due signori.

C’è un signore di una certa età, con una vita tranquilla di lavoro alle spalle, con una medaglia al valore civile ricevuta per aver salvato una donna che era finita in un torrente con la macchina.
C’è un altro signore, con 35 anni meno del primo, con una vita passata tra furti, rapine a mano armata, sparatorie con le forze dell’ordine, rissa con suddette forze dell’ordine, and so on. Poi decide di mettersi tranquillo, dicono. Di mettere la testa a posto. Incontra il sindaco del suo paesino e gli dice che sta cercando un lavoro.

Il secondo signore, che onestamente non si capisce come sia a piede libero, ma vabbè signoramiaquestaèL’Italia, forse ha un pizzico di confusione per quanto riguarda il concetto di lavoro, perché va con alcuni “amici” a rapinare una gioielleria. Armato di AK47, pare.
Il primo signore, che lavora lì davanti, quando li vede iniziare a pigliare a mazzate la porta, dietro cui c’è per altro una ragazza nel panico, gli urla di andare via. Niente. Corre dentro casa, prende un fucile, detenuto regolarmente in quanto cacciatore, spara in aria. Niente. Spara alla macchina dei rapinatori, ovviamente vuota. A quel punto il secondo signore spara a lui. Lo manca.
Il primo signore risponde.
Non lo manca.
E nonostante sia stato colpito – volutamente – alle gambe, il secondo signore muore, e si lascia dietro una moglie incinta, un progetto di vita diversa buttato via, ed un primo signore roso dal rimorso.

Ho dimenticato qualcosa? A me sembra di no. Ho distorto qualcosa? Mi sembra, ancora, di no.

Bene, io abito in un paese in cui la gente urla “pezzo di merda assassino” al primo signore. In cui il suocero del secondo signore dice “oh cristo noi non avevamo idea che avesse ripreso quella vita, però anche l’altro, l’altro che ci faceva con un fucile in casa?”.
In cui la moglie del secondo signore si costituisce parte civile.
Ed il più accanito detrattore del primo signore, che fu comico di professione come un sacco di altri Pensatori Italici prima di lui, minaccia di ritorsioni fisiche ed insulta sanguinosamente chiunque non la pensi come lui, abbinando alla perfezione lo stile del Signore n.2 a quello dei suoi difensori.

Sarà vero che all’aumentare della pancia svaniscono i neuroni, ma veramente stavolta il non capire come le persone colleghino le cose più che rabbia mi provoca una tristezza invincibile. Quello che combatte il criminale e salva la ragazza, quello dico una volta non era Superman? L’Uomo Ragno? Terence Hill? Il Buono per antonomasia?
Com’è che adesso è un pezzo di merda?

Non sarebbe l’ora di smettere di dar retta ai sermoni dei comici in disgrazia?

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39 pensieri su “due signori.

  1. L’hai detto veramente bene. No, no…. ci siamo sicuramente persi qualcosa…. perché ormai la regola è difendere i carnefici, i pezzi-di-merda e fare in modo che diventino vittime, che ricevano pubbliche scuse e abbiano il biglietto gratis per la prima alla Scala.
    Non so quando tutto ciò sia accaduto, questo stravolgimento del modo di vedere, intendo. Ma pare sia accaduto davvero.
    E se non la pensi a quel modo sei uno sfigato!

      • E a quel punto ti ritrovi a pensare in un angolino della tua testa che, bé, se quello è essere fascisti, non mi sembra nemmeno tanto brutto esserlo…
        Dalle mie parti, fin da quando ero piccola, ho sempre sentito discorsi del tipo “quello si è fatto il carcere (per mafia) quindi è persona importante”; pertanto, in definitiva, non dovrebbe neanche farmi specie quella inversione di cui parliamo. Eppure continua ad impressionarmi, forse perché mi mette davanti ad un mio grosso errore logico: quello di aver pensato che l’incedere degli anni portasse con sé un fisiologico progresso civile.
        Errore, appunto.

        • Ma poi quello che veramente ha messo desolazione a me non è tanto il non essere d’accordo, è proprio la targa di “assassino”. Se invece che essere tutti armati di fucili si stesse parlando di un uomo che ha difeso una donna che ne so, con una spranga, gli avrebbero già dato una medaglia.

          • Il signor comico in questione è a sua volta assassino, in senso lato, avendo causato la morte di alcune persone. Per imperizia alla guida, certo, ma sempre morti sono.
            E però è accaduto molto tempo fa, e quindi è da dimenticare …..in modo che possa pontificare – anzi urlare – come se nulla fosse.

    • la regola è chiamare la polizia, non intervenire personalmente, altrimenti o muori tu o muore il malavitoso e vai in galera per omicidio colposo

  2. Con tutto il rispetto x il tuo bellissimo blog, quanto sopra meriterebbe la prima pagina del Corriere, l’hai raccontato con una tecnica eccellente, moooolto intelligente!
    Non c’è cosa che mi faccia più rabbia della “fine del buonsenso”, veramente vado fuori di testa…
    Tomas

  3. D’accordo su ogni parola.
    In questo paese IDIOTA (perché composto da idioti per grande percentuale) si garantisce troppo e si lasciano impuniti molti comportamenti, VOLUTAMENTE, in modo da poter poi assolvere i potenti che commettono gli stessi reati. Oltre che per stupidità, ovviamente.

    E si strumentalizzano tutte le ideologie alla bisogna (come se la LEGALITA’ fosse una cosa “di destra” o la CULTURA fosse “di sinistra”, la carità “cristiana” e via dicendo).

    Chi è RECIDIVO nella sua condotta criminale ha già TORTO quando respira, figuriamoci se trovato a rapinare a mano armata. Per questo si chiamano PREGIUDICATI, perché il pre-giudizio se lo sono meritato, essendo un POST-giudizio.

    Personalmente sono contrario alla diffusione di armi, ma ammetto, quando ho sentito la notizia, di aver esclamato “toh, finalmente un uso INTELLIGENTE di un fucile da caccia…”.

    La cosa buona è che il malvivente è morto, ed è cosa buona anche per i suoi stessi familiari, anche se non lo sanno ancora perché ragionano con la pancia.

    L’atto dovuto delle indagini spero si concluderà in una assoluzione o in una minima responsabilità, ed il primo signore, se lo incontro, si merita una stretta di mano vigorosa.

    Ai suoi detrattori (IDIOTI, vedi sopra), va semplicemente posta una domanda:

    Caro il mio cittadino indignato, se tua figlia/tua moglie/tua sorella/chiunque tu ami dovesse incontrare, di notte per la strada, un signore sconosciuto…preferiresti che fosse il primo, o il secondo?

    Quanto ai seguaci del comico (vale per due-tre partiti), secondo me vanno assecondati: la prossima volta che difendono o giustificano il terrorismo, li si manda a parlare direttamente con quei signori, a casa loro. Il biglietto di ritorno ce lo possiamo risparmiare, immagino.

    PG

    • Che il secondo signore fosse nel torto non lo nego.
      E mi tengo ben lontana dal definire il primo signore un assassino, ci mancherebbe.
      Ma il secondo signore è morto, e questa cosa, nella mia visione contro-pena di morte, non è mai un bene.

      • Una visione interessante, ma non c’è stato un processo. Non è “pena di morte”, ma CONTINGENZA. Non è bene mischiare le cose. Anche se in buona fede.

        Situazione tipo: sei davanti ad un terrorista che sta per sparare ad un ostaggio (dopo averne già fatti fuori altri, quindi non c’è dubbio che lo farà). Puoi sparare alla sua testa ed ucciderlo, salvando l’ostaggio. Non hai alternative, non c’è tempo per le chiacchiere.
        Muore il terrorista o muore l’ostaggio.

        Che fai, trichotomum?

        Una risposta semplice: spari o no?

        PG

        • mi sono espressa male.
          non sto criticando il gesto del primo signore.
          non so dirti cosa avrei fatto al suo posto -e non si sta parlando di me-

          semplicemente non sono d’accordo nel definire la morte di qualcuno un bene.
          (credo che la pena di morte sia innanzitutto una questione ideologica prima che giuridica)

          • Ecco, il punto è proprio questo, si. Credo che non ci si pensi abbastanza.

            Può invece essere utile “mettersi al posto di qualcun altro”, perché in quel modo, anche senza viverle (non auguro a nessuno di trovarsi nel bel mezzo di una rapina con una pistola puntata al cuore, come è successo a me), si può “testare” la validità della propria idea. Perché le idee vanno anche “provate” nella vita reale. E corrette, se necessario.

            Sennò si può correre il rischio di dire delle cose sulle quali non si è pensato bene.

            La questione ideologica deve essere prima di tutto LOGICA, altrimenti non può funzionare: di utopie sono pieni i cimiteri.

            La “pena” è una PUNIZIONE. La sua utilità come punizione non è mai per chi viene punito (come invece può essere il carcere, perché molti CAPISCONO e quindi CAMBIANO).

            Come punizione, la pena di morte non serve a nulla, se non come “deterrente” per chi commette crimini così puniti…anche se la storia ci insegna che chi commette un crimine non pensa alla punizione. Nemmeno a me piace la pena di morte “come principio”.

            Qui, ed in tanti altri casi, la morte non è “punizione” bensì UNICO MODO PER PRESERVARE LA VITA di altri. Altri che, per inciso, la meritano più del criminale.

            Perché la vita di un criminale non vale come quella di una persona per bene, e questo è un punto su cui fermarsi a riflettere, prima o poi.

            Fossero anche di pari valore, un criminale “che non può in alcun modo essere redento”, come un assassino conclamato, deve essere FERMATO in tutti modi, altrimenti la sua vita “produrrà” la morte di molti innocenti.

            E anche se la vita di una persona vale come quella di qualsiasi altra, la vita di MOLTE persone vale più di quella di una sola…o di un criminale.

            Il signore #1 non ha “punito” nessuno: ha sparato DOPO aver urlato, ha mirato ALLE GAMBE dopo aver sparato in aria a scopo intimidatorio, e DOPO che gli avevano sparato addosso per risposta.

            Ha fatto quello che avrebbe fatto un qualsiasi poliziotto (forse anche meglio), il quale poliziotto non sarebbe stato mai stato punito e nemmeno criticato per una circostanza del genere.

            E qui bisogna davvero fare uno SFORZETTO per capire che le ideologie spesso non risolvono un cazzo, e che bisogna dotarsi di “criteri di scelta” per affrontare la realtà.

            Il pensiero deve servire per risolvere problemi, non per incartarsi e morire o lasciar morire.

            Ovvio che non si avrà mai la perfezione, ma non per questo si può stare sempre “fermi”.
            Si dà un senso al “male minore” e si sceglie quello. Spessissimo è possibile.

            Chi va a fare una rapina a mano armata “se la cerca” e si mette in condizioni di “non diritto”. Chi si comporta da criminale non può valere come chi è oggetto di violenza, perché altrimenti si fa un torto alla vita, alle persone, alla società.

            trichotomum, prova davvero, tra te e te, a pensare a cosa faresti in situazioni del genere, per difendere qualcuno. Vedrai che dal quel pensiero uscirà qualcosa di più utile di un’ideologia.

            Ciao :-)

            PG

    • Io di testa posso anche pensare “uno in meno”, poi però onestamente non “provo” nessuna allegria o sollievo per la morte di qualcuno. C’è un proverbio ebraico molto bello che dice che non puoi (inteso come “non hai diritto di”) perdonare ciò che non è stato fatto a te: io non riesco a provare quel genere di odio neanche per chi ha fatto male a me. Potrei, credo, provarlo per qualcuno che mettesse in pericolo o ferisse quelli che amo.

      Sul resto, che te lo dico a fare? Sottoscrivo ogni sillaba.

      • Beh, Verba, io ho dato un giudizio, lo confermo: una persona pericolosa e recidiva che muore è una buona cosa, vedila come “selezione”.
        Non l’ho ucciso io, non ne ho la responsabilità; posso dire che se fossi stato lì mi sarei comportato come il “cacciatore” (pur ritenendo la caccia una aberrazione stupida).

        Non mi riempo la bocca di belle parole a tutti i costi…perché tutti facciamo morti, persino quando prendiamo un antibiotico decidiamo di uccidere miliardi di vite per salvarne una.

        Nel momento in cui ognuno di noi occidentali mette in moto la sua auto, sceglie, più o meno consapevolmente, ma ne è comunque responsabile (consapevolezza o no), di uccidere qualche africano a cui viene estorto il petrolio.
        Anche i più ferventi ecologisti col cazzo che fanno a meno dell’elettricità…

        Non conosco nessun genitore che, per salvare un dito, un solo dito di suo figlio contro la vita di una persona sconosciuta, non premerebbe il grilletto.

        Sono sicuro che anche tu, Verba, saresti contenta se chi minaccia la tua famiglia morisse, e che se non proprio felicità, mostreresti approvazione.

        Come ho fatto io, che non sono peggio di voi o di qualsiasi prete o missionario o grillino.

        Un criminale va catturato e messo in galera perché non nuocia più alla società.

        Se muore, dal punto di vista etico, personale, è affare di chi lo uccide.
        Se la sua morte è causata per vendetta o per sfizio, è da impedire, e chi lo fa diventa un criminale esso stesso (ecco perché non farei il “giustiziere”).

        Ma un criminale “sicuro” (come questo del tuo post), in Italia, resta in galera poco (e infatti stava fuori pur avendo reiterato il crimine), e come esce ricomincia a delinquere.

        E’ davvero molto, molto probabile che quel signore abbia salvato molte altre vite oltre a quella della ragazza (compresa, magari, la sua, visto che gli stava sparando).

        Il criminale avrebbe reso infelici molte persone, compresa la sua famiglia, sua moglie, suo figlio, i suoi genitori.

        Quindi, a cose fatte, per me è bene che sia morto, come è bene che siano morti dittatori e altri simpatici individui che hanno portato l’umanità alla disgrazia.

        Come sarebbe bene che morissero molti che danno il cattivo esempio.

        PG

        • Aggiungo una cosa: con il costo di un carcerato ci mantieni in vita una decina di senzatetto (controllate le cifre, è vero).

          Se metti in galera uno che ruba e non fa male a nessuno, quello ci pensa su e magari capisce che ha sbagliato, e quando esce può pure venire a lavorare in casa mia, per quanto mi riguarda.

          Io ho fatto un sacco di cazzate…non ho mai meritato la galera, ma le ho pagate. Tutte, eh? Anche quelle di qualcun altro.

          Un assassino impenitente, recidivo (quindi perduto oltre ogni dubbio), che sta in galera, causa, per NON-assistenza, la morte di alcune persone cui lo stato non può provvedere.

          E pure a queste cose bisogna pensarci…per salvare un criminale porti al sucidio due-tre disoccupati…

          E bisogna pure pensarci, signore mie.

          PG

          • Più che altro è sconvolgente il fatto che non fosse in galera da venti anni. Incomprensibile.
            Se vuoi vedere qualcosa di ancora più incomprensibile, guarda questo:

            La storia del signore a cui entrano in casa, e l’idea che poi il rapinatore si sia fatto solo 8 anni di galera…

          • Conosco queste storie, purtroppo. Non ho vissuto in una capanna, sinora.

            Quello che mi preoccupa è che molte, moltissime persone continuino a professarsi “civili” mentre giustificano cose simili, o semplicemente per motivi ideologici lasciano che tutto questo possa accadere. Perché parlano, si indignano, ma poi al momento del dunque…

            Curiosamente, tutti quelli che conosco che hanno subito violenza (furti, pestaggi, rapine, aggressioni ecc) vengono poi a convincersi che in effetti così non può andare e che c’è bisogno di meno chiacchiere e più concretezza.

            Qualcuno arriva anche a capire che reagire non è violenza e che non si può mettere sullo stesso piano l’atto criminale di individui pericolosi con il diritto di una società, e dei suoi componenti, di difendersi.

            Qualcuno.

            Gli altri, purtroppo, hanno la vista troppo corta, il pensiero troppo limitato per arrivarci senza che gli succeda qualcosa.

            Il problema del mondo non è la violenza, ma la stupidità…

            PG

        • Pì. fraintendimento ore 12! Sono d’accordo con te, su tutto. Da Darwin al concetto di pericolosità sociale, e SICURAMENTE vorrei essere sicura di avere, al suo posto, avuto il sangue freddo ed il coraggio di quel signore. Dico solo che poi emotivamente non mi viene da provare sentimenti positivi di fronte alla morte.

          • Ahahahahahahah…io ho scritto a nuora perché suocera intendesse, mia cara :-)

            Il mio non è affatto un discorso emotivo: per provare “sentimenti” di fronte alla morte di qualcuno devi ODIARLO.

            Ed io, fortunatamente, non conoscevo il criminale e non potevo dunque odiarlo (per avere tali potentissimi pregiudizi non devi parlare con me, conviene andare a cercare in qualche chiesa).

            Quello che sto dicendo è che ciò che ho scritto: “è cosa BUONA che sia morto”.

            Non è la stessa cosa di “sono FELICE che sia morto”.

            Per esserne felice, devo sforzarmi di pensare che se non fosse morto lui, lo sarebbe il signore #1.

            Sarei invece davvero felice se la legge prevedesse che non si possa finire in carcere due volte per lo stesso motivo: alla seconda ti sopprimo perché è evidente che non hai nessuna possibilità di migliorare.

            Non riesco a considerare il formare una banda armata “un’errore”.

            Per me è DOLO CONSAPEVOLE.

            Quando sento “condannato già 5 volte per stupro”, penso che ci siano state 4 detenzioni di troppo…

            Andrò all’inferno?

            PG

          • No, tesoro, ci andranno i magistrati. Perchè non puoi non tenere conto della pericolosità della persona quando valuti per quanto tempo deve restare in carcere. Più che sopprimere io farei come negli states, secondo reato? Pena raddoppiata! E via così.

          • BELLA!!!

            Si chiama PROGRESSIONE GEOMETRICA di ragione 2.

            Brava ;-)

            L’unica fregatura è che ogni volta qualcuno deve morire/essere pestato/essere stuprato, il che non è molto bello.

            E ovviamente nel frattempo lo stato (cioè noi) PAGA vitto e alloggio…mah.

            Almeno negli USA appena vai in galera ti confiscano anche le mutande…e se vuoi uscire, invece di pagare l’avvocato o il giudice, paghi direttamente la cauzione allo stato.

            La pena di morte è orribile.

            Ma è più orribile che qualcuno faccia danni immensi, resti in galera poco, esca, e faccia di nuovo danni e morte, e poi di nuovo, e poi di nuovo…

            Per questo va scelto il male minore.

            PG

  4. non so molto della vicenda, per cui mi astengo dal commentare.
    però ricordo che l’uomo ragno era considerato un pezzo di merda da molti abitanti di new york.
    in primis dal signor james jonah jameson.

  5. Un pilota di F1 quando entra nell’abitacolo della propria macchina sa che correrà dei rischi, lo stesso un sub che fa immersioni, un alpinista che sale una parete verticale, ed per un rapinatore che vuole impossersarsi di un ricco bottino perchè dovrebbe essere diverso? Ha corso un rischio ed ha perso, se avesse fatto il postino sarebbe ancora vivo! Poi sulle persone che sbraitano stendo un velo pietoso, se avessi avuto un cannone/lanciafiamme/catapulta lo avrei usato senza remore, non perchè sia un guerrafondaio assetato di sangue, ma perchè era la cosa giusta da fare.

    • Infatti, è una conseguenza logica delle proprie scelte, lo è sempre stato anche in passato, dal contadino al soldato, c’era più senso di responsabilità di oggi.

      Ma oggi in questo paese la responsabilità è un concetto morto, solo diritti niente doveri…ti pagano uno stipendio altissimo, e poi ti danno IL GETTONE DI PRESENZA se vai a lavorare, non è che ti si inchiappettano se non ci vai (visto quello che prendi di paga).

      Se sei in carcere, ti viene scontata la pena per BUONA CONDOTTA, come se comportarsi bene fosse OPZIONALE, non è che ti allungano la pena se fai lo stronzo invece di stare buono.

      Se sei un manager statale, e porti la tua azienda in perdita, ti viene data una buona uscita milionaria e vieni riassunto in un’azienda più grossa, non è che ti sbattono fuori senza soldi e da quel giorno puoi fare solo lavori non connessi ai soldi.

      Per assurdo, se uno fosse il capitano di una nave, e causasse la morte di oltre 30 persone e scappasse in barba a ogni responsabilità non andrebbe nemmeno in galera, e dopo pochi anni potrebbe tornare al comando. Ma questa è troppo assurda, sarebbe come pensare che se tanti dipendenti statali si inventano scuse e malattie per non lavorare, invece di essere puniti si mettessero a scioperare per protesta…sto esagerando, cose del genere non possono succedere!!

      E giustamente, se uno fa una rapina ha diritto al rispetto e alla vita salva ad ogni costo, mica come quel disgraziato del rapinato che se spara è un pericoloso pezzo di merda.

      …….

      Sapete, ogni giorno che passa mi ritrovo a pensare che questo sia un paese di deficienti, in primis chi è cresciuto con la cultura buonista che tanti danni ha fatto, a tutti i livelli.

      Idiota chi scambia il concetto di legalità e responsabilità con ideologie, dando del fascista a chi vorrebbe solo un po’ della serietà necessaria a portare avanti una società. E io i fascisti li odio.

      In un paese serio, la moglie del rapinatore non avrebbe mai potuto costutuirsi parte civile, perché evidentemente la sua “parte” è INCIVILE, come chiunque prenda con la forza ciò che è di altri.

      Ora, e mi succede per la prima volta nella vita, mi sento di augurare a tutti quelli che giustificano certe STRONZATE, che gli capitino in prima persona. Rapine e stupri e truffe e naufragi compresi.
      Così magari si svegliano.

      PG

      • Ma una persona “normale” non può fare a meno di sentirsi così, chi di noi ha dimestichezza con le armi? Per questo non credo all’armarsi e farsi giustizia da sé, come pensare di sparare ad un’altra persona così a cuor leggero? Non esiste, al massimo pensiamo di cambiare canale di fronte ad una scena fastidiosa, ma sparare…. Diversa cosa un rapinatore, presentarsi con un AK47 vuol dire di essere già mentalmente pronto ad ammazzare senza pensarci su 2 volte.

  6. Il cuore è “leggero” a 20 anni.

    Se ne hai 60 o più, ne hai viste e subìte abbastanza per premere il grilletto.

    Queste cose succedono perché è lo Stato a permettere che succedano: se la giustizia funzionasse, il rapinatore quel giorno non sarebbe stato li, ma in galera.

    E lo Stato le permette è perché le permettono quasi tutti i cittadini, che con il loro voto continuano ad eleggere i soliti BUFFONI; e con il loro comportamento, se non sono essi stessi incivili e ladri, fanno finta di niente o si uniscono al coro finché non càpita a loro di stare dalla parte sbagliata della canna di una pistola.

    Questo è il paese dove se da bambino ti presenti a casa con un 4 in Matematica, tuo padre invece di darti una sberla ti dà una pacca sulla spalla e dice “ahahahahah! tutto a papà, anche io non ho mai capito un cazzo di matematica!!” e magari ti fa pure la pleistescìon in regalo per consolazione (così ci gioca pure lui mentre sta in finta malattia al lavoro).

    Però poi tutti in chiesa a pregare la Domenica, contro il Male nel Mondo…la mattina, ché di pomeriggio c’è la partita…

    PG

  7. L’unico modo che aveva il primo signore per essere dalla parte della ragione (secondo i benpensanti) era morire.. se moriva diventava il poveretto ucciso durante una rapina, o l’eroe morto per salvare una vittima di una rapina, ma se vive no, va automaticamente dalla parte del torto.. Sembra che chi muore è sempre nel giusto… mah…
    Per fortuna da qualche parte su internet si trova ancora un po’ di coerenza e di logica!

  8. E’ vero :-)

    Papà mio, quando arrivavo veloce agli incroci e mi giustificavo dicendo “ho la precedenza”, mi rispondeva: “è meglio avere torto da vivo che ragione da morto”…

    PG

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