni d’amore

  1. fono folo ftafera fenza di te, mi hai lasciato da folo davanti al cielo. É orribile, lo fo, ma mi fa penfare, aehm… mi fa pensare a chi dico io e porca miseria mi emoziono sempre (considera però che lascio passare qualche mese tra un ascolto e l’altro). Ma io in questo periodo sono un’innamorata rammollita e non faccio testo… E complimenti Verbita: davvero non ti sei fatta mancare nulla! Prima o poi dovrai spiegarci come sei finita in quell’armadio.

    • Ah, ma sui gusti personali non discuto.
      Per me la più bella canzone d’amore di sempre, la canzone perfetta che esprime in toto le mie idee sull’amore è “vorrei avere il becco” di povia. No, per capirci eh.

      Sì dell’armadio dovrei proprio, ma ho terrore che pipistrello un giorno si riconosca nelle mie parole.

  2. Dunque, prima di tutto vorrei sottolineare che ho sempre adorato quel pezzo di Dio Alanis (citazione da DOGMA, immagino la coglieranno in molti.)… finché LA storica ex del mio M., circa 4 anni fa, (ossia quando io e lui ci frequentavamo da pochi mesi e loro si erano mollati da tempo) gliel’ha dedicata pubblicamente su faccialibro (le rosicate tecnologiche di quest’era mi fanno rimpiangere i duelli del Medioevo, decisamente.), perseguitando lui (anche con sdolcinate dediche rosicone, al telefono, via mail, via lettera, via amici comuni, ecc.) e screditando me col mondo intero (senza avermi MAI neppure vista mezza volta (di persona, ovvio. Telematicamente mi conosceva a fondo.).
    Detto ciò… anch’io ho in mente di scrivere un bel post sui miei molteplici stalkers, da un po’ di tempo, ma purtroppo ne ho avuti molti e quindi dovrei prima fare una selezione dei migliori.
    Coming soon. :P

  3. Ma scusa, non è che il tipo scuro, con la faccia triste e la sensibilità rara si chiamava per caso Elio?
    No perchè Elio canta e dedica le canzoni alle ragazze e io sono amico di Elio e lui mi canta sempre questa canzoncina….

    Allora come e’ andata con la tipa?
    Eh, abbastanza bene.
    Hai pucciato il biscotto, o almeno hai limonato?
    No ragazzi, non scherziamo. Lei non e’ una come tutte le altre.
    Bll b b bll parlaci di lei.

    Ah, guardate, questa qui’ e’ una tipa devvero simpaticissima, in gambissima. Mi ha raccontato delle cose delle sue ferie divertentissime, ma tipo che lei era andata la’ con un sacco di creme dopo sole, poi ha preso un casino di sole, si e’ bruc …
    Le hai mostrato il popparuolo?
    No ma ho buone possibilita’ .
    Allora ci vediamo questa sera? Una serata fra amici, una chitarra e uno spinello.
    Eh, amici, purtroppo no. Questa sera sono invitato a casa sua per vedere le diapositive del mare, delle sue ferie, poi subito dopo devo accompagnare i suoi genitori che devono prendere il treno perche’ sono rimasti senza macchina, l’hanno distrutta, era mia.

    Siamo tutti servi della gleba, e abbiamo dentro il cuore una canzone triste.

    Servi della gleba a testa alta, verso il triangolino che ci esalta. Niente marijuana ne pasticche: noi si assume solo il due di picche . Servi della gleba in una stanza, anestetizzati da una stronza, come dei simbolici Big Jim : schiacci il tasto ed esce lo sfaccimm.

    Ehi, guardate un po’ chi si rivede.
    Hue ciao ragazzi.
    Hai la faccia di legno, dove cazzo eri finito?
    Ma no, niente, e’ che c’ ho un’ esame in ballo e poi non sono stato molto bene.
    Dicci cosa hai avuto di preciso.
    Mah, mi ha detto il medico che ho le papille – Eh? – gustative interrotte, no, poi ci ho il gomito -Cosa? – che fa contatto con il piede …. no no e’ che ho delle storiacce con la tipa…
    Ah !! Lei ti ha dato il due di picche ?

    Ma no , che cosa dite? Lei mi e’ molto affezzionata, solo che -uhh-ha delle storie col suo tipo che la rendono infelice, e siccome a lei ci tengo piu’ che a me, ho parlato al suo ragazzo e l’ ho convinto a ritornare da lei…
    Ma non starai mica piangendo?
    No, e’ che mi e’ andata una bruschetta nell’occhio.

    L’occhio spento e il viso di cemento, lei e’ il mio piccione io il suo monumento.

    Servi della gleba a tutta birra, carichi di hl di sburra; cuore in fiamme e maschera di ghiaccio, noi col nostro carico di sfaccio. Servi della gleba planetaria, schiavi della ghiandola mammaria, come dei simbolici Big Jimme: schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme.

      • Si certo potevo anche postare il link!
        Ma sono entrato nel mood del post, e volevo dedicarti un post/canzone lungo, noioso, pedante e deprimente per farti rivivere i bei tempi andati e farti avere un bel po’ di rimorsi di coscienza e compatimento per la nostra condizione di servi della gleba. Comunque ho notato che anche tu sei entrata nel mood del post con quel bell’atteggiamento ‘sta su de doss’ che mi sembra emerga chiaramente dalla tua risposta :-). Ognuno fa la sua parte e alla fine tutti siamo contenti :-)

  4. AHAHAHA. Muoio!
    “Oh. A questo punto, l’altra della canzone depone la pasta al forno, acchiappa il mattarello ed accompagna gentilmente all’uscio la chiattona canterina”

    Piuttosto che dedicare Someone like you a qualcuno preferirei darmi la morte.
    Devo ammettere però che ho un debole per Almost Lover di A fine Frenzy. :S

  5. Pingback: Hello. Torna Adele, e quindi torno anch’io. | Rem tene, verba sequentur. O anche no?

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