la shit list elettorale (so long, e per cortesia crepate tutti)

Nel 2006 l’ultimo giorno prima delle elezioni ero disperata.
Con LaManu, la metà del mio cuore che poi espatriò due continenti più in là, guardammo tutti, tutti, tutti i talk show, le tribune politiche, le interviste lecchine possibili ed immaginabili. Comprammo tutti i quotidiani esistenti (tranne Libero e la padania), leggemmo tutti i commenti possibili, andammo ad alcuni comizi per capirci di più: risultato: un piattino di merda, una scodella di stronzi, un vasetto di veleno. Buona scelta a tutti.
Il mio fidanzato di allora, per tirarmi su il morale visto il crollo emotivo-elettorale, mi fece scoprire non le droghe pesanti, ma il lato comico-trash della faccenda: l’inno dell’udeur.
UDEUR VERRA’!

Quest’anno invece sono felicissima: è finita! Tipo oramai frega’n’cazzo chi vince, basta essere sopravvissuti all’esperienza.

La differenza tra allora ed oggi è una ed una sola, se si esclude la Grande Crisi Economica: allora non avevamo facebook.

Facebook ti sposta il baricentro perchè in primo piano non ci sono più i politici, le informazioni “da cercare”, le rivendicazioni più o meno farlocche degli eterni verginelli del nostro parco-onorevoli, i programmi elettorali, i partiti: no, in primo piano ci sono i nostri concittadini, i demotivational, gli slogan, gli status inneggianti a questo o a quello, le decine di faccione di Grillo che compaiono come foto profilo, le liti costanti sotto questo o quel post, link di ogni genere, LE PAGINE FACEBOOK DEI PARTITI, diosanto, dove come in ogni buona piazza italiana che si rispetti metà inneggia e metà insulta, che è andata lì solo per rompere i coglioni.

La mia personalissima shit list di queste elezioni così internettiane, addì 22 febbraio, grazie al Signore ultimo giorno di campagna elettorale, è la seguente. E stranamente per le mie abitudini, è seria:

1. Vendola che dichiara “Adesso basta tirare la cinghia, per far ripartire l’economia ci vuole un po’ di Keynes”. A parte il fatto che Vendola mi risulta essere uno dei 15 parlamentari che votò contro l’istituzione della giornata della memoria in onore delle vittime delle foibe e dell’esodo dalmata-giuliano, cioè contro il RICORDO stesso di quei morti, e io sono triestina, quindi gli appellativi che mi vengono in mente e le cose che a Vendola vorrei fare me le tengo per me. A parte “ci vuole un poco di Keynes” detto così, “basta un poco di zucchero e l’economia va suuu l’economia va suuuu l’economia va suuuu”, questa affermazione fatta in un paese in cui il 52% del PIL è intermediato dallo Stato è da-fuori-di-zucca.

2. Quelli che “non lo voto, ma ha ragione eh, ha detto cose giuste, non lo voto eh dico per dire”, riferendosi a Berlusconi. Essendo più raro in Italia il trovare uno che ammetta di averlo votato negli ultimi dieci anni, di un idraulico la domenica, cristo santo se state per fotterci tutti di nuovo almeno ammettetelo: LO VOTO PERCHE’ PARLA POTABILE. LO VOTO PERCHE’ CAPISCO QUELLO CHE DICE. Che sono minchiate, ma immediate.

3.Il grande ritorno dei militanti sinistri con la verità in tasca.
AH, UN GRANDISSIMO CLASSICO DEI TEMPI DEL LICEO. Quello che non può argomentare e dichiara che comunque lui è nel giusto, perchè è di sinistra. Sant’iddio, in questi anni di prostitute minorenni e deputate minorate, di case regalate all’insaputa del beneficiario, di deputati cattolici sorpresi a mignotte, insomma di comune sdegno e schifo nei confronti del pdl e del suo capo, il paese era quasi unito. Adesso che con le elezioni ci sono di nuovo parti distinte, sono tornati loro, i Depositari Del Sapere. Quelli che finchè si può si discute, poi ci si trincera in “io sinistra io ragione”, poi se proprio l’interlocutore non abbocca si grida direttamente l’immarcescibile “FASCISTA!”.
Oggi ho chiesto ad uno di questi luminari del Vero Bene di spiegarmi perchè appellasse l’intera base elettorale di Grillo come “pecoroni”. Mi ha risposto “per come vivono la politica e per come si esprimono al riguardo”. Bene, dico io, e di grazia COSA in come vivono la politica e in come si esprimono al riguardo li rende pecoroni?”.
Risposta: non so spiegarti la mia percezione, IO LI CHIAMO PECORONI E LI REPUTO TALI.
In pratica: una rosa è una rosa è una rosa.
Giuro io dopo 10 minuti che parlo con un SiniStroIlluminatore capisco perfettamente perchè abbiamo avuto Berlusconi premier 3 VOLTE.

4. E’ passata sotto banco e sotto voce questa notizia qui: in pratica dice che da uno studio OCSE risulta che in italia l’80% delle persone è un analfabeta di ritorno. Non CAPISCE lo scritto, non è in grado di estrapolare informazioni da un testo. L’80% della popolazione vuole dire che quando leggono un giornale, lo capiscono 2 italiani su 10.
Eh vedi le tirature di Novella 2000?

Detto questo, questo 80% HA FACEBOOK. E scrive “blablabla candidato a caso ha detto questo blablabla… SVEGLIAAA”.
Io quello “SVEGLIA” che leggo quotidianamente qui e là da un mese a questa parte lo odio. Vuol dire “chi non la pensa come me è un cretino”. Ora io sarò anche cretina, ma sentirmelo dire dagli analfabeti…

5. Grillo. Nella più gentile delle considerazioni, Lega 2.0. Il movimento
patchwork, casapound ed i no tav per un futuro migliore tutti insieme. Sono democraticissimi: ce l’hanno con QUALUNQUE COSA, tutto allo stesso modo. A me Grillo non fa paura “di perdere le elezioni”. Io non ce l’ho un partito. A me Grillo fa paura per il mio paese.
Uscire dall’euro, really?

6. I Grillini esaltati. Pianeta Tricoteuses alla riscossa. Il protagonismo di decenni di Uomini e Donne, e il suo bagaglio culturale, trova un nuovo sfogo: l’arena politica.
“TUTTI A CASA LI MANDIAMO TUTTI A CASA” non è un programma ragazzi. Tutti a casa, perfetto. Per me potete pure bombardare il parlamento, meteorite alè alè, va benissimo.
Ma dopo?

7. La figura di merda di Giannino. Che depressione. L’unica voce che mi piaceva ascoltare arriva da un bipolare. E.T., telefono casa.

8. Berlusconi che prende per il culo Giannino per la laurea farlocca. Berlusconi dico. che prende per il culo uno perchè ha mentito.
Te la prendi con lui solo perchè non è nipote di Moubarak.

9. La reazione scomposta, assurda, allucinante, del sindaco della mia città alla domanda di un sostenitore di Grillo.
Il sostenitore di Grillo “Perchè non gli avete concesso piazza tal dei tali? Avete paura eh? Vi mandiamo tutti a casa!”
Il Sindaco “TI DENUNCIO!! TI QUERELO!! TI PORTO IN QUESTURA PER MINACCE E INSULTI!!”
Il sostenitore di Grillo “Mi spiega quali minacce ci sarebbero nella frase?”
Il Sindaco “TE LO SPIEGHERO’ IN QUESTURA QUANDO LA POLIZIA TI CI AVRA’ PORTATO”.
Questo Sindaco è a capo di un’amministrazione che ha perso 4 milioni di euro di soldi nostri nel crack Lehman Brothers. ED E’ LUI CHE DENUNCIA I CITTADINI?

10. L’insostenibile leggerezza dell’essere, tutto sommato, a-partitica. Come sempre troppo rossa per i neri, troppo nera per i rossi.

Che vi devo dire? C’è pure il derby domenica. FORZA MILAN.

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14 pensieri su “la shit list elettorale (so long, e per cortesia crepate tutti)

  1. Grazie, grazie, perchè ero schifato e deluso da questo modo di fare politica, ma dopo aver sentito “Udeur verrà”, sono di un’altro umore e andrò certamente a votare consapevole che il mio futuro dipenderà dalle mie scelte. Abbiamo bisogno di nuovi orizzonti , di questa energia così rock verso un mondo nuovo, un mondo diverso dove vivere i nostri pensieri, con Mastella premier e papa! Grazie, grazie perchè so già che il pezzo mi girerà nella testa per tutta la giornata e il faccione di Mastella mi si figurerà nella mente ogni due per tre.

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