de ministritudine: c’abbiamo un nuovo tabù.

Noi in Italia abbiamo pure il detto “Piove, governo ladro”.

In un paese che nella sua pancia contiene altri 3 paesi, le banche di San Marino, il “lievissimo ingombro” del Papa nel Vaticano, ed il Pianeta dei Cretini sparsi dal manzanarre al reno, un paese che non è mai d’accordo su nulla, in cui nessuno ha mai una responsabilità, lascia stare una colpa, in un paese in cui 3 fazioni politiche se la cantano e se la suonano a colpi di “sveeeglia!” mentre noialtri si va a fondo, UNA, UNA CERTEZZA C’ERA: potevi insultare chi stava al governo. L’insulto al Ministro, al Deputato, all’Onorevole, al Candidato, era di fatto l’unico punto d’accordo della penisola. Ho visto fior di liti evitare di finire al coltello con il sempreverde “TANTO SONO TUTTI LADRI – TANTO E’ TUTTO UN MAGNA MAGNA”.
Ma da oggi no.

No, perchè adesso c’abbiamo la Kyenge, ed un nuovo slogan: “grida anche tu razzista a chi critica la ministra”; e mica solo agli improponibili animali della fattoria riuniti sotto i vessilli della Lega, no. No. A *chiunque* osi criticarla.
Non ricordo particolari alzate di scudi quando andò una comica in piazza a dar della bocchinara alla Carfagna (no, la scelta di termini non è casuale). E quanta gente ha riso, quando Berlusca diede del cesso alla Bindi. Eh certo, è molto più grave dire incompetente al ministro congolese, piuttosto che puttana o mostro alla ministra donna. Del resto, è donna. Oh, volevo dirvelo, par che sia scorretto anche quello.

Che poi quello che veramente mi fa incazzare è che la maggior parte di queste difese aprioristiche la vedo arrivare da expat. Allora io posso anche capire che uno si identifichi, con una persona che difende a spada tratta i diritti di chi emigra in un paese straniero.
Mi piacerebbe però pensare che un Ministro della Repubblica Italiana abbia a cuore la Repubblica suddetta. Mi piacerebbe pensare che un Ministro della Repubblica Italiana sia orgoglioso di esserlo. Non che utilizzi la sua posizione per lottare in difesa dei diritti di cittadini di altri paesi, punto e basta. Mi piacerebbe pensare di poter dire che non condivido le sue battaglie senza beccarmi da razzista, perchè a me onestamente della provenienza dei Ministri non me ne frega un accidente, ma cristo tu, Ministro, sei lì PER NOI. Non per il Congo, non per l’albania, non per il marocco, la tunisia, la francia o lo sri lanka.
E l’integrazione funziona a due sensi. Tu arrivi. Io ti accolgo. Tu sottostai alle leggi italiane. Io pure. Non ti vanno? Peccato. Tante non garbano neanche a me.
Adattati. Adattiamoci. Voi che siete andati via, vi siete adattati? O là fuori, nei paesi in cui siete, ci sono ministri italiani che combattono per i vostri diritti di emigrati, facendosi sentire come un corpo estraneo, quando non antagonisti, da mezzo paese?
No, eh. Mi sa di no.
Giusto in italia ci si deve vergognare per conto terzi.