Mamma, le MAMME! (cronaca di tre giorni da zia)

Questi ultimi giorni abbiamo avuto un piccolo ospite a casa.
Chiunque mi conosca a questo punto dirà:
“LO SAPEVO, AVETE PRESO IL TERZO GATTO”.
Invece no.
No, neanche un cane.

Il piccolo ospite è il nipote cinquenne del Tecnologico. Il piccolo ospite era qui da solo, con la sua microborsa da toilette, i suoi micropantaloni, le sue micromagliette, il suo microcappellino e la sua MACROMEGAULTRAENERGIA VITALE.

Per capirci, questo ospitino è talmente buono che i suoi genitori possono permettersi di lasciarlo quattro giorni con noi, che figli non ne abbiamo, di bambini non ne sappiamo assolutamente nulla e che siamo anche discretamente cretini di nostro, ed aspettarsi al ritorno non solo di trovare vivo ed in buona salute LUI, ma pure gli adulti ospitanti.

Mangia, è sorridente, carino, gentile, piglia i no per no, non fa capricci, è coccolone, gioca con tutto e va d’accordo coi gatti. Solo la siglia di FiorellinoGiramondo in loop per 72 ore ha un poco provato i nostri nervi, ma sono dettagli.
(Il pallone ha provato i nervi dei gatti, ma son dettagli anche questi)

Insomma è il tipo di bambino che quando lo porti fuori dopo un poco le mamme altrui iniziano a guardarti brutto, o triste, con la faccia da bassethound e il lampeggiante “ma-io-dove-sbaglio” sulla testa, ed a me questa cosa scatena un’enorme voglia di scusarmi, di dire “sì è vero c’ho le zeppe le unghie pittate e la faccia di una che di notte dorme, infatti sono LA ZIA”.
Comunque per la prima volta in vita mia ho avuto un assaggio di comunità mammesca da parchetto, e devo confessare che ne sono uscita veramente terrorizzata.
A me, le mamme, fanno paura. Sarà l’inesperienza.

Intanto, i bambini urlano. Quasi tutti. Le loro mamme di più. Io per lavoro ogni tanto me la cammino in aziende dove per lavorare hai l’obbligo di protezione auricolare, e sono pronta a giurare che i parchetti, le piscine, le vasche con la sabbia ed i famigerati “gonfiabili” hanno intorno un volume di decibel che in confronto il reparto molatura degli acciai speciali è il monte Athos.
Poi, la conversazione che nasce spontanea mentre i bimbi giocano: UN FOTTUTO CAMPO MINATO! Le mamme, quasi tutte, si stanno lamentando. Il bambino non mangia, non beve, non dorme, picchia i fratellini, non ascolta, è stitico, è capriccioso, insomma il generico, quello che ognuno di noi ha sentito mille volte per direttissima dalla mamma propria. Solo che poi le mamme non vogliono una risposta, no! le mamme vogliono essere assecondate, ed è tipo un gioco a scacchi che tu, non mamma, non sei proprio in grado di giocare.
Sono carinissime, partono veramente innocue, dolci: “Scusi sa se Armandino sta cercando di cavare un occhio al suo bambino, è nella fase della violenza abbestia e dei capricci ululanti”.
Tu, come nei libro-games, hai due scelte:
1) “ah sì vedo vabbè al giorno d’oggi occhio più, occhio meno, si figuri”.
2) “beh se prova a richiamare un attimo L’Armandino Furioso io mi sincero che MIO NIPOTE sia ancora tutto intero”.

Se rispondi la 1, oltre a venir fulminata sul posto ti cucchi il riassunto di tutti i libri di Tata Lucia in cui si spiega che il bambino che mena è IL MALE IN TERRA.
Io capisco che nessuno voglia essere il genitore del “bambino che mena”, ma sono anche sicura sia ancora peggio essere il genitore di quello che le piglia sempre.
Parola di ex bambina che le pigliava sempre.

Se rispondi la 2, SCIAGURA A TE! Intanto mio figlio è buonissimo, ipergeneroso pacioccone amoooore di mamma, la sua è solo una fase, poi suo nipote ha provocato mio figlio scegliendo un secchiello più bello del suo, eppoi SE LEI NON E’ UNA MADRE NON PUO’ PERMETTERSI DI PARLARE.
(eccheccazzo, ma che è in fase istericoaggressivaferoce mica l’ho detto io!)

Io, per l’appunto, non sono una madre. Però sono mezza sarda: sono piccola, sono riccia, sono scura, e se mi girano le balle ti meno.
Io, in questo preciso momento, non c’ho obblighi educativi di sorta. Non devo dare nessun buon esempio per la vita. Quindi io, adesso, prendo il secchiello incriminato e te lo calco in testa, poi scosto Armandino dalla schiena di mio nipote, tappo le orecchie al nipote suddetto e me ne vado imprecando ad alta voce volgarità che Armandino imparerà al volo e riproporrà ad ora di cena. Ecco.

No, la risposta giusta è quella che io, da “nonmamma”, non posso dare: perchè non la so!

In compenso di “risposte giuste” posso ascoltarne un sacco ed una sporta.
Prova a dire che ieri il pargolo ha voluto pasta al sugo (e che ti risulta che il 70% della sua dieta sia pasta al sugo in questo momento) e non sai cosa dargli a cena.
Provate. Io vi sfido ad andare ad un parchetto alle cinque di pomeriggio e dire:
“Ieri ho fatto la pastasciutta ed oggi non so cosa preparare per cena a MIO NIPOTE”.
Il 10% partirà in quarta con “IO MIO FIGLIO NON LO LASCEREI CERTO A DEGLI ZII INESPERTI”.
Sì, sono dei genitori impavidi, sono d’accordo…ma la cena?
Un 20% scoppierà a piangere e ti confesserà che il loro, di figlio, MAMMAGARI la pasta al sugo. Preghiere suppliche disperazione, e alla fine accetterà di ingurgitare mezzo kinder pinguì guardando cartoonito.
Sì, ok, a me dispiace, ma…la cena?
Il restante si accapiglierà sulle ricette serali migliori per dormire bene, fare la cacca, rispettare l’ecosistema.
Ecco la cena.

Mentre loro litigano, tu dileguati.

Insomma ieri alla fine di una giornata di piscina, scivoli d’acqua, altra piscina, ancora scivoli, mangiare panino, schifare melone, no-il-bagno-ora-no, gonfiabili, sabbia, altri gonfiabili, zia giochiamo che tu eri questo e io ero quello, zia posso avere un ghiacciolo (per altro qualcuno mi spiega perchè immediatamente, alla comparsa di un bambino, gli uomini fanno quadrato e tu ti trovi istantaneamente relegata nel gruppo femmine, MENTRE PURE IL TUO AMICO STORICO INIZIA A FAR COPPIA CON TUO MOROSO?), zia vado sullo scivolo dei grandi con lo zio, zia guarda, zia vieni, zia sali, zia fatti i cazzi tuoi che sono grande e so nuotare (altezza acqua: 50 cm), ho pronunciato per la prima volta in vita mia la frase mantra di tutte le estati:
“Esci dieci minuti dall’acqua che hai le manine a grinze”.
E stupefatta come di fronte al derby dello 0-6, ho visto questo bambino santo, santo, santo, pigliare, uscire dalla piscina e venire a farsi asciugare senza dire nè no nè bò, col sorriso e gli occhioni felici.
Questo bambino bellissimo, che mi chiama “Sia” con la esse al posto della zeta, che la sera mi si arrampica tra le braccia e mi chiede di raccontargli la storia di come ho conosciuto “lo Sio”.
E mentre questo bambino piccolo e nero com’ero io alla sua età si strofinava contro l’asciugamano, ho sentito distintamente la sciura davanti a me, sfinita dal tentativo di recuperarsi la pargolanza dall’acqua, mandarmi telepaticamente la parola:
“Stronza”.

Ed ho saputo, veramente saputo, di meritarmela.
A me col cazzo che verrebbe così buono, un figlio.

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30 pensieri su “Mamma, le MAMME! (cronaca di tre giorni da zia)

  1. Ti mando qualche giorno PdC che te la stai cavando alla grandissima, poi lui tanto si arrangia, a massimo ti chiede le chiavi della macchina per uscire con gli amici :D
    E comunque le mamme fanno paura anche a me, pensa un po’ !!

    • Io so cantare la haka in dialetto veneto, andremmo d’accordissimo. Scherzi a parte, spesso non riesco a commentare i post su blogspot perchè mi spariscono invece di venire pubblicati, ma tu sai che leggo con enorme interesse tutto quello che scrivi su PdC, da brava “ex fidanzatina tredicenne di rugbysta tredicenne”, mi ricorda tanto la mia adolescenza, i campetti, le partite di domenica, la fermata dell’autobus accanto al campo di allenamento… tante cose belle:)

  2. Anche per me un sacco di mamme/papá sono da internare. Senza poi considerare che ci troveremo con un esercito di Armandini che se c’era Erode faceva anche la seconda passata, così, per non sbagliarsi…
    Un altro incubo che anche a me scatenava istinti assassini erano i genitori “ATTTENTO!” A cosa? A tutto, dalle foglie secche ad una escalation di gabbie psicologiche che se alcuni bambini avessero una dialettica da adulto dopo un’ora al parcheggi dovrebbero rispondere “machecazzo mamma, mi hai portato in Vietnam e vuoi che muoia o cosa? Era meglio se mi alienavo davanti alla Play con retine e cervello in pappa…”
    La cosa triste è che un mucchio di gente dovrebbe chiedersi seriamente se il proprio DNA sia così idinspensabile per i posteri.

  3. Ahaha!! Fantastica e bravissima! ;)
    Non so se è solo una mia impressione ma qui in Usa sono molto più tranquilli.. Non li sento mai urlare, i figli ubbidiscono e la mamme tranquille.. O si drogano tutti o prendono le cose un po’ più easy! Io ho tenuto due bimbe di un’amica x 2 giorni e mi avevano visto x 2 ore prima.. Rilassatissime! Più della sottoscritta!!! ;)

  4. Ahahah! Eppure sembra che tu te la possa cavare benissimo. Io adoro i bambini da quanto esiste mio nipote che al tempo stesso, crescendo, me li sta facendo temere.

  5. Benvenuta nel terribile mondo delle mamme iperprotettive, iperorganizzate, ipersnob, iperbrave, ipereducatrici, l’importante che siano iper perchè solo un’ipermamma cresce un figlio che poi mandaaffanculo la maestra il primo giorno di scuola. Ho fatto veramente fatica a socializzare al parchetto: un po’ perchè sono un papà, un po’ perchè avrei preso a schiaffi a due a due finchè diventavano dispari, il 90% dei pargoletti. Sono arrivato anche a istigare alla violenza Rango per difendere la sorellina che era finita sotto le grinfie di uno stalker in miniatura che la stava malmenando da mezz’ora insensibile ai richiami inutili della madre e anche ai miei vivi consigli di smetterla. Rango ha un po’ travisato la questione e ha buttato giu’ dallo scivolo il molestatore. Parapiglia generale con dito puntato di Rango verso di me ” Me l’ha detto papà!”. Sono diventato in breve il Pacciani del parchetto. Un po’ me ne vergogno, un po’ me ne vanto.

  6. Io è meglio che taccio… ;)
    E però notavo una cosa, verba, che il tuo trovarti da “zia” tra mamme (e che mamme!), è stato un po’ come per un uomo scrivere di maternità… :D
    Scusa non ho resistito :D

  7. Ho capito qual’e il mio problema con le mamme del parco, son bassa, riccia, sarda ma bionda, mannaggia a me :)
    Certe mamme le riconosci basta guardare i figli, soprattutto quelli più maleducati, in queste vacanze ne sto vedendo di ogni, e diciamo che noi sarde siamo le più tranquille

  8. Pingback: il gene del gioco (zia verba e le figur’e’mmerda) | Rem tene, verba sequentur. O anche no?

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