normal people scare me [cit.]

[totalmente ispirato da un post di mellie]

Mi fanno paura gli avidi in anticipo: quelli che quando hanno 3 sigarette ti scroccano una sigaretta perchè loro hanno solo 3 sigarette: anche se tu ne hai due.
Mi fanno paura gli ayurvedici, quelli che citano osho ogni trenta secondi, che credono ai guru, ai santoni, che curano la polmonite con l’infuso di ghianda rupestre del monte Cippiriculo, che “ti penserò alle dieci di mattina e mi concentrerò sul tuo chakra per aiutarti a convogliare le energie”. Da 10 km di distanza.
Mi fanno paura i vincenti perenni, migliori a scuola poi nello sport poi negli hobbies e puntualmente nel lavoro, l’amore a gonfie vele grazie, non sono a mio agio accanto a chi non sa cosa vuol dire perdere, neanche per sbaglio neanche una volta nemmeno le chiavi di casa.
Mi fanno paura gli ottimisti anfetaminici, quelli che alla fine di ogni frase hanno 6 punti esclamativi, quelli che vedrai!!! andrà alla grandissima!! sarà un successissimo!!
Io e la mia cautela ci sentiamo puntare tutto quell’entusiasmo dritto al culo.
Mi fanno paura gli eterni progettisti, quelli che domani diventano ricchi con un’idea geniale che ancora non ha mai avuto nessuno, quelli che il nuovo business, o il nuovo locale, o la nuova casa, o il nuovo figlio, o il nuovo qualunque cosa venga loro in mente, conosco gente che sono dieci anni che “domani al più tardi settimana prossima” deve aprire una pizzeria, sfido chiunque a resistere di fronte a dieci anni di “domani farò”.
Mi fanno paura i categorici, quelli della vita solo bianca o solo nera, quelli che “amore e dubbio mai scambiarono tra loro una parola”, quelli che se non lo mangiano loro non è edibile, se non l’hanno visto non esiste, se non l’hanno pensato è imbecille e se nemmeno l’hanno sognato come minimo è immorale.
Mi fanno paura gli affabulatori, quelli che parte dalle loro parole una tela di ragno sottile e provano a girartela intorno, che nemmeno quando ti dicono “ciao” è fine a se stesso, sono sempre lì parola dopo parola a tessere la loro rete di sillabe e mentre spingono questo botta e risposta io mi scopro sempre a chiedermi: ma verso cosa?
Mi fanno paura i fagocitatori, quelli che dopo 2 minuti che li conosci ti hanno invitato alla festa, al week end, alla pizza della domenica a casa loro, al battesimo del figlio al matrimonio del cugino a fare le vacanze estive nella loro casetta in montagna, quelli che dopo 3 minuti è tutto un plurale, andremo, faremo, verrete, ed al primo “no” piangeranno al telefono rinfacciandoti il tuo rifiuto a farti inghiottire.
Mi fanno paura i provocatori ad ogni costo, che le prime parole che ti diranno saranno cattive, polemiche e fuori luogo, e se tacerai ti guarderanno con compassione – ma ti vorranno bene, bestiolina – e se risponderai a tono ti rinfacceranno che loro “dicevano per dire, amano provocare”. Signori, ad azione corrisponde una reazione, chi non ha lo stomaco per la reazione si limiti ai convenevoli standard.
Mi fanno paura gli “IoConfesso”, che dopo dieci minuti che li conosci ti raccontano eventi traumatici angoscianti del loro passato e presente, tradimenti, lutti, stupri, violenze familiari, malattie croniche: non riesco a credere ad una sillaba. Non ci riesco proprio.
Mi fanno paura quelli amano gli animali più delle persone. E lo dico da gattara convinta. Quelli che spammano foto di cuccioli e richieste di aiuto di animali adottati da 6 anni. Quelli che hanno 30 citazioni al giorno per dire che il tuo pesce rosso ti darà, lui e lui soltanto, tutto quello che la gente non sarà mai in grado. Perchè alle volte incontri gente che ama gli animali solo perchè gli animali non hanno alternativa, gli tocca starti accanto.
Mi fanno paura quelli che non sopportano neanche un minuto di silenzio. Tanto da desiderare il pesce rosso lì sopra.

Mi hai fatto paura tu, quando mi hai raccontato sorridendo davanti al prosecchino che oramai sei così esperta del mestiere da aver riaccompagnato a casa una donna che piangeva per avere perso il figlio senza nemmeno guardarla, chiaccherando di ceretta e nuovi store della kiko con la collega.

Gli altri, per mia fortuna, mi stanno solo sul cazzo.

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16 pensieri su “normal people scare me [cit.]

  1. Sei troppo complessa Verba. Io ho solo gente che mi sta sul cazzo, quelli che a te ti fanno paura a me mi stanno sul cazzo ancora di piu’.
    Do il mio contributo che di certo non vuole essere esaustivo.

    Mi stan sul cazzo quelle ( perchè fino ad oggi io ho incontrato solo femmine) che fanno guidare la loro vita dall’oroscopo: La prima cosa che ti chiedono è di che segno sei e dopo partono dicendo che no, il toro e i gemelli non possono andare d’accordo perchè uno è un segno di terra, volitivo e testardo, l’altro è un segno di acqua ombroso e incostante ( invento totalmente perchè io e l’oroscopo siamo di ascendente incompatibile).

    Mi stan sul cazzo quelli che hanno fatto sempre un miliardo di cose piu’ di te. Sei andato sull’isola sperduta in Malesia a studiare lo scarafaggio della palma, loro han fatto il giro di tutte le isole dell’arcipelago, dalle Filippine alla Nuova Guinea, a fare combattimenti a mani nude contro la tigre bianca dai denti a sciabola. Hai fatto un giro col gatto delle nevi in montagna, loro han guidato l’elicottero del soccorso alpino e con un leopard hanno abbattuto a cannonate una roccia che stava per travolgere dei poveri alpinisti. Tu hai suonato la grancassa nella fanfara degli alpini, loro erano il primo clarinetto alla Scala e hanno a casa il violino di Uto Ughi che quando li ha sentiti suonare si è messo a piangere rapito dal loro talento.

    Solo a parlarne mi ribolle il sangue, scusa vado a farmi una doccia, tanto so già che c’è qualcuno che lui la doccia l’ha fatta sotto le cascate del Niagara e ne è uscita perfettamente rivitalizzato.

  2. Oh e la frase di chiusura direi che mi trova perfettamente d’accordo. Interessante e vera la riflessione sugli animali che ci amano perchè non hanno molte alternative… bisognerebbe farglielo sapere a von lemminge, così magari non ci becchiamo il quinto cane-suddito-figlio.

  3. Pingback: Il meglio della settimana #18 | ero Lucy

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