back to December, all the time.

Chiunque mi conosca abbastanza bene, di persona dico, sa che io di musica non capisco veramente nulla. Niente. Zero. Nada. Per me la musica è come la pittura, questo mi piace, questo no, questo ancora sì, questo mi fa schifo, e magari sto discriminando de chirico a favore di qualche crosta di paesaggio marino. Ascolto un poco di tutto, tranne il jazz. Il jazz non lo sopporto, non lo reggo, l’unica cosa che reggo ancor meno è la musica latina, tanto per capirci.
Ultimamente, da tamarra dentro verace, sto in fissa col country. E mica il country DOC, mica Don McLean, no.
Taylor Swift, tipo.

In particolare questa settimana è la volta di questa canzone qui:

Perchè il bisogno di confessare questi gusti di emme in fatto di musica?
Perchè una delle strofe di quella canzone, che parla di decisioni sbagliate prese in passato dice “I’d go back to December turn around and change my own mind”, così io che vivo in una perenne fase meditativo compulsiva ho passato qualche ora del mio tempo a chiedermi ma io, io, se veramente potessi tornare indietro di una ed una sola decisione in campo amoroso, UNA UNICA, io che farei?

E mi sono resa conto con sommo orrore che no, non cancellerei la più obbrobriosa delle one night stand quella col matto mitomane che il giorno dopo mi ha nascosto il regalo di compleanno in camera da letto perchè “magari da qui ad aprile non ci vediamo più” (era novembre…) e mi ha perseguitata a colpi di “ma io ti amo” nei mesi a venire, no, non riprenderei il fidanzato che mi ha spezzato il cuore per altro facendosi mollare come nella migliore delle tradizioni, no, non mi depilerei quella sera particolare che poi insomma la depilazione mancata è il vero grande anticoncezionale accettato anche dalla chiesa cattolica, no, non chiamerei per prima quell’altro che poi ho perso di vista e neppure romperei le corna con un’abat-jour all’Epica Testa di Cazzo di cui tanto ho parlato.

Io, se potessi tornare indietro UNA ed UNA SOLA volta in tutta la mia vita amorosa, tornerei al giorno in cui ho conosciuto il mio ex storico.
Al MINUTO PRIMA.
Ed inizierei a correre nella direzione opposta. Veloce. Molto veloce.

Perchè caro il mio ex, io in sei anni sono andata a ballare una volta.
UNA VOLTA, dai 24 anni ai 30.
UNA VOLTA, in sei anni. Ed io amavo, adoravo ballare. E tu no. E vincevi sempre tu.

Perchè caro il mio ex, in sei anni non si capisce come, avendo un lavoro e vivendo per almeno 5 di quegli anni coi miei, non c’avevo mai una lira perchè “eravamo in due”.

Perchè caro il mio ex, quando ce l’avevo una lira comunque tu volevi andare in vacanza in qualche posto buco di culo senza nemmeno un bar, vicinissimo a mammà, sporco lurido e con cucinino, dove IO cucinavo pranzi e cene mentre tu fissavi il vuoto e ringhiavi. E poi mi dicevi “non ho fame”.

Perchè caro il mio ex, ho aperto le cartelle documenti del vecchio pc defunto da un decennio e c’è la descrizione di una vera vita di merda, giorno dopo giorno, fedeli alla linea come dicevano quelli lì, dove la sottoscritta lavorava dalle 8 alle 20 quasi no-stop, litigando via sms nel pochissimo tempo libro e nel frattempo rifiutava ogni sorta di inviti, che fossero di amici, parenti, lontani conoscenti: la sagra no che c’è casino, la disco no che è tamarra, il pub no che è proletario, il week end fuori no che costa, conoscere gente no che poi la gente s’attacca c’ha i microbi cosa vuole la gente da te cosa vuole la gente da me cosa vuole la gente, aaaaargh?!?!?!??!?!

Ma soprattutto caro il mio ex, ho aperto le cartelle documenti del vecchio pc defunto da un decennio e oltre al diario dell’epoca ed alle mail ed ai log delle chat ci sono le foto.
Le nostre, dove sembro una persona morta prima del tempo e rimessa in posa per la foto della lapide.
Le foto dei miei amici, che si divertono, mamma che giovani! e noi non c’eravamo mai.
E poi le foto di persone perse di vista, tra cui alcuni di coloro che in quegli anni hanno fatto parte del capitolo “inviti NON LECITI rispediti al mittente”. E c’è uno che sembra la pubblicità di intimissimi uomo. E mi scriveva delle mail bellissime. Ed io pensavo “Maddai che fai la brava che stavolta ce la fai” e premevo canc, canc, canc.
Per te.
Mica per convinzione morale. Per te.
Un fottuto modello di mutande da maschio.
Per te.
Mi aveva prenotato un biglietto aereo, del tutto estemporaneo e senza dargli corda.
E gliel’ho fatto annullare. Sdegnata.
Per te.
Ad uno con quegli addominali lì.
Per te.

[Che adesso che sto col Tecnologico ho il mio vaso di pandora al contrario, invece di uscire fuori tutto, entra tutto dentro alla nostra storia, finchè non ci sono più mancanze, nè assenze. Ma tu. Ma tu, sant’iddio. Ma che m’è preso per sei anni?]

Ma che mi passava per la testa a ventanni&rotti a me?

I’d go back to December turn around and make it alright.
I’d go back to December turn around and change my own mind.
I go back to December all the time.
All the time

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16 pensieri su “back to December, all the time.

  1. Cara mia tornare indietro non si può, ma rivedere bene la merda ingoiata tende a non far ripetere facilmente gli stessi errori. Anche se certe tendenze autodistruttive sono difficili da abbandonare. N’è di qualcosa. Stai in campana. Un abbraccio. Eli

  2. Se la fatica e il finire in situazioni che (chissà perché poi) ti devono necessariamente fare a pezzi e snaturare, servono ad arrivare, dopo, a un vaso di Pandora al contrario, come l’hai descritto tu, con quelle parole bellissime, non dico che ‘vale la pena’ (che dire che il male vale la pena è da scemi e anche un po’ da cattolici) ma ci si può stare, credo. Un abbraccio

  3. ecco…questo post potrei averlo scritto io. Mi conforto dicendomi che siamo la somma di tutte le nostre scelte. Quelle giuste e quelle sbagliate. Quelle sbagliate magari ci hanno donato la sensibilità. Però…sono sempre incazzata per aver gettato nel cesso il mio tempo.

    • Ma infatti io per qualche tempo ho cercato di dirmi che quello che ho vissuto in quei sei anni mi ha resa la persona che sono ora, solo che credo di essere giunta alla conclusione che è vero solo in male. Ho imparato solo ed esclusivamente questo: a non fare MAI questioni di principio in amore, a meno che la questione non sia veramente una di quelle enormi e non negoziabili. Per il resto, solo tante ansie in più. Che balle.

  4. Senti ma dimmi che almeno a letto era una bomba… o qualcosa di buono che aveva… sei anni, santa pace… ma andarlo a cercare e dargli un pugno sul naso?

    Vuoi del Country? Vero Country?

    “What kind of music do you usually have here?”
    “Oh, we got both kinds. We got country *AND* western”
    (cit. Blues Brothers)

    • Hahahahaha Max, che posso dirti? Certo che aveva dei pregi, anzi i pregi superavano i difetti, è una persona carismatica, intelligentissima, con un senso dell’umorismo eccezionale, solo la nostra relazione faceva veramente schifo, fin dall’inizio. Lui era estremamente “chiuso” ed era convinto che la vita di coppia dovesse essere “di coppia”, punto. Io che sono estremamente estroversa e che della curiosità per le persone ed il mondo non riesco a far a meno, tanto fa parte di me, ho voluto convincermi che avesse ragione lui. Era la mia prima storia “davvero seria”. Ed è anche uno dei motivi per cui sono invelenita con le persone che sostengono che la vita di coppia è NORMALE che sia faticosa, grigia e fatta solo e sempre di compromesso doloroso. Adesso che ho una storia felice, in cui sono me stessa al 100%, con un fidanzato abbastanza intelligente da lasciarmi un guinzaglio LUNGHISSIMISSIMO, ed abbastanza innamorato da farmi sentire ugualmente fondamentale ed amata, so che tutti i consigli e le rassicurazioni ricevute quando cercavo di capire se facesse schifo la mia storia d’amore o il concetto di relazione stabile erano enormi stronzate.
      Sono sicura che avremo anche avuto momenti felici, ma io ricordo solo ansia, angoscia, litigi, rinuncia e noia, noia, noia.

  5. “Conosco un paio di coppie che funzionano. Ma funzionano sul serio, nel senso che vedi due persone felici, che condividono tutto, dalle preoccupazioni per il conto in banca al tovagliolo a tavola, pur mantenendo le rispettive identità, amicizie, passioni. Sono persone che vedi felici anche quando l’altro non c’è, perché sono risolte e piene anche nei giorni d’assenza. Persone che si amano e che ridono molto, che vivono una vita insieme continuando a tifare l’uno per la vita dell’altro. Che non si sentono monche se l’altro non c’è, ma con un braccio in più se l’altro c’è. Io la felicità l’ho vista li’. Il resto, ossessioni, ansie, struggimenti, sono robe che hanno a che fare con l’affanno. E l’amore felice non s’affanna. L’amore felice respira lentamente, a pieni polmoni. Avrei dovuto capirlo, quando mi credevo felice col fiato corto.” …..cazzo…..l’ha capito la Lucarelli!!!!!! :D

  6. oh Ma che bello bello bello il commento qua sopra proprio il ritratto perfetto ecco. Baci Verba, 6 anni non sono pochi, ma insomma ora sei oltre, questo è ciò che conta!!! ****

  7. Cambiano solo le età. Per il resto sono io.
    E il detto “mal comune mezzo gaudio” sarà anche una cretinata, perché non son contenta che qualcuno abbia passato questo.
    Però è in un certo modo consolante sapere che qualcuno ha la stessa prospettiva ed è arrivato alle stesse conclusioni.
    Perché sì, le esperienze servono, anche quelle cattive, perché sì, senza queste esperienze non saremmo noi, ma che cavolo! magari ci possono essere altri modi per essere noi, senza doversi annullare completamente e mandare in frantumi anni della propria vita, che inevitabilmente nessuno ti restituisce. E che faranno comunque parte di rimpianti e pentimenti vari e a vari livelli.

    Grazie.

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