choosamy ‘sto cazzo.

Stamattina la ragazza (straniera, ma in italia da un decennio, con una padronanza della lingua migliore della mia e con una figlia nata e vissuta in italia che detesta le vacanze dalla nonna nel “paese di origine”) che viene a far le pulizie (a.k.a. a far sembrare casa nostra un po’ meno avamposto gatto, per quelle due ore a settimana) mi ferma prima che esca e mentre le offro un caffè mi chiede se è vero che ora lo stato italiano requisirà i tfr maturati dai dipendenti pubblici e privati. Io col mio caffè mi ci strozzo, e mentre la rassicuro che nessuno requisisce niente, c’è solo una tassazione diversa ma per chi ha un tfr superiore al milione, la ascolto che racconta del marito, lavoratore regolare, da dieci anni nella stessa azienda, una mansione molto umile, uno stipendio da fame (da fame vera), che ha chiesto un anticipo di tfr per bisogno ed il “padrone” gli ha risposto “c’è crisi” (quindi i tuoi soldi me li tengo io). La ditta io la conosco, è nota in città, è florida e produce cose carissime, ma che vanno a ruba.
C’è crisi. Sì, e tu hai la Ferrari.
Poi vado da una giovane dottoressa per lavoro, una tizia che era bravissima al liceo, poi all’università, poi in specialità, ora fa due lavori praticamente, si tira su due bimbi ed ogni tanto ha l’aria così stanca che mi verrebbe da abbracciarla. Mi chiede di avvisare se ho notizie di qualcuno che cerchi personale, ha un’amica, sola e con bimbo a carico, che è senza lavoro da 8 mesi. Mi dice che è una persona in ordine e che le va bene tutto: impiegata, magazzino, operaia, cameriera, lavar scale, tutto. Purchè onesto.
Io ho questa sensazione di vuoto cosmico perchè non so quant’è che non vedo nuove assunzioni tra i miei clienti. O meglio le vedo, ma si va dallo stagionale per un mese al saldatore interinale per mesi tre. Qualche sostutuzione di maternità spacciata per stage. Tante dimissioni.
Sempre stamattina mi rendo conto che le pulizie condominiali le fa, di recente e previa disdetta all’impresa che se ne occupava, una famiglia del mio palazzo. “E sei sveglia”, direte voi. No, è che io pensavo fosse una delle giovani studentesse che vivono qui che voleva guadagnare qualcosa, e invece mi sono resa conto che non è la ragazzina che ha bisogno: è la famiglia. La sua famiglia.
E ancora Lord, che ha un titolo di studio “pregiato”, di quelli che o hai davvero la voglia o ti spari, ed un curriculum spaventoso, che è un work-addicted da 14 ore/giorno, che fino a ieri lo chiamavano dall’estero per proporgli iper-contratti, dove lavora si trova male e non c’è un filo d’erba a cui attaccarsi. Morto tutto. Fermo tutto.
Vedo il Tecnologico e le cose che han dovuto inventarsi da lui per tenere in piedi l’azienda.
Vedo mia madre che lavora come un mulo di montagna, ed alla sua età dovrebbe essere in pensione da un decennio, e invece è qui perchè lei è il valore extra della nostra microditta e se non ci fosse lei io, non mi vergogno a dirlo, colerei a picco, perchè la parte che seguo io in questo momento non basta a tenersi il cliente, ci vuole Wolf che risolve i problemi con 40 anni di esperienza e due lauree: che io non ho.

Poi torno a casa e mi leggo – proprio oggi – quell’altra genio di ministro di stoca’ e la sua uscita sui giovani che schifano il lavoro.
No, ma allora: e bamboccioni, sì lo so che lui poi è morto, ma lo avete mai letto il curriculum di Padoa Schioppa? Un privilegiato allucinante che accusava la gente normale di essere privilegiata.
Poi sfigati, non mi ricordo manco detto da chi.
Adesso pure schifiltosi. Che il lavoro ci sarebbe, ma vogliamo tutti la scrivania del direttore Megagalattico.

Quello che fa male, e a me FA MALE, sono al di là dello stato d’animo con cui uno si incazza, è che tutte queste considerazioni meschine e volutamente menzognere e totalmente inadeguate per il ruolo vengono da esponenti di una generazione che ha fatto per il mio paese più danni della seconda guerra mondiale. Una generazione di gente che si è appropriata di ogni risorsa e di ogni posizione di potere, pagando il silenzio assenso del resto del paese con 30 anni di benessere sparato totalmente fittizio ed il cui conto viene presentato oggi, adesso, a noi. A noi, che siamo andati in asilo a 24mila lire annue (ho visto le ricevute anni fa, non sto cazzarando. E non venitemi a dire che erano tantissimissimi soldi all’epoca. Era la fine degli anni ’70) e che facciamo figli che vanno in asili da 400 euro AL MESE, noi che DOBBIAMO lavorare entrambi (io alle elementari se non ero l’unica su 20 che aveva la mamma lavoratrice poco ci mancava) per campare in due, figurarsi in tre, noi che lavoreremo fino ai 75 anni per pagare le pensioni di quelli che ci sono andati a 35 e di quelli che ci sono andati a 60 prendendo di pensione il triplo del mio stipendio per fare lo stesso lavoro, a questa mia generazione di assunti co.co.co da persone che hanno vissuto con il tempo indeterminato, le ferie, i permessi pagati ed i bonus produzione.
Fatemi capire: ci avete allevati nel benessere, in uno stato dove molto era garantito e gratuito, e adesso ci presentare il conto, il conto di quell’asilo, di quel medico, di quella scuola media, di quei marciapiedi rifatti ad ogni elezione di sindaco, di quelle strutture pubbliche inaugurate e mai usate, di quegli acquedotti che non vedono manutenzione dai tempi dell’Augusto Cesare e di alcune centinaia di migliaia di nullafacenti o mezzofacenti piazzati ovunque nel paese, che però “portavano voti”. Ok. Noi pagheremo il nostro asilo e quello dei nostri figli. L’università che abbiamo frequentato e quella che frequenteranno i vostri nipoti. La nostra pensione e quella dei nostri genitori. Ok.
Ma anche gli insulti no, eh.
Se devo vivere come una gallina di batteria, voglio il sorriso paterno e rassicurante del signor Amadori davanti a me, e non, cara Elsa, la tua faccia cascante da vecchiazza milionaria che c’ha un ananas nel culo e porcomondo! non c’è neanche un negro nei paraggi che la aiuti a svitarselo.
Prova con la vasella Elsa, credi a noialtri che ne sappiamo qualcosa.

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35 pensieri su “choosamy ‘sto cazzo.

  1. avrei voluto trovare qualcosa di intelligente da dire, ma la tristezza della verità è già abbastanza.
    nella mia modesta fortuna di non aver mai dovuto elemosinare un lavoro, mi chiedo quanti e per quanto tempo possano sopportare questo sfacelo.
    Se la rabbia e la frustrazione ce l’abbiamo noi che siamo – tutto sommato – neanche tanto sfigati, pensiamo a chi non vede via d’uscita.
    ma oggi è stata una giornata sufficientemente di merda anche per me, quindi vado a dormire mentre il mio raffreddore esplode nella sua potenza all’indomani di un giorno di ferie extra in seguito a 11 gg lavorati dritti dritti.

    ah Signo’ …. mavaffanculova!

  2. Come al solito in questo tipo di post dai veramente il meglio di te stessa.:-) Dove butti il Napalm non cresce piu’ l’erba che neanche Attila saprebbe fare altrettanto. E se ti immagino nella batteria di gallinelle del Sig Amadori, ti immagino come l’unica pollastrella girata di culo.
    Ma purtroppo il sorriso è stemperato dall’amarezza. La situazione che prospetti è vera. Il mondo è cambiato tantissimo in pochi anni e i nostri padri, i nostri governanti e i nostri maestri hanno fatto vivere i loro figli l’età dell’oro e poi li hanno buttati nelle fogne di Bombay a vedere come si nuota bene e si stà al calduccio. Non stanno pensando che arriverà il giorno in cui sarà chiesto anche a loro di chiudere il naso e fare un bel tuffo carpiato nella cloaca massima.

    • io non credo che saremo mai nella stessa barca, noi under 60 e loro. E con loro ovviamente non intendo che chiunque abbia 60 anni è un ladro, ma che per motivi politici, niente altro che politici, si sia scelto di fingere un’età dell’oro economica che in realtà il paese non poteva sostenere e di un’unica generazione ha beneficiato. Penso ai servizi pubblici, ai diritti dei lavoratori, anche solo alle possibilità, allo sguardo rivolto al futuro. L’ex ministro Brunetta ricordò ad un comizio di essere figlio di un venditore di souvenir ambulante. Di aver studiato di notte, quasi di nascosto.
      E’ possibile oggi per il figlio di un ambulante il diventare ministro? No. Perchè chi ha compiuto quella scalata ha BLINDATO il proprio traguardo per trasferirlo ai figli, a tutti i livelli di potere.
      Siamo tornati all’epoca dei vassalli, dei feudi e dei servi della gleba.

  3. Molto bello e molto ben scritto. Sono parzialmente d’accordo sull’analisi generazionale, ma sarebbe una discussione sterile che nulla toglie all’amarezza di fondo. Ho due figlie dell’88 e dell’89, e ho meno di 60 anni, come mia moglie. Quindi la vasella la usiamo in quattro, io e la moglie che vediamo la pensione oramai come una chimera irragiungibile, le ragazze che tra poco inizieranno ad arrabattarsi. Altro che choosy. E sempre a questo proposito, nell’azienda dove lavoro (750M€ di fatturato, 6000 dipendenti) ce ne sono ‘na svaria (alla romana, tanti) di giovanotti non choosy. Che si beccano un contrattino a progetto, un progettino a fattura, un contratto da apprendista che non sarà tramutato in definitivo e già lo sanno. Choosy un cazzo. Appunto.

      • Il problema è che oramai l’estero lo persegui come emigrante. Faccio un esempio sull’esperienza vissuta. La grande si laureerà in giurisprudenza, il diritto italiano lo usiamo solo in Italia. In particolare in UK o USA, vige la cosiddetta common law. Quindi, a meno di proibitivi (finanziariamente) corsi di integrazione, l’unica chance è andare sul posto in cerca di fortuna, dimenticando la propria esperienza. Che è ancora più sconfortante che arrabattarsi in Italia. Ahimé. Non escludo peraltro che lei se ne vada comunque. In vent’anni siamo tornati indietro di un centinaio, quando si partiva sul vapore.

        • la mia migliore amica di tutta una vita ha scelto quella strada ed è vero che la tua professione difficilmente la fai (lei è un vet, e la stanno facendo penare per riconoscere la laurea) però è anche vero che noi qui siamo incancreniti, all’estero il lavoro lo trovi e soprattutto non temono di mettere un 30enne a dirigere un reparto/negozio/settore/azienda… Ho un amico, ingegnere sudamericano laureatosi in italia, che di recente è tornato in italia per un convegno e i suoi “pari grado” italiani lo hanno guardato di merda perchè era l’unico sotto i 55 anni. Rendiamoci conto, cazzo.

      • appunto. La mia idea è: o morire di fame qui, o cercare di non morire di fame dove il lavoro degli altri viene tutelato e rispettato. Mal che vada, si fa un’esperienza all’estero e ci si arricchisce dentro, svuotando un portafogli che si sarebbe svuotato lo stesso se fossi rimasta a Firenze.

  4. ci ho scritto anche io su. Sai, ne ho piene le palle di pagare i loro debiti e di essere insultata. Ho una laurea presa 3 anni fa. Tra una settimana esatta farò 27 anni e sarò troppo vecchia per un sacco di cose, persino lavorare da Universo Sport. Lavoro dal 2005, sempre in nero, sempre per pochi mesi e per lavori diversi. Devo ancora essere pagata per un evento a cui ho lavorato nella realizzazione e che è terminato il 5 settembre. Il 5 settembre, sottolineo. So 3 lingue e ho vissuto e lavorato all’estero, ho fatto tipi di lavori diversi e lavori che hanno a che vedere con i miei studi, perchè non sono choosy, ma neanche mi arrendo. Eppure vengo presa per il culo con contratti iniesistenti, soldi che non arrivano, lavoro in nero. co.co. stocazzo, prestazione occasionale (e che sono una battona?) e a chiamata (idem). Ci/mi resta una sola cosa da fare: lasciare il Paese e l’Europa intera. E mica è facile… sia perchè non è facile cambiare vita, sia perchè mi mancano i soldi per poterlo fare. E allora si ricomincia con la ruota. E’ da settembre che non riesco a lavorare, sono troppo cessa per fare la promoter, troppo poco raccomandata per svolgere un tirocinio da 500 euro per il comune di Prato. E dove li prendo i soldi per scappare? Dai miei, ovvio, perchè a 27 anni se ho bisogno di soldi (e non per le scarpe o i vizi, ma per VIVERE), devo chiederli alla mamma e al babbo.

      • Grazie, grazie mille :) non sai quanto mi faccia piacere. Effettivamente, le risorse le ho dovute tirar fuori sia per farmi spazio, sia per impegnare il tempo libero che ho da settembre a questa parte. Questo Paese non mi avrà ancora per molto. Aspetto che riapra il bando per la Working Holiday in Canada e in Australia. E poi addio. Magari torno in Italia per le ferie, oppure direttamente quando ci sarà il boom economico. Tipo tra una decina di anni e con una guerra di mezzo.

  5. Reblogged this on Serbatoio di pensieri occasionali and commented:
    Qualcuno mi ha chiesto di esprimermi sul “choosy” della Fornero di qualche tempo fa, visto che avevo fatto alcune considerazioni in merito alle difficoltà delle nuove generazioni e a quanto avevo osservato in termini di volontà di mettersi in gioco. Ritengo ovviamente che l’uscita della Fornero sia particolarmente infelice, ma del resto da una gaffeuse come lei non ci si poteva aspettare nulla di meno. Resta che la mia esperienza quotidiana, nell’azienda per la quale lavoro, che è una grande azienda IT, è di giovani che con tanto di lauree e corsi post-laurea vengono a raccattare un contrattino a progetto quando non è proprio una collaborazione a fattura, o peggio un contratto da apprendista sapendo che le probabilità di conversione in definitivo sono prossime a zero. Nonostante questo lavorano come ossessi, cercando sempre di dare il meglio di sé. Ma non in un’ottica utilitaristica pensando che possa portare loro vantaggi contrattuali, ma proprio per l’orgoglio di fare le cose per bene.
    Sul tema generale, però, debbo dire che questo post che rebloggo esprime con netta precisione quanto penso anch’io sull’argomento. Buona lettura. Condivido anche il titolo, perché quanno ce vo’ ce vo’.

  6. Ma nessuno si muove per chiedere ufficialmente un’indagine su come la figlia della “Signora Ministro” Fornero sia professore associato a 37 anni nell’Università di Torino, dove insegnano papino e mammina, e come sia riuscita a diventare responsabile della ricerca alla fondazione Hugef (si occupa di genetica & co) controllata dalla “Compagnia di San Paolo” (leggi banca Intesa-San Paolo), sempre di Torino?
    Sarei proprio contento di poter ritrovare i partecipanti a quel concorso/selezione per professore associato e sentire la loro campana. E sarei pure curioso di leggere le “alte motivazioni” con cui è stata nominata responsabile della ricerca.

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