il doppio dei neuroni, la metà della pazienza

Insomma succede che per quanto tu intenda essere discreta, riservata, tenerti la faccenda per te – anche per scaramanzia, per timore – ad un certo punto dalla tua anatomia risulta evidente che, come dicono le vecchiette dalle mie parti, “hai comprato”.

Le amiche me lo avevano raccontato, sicuro. Episodi su episodi. Lo avevo letto nei forum, lo avevo letto dai blog. Non è che non ci avessi creduto, è che quando te lo raccontano non è mica come quando lo vivi: nel momento in cui la pancia diventa evidente e tu assumi l’aspetto e l’incedere di un’ippopotama di media taglia, ecco, in quel momento lì per il resto della gente tu perdi i diritti civili.

Chiunque, comunque e dovunque, in preferenza vecchie zie e perfetti estranei, inizia a parlare di te come se non esistessi in quanto persona, ma solo come incubatrice semovente. Il loro vissuto si trasforma immediatamente e senza possibilità di smentita nel tuo futuro. La saggezza popolare diventa la Bibbia secondo cui dovresti vivere.
Chiunque ha un parere su qualunque cosa tu stia facendo: se mangi e perché mangi e quanto mangi e cosa mangi, se bevi – e mica alcoolici, sia chiaro – quanto bevi cosa bevi dove bevi e come lo zuccheri.

Per esempio, io lo zucchero lo odio. Il caffè lo bevo amaro (SEI PAZZA?! IL CAFFE’ IN GRAVIDANZA??), i dolci non li mangio volentieri (SEI PAZZA! LA BAMBINA, LI’ DENTRO, ADORA I DOLCI!), le bibite gassate non le sopporto ed il mio consumo di succo di frutta è di uno alla settimana. Cosa bevo? Acqua, visto che non posso bere vino.
Acqua. Fuori frigo? Non ti disseta! (?) Fredda? Fa male alla pancia (?). Liscia? Non ti aiuta a digerire! Frizzante? Tutte quelle bolle! Eppoi non ha le vitamine (!?!).
Considerando la quantità di frutta che la mia Nazicologa mi ha “consigliato” di mangiare, io in questo momento sono una vitamina che cammina. Ho sete. Bevo acqua. E invece no!

Mangiare? Tralasciando la lista infinita e totalmente insensata degli alimenti di volta in volta considerati proibiti o desiderabili, che spaziano dal broccolo verde al kiwi al pollo alla carne di maiale a seconda dell’indesiderato interlocutore, non c’è un motivo al mondo per cui una perfetta sconosciuta in coda alle poste mi chieda quanti chili ho preso.
Solo 4? TROPPO POCHI! SEI PAZZA? DEVI MANGIARE PER DUE!
Solo 4? Ah ma vedrai, si ingrassa solo negli ultimi due mesi, io nei primi sette ero addirittura dimagrita!

Lavori? Follia! Non lavori? Pigrizia, latrocinio! Guidi la macchina? E MAGARI TI LANCI ANCHE COL PARACADUTE EH!

Tralasciando l’argomento gatti, per cui oramai sono in acido ed appena uno li menziona mi metto ad urlare “basta con queste puttanate medievali” (in almeno 10 mi hanno consigliato di DARLI VIA), e l’argomento parto-splatter (peggio che un brutto film di guerra raccontato fuori dal cinema), ci sono alcune cose che mi danno veramente, ma veramente fastidio.

La prima è il mal comune mezzo gaudio di coloro dotati di figli-attila: finalmente capirai, vedrai, i figli non è vero che li educhi, i figli fanno quel cazzo che vogliono loro. Io piego la testa come fanno le civette, e penso ai miei gatti, che per l’appunto fanno quel cacchio che vogliono quando vogliono e come vogliono, e sogno di demandare ogni velleità di educazione al Gatto S., signore e padrone di casa nostra e futuro Re dell’Universo. In fondo si è letto di bambini allevati dai lupi, no? Una allevata dai gatti non sarà poi così male.
Scherzi a parte, è orribile avere davanti una persona che ti dice: io non ci sono riuscito, quindi sicuramente non ci riuscirai neanche tu.

La seconda sono quei genitori che non vedono l’ora di sfinirti coi loro racconti, ma fino ad oggi si sono tenuti perché non c’era mai la scusa buona. Ora mi rovesciano in testa ore ed ore ed ore di “IL MIOOOO BAMBINOOOOO blablablabla”. Finché dal profondo del cuore m’è uscito un “da quando sono incinta i bambini altrui non è che mi piacciono di più…MI PIACCIONO DI MENO!”, per cui probabilmente verrò scomunicata, ma almeno per alcuni mesi sono salva dall’ipoacusia.

La terza sono quelli (NB: intendo amicizie storiche) che hanno reagito come se li accoltellassi, come se la notizia di questa gravidanza fosse una prova del fatto che in fondo non puoi fidarti di nessuno. Ne conto più di uno – sono tutti maschi – che dopo una reazione tra l’incredulo e l’infastidito sono letteralmente svaniti. Ad uno ho pure mandato un sms con scritto: oh, ma vai trà, non è mica tuo, non è che lo devi mantenere tu. In alcuni casi ha l’amarissimo sapore dello sbaglio protratto, cioè dell’aver per anni coltivato un rapporto credendo che potesse emanciparsi dalla fase iniziale, non propriamente di amicizia, per poi realizzare che “sono incinta” suona come “mi è sparita la gnocca da lì in mezzo” e questo è molto, molto male.

La quarta sono quelli che ti toccano. Ma mica gli amici, la gente per strada. Gente mai vista che ti mette una mano addosso perché ritiene che la pancia – che fino a prova contraria contiene ancora i MIEI organi interni, compreso il fegato, ed è mia carne e mia pelle! – sia una specie di Svizzera, una terra neutrale che non è che proprio proprio appartenga alla crista che stai toccando.

La notizia buona in questo caso è che invece di addolcirmi, di diventare una di quelle deliziose signore della pubblicità, che si abbracciano luminose il pancione con gli occhi a cuore e l’aria saggia, a me è tornato l’orrendo carattere dei venti anni, a protezione di mia figlia in fieri e della mia persona.

Per cui alla signora che, ad una mostra, mi ha piazzato una mano sull’ombelico senza neanche dire “posso?”, anzi sostenendo “Scusi, sa, ma quando crescono sono irresistibili”, ho risposto serafica: “Guardi, mi son cresciute anche le tette, magari al marito fa piacere tastare?”.

Sì, ho testimoni.
E’ proprio il caso di dire “fate largo”.

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64 pensieri su “il doppio dei neuroni, la metà della pazienza

  1. Tesoro, “dopo” sarà ancora peggio. I consigli non richiesti che ricevi ora, sono nulla in confronto a quelli ancor meno richiesti che riceverai dopo.
    Ricordo con *affetto* (da leggersi con la E chiusa ;D ) la mia prima spesa al supermercato, con bimba nella carrozzina in preda ad una colica, io che correvo di qua e di là per fare la spesa a tempo di record, e una GENTILE vecchina mi avvicina, mi prende per un braccio e mi dice “guardi che sua figlia sta piangendo”
    “GRAZIE” le ho risposto, “sa che non me n’ero accorta? meno male che me lo ha fatto notare!!”
    :/

  2. Non ci crederai, ma proprio stamattina, non so più perché, mi sei venuta in mente.
    Il che suona strano, dato che penso di non averti mai vista neppure in foto, me ne rendo conto, ma giuro che non sono una psicolabile stalker!
    Lavoro con i bambini tutti i giorni da anni e ricordo con orrore puro il periodo passato in un micronido, quindi non sono propriamente una di quelle donne con l’istinto materno a palla sempre e comunque, che si prodigano in strilli di emozione quando un’amica annuncia di “aver comprato” (questa mi mancava, comunque!).
    Però.
    Però quando ho letto del tuo “acquisto”, qualche post fa, sono stata davvero contenta.
    LO SO, lo ribadisco, seguo il tuo blog ma sono una sconosciuta come quelli che si prendono confidenza per strada, ma qualcosa mi dice che te la caverai in modo incredibile, in questa nuova, infinita avventura.
    Ti ci vedo, ecco. :)

  3. i decerebrati medievali ti affliggeranno con i loro pareri non richiesti, inutili ed irritanti per tutta la vita. Non ti preoccupare se bevi un ettolitro di acqua al giorno con un quintale di vitamine diventi sorda e non senti più fesserie.

    • Ecco, diciamo che io sono stata una carogna iper aggressiva per un decennio ed ho goduto, anche da persona tranquilla ed a modo, della fama creata in quel decennio, nel decennio seguente. Non ero mica preparata al fatto che la gente si dimenticasse così in fretta che mordo!

  4. E riguardo gli irremovibili irremovibili che la gravidanza lascerà sul tuo corpo? Du’ parolette sull’adipe addominale e i kg che non se ne vanno più? Apocalittiche previsioni sulla tua vita sessuale che “devo dirtelo, non sarà più come prima”?

  5. Verba, tesoro, ma cosa ti aspettavi?

    Se invece di “rimanere” incinta (perché c’è anche quelle che dicono “è successo”, donne che dovrebbero avere le palle per poterle prendere a calci), tu avessi deciso, chessò, di prenderti una laurea in Matematica (costa molto di meno di un figlio), tutte queste cose non sarebbero successe; e nemmeno le prossime, che saranno peggio.

    Il tuo post è spassosissimo, ti ho letto ridendo, ma avrei voluto poterti fare una carezza come quelle che si fanno ai bambini, mentre, con i gomiti sbucciati, vengono a lamentarsi del fatto che correndo in bicicletta lungo il viale bagnato e coperto di foglie, sono caduti e si sono ABRASI.

    ;-)

    Verba, tesoro, ma che cosa ti aspettavi?
    La gente, il “volgo”, di che cazzo vuoi che parli, di cosa vuoi che si impicci?

    Delle cose COMUNI.

    E cosa c’è di più comune di una gravidanza, una cosa che dalla notte dei tempi (umana) accomuna tutti: ignoranti, colti, poveri, ricchi, e persino gli stupidi e i criminali?

    Quello che sei ora è esattamente questo: uno stereotipo, un’incubatrice, una macchina sforna-mammiferi.

    Sei ciò che sono i gatti, i cani, i topi, e tutti gli altri mammiferi femmina quando sono gravide.

    Sei DAVVERO questo, hai “scelto” di esserlo, e lo sarai finché la tua bambina (che spero assomigli tanto alla mamma, senza nulla togliere al Tecnologico), non avrà la forza di andarsene di casa a verbeggiare essa stessa.

    Hanno ragione Loro, Verba.

    Hai voluto la bicicletta?

    Baci

    :-)

    PG

    PS: alle altre, tutte queste cose non le dico mai, per te faccio un’eccezione. Di solito sorrido e basta.

    • Massì, ero preparata a quasi tutto. Quasi. Perché, Pì carissimo, ma tu ci credi che una ragazza ha cercato di intavolare una conversazione basata su “Ma a te, ti si è gonfiata la patata da quando sei incinta? – A me si gonfiava moltissimo”.
      Io che una sconosciuta trovi normale dirmi “ciao c’ho la patata gonfia”, da sobria, ti giuro non sarei riuscita ad immaginarlo :D

  6. Ahahah! Sono alla quarta gravidanza e potrei scrivere un libro. Serve essere molto ironici e molto zen. Molto. Ma secondo me te la caverai benissimo. Quando sfratti l’inquilino è vero che è peggio, perché se una ha un minimo di dubbi o incertezze, se all’inizio ci si sente imbranate e dalla signora al supermercato a quella che incroci per strada si sentono autorizzate a spiegarti cosa fare … bisogna corazzarsi. E con l’allattamento i mostri sono anche più agguerriti. Forza e coraggio, buona gravidanza!

  7. Ahahah, il maschio infastidito dal fatto “che ti sei fatta mettere incinta”!! :-)
    E’ vero! Funziona così: non importa se sei fidanzata, sposata, impegnata. Finchè non “ti sei fatta infarcire” resti comunque una giovane, interessante, attraente esemplare di femmina sessualmente azzannabile.
    Ma …, non appena cresce la pancetta, basta. Anche se sei una megastrafiga, passi di livello, diventi automaticamente un paracarro privo di ogni attrattiva. Una paria, non piu’ desiderabile, con cui non si potrà piu’ parlare di niente perchè nell’immaginario maschile tu sarai sola e solamente impegnata a pensare al piccirillo. Fattene una ragione :-)
    Per i prossimi 4 o 5 anni, per il giovane maschio senza figli sarai una palla galattica. “Andiamo a bere una birra?”…”Scusa no devo mettere a letto piccirillo e poi guarda sono stanchissima, non mi ha fatto dormire tutta notte, sarà per un’altra volta….” .
    Poi quando il terzo o quarto figlio finalmente andrà alle elementari allora, tornerai ad essere la milf che tutti sappiamo che sei :-)

    • Eheheheheh….

      Vero!

      E’ come se si parlasse di un amico comune, e qualcuno dicesse “Mario? Mario è in galera, gli hanno dato 20 anni”.

      Fine. Mario non può fare più niente, è fuori gioco.

      Il che, naturalmente, è vero.

      Non solo le azioni, ma la gran parte dei programmi, dei pensieri, saranno volti in un’unica direzione, a scapito delle altre.

      Poi, è chiaro, non è che si possa paragonare un figlio alla galera.

      Dalle galere si può evadere ;-)

      PG

        • Non “insospettabili”, ma “insospettati”. Il problema è la tua percezione, loro non sono cambiati.

          Verba, io non posso capire cosa provi tu con una creatura nella pancia (che tu non abbia mangiato).

          Tu non puoi capire cosa prova un maschio, per certe cose.

          Anche il Tecnologico avvertirà un senso di perdita, e si sentirà trascurato.

          E, naturalmente, avrà ragione anche lui.

          :-)

          PG

          • No Pì su questo dammi un grammo di fiducia: insospettabili. Se tra me e te c’è un rapporto di amicizia decennale, in cui ci siamo supportati nei momenti difficili e rallegrati reciprocamente dei momenti felici, sentimentali o lavorativi che fossero, ci siamo scontrati come bestie sugli argomenti più disparati (un poco come avviene sul blog), ci siamo andati a bere birre su birre, sei stato ospite mio e del Tecnologico da solo, lo sei stato con la fidanzata, lo sei stato con l’altra fidanzata ancora, e il giorno che ti dico che sono incinta reagisci con stizza, non è la mia percezione che è cambiata, è che fino ad oggi sono stata una babba e non sono resa conto che alla fine della giostra non eri amico mio.

        • Oddio, ad essere sinceri, ti puoi infastidire con Mario, si.

          Puoi dire: “guarda questo coglione, sembrava tanto in gamba, e poi si è fatto beccare. C’era proprio bisogno di fare quella rapina?”.

          Nemmeno gli amici di Mario hanno torto.

          Molti ce l’avranno con te per questo. Io, sul blog, sono stato il primo (cfr. “Lo specchio”).

          Ormai è fatta.

          PG

          • Sì, ma non è paragonabile, io non mi aspetto “affetto” da te, tu non hai avuto mai nulla da me se non confronto verbale e qualche sana ghignata, queste sono persone a cui ho dedicato anni di vita ed amicizia. Che a te, per le tue idee, abbia fatto storcere il naso ci sta. Che lo faccia storcere a loro ci starà pure, a me però non fa un bell’effetto.

          • Questo lo posso capire, e mi dispiace.

            Sono in molti a condividere il mio pensiero, ma sono in pochi a esprimerlo apertamente.

            E sono moltissimi quelli che non si sono mai posti il problema, e ora che sono costretti a pensarci, si rendono conto che la vedono così.

            Provo (è solo un tentativo) a fare un paragone:

            – supponiamo che tu abbia stima di me, che mi conosca da anni, e che mi reputi una persona speciale, migliore, più intelligente della media, e, in un certo senso “naif”, più saggia, capace di vivere meglio. Ti piace fare delle cose con me, sei a tuo agio.

            – supponiamo che io, durante un litigio, perda completamente il controllo, e per l’ira che ne consegue facessi a pezzi una persona, la colpissi, la uccidessi con violenza. E, per questo, finissi in galera

            Le conseguenze sarebbero:

            – perdita di stima nei miei confronti (intelligente, saggio, speciale, e poi ti comporti come un ultràs? Fanculo, Pì, mi hai proprio deluso)

            – perdita oggettiva delle possibilità di fare cose con me, perché in galera. Privazione di cose che fino ad oggi davano piacere.

            Sono stato sopraffatto da un istinto, lo stesso che hanno tutti. Non sono speciale.

            Ecco, Verba, questo, più o meno, è ciò che molti (che lo dicano o meno) provano nei tuoi confronti.

            Poi, ripeto, c’è chi te lo dice, e chi no.

            Non considerare male chi ti vede così…forse, tra questi, ci sono quelli che ti vogliono più bene e che ti stima (-vano) di più.

            PG

          • In realtà secondo me sono pochissimi ad avere sull’argomento un’opinione strutturata come la tua, non nella considerazione finale, ma proprio nella costruzione di pensiero. Sempre secondo me, la maggior parte arriva solo alla teoria “che palle, un altro bocia, finita la festa”, e pure perché loro, nella loro vita, non sono ancora nello “stato d’animo” del pensarci. Io, se le persone esprimessero col loro comportamento semplicemente il frutto di quello che pensano, non ne sarei particolarmente toccata, perché me lo aspetterei. Se poi uno deve perdere la stima di me come persona (noi in fondo non ci conosciamo, non ti sto tirando in ballo sia chiaro) perché *DECIDO* di avere un figlio, ottimo: alla larga, grazie.
            Per dirla col tuo paragone: io da Lord mi aspetto che venga a giocare a carte con me in galera :)

          • Mah, vedi, il punto è che chi la pensa così è convinto che tu non abbia deciso un bel niente, piuttosto che la biologia abbia “ingabbiato” la persona che era, trasformandola in una macchina sforna-marmocchi.

            Ti dò ragione sul fatto che un pensiero strutturato è cosa da pochi, questo è vero.
            Ma inconsciamente, il cambiamento si avverte: il TUO cambiamento.

            Perché in tutte queste storie, è “lei” che cambia: atteggiamento, argomenti, priorità, finalità, e modus essendi in generale.

            I tuoi sogni, la tua identità, il tuo modo di vedere il mondo è “diverso” (non parliamo del peso, della forma e dello sguardo).

            E’ chiaro che dal tuo punto di vista, fortemente influenzato e affatto distaccato, quello che stai facendo è la cosa più bella del mondo…e non potrebbe essere diversamente, perché l’istinto è proprio quello. Così come un uomo giovane non capisce niente quando è sessualmente preso da qualcuna (l’espressione “perdere la testa” ti dice nulla?).

            I tuoi “detrattori” sono li, e sono sempre gli stessi. Sei tu che sei cambiata. Ora, puoi pensare di essere nel giusto, ma devi anche ammettere che oggettivamente loro sono sempre li, e non puoi dare la colpa agli altri se sei cambiata tu.

            Un anno fa, quel brano sul “Dio Taoista” lo avresti digerito e commentato, ora non ci riusciresti.
            Su 5 post, almeno tre, d’ora in poi, saranno collegati all’argomento “bambini”. Oppure no, ora che te l’ho fatto notare lo eviterai, ma il trend già era quello, se ci fai caso.

            Queste cose le abbiamo viste tutti, o quasi tutti, noi maschietti. Non è questione di disponibilità sessuale o meno…è che la persona che conoscevamo deve cedere il passo alla mamma. Tu, quella che abbiamo imparato ad amare in passato, sei come morta.

            Mi spiace, Verba… sei tu che te ne vai, non loro.

            Un abbraccio

            PG

          • Ci sono dei momenti in cui anche la più acuta delle intuizioni riguardo alla persona che scrive ha bisogno di fare spazio al fatto che chi scrive, io in questo caso, alle volte non è determinato/definito solo “dal blog”. Io non scrivo molto (sul blog). Negli ultimi dodici mesi, solo per restare al tema “gravidanza”, sono rimasta incinta, ho perso il bambino, ho avuto un raschiamento, ci ho riprovato, sono rimasta incinta di nuovo, sono al settimo mese di gravidanza. Negli ultimi 12 mesi io ho pubblicato 26 post. Due parlano della gravidanza, uno – immediatamente reso solo privato – è uno sfogo nato dal fatto di essere incinta, ma che tocca tutt’altra questione irrisolta della mia vita. Sono 3 su 26. Tu puoi dire che non ne sapevi niente. E’ vero. Non ne sai niente. Non ne sai niente perché io non lo scrivo. Il blog mi serve per rimanere leggera, per non prendermi troppo sul serio, per mettere la testa fuori dal mio quotidiano e chiedere al mio prossimo “ma tu che ne pensi di questo?”.
            Il blog è una parte di quello che faccio, quello che scrivo è una parte di ciò che sono. Una parte. Ho la presunzione di considerarmi molto più strutturata e complessa di quanto emerga semplicemente da qui.
            Tu mi giudichi (no, non dire di no, quelli sopra sono giudizi) in base a ciò che leggi, ed è OVVIO, e sei nel tuo pieno diritto, ma io ti prego di considerare che non mi conosci comunque abbastanza per alcune espressioni piuttosto tranchant, tipo “un anno fa avresti commentato e oggi non sei in grado” (no, nemmeno un anno fa. ma nel dubbio ho comprato su ibs il tao della fisica e sto aspettando che arrivi.), “sei cambiata” (???), “Sei tu che te ne vai” (e ‘ndo vado?). Non che mi aspetti di passare inalterata l’esperienza, ma al momento la biologia non ha ancora raggiunto il livello ormone-mangia-neurone ed io sono ancora me stessa. Tonda, ma me stessa.
            Sullo stesso piano è il discorso delle mie amicizie “reali”, che invece i mezzi ce li hanno da decenni, ed erano qui mentre io mi spaccavo la testa a cercare di capire se aveva una logica cercare un figlio o meno, perché io l’istinto “DEVO fare un figlio” non l’ho mai avuto, io la mia risposta ho dovuto cercarla con la testa, non coi sentimenti, che tu ci creda o meno. Io apprezzo la tua franchezza, ma sono molto delusa dal loro atteggiamento e delusa rimango, e rimango convinta che per ciò che io intendo come amicizia – che ho sempre inteso – se il fatto che io aspetti un figlio ti è fonte di mali pensieri o delusione, so long e thanks for all the fish.
            Perché Pì, veramente come dice Kundera “la vita è altrove”, ed io ho una vita reale davvero dura, fatta di continua ansia, angoscia, fatica e male parole. Se debbo riceverne altre semplicemente perché aspetto un figlio, sono prontissima a sterminare eventuali rapporti nocivi col napalm. Ad un certo punto, mors tua, vita mea.
            Vorrei solo che il resto della gente avesse il tuo grado di onestà, perché a spiegarsi si fa sempre in tempo.

          • Queste tua risposta giustifica ampiamente il tempo che dedico a questo blog.

            Hai la mia stima,
            e anche se come giustamente scrivi non ci conosciamo che in minima percentuale, e quindi io potrei non valere un cazzo (in effetti non è che mi senta di valere chissà cosa), per quel poco che valgo sappi che la mia stima è merce rara.

            Io giudico, come fanno tutti. Il “non giudicare” è un’espresione politically correct, ed è una minchiata assurda: tutti giudichiamo, di continuo, cose, persone eccetera. Chi non giudica non pensa (non è vero il viceversa), perché il giudizio è la parte terminale di un pensiero, la sua applicazione, per cosi dire.

            Vero, il mio giudizio prende i dati da questo blog, da ciò che in esso metti (anzi: decidi di mettere), dunque è affetto da grave incompletezza.
            Una persona come te starebbe bene nel ristretto cerchio delle mie amicizie “vere”. Chissà.

            Sono sincero, e lo sono sempre più nella misura in cui aumenta la mia stima nei confronti dell’interlocutore. Ho pensato spesso che le donne hanno la stessa intelligenza degli uomini, ma un prezzo più caro da pagare alla Natura, non fosse altro che per questa storia della riproduzione che condiziona l’80% della nostra esistenza. O più.

            Come uomo, ed in particolare come uomo di molte passioni, sento particolarmente la sofferenza del tuo percorso, e vorrei poterti abbracciare e piangere con te. Conosco la sofferenza, e la morte, e l’impegno, e l’amore. Confesso che ho vissuto.

            Ti sono vicino, davvero. Non avere dubbi su questo.

            Piuttosto, so che lo sai ma lo ripeto per chi legge, abbi dubbi su té stessa, sempre.

            A me è capitato di vantarmi di averlo duro, e di sentirmi poi molto stupido.
            Mi sono vantato di aver mangiato come un lupo, e poi mi sono sentito un animale.
            Non un animale che ama (che è bellissimo), ma un animale stupido.

            Verba, ci sono cose che NON scegliamo: avere fame, provare desiderio sessuale, provare paura di fronte ad un pericolo. Desiderare un figlio. Aver voglia di uccidere un nemico.

            Tu mi dici: “come fai ad essere sicuro che una cosa ‘naturale’ in quanto imposta dalla Natura, non sia questa volta, coincidenza, una libera scelta?”.

            Ti rispondo: non lo so, non posso esserne sicuro.

            Popper diceva che possiamo essere sicuri solo della falsità, non della verità delle cose; che solo le contraddizioni ci sono manifeste, mentre delle conferme non possiamo averne esperienza al 100%, perché l’eccezione è in agguato.
            Questo lo diceva in riferimento alla logica matematica, prego chi non è competente di andarsi a leggere il post “Tutti dottori” ed astenersi da commenti fuori luogo.

            Ma questa considerazione (riconosciuta vera) si può applicare ANCHE ad alcune cose “umane”.

            Ti interessa la Filologia? Non serve alla specie, si tratta di una tua scelta.
            Passi le giornate a studiare Algebra non essendone costretto? Si tratta di una scelta.
            Vuoi sviluppare un motore V12 funzionante a pipì di gatto? Se non hai l’obbligo di risparmiare sulla benzina, si tratta con grandissima probabilità di una scelta libera.

            Hai voglia di fare la cacca? Non è una scelta, si chiama Biologia.
            Sei eterosessuale? Non è una scelta, sei nato così.
            Sei omosessuale? Non è una scelta, sei nato così.
            Ti piace il cibo? POTREBBE essere una scelta, se fossi un cultore della cucina, dei sapori, delle architetture gastronomiche…ma se hai solo FAME, non è una scelta.

            Ora tu vuoi un figlio. Ok, io sento la tua grande intelligenza, potrebbe darsi che ci siano motivi elevati per questa scelta. Uno sarebbe quello di dotare questo pianeta di un’altra persona come te (cosa molto buona).

            Ma vedi, tu NON puoi saperlo, non più di me, perché se io vedo un pesce andare nel verso della corrente, come tutti gli altri, mi resta il dubbio che sia un pesce morto, oppure che non sia un pesce ma una busta di plastica grigia.

            Se invece io vedo un pesce andare CONTRO la corrente, io, ed anche il pesce stesso, siamo SICURI che il pesce è VIVO ed ha preso una DECISIONE.

            Quindi, mia apprezzatissima interlocutrice, io non potrò convincerti che sei in preda ad una non-decisione, ma nemmeno tu potrai convincermi del contrario. E’ la Logica.
            Lo avresti potuto fare se avessi scelto di NON avere figli, pur potendo: quella sarebbe stata di sicuro una scelta (giusta o sbagliata non importa).

            Non vorrei essere nei tuoi panni, questo si: e se non fosse una scelta e ti condizionassi la vita per seguire un programma? Perché un figlio ti cambia la vita, e di chi ti sta accanto.

            Il Tao della Fisica è un libro carino, a me non ha dato molto, ma leggerlo non farà male.

            La tua bambina non so che DNA si ritroverà, ma spero con tutto il cuore che venga su come la madre, perché c’è tanto bisogno di gente in gamba.

            Magari non ci credi, ma ti voglio bene, e ti auguro il meglio.

            :-)

            PG

          • Ecco, io prima di tutto vorrei dirti grazie perché hai scritto cose bellissime. E ribadisco che il senso dell’avere un blog sono questi confronti qui, questo tipo di commenti e le relazioni – intellettuali, o affettive, o reali che ne nascono. La citazione di Popper è una delle mie preferite e mi ha fatto molto sorridere perché quel concetto preciso è uno di quelli che negli anni mi è apparso come indicazione de “non siamo soli sulla terra”: per tanti anni ho cercato le parole adatte per spiegare alle persone che le bugie sono certezze, è la verità che è infida. Può essere che non saprò mai se la spinta al muovere la mia vita nella direzione di quello che pare essere il maggiore degli amori totalizzanti, quello per un figlio, sia frutto del desiderio di superare un mio limite (io ho più volte detto che di amore totalizzante non sono/non mi sento capace, o quantomeno mi sento capace ma non rientra nelle mie esperienze) o se il desiderio di superare quel limite sia un processo biologico di cui non mi rendo conto consciamente. E’ vero. Ora ci vorrebbe una bella bottiglia di rosso per festeggiare questo accordo sul non accordo, ma tu sei lontano e io non posso bere. Sappi che per quanto mi riguarda è solo rimandata.
            Un abbraccio.

  8. Sono sicura che questa bambina avrà una super mamma ;-) Auguroni!!
    Non so se riuscirei ad essere così simpatica e sarcastica se una mi toccasse la pancia, piuttosto penso che le rispondere con un “oh, che cazzo tocchi imbecille!!”, così, giusto per attirarmi più ire.
    Ps: esiste ancora chi osa consigliare di dar via i gatti per la toxo? Davvero???

  9. Bel post! È davvero così e anche peggio! Anch’io rispondevo No! a quelle che volevano toccarmi la pancia. E una volta al super una “adorabile” vecchiaccia mi ha rimproverata perché nel carrello avevo la maionese. Le ho spiegato sorridendo che mi serviva il tubetto per infilarlo nei nasi impiccioni come il suo, ha cambiato cassa e l’uomo dietro di lei ha applaudito dichiarando che lui trovava eccitanti le donne incinte. Sono scappata di corsa.

  10. Vi auguro tante buone cose e congratulazioni per il lieto evento, vivilo come meglio credi e senti sia giusto fare, non ho mai creduto nel dispensare consigli su una cosa che non ho vissuto sulla mia pelle.

    per il resto, seguirò con interesse tutto quello che vorrai raccontarci su questa esperienza qui sul Blog :)

  11. Bellissimo il post. Come sempre del resto. Bello anche uno scambio nei commenti. E bello scoprire come ci siano cose che accomunano. E sensibilità “gemelle”. Perché è chiaro che questo blog non è la tua vita. Ma è anche chiaro che se scrivi significa qualcosa, se non scrivi significa qualcosa, se scrivi in un certo modo significa qualcosa, se scrivi in un altro modo significa qualcosa. E io lo so che per chi leggerà, quel che ho scritto sinora non significa proprio un cazzo, ma so altrettanto che per te significa qualcosa, e che tu stai esattamente, PRECISAMENTE capendo cosa cazzo mi passa per la testa. Perché la bellezza della rete a volte è spiazzante. La bellezza della rete fa sì che due persone che non si sono mai viste improvvisamente si trovino sintonizzate sulla stessa lunghezza d’onda. E non significa che si innamorano, ma semplicemente che “sentono” (feel) nello stesso modo. E al di là delle risate, e al di là della melassa, ecco credo che ci siano dei momenti in cui ci si capisce veramente.
    Quando (qualche secolo fa) sono nate le mie figlie, mia moglie ha avuto delle gravidanze difficili. Non per la difficoltà di portare avanti la gravidanza, ma per la difficoltà di portare avanti se stessa. Una ventina di chili presi, in entrambi i casi, grazie ad una predisposizione alla gestosi che chissà da chi cazzo arrivava. Sta di fatto che le pargole cubavano rispettivamente 3.9 e 4.2 kg alla nascita, il che ne fece in entrambi i casi le più belle della nidiata, visto che sembravano non i consueti ragnetti ma bimbe di un mese. Poi sono diventate gli splendori che sono ora, ma questa è un’altra storia. Il punto vero è che tu correttamente dici di non sapere. Tu ti stupisci di cosa dice la gente. Ti stupisci di quel che sta accadendo. Ecco. Non perderlo, questo stupore. Perché è quello che ti aiuterà a ragionare. A decidere. Ad agire. A star ferma. A tacere. A parlare. Ad esser sincera. A mentire. Perché quando si diventa genitori bisogna essere come il Tao. Tutto, e il contrario di tutto.
    Verba, io ti voglio davvero un gran bene. Considerando quel che hai passato, e basandomi solo sul mio “sentire” (feeling) ti debbo fare dei gran complimenti, perché dimostri un equilibrio che pochi altri avrebbero. E sono fiero, davvero fiero, di essere tuo amico.
    Per quanto riguarda quelli “che hanno reagito come se li accoltellassi, come se la notizia di questa gravidanza fosse una prova del fatto che in fondo non puoi fidarti di nessuno”, non c’è molto che tu possa fare. Tertium non datur: o usi la benevolenza, e li prendi così come sono, o li lasci lungo il cammino, così come si lasciano i fardelli dell’esistenza che ci appesantiscono. La leggerezza, quella intesa nel senso del dio Anubi, è preziosa. Direi che è un po’ come la storia “ma se il tuo uomo ti tradisce cosa fai?” (sulla quale uno che me somija sta a scrive un racconto…). E ci siamo capiti. ;)

    • “Ma se il tuo uomo ti tradisce cosa fai?” Lol Max ho riso di cuore :)
      Vero che non esiste una terza opzione, è anche vero che presumibilmente avrò talmente tanto da fare/imparare che non mi passeranno neanche più per l’anticamera del cervello. Ma adesso che sono lucida e ci penso, penso anche “ma vaffanculo”. Poi magari mi passa.
      Sono io che sono orgogliosa di te, non viceversa :)

    • Allora, io su questa faccenda del “tradimento” avrei molto da dire, ma in tutta sincerità sento di aver già rotto gli zebedéi abbastanza, almeno su questo blog.

      Quindi (qui ci vorrebbe un applauso, cercherò di immaginarlo), NON SCRIVERO’ NULLA sull’argomento. Lo faccio per voi e per me (qualcuno potrebbe venire a cercarmi con un fucile).

      Buonanotte, dunque ;-)

      PG

  12. Sono capitato qui per caso, compimenti! Come già qualcuno ha anticipato purtroppo i consigli inutili si sprecheranno anche dopo la gravidanza! Senza contare le domande inutili… Si attacca? Mangia? Cresce?
    No no, va in cucina prepara cena per tutti, non tocca niente perchè ha la fissa del dieta e si sta involvendo allo stadio embrionale.
    Ciao, Luciano

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