nancy era senza compagnia

Un paio di anni fa una cara amica del Tecnologico, la mia preferita tra le sue amicizie, venne a pranzo da noi col fidanzato dell’epoca, la cui caratteristica saliente era, nel nostro mondo di atei, agnostici, vagamente credenti quando non prepotenti bestemmiatori, l’essere un vero cristiano cattolico credente e praticante. Dalla verginità pre matrimoniale in avanti. Io mi immaginavo una specie di frate francescano giudicante, e fui molto sollevata dal trovarmi davanti un ragazzo carino, vestito in modo normalissimo, simpatico e spigliato, colto.
Finché durante il pranzo, complice un attentato del terribile gatto Esse alla di lui giacca nuova, minacciando scherzosamente il micio costui disse che giusto giusto ad un bambino avrebbe lasciato rovinare la giacca senza battere ciglio, in quanto i bambini sono per definizione innocenti.
Al che mi trovai a rispondere che dipende dall’età del bambino. Un bambino di due anni sicuramente se ti danneggia una giacca lo fa in completa inconsapevolezza. Un bambino di sei anni a cui hai detto che la giacca non va, per esempio, tagliata con una forbice, se lo fa è consapevole di fare una cosa sbagliata, ergo è meno innocente di un animale che non ha la più pallida idea che ti sta creando un danno.
“Il gatto non ha proprio il concetto di bene e male”, mi rispose lui.
“Il gatto il concetto di bene e male ce l’ha eccome. Il gatto gioca con te senza usare unghie proprio perché SA di poterti fare male e sceglie di non farlo. E’ che il concetto di giacca costosa, se permetti, al gatto sfugge un poco”, gli dissi io.
E qui la sua chiosa:
“Eh, ma i gatti non hanno l’anima.”

No, l’uomo è vivo è vegeto che io sappia, e nessun danno fu arrecato né a lui né alla sua giacca di merda da me o dal gatto Esse o dal Tecnologico, anche se giuro che avremmo tanto voluto tutti e tre.

Sono varie settimane che latito. Sono varie settimane che l’unico post che ho nelle bozze, e che apro e richiudo e riapro sperando in tempi migliori, si intitola “Fear of the dark”. Sono varie settimane che il continuo stillicidio di brutte notizie mi provoca una sindrome da accerchiamento, che evito di scrivere perché scrivere è rendere reale, e va da sé che rendere reale la merda non è il sogno od il senso né mio né del mio blog.
Tante, davvero tante, davvero troppe, delle persone che conosco, hanno il cancro. O lo hanno avuto. Lo stanno combattendo. Oppure ha vinto lui.

La settimana scorsa s’è portato via un amico. Un caro amico. Un vecchio amico. Un vecchio amico con una vita avventurosa, con il sorriso pronto, con il carattere difficile, una moglie splendida, una figlia altrettanto ed un bambino ancora piccolo. Questo amico, dopo mille mestieri e mille passioni, aveva scoperto la propria vera grande dote: il cuoco. Era eccellente, ed eccellenti erano i risultati.

Stamattina non il cancro, ma un automobile, s’è portata via quello scorbutico irresistibile di C., il gatto dei miei: grosso, metereopatico, infido e goloso come solo i gatti sanno essere. Il più vorace essere vivente che abbia mai visto.

Insomma io non ci credo, che chi ha sentimenti, sogna ed ha pensiero, possa non avere un’anima. Non ci credo, non avrebbe alcun senso, non che io abbia molti motivi per preoccuparmi di chi va o non va in paradiso, sia chiaro, dubito di avere un passaporto in regola, ma non ci credo comunque.

Vorrei pensare che il mio amico cuoco abbia beccato C. appena arrivato. Un genio della cucina ed un genio della mangiata. Due brutti caratteri insieme. Vorrei pensare che C. abbia capito subito da che lato entrare, giusto seguendo il profumo.
E non mi frega niente se i gatti non dovrebbero mangiare piccadillo. O non dovrebbero bere moijto. O non dovrebbero andare in paradiso.
Neanche i padri di ragazzini di sei anni dovrebbero andarci, in paradiso.
Non dovrebbero lasciarci proprio.

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35 pensieri su “nancy era senza compagnia

  1. “evito di scrivere perché scrivere è rendere reale, e va da sé che rendere reale la merda non è il sogno od il senso né mio né del mio blog.”.. mi viene da piangere tanto e’ vero. mi spiace x questo periodo.

  2. Se ti può consolare, è la distribuzione statistica poissoniana: gli eventi rari si verificano a grappoli. Vale per le sfighe e per le botte di culo. Sicché è saggio e corretto il proverbio per cui “le disgrazie non vengono mai sole”. Sicché, purtroppo, ora sei incastrata in un grappolo di sfighe.
    Consolante è che, arrivando le sfighe a grappoli, fra un grappolo e l’altro c’è il vuoto. E magari pure un grappolo di botte di culo (hai visto mai?).
    Insomma, per dirla semplice, passa. Prima o dopo passa. Sarà anche fredda statistica, ma pure la fredda statistica può dare speranza.
    Comunque un abbraccio, per quel niente che vale.
    M.C.

    • A parte il fatto che la “poissoniana” non è affatto quello che dici, mi spiace molto, come al solito, per tutti quelli che restano.

      Chi se n’è andato non è più, o se è, sta meglio di noi.

      Non ho ancora capito, dopo centinaia se non migliaia di discussioni, che cosa è l’anima.

      Figurarsi se ho capito se c’è.

      Però so cos’è l’amore, anche se non riesco a spiegarlo bene. E so che gli animali amano, come e anche meglio delle persone. E anche che moltissime volte MERITANO il nostro amore più della maggior parte delle persone.

      Quindi, Verba, condoglianze; per il tuo amico e per il gatto.

      Respira, e vai avanti. E se vedi una giacca di marca appartenente ad una persona di merda (specie se bigotta, ché sono le peggiori), falla a pezzi anche da parte mia e delle mie due gatte e del mio cane.

      :-)

      PG

  3. Da cattolico penso che se è vero che il Dio in cui crediamo è amore, posto che certamente anche gli animali (i cani, ma non penso solo loro) amano, non vedo perchè non debbano essere coinvolti nella complessità dell’Amore che ci rende partecipi del piano di Dio. Insomma, sono certo che il gattone e il tuo amico stiano tranquillamente pasteggiando insieme in qualche nuvoletta! Un abbraccio e a rileggerti presto!

  4. Ti abbraccio tanto… E mi auguro che tu non debba più preoccuparti di non scrivere, perché vorrà dire che non hai più cose brutte a cui pensare.
    E mi dispiace tanto per il tuo vecchio amico e per il gatto…

  5. mi dispiace tanto per il tuo amico e per il gatto, ma son sicura (e io non son mai sicura di niente) che il gatto, l’amico, mia nonna, il mio cane, mia cugina, in questi giorni se ne stanno raccontando tante e mangiano la qualunque senza pensare al colesterolo.
    Prossima giacca fashion che hai sotto le zampe, un graffio anche da parte mia

  6. Da credente ma rispettoso delle idee altrui ti dico. fatti forza e coraggio e continua il percorso che stai facendo per ricordare le persone che sono andate via troppo presto o in maniera troppo brutta.

  7. Quando mi guardo intorno non trovo mai niente che possa farmi credere nel Paradiso (o come cavolo lo vogliate chiamare).
    Quando mi volgo indietro a considerare quante (troppe) persone mi sono state strappate dacché sono nato, mi viene solo voglia di dirne quattro chiacchiere col Padreterno (o come cavolo lo vogliate chiamare).
    Ma ho imparato che è meglio non lamentarsi mai, perchè le cose possono peggiorare in 2 secondi.
    E ho imparato a sognare che un paradiso esista veramente, dove ci aspettano le persone che abbiamo amato, e potremo sentirne il calore, l’odore, l’affetto, e potremo vederne il sorriso e la luce negli occhi. Niente mi assicura che questo posto esista veramente, ma non posso rassegnarmi all’idea di non poter più stringere mio padre, il mio fratellone, i miei nonni. E la piccola Sofy. No, non posso proprio rassegnarmi a quest’idea.

    Un abbraccio verba, digitale ma pur sempre affettuoso :-)

  8. Io, quella che una volta tu hai detto “devo scrivere meno parolacce per Sandra” io che vorrei scrivere a modino, io mi viene in mente solo “porca troia”,
    “asciuga le tua lacrime, ogni tuo sorriso è la mia pace” S. Agostino per confortarci alle esequi di chi abbiamo amato. Un abbraccio doppio, tu sai perchè.
    ps. scusa l’autoreferenzialità spinta, mia mamma sta leggendo il mio romanzo, ovvio vede autobiografia a manetta, peccato perchè se così fosse mi sarei trombata il tuo miglior amico, insomma io non lo ricordo ecco. e mi sa che è il tipo che non si fa dimenticare…

  9. Mentre leggevo stavo già accumulando epiteti e insulti per il credente creditore. Poi ho cambiato tono come il post e mi sono rattristato. Come te, non credo che il tuo amico e il gattone si siano incontrati, non credo in niente. Ma vorrei pensare che fino all’ultimo abbiamo avuto una bella vita. Almeno questo.

  10. I gatti escono dalla porta della realtà e rientrano dalla finestra, in quanto seguace e credente di Bastet ne sono sicuro.

    La questione dell’anima mi sa di barbatrucco per potersi elevare a essere superiore senza tanti sforzi intellettuali.

    Totale: sempre la solita gente che si aspetta un tappeto rosso disteso davanti alla parola magica “bambino”.

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