escludere o includere

Qualche tempo fa il Tecnologico mi ha fatto scoprire una serie di pagine FB che vorrebbero essere umoristiche, e che hanno come tema centrale l’essere anti-vegano.
Insomma, ho leggiucchiato qua e là, ma come sempre accade la violenza verbale “fine a se stessa” mi indispone da morire, così come il talebanesimo spinto, degli uni e degli altri. Trovo ridicolo discriminare una persona in base alle inclinazioni sessuali, figurati in base a cosa mangia: mi infastidiscono allo stesso modo quelli che vanno a trollare nei forum vegani, quanto i vegani in proselitismo sparato che minacciano ed accusano il prossimo delle peggiori nefandezze.
Penso sia vero che il veganesimo come scelta alimentare sia una scelta razionale in quanto più sostenibile per il pianeta. Lo penso, non ne sono sicura, non ho documenti certi da portare; ne ho invece per chi sostiene che senza latticini non esisterebbe il cancro, ma è un’affermazione talmente imbecille che credo non meriti nemmeno menzione. Il terrorismo facebookiano mi irrita a tutti i livelli, proprio mi respinge, così come mi respinge la divisione aprioristica in buoni vs. cattivi. Mica solo onnivori contro vegani: amanti dei cani contro amanti dei gatti, poltronisti contro divanisti, appartamentisti contro villettanti, biondi contro mori, grassi contro magri, terroni contro polentoni and so on.
Ho, disgraziatamente per me, avuto modo di conoscere un esponente di un movimento megaultraanimalista che è una persona violentissima, sgradevole, cattiva, pericolosa. A me non frega un cazzo che tu ami i coniglietti, se poi accoltelli la gente. Non ti qualifica come “buono”. Così come ho un amico, fervente sostenitore della grigliata mista, che ai battesimi dei suoi figli ha espressamente rinunciato a regali, regalini, orpelli, bomboniere, raccogliendo invece soldi per una struttura della mia città che si occupa di leucemie infantili. Ha raccolto quasi 2.000 euro. E’ destinato all’inferno perchè ama la cotoletta? Mah.
Sono abbastanza sicura che se dovessi procurarmi da vivere con le mie mani, finirei a) morta di fame b) a nutrirmi di bacche c) a vivere di cipolle e carote, perchè non c’è verso che riesca ad ammazzare un animale con le mie mani, negli ultimi anni manco gli insetti più schifosi riesco ad eliminare senza senso di colpa, li accompagno all’uscio sotto lo sguardo disgustato e disapprovante del Tecnologico-Sterminatore.
Giusto le zanzare, ammazzo.
Ma detto questo, la cosa che più mi è rimasta impressa delle discussioni pro-anti vegan su FB è che la maggior parte dei vegani aveva una qualche forma di suffisso nel nickname. Mario-Vegano-Rossi, per capirci. Ho cercato di far mente locale per ricordare qualche altro gruppo con lo stesso “uso”, m’è venuto in mente mio cugino (per lo skate), alcuni amici writers milanesi (però usano il loro tag, non si mettono altre etichette), e nulla altro. Non per il calcio (verba-milan-sequentur?), non per la religione (verba-credenteconriserve-sequentur!), non per l’orientamento sessuale (verba-etero-sequentur in effetti suona maluccio), non per gusti musicali, non per aderenza a qualche scuola di pensiero differente (verba-stirneriana-sequentur vs. i kantiani-imperativisti-assoluti mi garba parecchio). Gli unici che abbia mai visto sono i wannabe-missionari africani (per favore non chiedetemi perchè abbia presente la categoria): persone che sognano di andare in africa a fare del bene, cosa bellissima, ma che come tutti coloro che sconfinano nel fanatismo riescono a sostenere assurdità da mal di pancia. Ecco, costoro hanno tutti “africa” come suffisso.
Allora mi è venuto in mente che sia il veganesimo sia il volontariato nei paesi del terzo mondo hanno come denominatore comune una spinta a far del bene, a migliorare il pianeta in cui si vive, a dare una mano… ad essere “buoni”.
E che in entrambi i casi, se dal desiderio di perseguire la propria idea di bene si passa a considerare questo come il bene assoluto, che tutti dovrebbero perseguire, è facile tornare nella mentalità di buoni contro cattivi, laddove i cattivi da combattere sono TUTTI GLI ALTRI.

Allora mi sono anche chiesta se questi suffissi sono inclusivi, fatti per riconoscersi tra persone che credono in un’idea, in uno stile di vita, e lo portano avanti, oppure esclusivi, pensati per distinguersi dagli altri. E gli altri sono diversi. E sbagliano. E vanno corretti.
Al momento non ho una risposta.

Io però non mi sento una cattiva da combattere.
A meno che non siate interisti.

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30 pensieri su “escludere o includere

  1. Vabbè che ho appena letto del fanatismo vegano spinto a livelli del tipo “io con te non vengo a letto perché mangi carne e mi fai schifo”… a me i vegani spaventano. Spaventano perché pensano tutti bianco. Parlano tutti bianco. Scrivono tutti bianco. Fanno tutti discorsi in bianco. (Provato sulla mia pelle). Allora io credo che sì, è bene combattere le esagerazioni, ma non mi devono venire a raccontare che l’uomo è nato erbivoro o che non è fatto per camminare su due gambe o che mangiare carne fa venire il cancro o che cazzo ne so. Perché non sei più un movimento di persone che scelgono di vivere mettendo il rispetto della vita animale prima di tutto, sei una maledetta setta di psicopatici! Sei al pari di Scientology o del KKK. Ed io che ho tolleranza zero per chi mi dice cosa devo fare, cosa devo mangiare e come devo pensare perdo ogni tipo di freno impostomi dall’educazione. Perché proprio no, non posso sentire queste persone che giudicano chi non è della loro corrente di pensiero……mamma mia che rabbia.

    • Beh grazie a Dio non sono tutti così. Io conosco una coppia, lei vegana lui vegetariano (quasi vegano anche lui per comodità domestica), che seguono la loro dieta, ma non cercano ogni due per tre di porsi in contrasto con le altre visioni del mondo.
      Più che altro a me fa paura, ma mica solo nei vegani, i vegani li ho portati come esempio, tutte le persone che in base ad una propria idea o ad uno stile di vita o fede, qualificano se stessi in maniera esclusiva ed univoca. Che siano cattolici, femministe, vegani, nazionalisti o milanisti, per me non fa differenza. Ok, sei cattolico, credi in Dio, ma avrai/sarai anche qualcosa altro. Che ne so, avrai un’idea politica, ti piacciono le pere o le fragole, il rock, il jazz, sei introverso, sei dei gemelli… qualunque cosa. Così se sei vegano, ok non mangi carne nè derivati di origine animale, mi sta bene, ma anche tu farai e sarai pur dell’altro nella vita. I fanatici, io non sopporto i fanatici.

      E lo so abusare di carne fa male, e probabilmente invece abusare di soia non ne fa. Che poi dipende, il Tecnologico ha un’intolleranza sistemica al nichel, un petto di pollo non gli fa male, un hamburger di soia sì.

      • Ma infatti è proprio questo il tema, la suddivisione in buoni e cattivi dove chi professa la “mania” xy è buono e ti dice che sei cattivo (oltre che un coglione, oltre che uno che manda a puttane il pianeta, oltre che uno che se ne fotte del prossimo e via andare). E allora a me in quei casi si chiude proprio la vena. E mi metto a scuoiare agnelli da latte davanti ai vegani. Perché io sono della vecchia scuola, quella che “la mia libertà finisce dove comincia la tua”. Vuoi essere vegano? Nessun problema, ma non me li fare a peperini (gli zebedei sottinteso) (e i peperini sono un tipo di pastina, nota su scala nazionale come “puntine”, peperini si usa nei bassifondi della capitale, ndr), non me li fare a peperini con il fatto che IO non devo mangiare carne. Io sono carnivoro? Ti rispetto e non ti metterò davanti una fioirentina. Ho una cara amica vegetariana e mangiamo insieme d’amore e d’accordo, io mi cuocio la mia carne e le do la sua mozzarella, e nessuno dei due rompe l’anima all’altro.
        Sono i salvatori del mondo che mi fanno paura (ogni riferimento a M5S è puramente voluto).

        • come sempre hai centrato il punto, anche se sul discorso puramente alimentare vegano devo dire che riesco a spingermi a considerare come “più etica” della mia di onnivora la scelta non mangiare carne. Lo dico a titolo esclusivamente personale, perchè alla fine se volessi essere coerente non dovrei nutrirmi di animali, se non sopporto di vederli soffrire. Sempre a titolo personale non escludo (pur amando immensamente la bistecca!) un giorno di provare quantomeno una dieta vegetariana (una vita senza formaggio non so se valga la pena di essere vissuta), proprio perchè penso che ne gioverebbe il pianeta ed anche il mio senso di colpa.
          Detto questo, forse non dovrà nemmeno essere una decisione mia, visto che se vanno avanti così le cose a livello mondiale la carne tornerà ad essere bene di lusso per pochi, e noi via di fagioli.

      • La soia aumenta le cellule del cancro. Infatti a chi ha avuto tumori la eliminano dalla dieta. Io solo coi comunisti sfegatati mi incazzo più che con i vegani…gli altri non entrano nemmeno nel mio raggio d’azione, per fortuna….

  2. L’estremismo, secondo me, non va mai bene, è un qualcosa di ossessivo. Per me i vegani sono veramente esagerati, ma contenti loro, contenti tutti. Io non sono una gran mangiatrice di carne, anzi ne mangio proprio poca, non mangio assolutamente né agnello, né capretto, questo é il mio estremismo, mi sembra di mangiare un neonato, però ogni tanto sento il bisogno di carne. Certo dovessi uccidere io l’animale, la voglia mi passerebbe subito.
    Ma il mondo è bello proprio perché è vario 😄
    Ciao
    Marta

  3. Verba sai che questa cosa dei vegani su Fb mi ha un po’ turbato? E facevo la tua stessa riflessione proprio in questi ultimi giorni. Ma non è solo il mondo veg, trovo questo atteggiamento diffuso (seppur non hai livelli veg) anche, per dire, nei gruppi di mamme: leggevo proprio ieri quanto sono stupide le mamme che portano i nani in passeggino piuttosto che in fascia. Insomma sarà la crisi, sarà la mancanza di ideali, sarà che cavolo nessò ma c’è questo livore diffuso. A me un po’ spaventa.

    • sulle mamme talebane non ho scritto perchè c’è già un bellissimo post di EroLucy sull’argomento. Comunque sì, le leggo e vedo che alla faccia della solidarietà femminile sono pronte a scannarsi per la minima puttanata. Desolante.

  4. come in tutto, “il troppo stroppia”. che si parli di vegani, mamme-tetta-talebane, ultras.
    per rispondere alla tua domanda, secondo me, sono esclusivi. si sentono “leggermente” migliori degli altri, e vogliono farsi riconoscere dal gruppo. secondo me, sono dei poveretti.
    di che provino a venire a correggere me…me li mangio!

  5. Credo che la tua ultima frase contenga tutto il succo della questione: il fatto di poter dire “io-sono-questo-io-sono-quello” per darsi un’identità e contrapporsi agli altri. Secondo me se una persona è vegana e vuole fare proseliti dovrebbe invitare gli amici a cena e cucinare per loro delle deliziose cenette, dimostrando che 1) i vegani sono simpatici e ospitali; 2) mangiare bene si può anche senza carne.
    Per il resto, chiunque voglia convincermi di una cosa facendomi sentire in colpa lo classifico immediatamente come rompiballe e lo escludo dalle mie frequentazioni.

  6. Oggi mi è arrivata una mail con la campagna di informazione dei Vegani, ” Chi mangi oggi? “.

    Che poi io sono della generazione di Actarus e Goldrake, e per un’intera giovinezza i Vegani sono stati i “perfidi Vegani”. Ecco, scioccato dal messaggio, stasera sono andato al Rodhouse a mangiarmi un Ribeye al sangue. Però il messaggio è giusto, bisogna che voi smettiate di fumare, bere alcoolici, mangiare carne e anche un po’ di astinenza sessuale non guasta.

  7. Post davvero interessante :) non leggo o conosco molte persone vegane (a parte un pediatra che cercava di convincermi a diventare vegana mentre allattavo mio figlio) però avevo notato anch’io il suffisso al nome e mi chiedevo il perché, grazie della simpatica spiegazione. Per il resto ho notato anch’io che credono di essere migliori degli altri ma dopotutto tutti gli estremisti tendono a essere così

  8. Anche io, dovessi procacciarmi l cibo, diventerei vegana. Però hai ragione che il continuo essere giudicati come dei mostri o degli assassini, dopo un po’, rompe il cazzo. E con questo ho detto la mia. Viva la tolleranza!

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