Questa città è troppo piccola per tutti e due.

Uno dei problemi dell’abitare in una città piccola è che nonostante non sia abbastanza grande da creare l’effetto “1.000.000 di sconosciuti”, non è neppure abbastanza “comunità montana” da far sì che ci si conosca tutti di faccia; no, è la via di mezzo, quella dei 2 gradi di separazione circa, che fa sì che 99,99 su 100 lo sconosciuto con cui fai due chiacchiere al bar sia il fratello, cugino, marito, collega, ex, di qualcuno che già conosci, ed il rapporto di parentela verrà rivelato nel momento esatto in cui tu, casualmente, rivolgerai un pensiero ed una parola men che gentile al conoscente suddetto. Ovviamente nel mio caso questa faccenda delle dimensioni cittadine è stata per anni terreno fertilissimo per figure di merda colossali, da “oh quanto non lo sopporto quello, è un lumacone!” “E’ IL MIO RAGAZZO”, a “uh mamma quella stronza della mia prof.” “E’ MIA ZIA” e via cantando, il che è alla lunga riuscito ad insegnarmi a vivere secondo il motto “Se non puoi dire qualcosa di carino, non dire niente”; c’ho messo giusto quella trentina abbondante d’anni, che sarà mai?
Del resto, quando c’è la salute…no?

Quando superi per l’appunto la trentina abbondante e vivi in una piccola città, succede che assisti al cambio generazionale. I bar passano da padre che faceva dei tramezzini inarrivabili a figlio che risparmia sul caffè a misteriosa famiglia di cinesi che riversa macchinette mangiasoldi in ogni angolo libero. I negozi passano da Drogheria (la madre) a Boutique del Salame (la figlia) a Negozio di Sigarette elettroniche (il nipote cretino). Le Aziende ficcano in consiglio di amministrazione il pargolo, che come prima cosa taglia le pause caffè dei dipendenti, trasforma lo spaccio aziendale in “Outlet” e poi stanco dal duro lavoro corre a comprarsi una Maserati fucsia.
Succede in tutto il mondo? Certo.
Ma in una città piccola tu li conosci tutti. Il padre, i figli, i nipoti cretini che erano a scuola con te, conosci l’intera famiglia, ti ricordi anche il nome del cane.

Così quando apri il giornale e trovi i loro nomi nel resoconto della riunione dei Giovani Industriali, un po’ di mal di pancia ti viene. Tanti piccoli Marcegaglia al timone della Regione. Signore, pietà.
Così, quando apri il giornale e trovi l’ex protofascio che in confronto Borghezio era di SEL, fotografato accanto a qualche sottosegretario durante non si sa bene quale inaugurazione, con la didascalia “assessore”, un poco quel mal di pancia aumenta. Signore, pietà.
Così, quando apri il giornale e ci trovi quel tizio che cento ne pensa e manco una ne finisce, intervistato per il suo nuovo progetto rivoluzionario che cambierà volto alla città – LUI? Quello che falsificava gli esami sul libretto e campava rivendendo carte di Magic?!, il mal di pancia diventa qualcosa di serio, tipo che valuti l’orribile ipotesi di dover ridurre il caffè. SIGNORE, MI SENTI? PIETA’!
Ed infine viene il giorno che apri il giornale e c’è LUI. Lui, l’inutile ectoplasma morto di figa che ogni giorno, ogni giorno arrivava al bar dove tu lavoravi. Lui, che alle 12.00 puntuale come solo Equitalia, la Morte ed il Canone Rai – e con la stessa irresistibile simpatia – si presentava ed ordinava “un macchiatino” con i capelli ancora umidi di doccia e l’odiosa voce nasale strascicata. Lui, che a 25 anni ancora non aveva dato manco un esame, spendendo e spandendo alle spalle della “mamy” che lo adorava, cosa di cui non mancava mai, dico mai, di vantarsi. Lui che “dai cazzo stavolta mi dici di sì, che ti passo a prendere con l’ammiraglia”. L’AMMIRAGLIA? La MITRAGLIA!
Lui, che era pure l’ultimo ad uscire dal bar – le notti che gli hai bestemmiato a ritroso venti generazioni di parenti – che ti faceva chiudere cassa alle 3 del mattino, tanto “io domani mica lavoro eheheh”.
Lui.
Lui che si candida a Sindaco.
Perché lui sa “come fare il bene della nostra città”.

No, mal di pancia non avrai la mia pelle.
SIGNORE, MI SENTI? DIMENTICATI LA PIETA’. VORREI DEL CIANURO, L’INDIRIZZO DEL BAR DOVE FA COLAZIONE ADESSO E L’AVVOCATO DI KABOBO. GRAZIE.

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50 pensieri su “Questa città è troppo piccola per tutti e due.

  1. non si fa così, il mal di pancia l’hai fatto venire a me!
    adesso (o fra un paio di settimane, quando risponderai ai commenti ;) ) vorrei che mi dessi, seriamente, la tua opinione del perché siamo così coglioni, e del perché non chiedono in coro con te “signore, pietà!” tutti i tuoi concittadini, e non cacciano l’inutile ectoplasma a pedate!
    e poi vorrei capire anche perché sono questi i personaggi che con maggiore continuità si ripropongono nelle funzioni pubbliche, perché non ti ci sei candidata tu a sindaco, perché non il tecnologico! che io una spiegazione ce l’avrei pure, però poi mi si dice che faccio di tutt’erba un fascio, che sono per l’anti-politica (che sono un sovversivo). e poi finisce che qualcuno mi ripete qualche frase fatta, tipo “la politica deve tornare a dare risposte” (che è l’unica cosa che ho sentito ripetere alla boldrini, come un disco rotto, da quando s’è insediata) e poi l’avvocato di kabobo serve pure a me.

    • Swann, verba mi perdonerà se intanto ti rispondo io. La domanda che tu fai è pertinente, io sarei disponibile a scommettere una ragionevole somma, no anzi, visto che si tratta di verba la somma è irragionevole, dunque sarei disposto a scommettere una irragionevole somma sul fatto che verba e il tecnologico non si presentano come sindaco perché hanno un problemino che si chiama pagnotta. Sono troppo impegnati a portare a casa una pagnotta che già così come stanno le cose implica pochissimo tempo a disposizione per fare quello che realmente varrebbe la pena di fare.
      E non conosco sufficientemente le vite private, ma sarei anche qui disponibile a scommettere sul fatto che non ci sono genitori adoranti che finanziano le mattane dei pupi, ma genitori che hanno fatto nella loro vita quel che verba e il tecnologico fanno ora, cioè farsi il mazzo per portare a casa la pagnotta. Poi mica deve essere per forza pane azzimo, capiamoci. Magari è una pagnotta con lievito madre e sesamo sopra, di quelle che si sciolgono in bocca, ma sempre pane quotidiano è. Non è una pagnotta che si auto moltiplica e rimane lì a sfamare figli e nipoti e pronipoti. Ecco perché verba non si presenta, secondo me.

      • Un altro vincolo, oltre alla pagnotta, sono le conoscenze. Che in politica contano molto più delle idee e tanto quanto i soldi.
        Perché il problema non è presentarsi, ma farsi eleggere; non bastano buone idee, ma servono appoggi influenti e soldi per propagarle queste idee. E non scordare che viviamo in una nazione che per vent’anni ha creduto all’assioma “imprenditore di successo = buon governante” (e tralasciamo il modo in cui sia arrivato al successo)

      • max, non vorrei che la mia “invettiva” fosse stata fraintesa. Ti dirò anzi che, poiché ormai sono ampiamente prevenuto (non ho difficoltà ad ammetterlo), se verba si fosse candidata a sindaco l’avrei guardata con un po’ di sospetto, perché le brave persone che entrano in politica sono così rare che quel passo mi paralizza, mi suscita sospetto, e il meglio che posso fare è sospendere il giudizio… troppo fiducioso, non riesco ad essere mai. Ma, alla fine, è proprio di questo che volevo parlare, è proprio su questo che chiedevo soccorso: per quale motivo consentiamo tutto questo anche nelle piccole realtà, dove non siamo goccia nell’oceano ma potremmo avere controllo? Che cosa è successo a questo popolo, che sembra non avere più un cervello con cui ragionare? Perché gli inutili ectoplasmi si presentano e vengono votati, nonostante ci siano persone come verba, che, oltre a saper ancora usare il cervello, sanno anche comunicare, e ricordare in modo diretto al mondo che quell’individuo è, per l’appunto, un inutile ectoplasma? Mi pare di essere in un film (la notte dei morti viventi)…

        • Beh dai lui s’è candidato ma mica è stato ancora eletto. Poi quando hai cinque minuti, da cittadino di quella bella città, mi spieghi cosa diamine v’è saltato in testa a voialtri quando avete (hanno) eletto la Jervolino a sindaco!??! ;)

          • maccheneso roba da pazzi se ci penso adesso. diciamo che a quel tempo bassolino non era ancora stato smascherato, qualcuno se ne ricordava ancora come “il sindaco più amato d’italia” (sic!) e il suo appoggio è stato decisivo. la china presa da questa città nell’ultimo decennio è una cosa che fa rabbrividire. io per parlare di queste cose non trovo le parole. servirebbe una verba napoletana :)

          • sarebbe uno spasso.
            qualche volta t’insegno qualche espressione, va, così condisci il prossimo post ad alto contenuto di turpiloquio con qualcosa di veramente forte :D

    • lol, in realtà ti hanno già risposto max & fedifrago, l’attivismo politico è qualcosa che generalmente ti attrae quando sei molto giovane, e devi dedicare (gratis) tanto tanto tempo, tanto tanto lavoro (sempre gratis) e tante tante risorse, e vieni ripagato in visibilità e “creazione di una rete clientelare”… il problema è che per quanto mi riguarda già a 20 anni io quel tempo non ce lo avevo, poi dopo aver toccato con mano alcune realtà (principalmente il fatto di poter fare 10 riunioni di ORE senza produrre nulla, decidere nulla, chiarire nulla, e senza che di fatto ci fosse un ordine del giorno anche solo vagamente utile non dico alla società, ma almeno alla comunità, in secondo luogo il capetto del circolino che mi “intimava” di indicargli quando potesse trovarmi sola a casa, che mi sarebbe venuto a trovare) sono fuggita a gambe levate nel giro di un anno.
      Quanto alla mia città, sono 19 anni che si barcamena tra due sindaci due, di fazione opposta, ugualmente arroganti, ugualmente inutili quando non dannosi. Non s’è ancora eletto il terzo, magari è la volta buona che non votiamo un cretino. Chissà. Certo che al giorno d’oggi i sindaci sono più che mai preposti ai tagli ed al fare cassa, e neanche per colpa loro. Io non sono ottimista.

      • ottimismo? chi era costui? comunque tutte le mie domande ne sottointendevano un’altra, che è valida per la politica quanto per l’università, che è il luogo in cui me la pongo quasi quotidianamente: ma questa umanità qui, che amministra, che occupa le posizioni di vertice, viene selezionata già così, o ci diventa dopo essere entrata nell’ingranaggio? o è un fenomeno additivo, che si autoalimenta? dovesse qualcuno avere una risposta, mi alleviasse questo peso, per favore.

        • Ti stavo rispondendo un post lunghissimo e wordpress ha deciso di inghiottirlo :( Comunque secondo me metà e metà. Metà parte bene e si “corrompe” per strada, metà… metà è gente che già a 18 anni non aveva voglia di fare un cazzo, facevacose&vedevagente, bivaccava nei circolini, cresceva discutendo della rava e della fava, leccando culi, facendo favori, salendo la piramide piano piano. Alla fine partono che sono già mediocri senza interessi, perché i buoni e gli eccellenti si danno da fare, non sopportano di buttare via il proprio tempo in quel modo…Poi ci sono 1) quelli sani. dai, statisticamente qualcuno ci sarà 2) quelli che facevano tutto altro, tipo gli imprenditori con squadra di calcio al seguito (no, ma che hai capito? Sto parlando di Callisto Tanzi e della D.C.!), e che si sono tuffati dentro per difendere i propri interessi…

          • guarda mi prendo per buoni i tuoi spiragli di ottimismo, tipo quello “statistico”. ma la tentazione di chiudere con una citazione musicale buona per ogni (mio) tempo è troppo forte. “ma la voglia di fuggire che mi porto dentro non mi lascerà”

          • io col vento ci parlo spesso, anche in qualche post passato. ora vado a sentirmela, che non la conosco. (la mia era da “cento mani e cento occhi” del banco del mutuo soccorso. sai com’è, un album che si chiama “Darwin”, per un biologo… :) )

  2. Capisco la situazione, uh come la capisco!
    Però mia mamma quando vede il mio ex/dirigente della Lega Nord (Gesù perdonali(mi) perchè non sanno quello che fanno!) gli chiede ancora se si è laureato a Farmacia (età di lui: 30 anni). E la risposta continua ad essere no.

  3. Ma diacana….ma stavo giusto litigando qualche giorno fa con un mio amico che mi diceva di fare qualcosa, di mettermi in proprio, ed io mi sono inalberata perché non riuscivo a fargli capire che al giorno d’oggi sono gli stupidi a fare carriera, purché siano stupidi ricchi. Ed io stupida magari un po’ lo sono, ma sopratutto sono poveraccia. Lui non ci crede, ma vedi che è vero????!

  4. cara mi hai fatto morire dal ridere stamattina :) grazie !!! bel post !! i commenti impegnati li lascio agli altri senno` l effetto sorriso m svanisce dal viso (oddio la rima nn era voluta :| ) ciao!!

  5. Vivo a Torino. Ci sono più persone e più gradi di 2 gradi di separazione. Ma anche qui vige l’inverso della meritocrazia. C’è l’idiotocrazia: più sono scemi e più tendono a occupare posti di “comando”.
    Alex

    • Concordo e non ho la risposta, individuerei l’inizio del fenomeno col “riflusso” dei primi ’80 del secolo scorso; chiaro che poi si è esteso a macchia d’olio, anche per cause “esogene”. Insomma un cancro!

    • Siete in tantissimi, di torino e del piemonte in generale su wordpress. Una cosa che veramente non sapevo è che – a mio gusto e mio parere – scrivete bene tutti! Una roba mai vista prima. Hai capito i sabaudi?
      Idiocracy è un film sul proliferare dei cretini, lo hai mai visto? :D

      • Ma sai che anche io ho notato la presenza di parecchi blogger sabaudi? E non ho idea di quale sia il motivo :-) Idiocracy non l’ho mai visto. O meglio, mi sa che ne vedo possibili versioni ogni giorno al lavoro. Comunque lo guarderò. Grazie del consiglio. Alex

  6. Idem in tutti i paesi! Pure da me! Del tipo che il tizio che fino a ieri organizzava la festa aptronale, fatto assessore, se ne è sbattuto altamente e vive nella sua bnella casa senza neanche far capolino in quella chiesa che lo ha visto crescere e ruggire come un lkeone al gladiatore….

  7. che dire? prego con te per il tuo e per quelli che conosco io!
    e aggiungo un’amichevole pat pat sulla spalla. Che non risolve, ma spesso fa bene.

    ….troppo diplomatica. Auguro loro la peggiore diarrea di tutti i tempi!

  8. son cose che altro che mal di pancia e signorepietà… Perchè un conto è intuire la loro imbecillità, un’altra è conoscerla a menadito.
    Sticazzi. perdona la volgarità, ma il nervosa mi tarpa il linguaggio!

  9. Uhhhh che contagio questo mal di pancia. 2 cose:
    A Super figuraccia, incontro il fidanzato (ora marito) di una cara amica per la prima volta, abita in un paese dell’hinterland milanese dove risiedeva una mia compagna di classe e dico “ah, ma dai abiti a XXXX conosci XXXX? Sai suo padre sembra sempre ubriaco.”
    Risposta “Sì, è mio zio!” cazzo al cubo.
    B Questo post c’entra con un altro pezzo del mio romanzo, eheheh ma di brutto: la provincia che sforna Mr Simpatia con tanti soldi e poco cervello e finiscono pure sui giornali. Basta basta che qua spoilero troppo, ma bella lì!!!

  10. Io ho vissuto con sentimenti contrastanti la parabola dell’amico col papy che non paga gli stipendi ai genitori dei tuoi compagni di scuola, in seguito arrestato durante la scappatella con la fiamma per bancarotta fraudolenta, che doveva pagare per i reati commessi ed è riuscito a passare per nullatenente e a fare i domiciliari nella sua villa. Ah, la moglie si è aperta un ristorante.
    Aspetto che il mio amico si candidi e vinca le elezioni: non sto più nella pelle.

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