sanguisughe

(On air: american pie, don mclean.)

Sono stanca. Sono stanca stanca stanca stanca.
Il caldo, certo. Gli anticicloni con nomi improbabili, giuro che quando hanno iniziato a parlare di Caronte e Minosse mi sono chiesta se i nomi adesso glieni danno gli Elkann.
Qualche problema a casa.
Il lavoro, soprattutto: Luglio è il mio mese incubo.
Prima di avere una segretaria-collega part time, quando eravamo ancora troppo piccoli per permettercela, io di Luglio ho lavorato sabati, domeniche, 15/16 ore filate, è capitato anche fino alle due del mattino.
Già, prima di avere la segretaria.
Che ha un bambino.
Piccolo.
E i genitori che vanno via, in Luglio.
E l’asilo è chiuso, in Luglio.

(1) Indovina chi vince una dose di lavoro doppia, in Luglio?
Ebbrava.

Lo stralavoro poi si somma ad una sensazione di difetto totale: la casa trascurata, i gatti trascurati, gli amici non ne parliamo, il Tecnologico trascurato (sto iniziando a valutare l’ipotesi di andare a letto sussurrandogli qualcosa tipo “Facciamo l’amore…cosa ne pensi della necrofilia?”), ed ovviamente questo è un superboost per il mio famoso senso di colpa atavico e famelico.
Sì, sono un rottame.
Comunque sono proprio questi periodi qui, che son stremata, che andrei a letto alle otto di sera, che fossi da sola a casa manco cenerei, che ho la sensazione di mancare a mille impegni presi (oddio non ho chiamato tizio, oddio non ho sentito caia, ommmaremma ma veramente ho gente a cena domani?) e, per dirla alla milanese, sono in sbattimento totale che, fiutando la mia fragilità, arrivano le sanguisughe: gente che nella tua vita NON ESISTE proprio, ma che improvvisamente ti si attacca alla pelle, succhia sangue per due ore e – per grazia del Signore – ritorna nell’oblìo dal quale proviene.

Inizialmente pensavo di considerarle IO sanguisughe a causa dell’altissimo tasso malmostosità del momento e della pazienza in riserva (e Giobbe, a me, mi fa una pippa), e che invece in altri momenti non mi sarebbe pesato.
MA COL CAZZO.
In 3 giorni 3, di fila, mi si sono attaccate al culo le seguenti persone:
a-Una Vaga Conoscente, con un pippone infame su quanto è fuori di coccio la ex del suo moroso, che LO TEMPESTA di messaggi e chiamate, che chiaramente non si è rassegnata, che è una stalker, è pazza, pericolosa. Dopo 3 quarti d’ora di conversazione one way track, sono riuscita a farmi dare i fatti: UN messaggio al mese, UNA chiamata in 3 mesi – al compleanno, DUE incontri nello stesso locale e bada ben bada ben bada ben…la “stalker” ci lavora in ‘sto cazzo di bar!
(2) Indovina chi è pazza, fuori di coccio e pericolosa?
Eccerto.
b-Un Conoscente disgraziatamente non abbastanza perso di vista, che mi ha letto – ed analizzato sillaba per sillaba – al telefono, uno scambio su skype con la sua ex morosa, anzi oserei dire ex-ex-ex visto che lo ha (lei) scaricato come un sacco di merda 3 anni fa. Questo scambio è sintetizzabile così: sei un bravo cristo, sono contenta che tu stia bene e che tu sia felice con la tua nuova compagna, ti auguro di stare bene, certo io mi sento in colpa per averti fatto soffrire, ma ammetti anche tu che eri insopportabilmente arroccato su alcune posizioni stupide.
Ci siamo? Bene.
L’analisi di lui, durata quasi un’ora, era: lei mi ama ancora, vero? si capisce. Eh ma io mica aspetto lei sai! Io sono felice, sai! (CRUNCH!) E questo pirla con cui si sposa? AH-AH, non ne parla mai nessuno. Ma a te chiede di me? Eh? Come, “Mai”? (CRUNCH!!) No dai ho capito che lei ti dice di non dirmelo, ma parla di me vero? Come, “no”? (CRUUUNCH!!) Beh guarda a me non sembra felice. Ti pare che avrebbe ancora questo rancore qui da dirmi che sono stato stupido, se non mi amasse ancora? (CRUNCH CRUNCH CRUNCH).
(3) Indovina chi non ti amava manco allora e s’è scopata uno la sera stessa che t’ha mollato?
Evviva!
c- Una perfetta sconosciuta. Figa. Giovane. Che mi s’è seduta accanto ad una festa ed ha iniziato a raccontarmi la rava e la fava, dell’ex fidanzato pluritraditore, incontenibile scopatore e pure un poco stronzo, con la fiatella ed i piedi puzzolenti, e della nuova felicità accanto ad un panciuto impiegato delle poste che passa 3 ore al giorno a chiedersi come cazzo sia possibile che una figa come quella eccetera eccetera. Oh, ho finito una bottiglia di Raboso nel mentre. Io sarò anche veloce a bere, ma questa qui m’ha “uggiso l’anima”. Che poi. Dai. Fai pena.
(4) Indovina chi tornerebbe dal fedifrago de corsa?
Eh, ma va.

Il lavoro su stessi farà anche bene, ma ci sono sere che veramente rimpiango quando sapevano tutti che ero una stronza ignobile, quando nessuno si sarebbe sognato di cacciarmi dei pipponi del genere e soprattutto quando alle donne giovani, fighe ed oche, stavo irrimediabilmente sul cazzo.
E avevano ragione loro.

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22 pensieri su “sanguisughe

    • Io lavoro con dati sanitari, ho dei documenti che mi danno la responsabilità delle cartelle cliniche che processo, ed è una responsabilità bella salata. Va da sè che a Luglio, visto che ad agosto noi si chiude baracca, bisogna che vada fuori TUTTO. Ed intendo tutto, ogni pagina, ogni situazione deve essere risolta, spedita, fatturata. In pratica a luglio si tirano le fila di un anno di lavoro.
      e le sanghiusughe, eh… loro trovano sempre tutti :-/

  1. Proprio perchè sono segretaria anch’io, devo dirtelo: CAMBIA SEGRETARIA!
    Trovane una che non abbia figli, o che se li ha che siano già grandicelli, ma non è che te puoi morire perchè quella se ne deve andare in ferie in contemporanea coi suoceri.
    E la motivazione per licenziarla è molto semplice: “la mole di lavoro è diventata tale che non posso più permettermi di concederti le ferie nel periodo dell’anno dove c’è più bisogno di te – chiamasi esigenze aziendali – quindi ho bisogno che mi vieni incontro e che sposti le ferie ad un altro periodo…” e se non è daccordo, che cominci a cercarsi un altro lavoro.
    Anche perchè è inutile che paghi il personale se poi nel periodo dell’anno nel quale ne avresti più bisogno se ne va in ferie….non ha davvero senso (ligurian style mode: on).
    Io quasi rinuncerei allo stipendio per un mese, pur di avere le ferie in questo periodo dell’anno, per non dover lavorare 10 ore filate a ferragosto, domeniche comprese e saltando i riposi anche per due settimane di fila. Mi piacerebbe un sacco – per una volta – avere le ferie sincronizzate col mio fidanzato, ma se le esigenze del lavoro che purtroppo faccio sono quelle, e voglio tenermi il lavoro perchè mi serve anche se lo odio, mi adatto e basta. Infatti non faccio le ferie da almeno 3 anni, sto a casa e cerco di riposarmi, da sola, senza soldi e col brutto tempo.

    • Oddio, questo meriterebbe un post a parte.
      Mettiamola così: se dovessi dire “NO” la metterei in difficoltà, ma so benissimo di poterlo fare e la tengo come estrema opzione.
      La verità che è io penso che siccome in parte la società è mia, ed io guadagno più di lei, è giusto che sia io a lavorare di più ed è anche giusto che le difficoltà del lavoro pesino in primis su di me, che ho scelto di mettere del mio in questa minuscola società, piuttosto che su di lei, che ha scelto di essere una mamma che lavora part time. Questo lo penserei in qualunque caso, cioè che fossi tu a raccontarmi questa storia oppure una sconosciuta totale oppure la mia migliore amica.
      E’ anche vedere in giro tanta gente che ha aziende piccole, medie o enormi e tiene la gente 20 anni da interinale lasciandola a casa ogni tanto per sei mesi, che mi spinge a cercare di essere più “etica” che posso. Col lavoro che faccio io vedo cose allucinanti. Col lavoro che faccio io so CHI, CHI si presenta alle cene di gala in pompa magna ma licenzia una lavoratrice perchè ha avuto il cancro e “se le viene una recidiva mi si mette in malattia”.
      La spinta è cercare di essere diversi. La mia collega è onesta, brava, veloce e lavoratrice. Ha qualche casino personale che la spinge a chiedere una cosa che obiettivamente a me pesa, e per cui nell’intimo del mio blog io porcono, ma poi in ufficio non faccio trapelare perchè c’è un buon clima e voglio che rimanga. Voglio che con me lavori una persona contenta di lavorare con me: poi in realtà le “armi” per difendermi qualora mi capitasse di capire che se ne approfitta le ho, sia come collega che come persona :-)
      (tipo, io fossi nel tuo capo sprofonderei di vergogna per alcune delle cose che fa)

      • Vabbè, il mio capo è vergognoso, non fa testo.
        Ma tu non è che fai la capa stronza se le dici ”no, le ferie nel periodo dell’anno nel quale c’è più lavoro, no.” Cioè, tu sei il capo, per quanto possiate essere in buoni rapporti, per quanto il clima di lavoro sia amichevole e piacevole, tu resti sempre e comunque il boss, e se guadagni più di lei è solo perchè ti sei fatta il mazzo quadruplo mentre lei metteva al mondo un figlio. Son scelte. Lei ha scelto di essere dipendente part-time, ergo deve sottostare alle regole del lavoro da impiegata. Deve pensare che se fosse da un’altra parte le direbbero semplicemente arrangiati, perchè il lavoro è lavoro e la vita privata è la vita privata.
        Mettila in chiaro subito questa cosa, piuttosto se ti fa sentire meglio vedi se riesci ad aiutarla a trovare un posto dove tenere il bambino in questo mese, così lei può venire a lavorare…o dalle il permesso di portarselo a lavoro, chessssso. Però guarda che passano anni prima che i bimbi smettano di diventare ”un peso”, e non ci vuole molto a passare da ”è una brava mamma che lavora bene e se mi chiede un favore non le dico di no” a “quella stronza da anni se ne va in ferie e ci lascia a tutti nella merda, cosa cazzo l’ho assunta a fare se quando mi serve non c’è”.
        Comincia a dirle “Guarda che non potrò permetterti di fare le ferie adesso per sempre, ho bisogno che ti organizzi in altro modo” e vedi come reagisce. Se ti fa una scenata o reagisce stizzita, o punta sul bambino come scusa, sai che ti sta prendendo per il culo, altrimenti – se è davvero la persona buona e onesta e bisognosa di lavorare come dici tu – si organizzerà.

        Sennò parliamone e ci vengo io fare la segretaria per te (che ormai sono abituata a farmi levare il sangue in estate). E sono anche sicura che mi pagheresti di più di quanto mi paga il mio capo maledetto. :*

  2. Anche per me Luglio è IL MALE fatto mese.
    Anni fa, durante una burrascosa storia d’ammmore con un romano, ci lasciavamo puntualmente a Luglio.
    Per 3 anni di seguito.
    In maniere assurde.
    Ora continua ad essere un orribile momento principalmente per il caldo a dir poco insopportabile che già non riesco a digerire a maggio, figuriamoci in piena, stramaledettissima estate.
    Per quanto riguarda le sanguisughe… ti sono vicina, donna. Purtroppo le attiro da sempre.
    Al liceo, all’università, alla fermata dell’autobus, nei locali, al lavoro, al supermercato… sono dappertutto!
    Tutti hanno un’incontenibile voglia di rompermi le palle con i loro improbabili probbblemi di cui, la maggiorparte delle volte, non me ne può fregar di meno.
    Ispiro fiducia e non so proprio perché. -_-”
    Ah, comunque il Babyparking in cui lavoro non chiude MAI in estate, quindi manda pure da me il figlio della segretaria, così non avrà più scuse! ;)

    • Beh ma lasciarsi in luglio libera agosto al darla via a tradimento *____*
      Sì anche a me arriva di tutto. Quando andavo al liceo io mettevo cuffiette nelle orecchie E libro in mano, per dissuadere proprio chiunque… eppure arrivavano lo stesso!!

      Babyparking… non so come sia da te, ma qui sono carissimi, anche questa è una delle valutazioni che fanno le mamme-lavoratrici, specie quelle che lavorano solo part-time, ci va quasi intero lo stipendio…

      • Mammagari! Ero così stupida e ingenua che non ho mai sguinzagliato gli ormoni, durante quelle estati passate, ovviamente, a lavorare e scambiare essemmesse col romano indeciso.
        Errori di gioventù, che ci vuoi fare.

        Il babyparking in cui lavoro non ha prezzi esorbitanti e, in realtà, ha solo il nome da babyparking, ma è a tutti gli effetti un asilo nido, per quanto riguarda il rapporto con le famiglie, a cui andiamo spesso incontro, economicamente parlando, chiudendo un occhio sui pagamenti ritardatari e cose del genere. :)

  3. Quoto La Micci in toto e come dice Groupie esistono alternative all’asilo. I colleghi che non esitano a usare bambini e anziani per crearsi un alibi sul lavoro per me valgono zero e come tali vanno trattati. Verbita, non lasciarti intenerire e mettila con le spalle al muro. Vedrai che troverà una soluzione come per magia! Invece i tre cuori infranti mi hanno ricordato un pensiero di Nietzsche (mica cotica): in pratica diceva che se potessimo comunicare con la zanzara scopriremmo che anche lei si sente il centro del mondo…

    • Mi sono spiegata male io, non è che si nasconde, è una brava persona che lavora bene. Mi ruga questa storia delle ferie “scomode”, ma finchè reggo sono intenzionata a cercare di assecondare questa sua necessità per i motivi elencati sopra:)

      • Mi auguro sia come dici Verbita, il fatto é che lavorare bene é suo (e mio, tuo etc.) preciso dovere. La differenza, a mio modo di vedere, la facciamo quando il ritmo e le difficoltà aumentano. E se in quel momento pretendi le ferie mentre il titolare della società rimane a farsi il mazzo anche per te…Mah! Comunque capisco il tuo discorso sul voler difendere il bell’ambiente che si é creato e soprattuto non voglio insistere. Infatti la pianto :)

        • hahaha io ti adoro. Mio moroso sostiene che io ho l’etica del lavoro di un somaro di montagna: per me il lavoro e’ lavoro è una frase mantra, che pone “il lavoro” quasi sopra ogni altra considerazione. Per me dire “sono al lavoro” è quasi come un prete che dice “faccio messa”, mi devi mollare, io devo finire, altrimenti me lo sogno di notte. Infatti ho collaboratori che mi chiamano anche alle sette della mattina o alle undici di sera perchè sanno che se si tratta di lavoro risponderò SEMPRE.
          Resta il fatto che io ho scelto al momento questa situazione, lei ne ha scelta un’altra, e probabilmente il fatto di non avere figli fa la differenza in modi che io ora non riesco neanche ad immaginare.

  4. Brava Verba, sono anch’io del parere che chi se lo merita durante l’anno, debba avere ogni tanto dei previlegi che magari mi mettono in difficoltà (ma mi mettono in difficoltà proprio perchè lui è una persona che lavora bene) ma che lo fanno contento di lavorare e stare con me. E’ pero’ necessario far capire anche che certe concessioni non sono dei diritti acquisiti ma che secondo necessità possono essere revocati in base al carico di lavoro che si presenta all’orizzonte.
    In ogni caso infierire sui dipendenti negandogli permessi e/o ferie senza motivo è assolutamente stupido e controproducente.

    • Ecco, la parte sui diritti acquisiti, lo confesso, mi trova carente e sono d’accordo con te. Sul resto condivido ogni parola. Come dice il mio migliore amico, che ha la terza media ma s’è messo su una bella azienda, ha fatto fortuna nel suo piccolo ed ha dieci dipendenti ” a noi ci hanno trattati a calci in culo, ma abbiamo avuto un’opportunità ed io sono deciso ad essere migliore di come gli altri sono stati con me”. Ed io lo adoro per il suo coniugare l’essere imprenditore con lo “spirito di giustizia” che aveva a 16 anni :-)

  5. Pingback: Suor Maria Disfunzia | Il Club delle Disfunzionali

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