Mi manca un pezzo. Ma anche no!

Non sono gelosa.
Non sono gelosa del tutto, completamente, la gelosia è un’emozione che mi manca in toto, non so cosa sia, non so dove stia di casa, al punto da essere in certi casi insensibile di fronte ai punti dolenti altrui.
A casa mia navigano ex come fossero cugini. Se domani una ex del mio moroso dovesse presentarsi alla porta di casa, non belligerante, io le preparerei il pranzo senza battere ciglio.
Se fosse belligerante la picchierei, ovviamente, ma non perchè “sono gelosa”, bensì perchè ritengo il tentato furto di fidanzato una mancanza di rispetto, e – sì, sempre i geni sardi – la mancanza di rispetto va punita. La fedeltà per me non è una questione di natura: noi non nasciamo monogami. La monogamia per me è contro natura. Punto. La fedeltà è una questione di LEALTA’, la fedeltà è un patto che tu hai con l’altro, se ce l’hai, la fedeltà è una richiesta ESPLICITA, se deve esserci, e se la pretendi per te trovo logico che ti impegni pure a garantirla: non sarò gelosa, ma sono leale, per me è una cosa imprescindibile, importantissima, e tocca tutte le sfere della relazione, non semplicemente la mera “fedeltà” sessuale.

Il mio Tecnologico, che un po’ geloso lo è, ogni tanto si ferma nel raccontarmi certi aneddoti del suo passato, timoroso di ferirmi o che io li trovi sgradevoli da ascoltare.
A me, non so come altro dirlo, il racconto di un rapporto sessuale avuto in passato fa lo stesso effetto di quando mi racconta cosa ha mangiato per pranzo: non hai mica mangiato solo quello che cucino io, in vita tua.

Ci sono state altre persone, alcune sono state importanti, per alcune hai pianto, alcune le detesti, alcune ti hanno fatto male, ad altre l’hai fatto tu, a spanne con tutte queste persone c’è stato del sesso. Embè?
E’ la vita. Ci siamo conosciuti trentenni! Non fosse stato così saremmo due sociopatici. Vergini.
Mi si è incastrata la tastiera solo a scriverlo.

Provo le stesse cose per le fidanzate, mogli, compagne dei miei ex: niente. Non me ne frega niente. Se poi le conosco e si instaura un rapporto di qualunque genere, bene. Ma non riesco, proprio non riesco, non ce l’ho dentro di riuscire a comprendere che problema puoi avere con una ragazza che sta con uno con cui stavi tu. Non ce l’ho.

Il mio ex storico mi diceva spesso: ti manca un pezzo.
A me faceva male sentirmelo dire.
Ti manca un pezzo. Come dire: sei fatta male. Hanno saltato un passaggio.
“Le altre donne non fanno così”.
Così come? Perchè i miei migliori amici sono maschi? Ma sono gli stessi da venti anni! Non c’è mai stato neanche non dico un bacio, ma il PENSARE di baciarsi!
“Vedi? Non capisci! Ti manca un pezzo.”
“Ti chiamo 18 volte in una sera perchè se sei fuori senza di me a me manchi.”
Ma come faccio a mancarti, che mi hai vista 10 minuti fa? Cosa succede se per due ore mi lasci chiaccherare con la mia amica?
“Vedi? Non capisci perchè a te, manca un pezzo!!”
“Io non ti racconto delle mie ex perchè non voglio farti soffrire”
Ma per quale motivo dovrei soffrire? Non sono solo le tue ex, è la tua vita, a me interessa conoscere la tua vita.
“Beh io non sopporto che tu mi parli del passato.”

Sì ok la so: mi-manca-un-pezzo.
Sei anni così: ad ogni recriminazione sul mio vivere eccessivamente libero, la stilettata: beh certo che non capisci, sei disfunzionale.
Allora va bene, sono disfunzionale. Me lo scrivo anche in testa al blog.

E invece oggi no. Ci ho pensato molto, di recente. Ai miei meccanismi interni. Al mio passato. A come vivo.
Non è che non mi sia mai trovata nella situazione di volere qualcuno che non mi voleva. O volere qualcuno che non mi voleva più. O ancora volere qualcuno che mi “volicchiava”, il che è forse la peggiore di tutte perchè tutto sto up&down mi increspa i capelli e stimola la diuresi.
Ma se qualcuno mi “volicchia” e ci sono una, due, dieci altre donne della sua vita, il problema alla base non sono loro dieci, è che lui non è innamorato di me. E il mio meccanismo interno con queste persone funziona che se tu non mi vuoi, nemmeno io ti voglio. Perdo ogni slancio, ogni passione. Mi spengo.
Forse è per quello che non sono gelosa: io non funziono con l’amore univoco. Non riesco ad amare non ricambiata. Per amare devo superare un piccolo scoglio, per lasciarmi andare devo sentire che sulla barca ci siamo in due, altrimenti picche: non parto.
Ho visto in vita mia tante storie “disperate” finire bene. Tanti “amor che a nullo amato amar perdona”. A volte ho anche pensato “cazzo, che bravi.” Io non so “lottare” per amore. Per me o c’è o non c’è, e me ne accorgo, me ne accorgo sempre, lo so sempre se l’altro c’è dentro o no.
Aggiungo anche questa ai miei pezzi mancanti: non riesco a credere alle persone che sostengono di non saperlo. Dai, lo sai. Se lui non ti ama, tu lo sai. Se lui ti ama meno, pure. Se tu sei la parte forte del sentimento e lui quello che ti trascini dietro, lo sai.
Non ha “paura di amare”. Non è traumatizzato dalla sua ex. Non ha bisogno di tempo. Non ti ama. O ti ama, ma non come vuoi tu. Ti amicchia. Magari è il suo massimo, ok? vuoi una vita con uno che al massimo “amicchia”? Una vita a puntellare e sostenere il sentimento altrui perchè è come la casa del primo porcellino, che se una arriva e soffia ALE’! Fatta la frittata!
Veramente?

Il Tecnologico sostiene di rientrare nella categoria di quelli che hanno bisogno di sentirselo dire. Che se gli dici ti amo lui ci crede. Che se non è vero lo scopre con stupore e dolore.
Che effettivamente ci sono persone che in buonafede credono e non si accorgono della bugia. Ci saranno anche bugiardi eccellentissimi, per carità.
Però a pensarci, il Tecnologico prima di me era geloso 100. Con me 1. E si dice “sei tu, come ti comporti, come vivi, che mi fai stare tranquillo”.
Sì, perchè io ti amo. In modo palese, che in-mia-umilissima-opinione è l’unico modo di amare: quando non riesci a nasconderlo.
Allora forse non è che a me manca un pezzo e quindi l’amore non corrisposto e quindi la gelosia e quindi le turbe sul passato sessuale del mio amato bene non ce le ho: forse è che tu in fondo al tuo piccolo cuore sentivi di non essere amato e quindi eri geloso, perchè se la storia è di paglia poi basta un soffio e vien giù, perchè il geloso ha paura di perdere, e magari ne avevi motivo, il geloso ha paura di non essere amato, e magari ne avevi motivo anche lì.
Non è che non senti. E’ che non ti ascolti.

Ed allora forse non è che a me manca un pezzo.
Magari sono gli altri che ce ne hanno uno in più, ed è un tappo.

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18 pensieri su “Mi manca un pezzo. Ma anche no!

  1. L’insicurezza è terribile nei rapporti di coppia. Poi ognuno ama in maniera talmente personale che il punto non è nemmeno ‘io ti amo di piu’ – ‘tu mi ami di meno’. Se è così, come dici tu, vuol dire che la bilancia pende da una parte…e inconsciamente lo sai. Tanto il momento in cui si deve lottare per rimanere insieme, prima o poi, arriva. E di solito sopravvivono quelli che – semplicemente – si amano davvero.

  2. Concordo PIENAMENTE con i concetti espressi in questo post.
    In particolar modo, trovo che tu abbia descritto benissimo il concetto di “fedeltà”.
    Non è un mistero che mi piaccia un sacco leggerti, ma stavolta volevo anche commentare, ecco. :)
    Comunque io un po’ gelosona lo sono, ma mica perché penso che lui potrebbe tradirmi con un’altra… piuttosto perché vorrei essere figa come la tizia di turno che, per strada, fa girare la testa a me per prima (che poi, furbissima, la faccio notare anche a lui per fare la fidanzata moderna e concedergli una piacevole vista. :P)!

  3. Io ammetto di essere gelosissima di tutto.
    Però D. mi chiama “la mia rompina” e comunque la gelosia non ci ha mai (ancora) mandati in crisi o fatti litigare.
    Quindi sticazzi.

  4. Sono sicuro che non sei gelosa, ma sono anche sicuro che tieni la ‘Pattadese’, il coltello a serramanico sardo nel cassetto a portata di mano. Che se il Tecnologico viola i ‘patti’ lo appendi a testa in giu’ e te lo cuoci lento alla griglia come il porceddu :-)
    Comunque complimenti. L’atteggiamento è quello che io preferisco, in tutti i rapporti, non solo in quello di coppia. Resta il fatto che durante una vita passata insieme, questa inflessibilità teutonica talvolta non permette di superare i piccoli problemi e le piccole difficoltatà che la vita ci mette davanti, perdendo un’amicizia o un amore per il fatto di non voler comprendere o sorvolare su aspetti non fondamentali.
    Per quello che scrivi, io ti stimo e anche un po’ ti temo! :-)

    • hehehe, da bambina avevo il pattadino, la versione da bimbi, hai presente?
      Comunque no, non sono affatto inflessibile, almeno non con gli altri. Anzi credo di essere una di quelle persone che devono sbattere la testa multiple volte prima di rinunciare ad un’amicizia. L’elenco delle cose sopra è più o meno quello che ho imparato su me stessa fin’ora.
      Esclusi i punti: mi piace cucinare, adoro i gatti. ;)
      grazie del commento, davvero bello.

  5. In effetti avendo avuto delle ex un po’ vacche, ero gelosissimo perchè avevo i motivi per esserlo, finchè non vedo segnali d’allarme strani, sono abbastanza ragionevole :D

    Che poi, diciamocelo, il discorso del rispetto è una roba che abbiamo entrambi, io son di pura razza padana, ma secondo me devo avere qualche antenato siculo non registrato… minchia, il RISPETTO. Ecco, se mi mancano di rispetto, mi monta un brutto carattere. Che non devo, che ci ho una certa età e la pressione alta fa male.

  6. Il mio ragazzo mi ha raccontato di come ha vissuto la sua prima volta, e per me era come se mi stesse raccontando di cosa aveva mangiato la sera prima. Siamo molto simili, io e te.. non credo ci manchi un pezzo, hai perfettamente ragione tu: sono gli altri ad averne uno in più. Sento spesso un mio ex, il mio primo amore, la mia prima volta. Chiacchieriamo del più e del meno, ma la sua ragazza non mi saluta. Lui mi ha detto che mi odia per quello che lui ha fatto con me, come se fosse una colpa, una macchia indelebile che lui ha in faccia: ho fatto l’amore per la prima volta con lei, l’amavo davvero. Scusami se ti ho conosciuta dopo.
    Ma che significa? Il mio fidanzato sente la sua ex storica, a volte si vedono, io l’ho conosciuta. Non me ne frega nulla, se non sono ex belligeranti, non vedo che problema possano innescare in un rapporto. Anzi, meglio l’ex che la novità, magari dei troioni nuovi di ogni giorno c’è da fidarsi di meno. Ma dei troioni, mica del mio ragazzo.
    Quando un rapporto è alla pari, è chiaro e limpido, non c’è bisogno di gelosie. Quando dimostri il tuo amore, la tua lealtà e il tuo rispetto, che motivo c’è di essere gelosi?
    E poi.. si, che ti accorgi quando lui ti “amicchia” o ti ama di meno, lo sai.. ho vissuto due anni con un tizio che sapevo benissimo che non mi amava o che mi voleva bene, ma non riusciva a portare nè rispetto nè lealtà. Ma ero tonta e follemente cotta di lui. Alla fine mi son detta e gli ho detto: ma che me ne faccio di uno come te nella mia vita?
    A volte ci si deve sbattere contro, altre sei più fortunata e non parti neanche, come fai te.. di sicuro le esperienze ti fanno crescere e render conto di cosa vuoi e di cosa hai bisogno. A maggior ragione la gelosia è del tutto inutile.

    • io credo che la volta che me la sono vissuta peggio è stata quando da innamoratissima-ricambiata sono passata in pochi mesi a innamoratissima-di-un-perplesso, perchè a quel punto il sistema di difesa non è scattato, ovviamente, ed è difficile accettare che all’altro sia sceso l’entusiasmo così in fretta quando tu sei ancora completamente nel pieno del sentimento.
      Ho avuto la forza di ammettere con me stessa che le scuse “sono stanco” “ho molto lavoro” “mi devo concentrare sulla tournè” “il peso della storia precedente mi è arrivato solo ora” erano valide solo come corollario al non detto “io non sono (più?) innamorato di te” (e già questo m’ha fatto malissimo), di mollare il colpo all’istante, purtroppo anche bruscamente (questo ha fatto ancora più male) e di guadagnarmi in questo modo un astio secondo me assolutamente non meritato da parte dell’altra persona (e questo, se ci penso, mi fa ancora male: ma perchè cazzo sei arrabbiato TU con me, che sei TU che non mi volevi? – ma tutto sommato è un male da incapacità di capire e ci sono rassegnata, chissà quante ancora non ne capirò). Elly i tuoi commenti mi fan sempre pensare un casino :-D

      • uao! che bello, son contenta.. almeno non si parla solo di frivolezze nei blog.
        Ammettere certe cose è di per se complicato, farlo al posto degli altri è ancora peggio.
        Ci si scotta, ci si sbatte la testa e poi si impara, ma non sempre o, per lo meno, non tutti.
        E quando dico che non sono gelosa e che nonostante stia con l’Ingegnere da 4 anni e mezzo, mi sento libera di fare ciò che voglio, la gente mi guarda sempre storto. Si, mi sento libera, ma non è la libertà di andare a letto con chi vuoi (quella è un’altra cosa): sono libera di dire e pensare, di vestirmi come voglio, di partire e di tornare quando voglio. Se alla base c’è un rapporto limpido e sincero, certi ostacoli neanche ci si pongono sul cammino insieme.

  7. Pingback: l’albero genealogico della disfunzionalità | Rem tene, verba sequentur. O anche no?

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