Il Signor Piero ha venduto ai cinesi (fenomenologia spicciola di com’è che nasci rosso e invecchi nero)

Quando ho aperto questo blog, anni fa, il Tecnologico ed io stavamo cercando casa. O meglio, io stavo facendo una scorpacciata di appartamenti proposti da agenti immobiliari psicotici ed abitati da proprietari sull’urlo del collasso nervoso, per poi portare i migliori all’attenzione del Tecnologico che abitava a buoni 250 km. Mi ricordo, e finchè arteriosclerosi mi coglierà credo ricorderò sempre, che il primo appartamento in assoluto che sono andata a vedere, descritto OVVIAMENTE come “luminoso trilocale recentemente ristrutturato”, non solo era un tugurio con un bagno di un metro e venti per due
metri, in una palazzina che aveva più antenne satellitari che balconi, ma era abitato da una coppia dotata di enorme, gigantesco, liberissimo pappagallo, il quale mi ha accolta appollaiato sullo schienale di una sedia e mi ha seguita nella mia ispezione di casa ripetendo a ruota libera “CIAO COCCA! CIAO COCCA!”. Voi lo sapevate che i pappagalli sono aggressivi e molto, molto territoriali? Ecco, io l’ho scoperto allora.

Di casa in casa, di sgarruppo in sgarruppo, di prezzo improponibile in prezzo inaffrontabile, e dopo aver perso proprio per poche ore ben due appartamenti papabili, arriviamo a quella che oggi è casa nostra, all’epoca appartamento in pieno stile anni ’80 con salotto enorme e camino-dotato, cosa che già in prima visione lo ha scaraventato nelle grazie di sua Tecnologia.
Io ero più restìa, non tanto per la casa in sé quanto per le bestialità che uscivano dalla bocca di chi doveva vendercelo: questo non si fa, questo non si può, i lavoro di ammodernamento ma senza disturbare, i gatti insomma solo se restano chiusi in casa (di grazia, dove dovrebbero andare se non in balcone?), e le attrezzature condominiali sì ma solo per uso tuo e non se inviti amici, e blablabla. Guardavo il Tecnologico dicendo “io qui non ci voglio venire, questi son tutti matti, ci troviamo a comprare casa circondati da rompicoglioni, è una vita da andar fuori di testa”.

Alla fine invece è andata che abbiamo optato proprio per quell’appartamento lì, con l’accordo che alle assemblee condominiali avrei parlato SOLO IO e che gli incontri ravvicinati con i rompicojotes massimi li avrebbe gestiti solo lui. Morale: in realtà era tutta scena, qui nessuno rompe le scatole a nessuno e l’incubo dell’amministratore sono diventata io me medesima, che tra “mi spieghi” e “vorrei vedere l’originale” lo costringo ad estrarre documenti, pagamenti e polizze che nessuno gli ha mai chiesto in 30 anni. Beata ingenuità.

Quando, dopo qualche mese e qualche sporadica chiaccherata, ho osato chiedere ad una delle vicine come mai si presentassero così ostili e scorbutici nei confronti dei nuovi acquirenti, quando in realtà sono tutti dei paciocconi tranquilli da morire, quella mi ha risposto con aria confidenziale:
“Perchè sai, aveva già venduto casa il signor Piero, tre anni fa… ma ha venduto ai cinesi!”

Non so come sia dove vivete voi, ma qui dalle mie parti “Ha venduto ai cinesi” è una frase che viene detta con mezza ammirazione e mezzo piccato sconforto, perché è noto che i cinesi si presentano con valige di danaro e ti coprono di soldi (soprattutto se ti comprano il bar), ma anche che poi rovineranno in breve tempo ciò che da te hanno comprato (di nuovo, soprattutto se hanno comprato un bar). Quindi tu sei uno che diventa ricco, però ha tradito. Per esempio, il bar. I bar. Ti accorgi che un bar l’hanno comprato i cinesi perché – ok, a parte il cinese al di là del bancone, vestito metropunk che non c’azzecca un’ostia – nello spritz compaiono ingredienti insoliti, primo fra tutti il GIN. Metà della roba che mangiavi sparisce, l’altra metà rimane intonsa perché dopo tutte ‘ste storie delle nutrie nei freezer, chi si fida più del caro vecchio tramezzino?
Allora per ovviare al fatto che tu, lo spritz col gin, non lo vuoi bere, ordini un bicchiere di rosso e scopri che il rosso sta in frigorifero. Il prosecco invece è a temperatura ambiente. Moltiplicare per 350.
Anche se negli anni la situazione s’è avviata verso una certa normalità, lo spritz è stato purgato da liquori fantasiosi e il cinese dietro al bancone bestemmia in perfetto veneto, Aver Venduto Ai Cinesi rimane sinonimo di altissimo tradimento.

Quindi sì, questo Signor Piero che abitava nella nostra palazzina era partito come gli altri col suo reddito medio ed il suo conseguente appartamento medio in una palazzina media. Ma il Signor Piero poi ha fatto buone scelte ed il suo reddito non era più medio e così ha venduto il medio appartamento e s’è comprato la villettina, coi soldi del cinese, di fatto guadagnandosi l’astio di tutti i suoi ex vicini di casa.

Il Tecnologico ed io, saputa la verità riguardo al monte di divieti che c’era stato prospettato, facciamo spallucce e ci ridiamo su. Che problema vuoi che siano, questi signori cinesi? E’ una famiglia normalissima, di gente educata, i bambini salutano, la nonna saluta, la mamma parla pure italiano. Che pregiudizi, ‘sti vecchietti veneti. Noi veniamo entrambi da palazzine in cui eravamo praticamente gli unici italiani, sai che problema una famiglia di cinesi!

La vicina ci racconta che inizialmente non vollero pagare l’allacciamento al gas e si portarono in casa le bombole di metano. Cavolo, in effetti ci puoi rimettere la casa. Però oramai, come dire, era acqua passata.

Il vicino è innervosito perché nonna-cina ha levato da un angolo del giardino condominiale due vecchie ortensie mezze morte ed oggi, nonostante le abbiano detto che non si può, ci si è fatta un orto e ci coltiva roba sua. Ogni tanto qualcuno le dice che non ci si può fare l’orto privato nel giardino condominiale, lei dice “Sì! Sì! Capito!” e la mattina dopo è di nuovo lì che zappa. Il Tecnologico ed io ci facciamo una risata, ok dai la questione di principio, ma chissenefrega se la nonna si lavora due metri per due di terreno nascosto?

Un altro vicino s’è legato al dito che questa famiglia s’è messa la sua antenna in balcone in barba ai regolamenti condominiali che impediscono di avere roba appena a vista. Un altro lamenta che non si sono mai riparati un vetro rotto e da fuori si nota. Io faccio spallucce a tutto, ok dai, gli si dirà con calma di attaccarsi all’antenna condominiale. Se non riparano il vetro forse è perché non hanno i soldi. Amen.
Finchè un giorno arriva un bel gruppetto di zingari in pieno giorno, scassina il portone del palazzo, rapina il cina-appartamento e se va fischiettando, in luce piena, con la certezza della mancata denuncia, cosa che puntualmente corrisponde al vero.

A quel punto inizio ad essere perplessa anche io.

Succede poi che per le scale si inizino a fare incontri equivoci. Molta gente. Troppa gente! Tutti diversi. Tutti cinesi.
Alcune signorine estremamente attraenti ed altrettanto nude salgono le scale a sera tarda, guardandoti con disprezzo quando le incroci. I bimbi beneducati non si vedono più. Chiunque sia lì dentro, non paga le pulizie delle scale. Poi non paga le spese condominiali.
Poi non paga nemmeno l’acqua.
Poi ti viene il dubbio che non paghi nemmeno il gas.
A quel punto lo spettro delle bombole di metano in casa riappare. Ovviamente nessuno può farci nulla. Chi va e viene non sa, non risponde, non parla e se parla non parla italiano. Nè inglese. L’amministratore non ci può far nulla. I vigili non ci possono fare nulla. I debiti si accumulano.

I pregiudizi dei vecchietti veneti si sono rivelati verità fondate. All’ennesima ondata di gente davvero equivoca che inizia a navigar per le scale, ti fai due chiacchere con un caramba. Il caramba ti dice cose molto rassicuranti, tipo: oh e per fortuna che voi avete i cinesi! Dove hanno venduto ai nigeriani hanno le invasioni di scarafaggi e nessuno ci può fare una beata sega!

Insomma tu compri una casa, con la prospettiva se la salute ti assiste di continuare a pagarla per il resto della tua vita. La scegli con prudenza, la tieni con amore. E ti trovi a considerare che forse la tua polizza non copre voci come “sventramento da esplosione causa incuria di inquilino clandestino in altro appartamento”. Non fa bene al tuo fegato.

Ogni tanto passo davanti al negozio del Signor Piero e gli lancio silenti maledizioni ed occhiate malevole.

Il signore anziano del 3/b è rimasto solo. Dicono che venderà.
Fai la faccia scura. Vuoi vedere a chi vende. E guai, stavolta, se si sogna di metterci dentro strana gente.

Che non si sogni, il signor Giovanni, di vendere ai cinesi. Mi sorprendo a pensare che dovrà pure esserci una qualche bega legale per mettere i bastoni tra le ruote ad un eventuale acquirente sgradito. Ci sono? Non ci sono?
Guardo con simpatia alla rompicoglionitura preventiva.

“e il Piave mormorava: non passa lo straniero”

Annunci

70 pensieri su “Il Signor Piero ha venduto ai cinesi (fenomenologia spicciola di com’è che nasci rosso e invecchi nero)

    • Luminoso trilocale, cucina abitabile, doppia matrimoniale: un loculo con due finestre in tutto, cucinotto di due metri per due, una camera doppia ed uno sgabuzzino in cui entra a malapena un letto. Le so TUTTE! :-D

  1. Sei una brutta persona. ;) questi poveri cinesi… Mi ricordano tanto il vicino pianista… Però Verba, consentimi di dirti che se ti metti di punta e se resisti al mal di fegato gli strumenti esistono. Ad esempio l’orto. La mattina zappettato? La sera calpestato. Con cartello in italiano e in inglese “non si danneggia la proprietà comune”. Signorine equivoche? Denuncia per sospetta attività di prostituzione. E via così. Nel senso che se rompi i coglioni a sufficienza, alla fine se li romperanno anche loro. Ci vuole pazienza e determinazione ma il modo alla fine si trova. E (purtroppo) per non passare da coglioni bisogna diventare stronzi.

    • Ma io non ho NULLA contro la vecchietta che si fa l’orto, nulla. A me basta non trovarmi a pagare la loro bolletta dell’acqua (è condominiale), le loro spese condominiali, la loro quota della manutenzione extra, così come stiamo facendo negli ultimi due anni. Anche perché questa non è una palazzina di gente ricca, siamo pochi, e PESA.
      E nessuno ci può fare niente perché loro (gli attuali abitanti) sono solo inquilini, e la padrona di casa è M.I.A.

      • Elloso… sempre così. Affittano alla qualsiasi e spariscono nel nulla. Per quanto attiene alle spese condominiali suggerisco di far causa alla padrona di casa. Perché la responsabilità ultima è la sua. E oggi queste cause sono veloci perché vanno davanti al giudice di pace. Per cui convoca una riunione, fai approvare la delibera per anticipo delle prime spese legali, e poi pignorate la casa. ;) Oramai sono quasi diventato un leguleio, a forza di gestire cazzi e mazzi… :D

          • Assolutamente sì. Noi lo facemmo con un condomino che non pagava da tre anni. Con l’aggravante che non ha pagato neanche le rate della ristrutturazione. Totale dovuto circa 10.000 euro. Noi siamo 40 su 4 palazzi, ma insomma non è che esattamente ci crescano soldi. Lui era irreperibile, a detta dell’amministratore tutte le raccomandate tornavano indietro. Non appena ingaggiato l’avvocato e ventilata l’ipotesi di pignoramento è magicamente riapparso… ;)

          • no no non sono mica prepotente, è che loro non vedevano l’ora che arrivasse qualcuno a farsi carico dei rapporti con l’amministratore (in compenso qualunque problema abbia lo stabile, qui dentro lo risolvono FISICAMENTE in cinque minuti, sono gli Dei della manutenzione) o con gli enti o con le aziende di servizi o appunto coi caramba. Io che per lavoro sposto medici qui e lì e vivo sommersa da rogne sono la persona adatta ad occuparsi di gente che si sente “sopra come l’olio”.

  2. Io ricorrerei ai buoni metodi di intimidazione mafiosa di un tempo: un paio di bastoncini spezzati fuori dalla porta di casa, una testa di carpa koi sul cruscotto della macchina, Poi risoluzione di condominio per affibbiare all’appartamento del suddetto il numero 4 del quarto piano, Il quattro infatti in cina porta sfiga. Lo stesso i cinesi hanno fifa degli spiriti malvagi. Quindi quando vedi le signorine nude sulle scale gli mandi il Tecnologico vestito da Halloween.
    Acquisto di un coniglio nano per occuparsi dell’orto di nonna Lin.
    Ma tanti inchini e molti sorrisi incrociandoli sulle scale.
    D’altra parte, per mio conto, l’inciviltà non si vince con la civiltà nè esportando la democrazia ma solo facendo capire con le buone o con le cattive che vivere da civili è meglio che vivere da incivili.
    Che il lato nero, pardon, oscuro della forza sia con te!.

  3. Io sono di Prato. E con questo penso di aver detto tutto XD
    Qui “ha venduto ai cinesi” è una sorta di condanna a morte per il condominio: inizialmente fu il cinese ricco a comprare con la valigetta in contanti alcuni appartamenti, che poi, grazie all’incuria, al non aprire mai le finestre, al vivere in 10 in un bilocale, al friggere costantemente buttando lo sporco dal terrazzo ecc… hanno rovinato muri, tubature, impiantito e quant’altro, svalutando l’intero edificio. Fu così che “ha venduto ai cinesi” è diventato il motivo per cui un’intera, enorme, fetta della città è solo loro, nessuno ci vuol vivere e, quando in un’altra zona qualcuno vende a loro, c’è sempre lo spauracchio che ti arrivi il carico di operai nel palazzo.
    Oh, per non parlare poi dei bordelli illegali: attorno alle mura della città ci sono delle case bellissime e storiche, comprate dai cinesi e usate PUBBLICAMENTE come bordelli: le donne (vecchie e grasse) accerchiano i passanti maschi h24, principalmente dai 40 in su e urlano “scopale scopale, figa economica” e con 30 euro te la cavi. Sono lì, per strada, in centro, ogni giorno, con pioggia, sole, vento e neve. E poi ti portano in casa, dove ci sono anche altri appartamenti, dove alla gente comunque girano le palle perchè vivere accanto a un lurido bordello te le fa girare le palle, ma sai, non si può far nulla, non ci sono leggi.
    Fortuna che dove vive il mio fidanzato è arrivata una famiglia normale, con padre, madre e figli, due macchine. Il problema, seriamente, è quando arrivano in due e poi si scopre che sono 10, che di notte lavorano, che urlano al telefono (si, accidenti se gridano) e non puliscono mai. Anche affittare ai cinesi è un errore madornale, generalmente rovinano proprio la casa e poi col piffero che la riaffitti o ci torni a vivere.

    • io prima abitavo in una palazzina in cui eravamo suddivisi equamente in albania, romania, ucraina, spagna, senegal, italia. Si stava benissimo. Anzi ti dico che un paio di volte ci hanno chiesto un favore i vicini per cui siamo entrati a casa loro ed io mi sono vergognata di casa mia, tanto linde, ordinate e carine erano le loro. Quando siamo venuti qui ho riso delle preoccupazioni dei vicini, e non avrei dovuto davvero :(

  4. Io penso sia anche normale vendere ai cinesi visto come sta messo il mercato immobiliare, se uno deve vendere vende e ciao. Ma chi reste, eh chi resta deve fare i conti con chi arriva. Qui quando vendono, o affittano, tremo. La parabola però vietata è stata messa da italianissimi, noi abbiamo rifatto i serramenti e fatto studi che manco Palladio, sulle sfumature cromatiche per stare in tinta col condominio e poi al piano rialzato, quindi il + visibile vedi i colori più diversi, che fanno cagare con lo stabile e alla fine mi sono rotta i coglioni: mi serviva un armadio sul balcone e l’ho messo, si vede dal cortile? Non me ne frega niente. Per quanto riguarda i bar, in effetti i cinesi trionfano anche qui a Milano, ce n’era uno che faceva panini buonissimi ero molto affezionata al mio “cosacco” in pausa pranzo, torno qualche anno dopo, sono in zona con mio marito e dico “facciamoci un panino lì andavo sempre con Paola, etc.” AZZ. Cinesi, azz solo prosciutto e salame. E mi è venuto in mente quando il bar aveva cambiato gestione la prima volta, ero entrata e c’era il cameriere della pizzeria accanto che aveva fatto il grande salto, una gioia, grande entusiasmo, e poi, la crisi e la famosa valigetta piena di sold… :D
    ti mando un abbraccio supersonico, tornare qui è sempre una festa

  5. A sto punto io che vivo a cinque metri dalle case popolari mi sento fortunata. Una sera sono uscita di casa e mi sono scordata di chiudere la porta…quando sono tornata a casa nessuno se ne era accorto….e qui vivono i mafiosi del confino, marocchini e tutto l’armamentario. Cinesi però no.

  6. Purtroppo, e sottolineo purtroppo, vivo in un condominio (a Milano) con situazioni simili (però non sono cinesi, ma filippini, cingalesi e arabi). Non ho nulla da aggiungere se non una cosa: Il mio condominio 20 anni fa era pieno di Sig. Piero. Gente (italiana), perlopiù anziana, che si lamentava persino di quando mio figlio era neonato e magari piangeva dopo le 22. Gente (italiana) con figli (italiani) che venivano a trovarli e si lamentavano di questo e di quello. Gente (italiana) che è stata integerrima e ai limiti del razzismo fino che era lì. Poi qualche anziano (italiano) è morto, qualche inquilino (italiano) se n’è andato, qualche figlio erede (italiano) s’è trovato proprietario di appartamento. E TUTTI (italiani) appena s’è palesato qualsiasi soggetto dotato di denaro, anche chi, a prescindere della nazionalità, avrebbe fatto la felicità del Lombroso, hanno messo tappeti rossi e spalancato le porte.
    Puro darwinismo sociale, la cultura più radicata e forte, vince, anche se non è la “migliore”, anche se non è la più civile. Ed giusto che noi a casa nostra noi ci stiamo estinguendo.
    Detto questo io auguro ogni bene alla figlia della mia anziana (e defunta vicina) che tanti anni fa era venuta a dirmi che “sa, mia madre è anziana e la notte sente suo figlio che piange, potreste spostare il lettino in un altra stanza?” e che quando la madre è morta ha venduto l’appartamento a una famiglia egiziana con 3 figli. Ogni bene….perché non puoi non augurargli qualcosa a una persona (italiana) così…

    • Sì, tu hai ragione, l’italiano è rompicoglioni e spesso intollerante, poi quando si tratta di sé stesso arriva la super indulgenza. Però a questo punto preferisco un rompicoglioni al fatto di farmi carico delle spese altrui :)

      • Anche io!

        Leggevo le altre repliche di Maria, non posso che sperare che continui a vivere fuori dal mondo reale, dove i problemi degli ALTRI non impattano sul PROPRIO portafoglio “pieno” (LOL) del frutto dei propri sacrifici, e dove c’è una giustizia giusta e veloce.
        P.S. Mi piacerebbe anche a me di vivere nell’universo alternativo di Maria, dove aprendo la finestra odori e rumori si smaterializzano, e non entrano nelle finestre altrui che sono sopra o di fianco.

        • il misterioso magico mondo di Maria, non è che sono caduta dal pero ieri vestita da arcobaleno……. -_-

          Dr. Pianale, ad una persona che vive in un condominio e non sopporta l’odore della cucina altrui, consiglierei di cercare una casetta indipendente un po’ fuori città; perchè se il suo livello di insofferenza per la vita condominiale è a quei livelli nel prossimo futuro prevedo al meglio l’ulcera, al peggio una strage tra condomini.

          Nel mondo reale in cui vivo da 25 anni, di cui gran parte degli ultimi 5 fuori casa, ho cambiato 6 case (una all’estero) e mi sono trovata in svariate situazioni più o meno assurde, più o meno scomode, spesso anche divertenti (a posteriori soprattutto). E le ho affrontate di volta in volta con un po di buon senso e spirito di adattamento.

          Non è il mio ideale di vita quella di condominio, per cui se un giorno avrò i soldi per comprare casa cercherò qualcosa di isolato in bassa montagna o in campagna, non di sicuro in una situazione in cui devo convivere con altre 20 famiglie nello stesso edificio.

          • Assolutamente corretto quello che dici, però tu dovresti fare lo sforzo di accettare come reali anche le scelte e le problematiche di chi per necessità o volontà vive in un condominio a contatto con gente che ha una percezione della convivenza civile e delle leggi diversa dalla mia o dalla “nostra”.

          • Io credo semplicemente che dobbiamo tutti fare uno sforzo per accettare e sopportare l’umanità… ovviamente questo non può prescindere dal rispetto comune!!

            1. Se spari musica a tutto volume alle 3 del mattino il problema è tuo: sei uno stronzo e ti vengo a pigliare a casa.
            2. Se ti piace mangiare speziato e a me non piace l’odore, il problema è mio: cerco di gestirlo senza romperti le scatole.

            Spesso le differenze a base culturale o etniche rientrano nel secondo caso, non sono persone che vogliono rompere le scatole, hanno solo abitudini diverse che ci danno fastidio. C’è ampio spazio per i compromessi.

            Poi ovviamente i maleducati sono ovunque, anche se sono più frequenti tra gli ignoranti e gli arroganti. Con i primi si ragiona, con i secondi si litiga ;-)

    • Non si affitta a chi non paga l’affitto, a chi ti devasta la casa, a chi ti prende per il culo, non paga il gas fino a far staccare l’allacciamento e poi porta le bombole di metano in casa con un attacco provvisorio. Io veramente non riesco a capire che problema ha chi scrive un articolo come quello che linki con la mera realtà dei fatti: si cerca semplicemente di non andare incontro a guai. Vuoi un esempio? Il marito di mia madre ha ereditato un piccolo appartamento da suo padre. Lo ha ristrutturato con le sue mani, ha rimesso mobili decorosi e lo ha affittato ad un suo conoscente, straniero, con moglie e figli. Non pagano l’affitto da tre anni, non pagano le bollette (le cartelle stanno arrivando a casa dei miei), per arrotondare hanno prestato uno spazio esterno coperto (che non è stato dato loro in locazione e per cui non pagano affitto) per STIVARE GOMME DA AUTO (un rischio incendio/esplosione ALTISSIMO), senza chiedere nulla a nessuno.
      Intanto su quella casa si pagano le tasse e si paga anche per il presunto affitto che non percepisci.

      Ti pare strano che si desideri di levarseli dalle palle e di non ripetere l’esperienza?

      • “”Ti pare strano che si desideri di levarseli dalle palle e di non ripetere l’esperienza?””
        Non mi pare affatto strano, ma che c’entra se sono cinesi, bengalesi, rumeni, italiani o esquimesi?

        Decidere a priori di non affittare casa ad uno straniero è discriminazione, punto e basta. Come lo era 60 anni fa quando nel mio paese in piemonte ogni casa aveva affisso “non si affitta a terroni”, e mio nonno era uno dei pochi a ritenere questa abitudine ridicola. “Perchè si sa, i terroni parlano forte, gridano dai balconi e friggono e l’odore di fritto impregna i muri.” dicevano. E quindi? Sono persone e hanno il diritto di trovare una casa in cui costruire la propria vita.

        Mia madre affitta una casa, dopo molti anni di calvario con diverse famiglie che hanno fatto danni (scoppiati tubi dell’acqua perchè sono andati via d’inverno senza lasciare la caldaia al minimo) o che non pagavano, sia italiane sia straniere, da circa 6 anni ha trovato una famiglia rumena puntuale e che tiene in gran cura la casa. E quindi? Tutti i rumeni sono ottimi affittuari? No. Tutti i cinesi sono pessimi affittuari? No. Mia zia a torino affitta ad una coppia di cinesi, mai un problema. Anzi hanno cambiato tutti gli elettrodomestici. Una sua amica invece ha dovuto mandarli via perchè iniziava ad esserci movimento sospetto e temeva di trovarsi l’appartamento sequestrato per prostituzione.

        In quei casi è compito del padrone di casa affrontare la situazione.

        Io ho faticato non poco a trovare casa perchè sono giovane, e nessuno vuole affittare ad un giovane dalle mie parti a quanto pare, anche se porto buste paghe e contratto per dimostrare che ho un reddito regolare…. perchè chissà chi ti porti a casa, magari dai fuoco all’appartamento, di sicuro lo usi per spacciare, non vogliamo che torni ubriaca tutte le sere alle 4 facendo chiasso nelle scale. anche questa è discriminazione, e mi da molto fastidio.

        • E’ tutto vero quello che dici, e come detto non ricordo a chi io ho vissuto 6 anni da unica italiana del palazzo e stavo benissimo.
          Il problema qual è? Che quando ti scotti poi stai più attento, hai paura di tutto. Subentrano ragionamenti differenti, tipo “eh ma fanno sempre finta di non capire” “eh ma non hanno una rete sociale quindi se hanno difficoltà nessuno li aiuta”, “eh ma hanno bambini piccoli, se poi smettono di pagare non posso sfrattarli”. Perchè il problema non sono tanto le persone cui dai casa tua, quanto l’impossibilità di toglierceli se hai problemi.

          In questo caso poi non è nemmeno affitto, è vendita. Io so che dovrò fare i conti per i prossimi 20 anni con chi viene a vivere qui. Siamo sei appartamenti. Uno non paga, dividi una quota sugli altri cinque (una vedova anziana ed un signore che ha sempre vissuto solo ne occupano altri due, e già hanno le loro difficoltà). E’ ingiusto, ti fa rabbia e ti mette nelle condizioni di rinunciare tu a cose tue per pagare l’acqua del cinese, ma puoi farcela. Se vendono ad una seconda famiglia di furbi, noi che facciamo? E tu mi dici “è pieno di furbi italiani”. E’ vero. Ma contro un furbo italiano legalmente ho più armi. Qui ho un inquilino che non parla italiano nè inglese ed un padrone di casa svanito nel nulla, non lo trovano neanche i carabinieri.

          • Chiedete tutti che vengano installati dei contatori per l’acqua, così non dovete pagare anche la loro parte. Poi non so di preciso quale sia la legge a riguardo, ma mi fa strano che siate obbligati a pagare le loro spese condominiali. Gli amministratori servono anche a quello, deve essere lui che gli va a rompere l’anima per avere la loro parte.

            Per quanto riguarda le presenza strane, puoi sempre denunciare la cosa: partirà un’indagine e se c’è un giro di prostituzione o di clandestini viene fuori.

            Non mi sembra che fare i terroristi con i nuovi arrivati sia in qualche modo la soluzione al problema……… ecco tutto.

          • Le spese dell’amministratore ci siamo rifiutati, ma quando fai manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, alla persona che viene non importa che la cifra sia divisa in otto o in due, quello costa e quello paghi. Idem l’acqua, ci sono già i contatori e si occupa l’amministrazione di calcolare quanto debba tu e quanto io, ma la bolletta è una per il condominio e se tu la tua parte non la paghi, io comunque devo saldare.
            Per ognuno dei via vai (io poi non ho elencato i peggiori) è stata fatta una segnalazione ai carabinieri, ma non ci possono fare niente neanche loro. E il proprietario appunto non si trova. Siamo inermi.
            E siccome se fosse italiano saremmo molto meno inermi, si fa presto a saltare il fosso.

          • “”si fa presto a saltare il fosso”” ma è comunque sbagliato.

            non mi interessa che la maggior parte degli spacciatori di via ormea a torino siano neri, se uno danneggia in qualche modo un nero a caso dandogli dello spacciatore perchè è esasperato dalla situazione e “ha saltato il fosso” è comunque in torto marcio, scusa tanto.

            capisco l’esasperazione e ti do ragione, ma continuo a pensare che calcare la mano sul fatto che siano cinesi\neri\indiani non abbia nessun senso, non risolve la situazione, serve solo ad alimentare quel po’ di razzismo da bar di chi ama parlar male della gente e poi è tanto felice di avere il bazar cinese tutto a 1€ o il centro massaggi vicino a casa.

            Se hanno comprato casa non si possono sfrattare, italiani o cinesi che siano: procedete con un recupero crediti, mal che vada gli pignorano la casa.

          • Posto che a me mai nella vita verrebbe in mente di dire ad uno che è uno spacciatore così a caso, né ho intenzione di inseguire tutti i cinesi che incontro urlando “tu non paghi”, la guerra i miei vicini l’hanno fatta a me che sono italiana eh :)

          • non è molto diverso scriverlo pubblicamente su internet, anzi a giudicare dal tenore di certe risposte sarebbe forse stato meglio se fossi andata in giro ad inseguire i cinesi per strada.

            uno si lamenta per l’odore di cucina, a me sembrano cose dell’altro mondo…

            poi per carità, il blog è tuo e ti faccio pure i complimenti perchè mi piace, e grazie a questo post che ho trovato per caso ho avuto modo di conoscerlo e me lo sto leggendo. quindi puoi scrivere quello che vuoi, e pure chi commenta: sono opinioni, tutte libere. molti sono sfoghi, e capisco che la carogna faccia esagerare.

            forse sono io ad essere fuori luogo qui, ma non ce la faccio a non rispondere quel che mi viene su dal cuore. ho i conati di coscienza

            ah e per inciso, normalmente quando sono d’accordo non mi spreco in commenti, quindi mi leggerai principalmente quando non sono d’accordo e vedo spazio di dibattito. così penserai che sono una rompipalle. >:-]

            oh yea.

          • LOL come potrai vedere qui i rompiballe sono tanti e benvenuti. Una cosa solo vorrei farti notare: che quello che mi stai dicendo è che avrei dovuto censurarmi, cioè non raccontare una cosa vera che mi sta accadendo, perché una parte in causa è cinese. Fosse stata italiana, non lo avresti mai detto.
            Secondo me nessuno di quelli che hanno commentato ha “esagerato”. Ti raccontano del loro, le loro esperienze, la loro città, la loro vita. Se poi ci sono centinaia di esperienze pessime, non è che puoi dire alla gente “smettere di raccontare”. Semmai bisognerebbe dire alla causa “smetti di comportarti di merda”.

          • azz, mi sono espressa male: non è che il tuo post mi ha dato fastidio in toto, è più che altro l’atteggiamento generalizzante “Che non si sogni, il signor Giovanni, di vendere ai cinesi”. Certo che si possono raccontare le proprie esperienze condominiali belle e brutte, e certo che visto il tema prevalgono le brutte: ma anche se non posso pretendere dalle persone un’apertura verso il prossimo tale da cercare di venirsi incontro a metà pianerottolo… almeno evitare le generalizzazioni e discriminazioni a sfondo razziale, comunemente dette razzismo. poi come dicevo, scrivi quel che vuoi, io al massimo salto su a farti la morale come la nonna zitella della suocera baffuta.

          • Come dicevo ad apoforeti, secondo me questi vissuti non ti rendono razzista, ma xenofobo (non che essere xenofobi sia fico, sia chiaro). Ovvero non pensi che tu in quanto italiano occidentale bianco sei meglio di loro in quanto cinesi asiatici gialli, semplicemente li temi, ne hai paura.

        • Aspetta, aggiungo una cosa: sono persone ed hanno diritto ad una casa in cui vivere.
          Anche NO. Il diritto dovrebbe essere come la libertà, che finisce dove inizia quello altrui. E’ un discorso che potrebbe funzionare se il diritto alla casa fosse garantito dallo Stato, ergo si occupasse qualcuno direttamente o facesse da garante. Ma se il “diritto” di un soggetto è a spese totali di un altro soggetto privato, anche no.

          • Qui a Prato, accanto a casa, abbiamo un garage occupato da una fabbrica abusiva di cinesi. Lavorano a qualunque ora del giorno e della notte, le lavoratrici (sono tutte donne) sono chiuse dentro a chiave con i bambini accanto a loro. Passando, ogni tanto, si riesce a vedere dentro se in quel momento esce il “capo”. Di notte, caricano enormi quantità di vestiti su dei camioncini. Una situazione terribile per loro e pericolosa anche per chi vive affianco. Abbiamo fatto denunce ai carabinieri, alla finanza, a chiunque. Ma sono sempre lì. Se poi il panettiere non fa lo scontrino, multe.

          • intendevo dire che ci sono persone rispettose che hanno poi grandi difficoltà a trovare casa a causa di pregiudizi; purtroppo l’ho sperimentato sulla mia pelle, anche se per ragioni di età. non ho forse diritto io ad una casa, anche se dei miei coetanei in passato hanno causato grane a padroni di casa?

          • tu figurati che a me il primo appartamento non volevano affittarlo perché eravamo io e la mia amica, e pensavano fossimo una coppia lesbo.
            certo che hai ragione, messa così la questione. Hai ragione da vendere. Ripeto che il problema secondo me è che una volta che hai sbagliato la scelta dell’inquilino, è quasi impossibile tornare indietro in tempi brevi.

  7. Propongo i miei nuovi vicini indiani, ben due piani sotto di noi ma è come vivere DENTRO un negozio del kebabbaro. La puzza di curry-aglio-montone filtra da sotto la porta e fa piangere, e non in senso figurato. E ovviamente non ci si può fare una cippa. Ma Bologna mica zona Pilastro, eh? Subito fuori le mura vicino all’Ospedale, che in ottobre gli studenti si scannano per trovare casa qui. Ma da quale pusher si è servita la padrona di casa quando ha affittato?!
    Accetto consigli per sabotarli.

      • Il problema purtroppo è che lo fanno già e proprio per questo appestano casa altrui. Se aggiungi che la porta d’ingresso del loro appartamento è rimasta la stessa dagli anni ’40 e che sotto l’uscio ci sono 2dita di spazio… Neanche la legge aiuta, se non è un esercizio commerciale o un odore disgustoso (tipo fogna) non si può intervenire. Stiamo pregando che la padrona di casa non rinnovi più il contratto. Siiiigh….

        • Per forza che la legge non aiuta, nemmeno Orwell si sarebbe immaginato una legge che impedisce di cucinare in casa propria i piatti che si amano!

          Personalmente anche io “soffro” gli odori della cucina altrui, perchè sono vegetariana e la mia vicina cucina pesce e arrosti e carne in genere molto spesso… almeno una volta al giorno. Come ben immagini mi guardo bene dal dirle di non farlo, sarebbe assurdo no? è un mio problema se mi disturba l’odore della carne… ed è un tuo problema se ti disgusta l’odore delle spezie… o no?!

          • Non credo sia un mio problema se sia noi sia la vicina anziana siamo costretti a tenere tutte le finestre chiuse quando loro cucinano e a mettere un asciugamano lungo la fessura sotto la porta d’ingresso. In più è una cosa oggettiva che mi lacrimino gli occhi quando fanno il soffritto. Però capisco bene che non siano strumenti per misurare questo disagio: la soluzione sarebbe essere più accorti quando si affitta. Poi per carità, si può essere sfortunati lo stesso, i cafoni e gli irrispettosi non hanno etnia.

  8. Ciao! D’accordissimo su tutto quanto – come quasi sempre d’altronde! Non ti nascondo che a volte torno a leggere “Tutti Dottori”: l’ho anche stampato e messo in ufficio.
    Mi sono permessa di inserire il tuo blog tra i miei preferiti sul mio blog (scusa il gioco di parole) http://sesiescludelimpossibile.blogspot.it
    Se ti dà fastidio, dimmelo che lo tolgo.

    Ale

  9. Mah, io venderi anche a peggio! Rimasta senza lavoro per il fallimento dell’azienda dove lavoravo, ora mamma e ormai single, avendo avuto una bruttissima separazione da un marito violento e mantenuto, e invalida civile per via di problemi si artite e artosi. Il mutuo? Difficile da pagare, con qualche soldino a nero preso tra una ripetizione e un’oretta di baby sitter. La depressione galoppa, e sfido chiunque ad alzarsi felice in queste condizioni. Parola d’ordine: disoccupazione forzata: mamma single (senza nessun aiuto da parte di un ex coniuge irreperibile ormai all’estero), ultraquanarntenne, invalida (niente lavoretti di pulizie, bar o negozio). Per fortuna la casa è solo mia, il bimbo è sano e felice, la laurea mi consente almeno una media di un’oretta al giorno di ripetizioni, ma ormai il gas è staccato, si magia di borsa Caritas e i debiti aumentano. La casa è sempre meno curata, anche per via delle mie condizioni fisiche e psichiche, le spese condominiali pagate sempre più in ritardo. La vecchia automobile ferma da un anno nel posto condominiale inizia a dare fastidio e devo rimuoverla. Gli scatoloni delle cose di mio marito (veramente abbandonate lì con poca cura) nel mio spazio esterno nel retro del condominio iniziano a far parlare la gente. Danno un brutto senso di degrado. Non dico che non sia vero. Insomma, di fronte ad italiani del Mulino Bianco, io stono davvero. Ma l’umanità manca dall’altra parte.Quello che è successo a me, a loro mai potrà accadere. Se non ho la forza di tagliare l’erba in giardino, potrei sempre pagare qualcuno che lo faccia al mio post, facile, no? La signora col suv che per 2 anni non pagava le spese condominiali per comperarsi le borsette firmate ora punta il dito sul decoro del condominio. Io mi rendo conto che per me, dopo questi anni, sarebbe meglio una vecchia casetta in campagna: costerebbe meno e sarei più livera, anche di vivere il mio accumulo compulsivo. E sarebbe una casa, non una porzione di immobile. Sto cercadno fervidamente un lavoretto part-time, di qualsiasi tipo, per poter fare a surroga del mutuo. E vendere… al prezzo più alto possibile, al peggio possibile. Ricambierei l’aiuto morale, la pietà, il calore di queste persone. Se ci penso, non so se saprebbero scegliere tra me e una decina di africani. Ma, dopotutto, l’appartamento è mio e decido io a chi venderlo. Potrei chedere ai miei condomini di comperarlo al doppio del valore di mercato… ma gli stranieri me lo comprerebbero già al doppio, e vuoi mettere il gusto della vendetta! Dopo un paio di anni io avrei finito di pagarmi la mia casetta in campagna, avrei un gruzzoletto da parte… e la brava gente si azzannerebbe con i nuovi inquilini. Incrocio le dita, consegno curricola ovunque e spero. I cinesi? Troppo poco.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...