Favola Semplice-Semi Cit. (uno scoglio incazzato solo perchè normale)

C’era una volta un signore molto affamato d’amore, che chiameremo Il Signor Cozza, ma il nome è di fantasia.
Il Signor Cozza aveva questa particolarità, era totalmente incapace di restare da solo, aveva costantemente bisogno di una Signora Scoglio o di qualcuno che ne facesse le veci.
Tra una Signora Scoglio di lungo corso e l’altra, il Signor Cozza si invaghì di una bella fanciulla, la Signorina Mollami. Il problema era che la Signorina Mollami non solo non voleva assolutamente trasformarsi in Signora Scoglio, ma aveva anche capito subito che il Signor Cozza era molto più innamorato della generica idea di accozzarsi piuttosto che di lei, e lo trovava anche noioso e bruttarello.
Per il povero Signor Cozza non funzionò l’amor che a nullo amato, e la Signorina Mollami continuò a fuggirlo al grido di “Scrostati!”.
Il nostro prode bivalve gioco tutte le sue carte, compresa la ricetta del sugo alla tarantina, per convincere la bella Mollami, ma alla fine dovette mollare la presa: finì per conoscere la Signorina Polipo, che forse non era graziosa come Mollami, ma aveva dei tentacoli interessanti e fu disponibile fin da subito a far da roccia, da scoglio e finanche da montagna sommersa.
La Signorina Polipo, poi, dal primo momento prese in antipatia la rivale e la subissò di insulti, che la Mollami fedele al suo nome fece sempre finta di non sentire.
Il Signor Cozza giurò eterno amore alla Signorina Polipo ed ella divenne la Nuova Signora Scoglio.
Ma la Signorina Mollami aveva visto giusto: il Signor Cozza sotto sotto continuava a volerla scogliare, così per il gusto di fare scoglio-cozza, e la Signora Scoglio si avvide del pericolo ed iniziò a dire in giro che la Mollami era una poco di buono, che avrebbe dovuto in realtà chiamarsi LaMollo, eppoi come si fa signora mia, in questo mare, a farsi chiamare Mollami e non PesceFlauto? Non si intona neanche all’arredo!

Così passarono giorni, mesi ed anni, la signorina Mollami fuggì sulle montagne con il SignorAccetta, un tipino tagliente anzichenò, il Signor Cozza si dimenticò di averla mai conosciuta, ma chi non si dimenticò di lei fu la Signora Scoglio che per giorni, mesi ed anni continuò imperterrità ad incolpare la povera ed ignara Mollami di ogni nefandezza, arrivando ad insinuare di averla vista cibarsi di vongole.
Tanto presa dalla sua guerra alla storica rivale, non si avvide dell’arrivo di un branco di PescineSilure: il Signor Cozza se ne avvide eccome e ci si sollazzò in lungo ed in largo, rimanendo anche piuttosto seccato quando le Pescine silurarono via com’era nella loro natura.
Ma il Mare si sa, ha onde che viaggiano lunghe, ed i pettegolezzi ed i racconti impudenti delle PescineSilure giunsero infine all’orecchio della Signora Scoglio, che prese ad inveire contro la Mollami, ormai SignoraAccetta, così più per abitudine che per altro, e non le fece buon pro perchè mentre inveiva contro la nemica di una volta l’ultima PescinaSilura che passava da lì si inghiotti il Signor Cozza, rimasto due minuti da solo, e nessuno lo vide più.

Morale della favola: guarda più il tuo “amico” che il tuo nemico, il tuo nemico non sa neanche che esisti e intanto il tuo amico te lo picchia nel culo.

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16 pensieri su “Favola Semplice-Semi Cit. (uno scoglio incazzato solo perchè normale)

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