la leggenda della cacca santa ed altre favolette

Dalla prima sera da soli a casa col relativo primo attacco di panico è passato un mese giusto giusto. La sconosciuta di tre chili e rotti che ci siamo portati via dall’ospedale è già meno sconosciuta e ben più pasciuta, e posso affermare non senza dispiacere che ha ereditato lo stomaco problematico del padre, purtroppo in concomitanza con l’appetito da caimano di sua madre: dopo “Ogni cosa è illuminata” va in onda a casa nostra “Ogni cosa è vomitata”. Ma vabbè.

Un sacco di tempo fa leggevo il blog di “machedavvero” e mi ricordo di aver sorriso di un episodio in cui lei, alla prima uscita post-parto senza pargola, ha realizzato “oddio ho una figlia”, così, come se alla prima boccata d’aria la nozione si fosse cancellata da sola. Ora non sorriderei un bel cazzo di niente perché a me è capitato senza neanche uscire di casa: sotto la doccia, o cucinando, o coccolando il gatto. Ah, oddio, nella stanza accanto c’è una neonata…ed è mia. Seguiva attacco di panico di cui sopra.
C’erano delle cose che mi sono state dette, PRIMA, a cui non ho prestato attenzione. Altre che ho ascoltato, ma davvero se non ci passi non riesci a comprendere la faccenda. Tipo il parto, lo sai che fa male, ma non sai non dico “quanto”, ma “come”.
Tipo il primo mese. Tutti ti dicono (tranne quelli che hanno il figlio benedetto da Dio che dorme subito almeno sei ore e le restanti 18 non le passa a piangere) che il primo mese è un tunnel.
Buio.
Il nostro in effetti è stato un tunnel. Buio.
Sulla Salerno-Reggio.
Il primo agosto.
Senza aria condizionata.

Per mia fortuna non sono una competitiva e non mi è mai venuto in mente di partecipare alla gara “il mio è più buono del tuo”. La piccola è buona come il pane, va detto, ma ha questa piccola, secondaria fisima del voler mangiare sempre. Intendo sempre. Se ha gli occhi aperti, lei vuole mangiare. Mi guarda come se fossi un Big Mac e la sua piccola bocca rosata mima il succhiare ed i suoi occhi lanciano il messaggio:

“TETTA. ORA. TETTA! TETTA! TETTATETTATETTATETTATETTA!”. Per cinque secondi.

Poi si scatena l’inferno.

Con buona pace della routine propugnata dai manuali, dalla mia stessa pediatra (la lasci piangere, fa bene ai polmoni!…due ore…?), dalle altre mamme (io la mia la lascio piangere sempre, deve imparare la pazienza!…per curiosità quanto tempo la lasci piangere? “Mah, cinque minuti”. Ah, ecco), dalla MIA MAMMA (non puoi cedere al ricatto!…cominciamo bene!), Mimosa Sequentur (grazie Riru!) vorrebbe magnare ogni ora, e solo la benevolenza del Signore fa sì che al momento la notte allunghi i suoi tempi ad ore 3. Forse. Se la luna non è in Sagittario.
Ovviamente ho letto tutto il leggibile sul “come” allungarle i tempi. Può essere che ci metta del mio e mi compri dei tappi per le orecchie. Anzi delle cuffie. Grosse.

Detto questo, ne ho imparate di cose questo mese!
Per esempio, la prima è che, come dice il mio amico Funky “I figli degli altri dormono. Tutti. Da subito. Ininterrottamente. Dal terzo mese portano il caffè alla mamma, ma solo dopo le otto di mattina.”
Eppure anche le altre hanno occhiaie da panda e segnali di cedimento psicofisico. Chissà. Sarà la cancellazione di Centovetrine.
La seconda è che il limite si sposta sempre. Tieni duro il primo mese, poi è fatta, ti dicono.
Poi diventa “A 40 giorni si regolarizzano”.
Poi si estende a “A 3 mesi distinguono il giorno dalla notte”.
Poi raggiungi “A otto mesi il sistema digerente è maturato e con lo svezzamento si risolve il problema del reflusso”.
Poi alle due di mattina con l’idrovora attaccata leggi i forum di madri sfinite e… “mio figlio chiede ancora il biberon delle tre di notte. Ha 12 anni”. A quel punto unirti alla resistenza curda non ti sembra più un’idea malsana e pericolosa.
La terza è l’annosa questione della cacca dei neonati. La famosa cacca santa che non dovrebbe puzzare, quella assurta a paradigma di quanto noiosi si diventi da genitori, beh il punto focale della caccasanta non è l’odore, ma il colore. Perché i neonati c’hanno il culo di Iridella e ciò che producono cambia colore da un giorno all’altro, se non nell’arco dello stesso giorno. E ci sono fior di siti con le foto di suddetta produzione e la spiegazione sotto, bene-male, buona-cattiva, ottimo-pessimo. Suppongo usati da gente come me, che un giorno ha aperto il pannolino della figlia ed ha esclamato “ORCOGIUDA, MA QUANDO S’E’ MAGNATA UN UNIPOSCA?”.

La cacca dei neonati può essere fluo.
Come i segni che ho sotto gli occhi. Ah, ecco, qualcuno avverte un leggero languorino. Post pubblicato senza rilettura in 3, 2, 1…

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30 pensieri su “la leggenda della cacca santa ed altre favolette

  1. La situazione mi sembra ancora (moderatamente) sotto controllo.
    Di solito la zona rossa si supera quando un pensiero malsano, ma allattante… allettante… ti entra in testa (“Ma sì, cosa vuoi che sia se la piccola sniffa un poco di gas della cucina? L’aiuta a prendere sonno”).

    p.s. sarà scritto senza rilettura, ma è un post di qualità, molto divertente!

  2. Quando lavoravo in un micronido (e sottolineo MICRO, avevamo mostri di 4 mesi, per dire), avevamo la “tabella della cacca” appesa sul fasciatoio, in bagno (roba che nemmeno Sheldon Cooper, proprio), dove bisognava segnare il nome del bimbo e l’entità del prodotto. Un + per consistenza e colore “normali”, un – per opere del Demonio.
    Fatto sta che durante la giornata lavorativa, io e le mie colleghe non parlavamo d’altro che degli abomini che alcuni mostri ci regalavano all’apertura del pannolino. Era un’ossessione, alcune cacche erano talmente terrificanti che le ricordo ancora adesso, con orrore.
    E non erano nemmeno figli miei!
    Però, ecco, tu non fai il tuo turno e poi a casa, quindi… hai tutta la mia solidarietà!

  3. Ah guarda, dai 4 anni in poi è tutta discesa :P
    Scherzi a parte (scherzi? Quali scherzi?), i primi mesi, non solo il primo, sono devastanti. La sensazione di estraneità tua e dell’aliena che ti è piombata in casa, sono devastanti. Il mio primo giro al supermercato da sola, per ben 20 minuti, lo ricordo ancora oggi come uno dei momenti di libertà più assoluta e meglio assaporata della mia vita!
    Non esiste manuale, non esistono i figli degli altri, ogni mamma ti racconterà qualcosa della propria esperienza, ma non sarà mai comune alla tua.
    L’unico vero consiglio che mi sento di darti è: non soffrite in due, tu e tuo marito. Fate a turni. Stare svegli in due non ha senso, cercare rimedio o soluzione contemporaneamente in due non serve. Fate i turni. Se la piccola è così vorace, capisco che il tuo turno durerà 24 ore e quello del padre ben pochi minuti… ma prenditeli quei minuti, scappa via, lascia lui in balia della furia per una buona mezzoretta che ti regalerai anche solo per fare il giro dell’isolato.
    p.s. in notti di pianto ininterrotto, ogni mamma che si rispetti dorme di sasso tra un pianto e l’altro, anche se i pianti si susseguono ogni 30 secondi. Vuoi mettere, 30 secondi ininterrotti di sonno?! Io dormivo tra un colpo di tosse e l’altro, quando ha avuto la tosse per 7 mesi di fila ogni santa notte. Aveva 4 anni… ops!!! ;)

    • Stiamo già facendo così, lui dorme in un’altra stanza perché la mattina deve andare al lavoro ed io ho bisogno di avere almeno UN adulto che ci sta di testa in casa. Stanotte ho dormito, senza accorgermi, con lei che urlava accanto. E’ arrivato lui dall’altra stanza… :D

      • E’ esattamente così che deve andare… fermo restando che magari al sabato e alla domenica, un’ora al giorno tutta tua te la puoi far regalare da tuo marito. ok? :*

  4. non commento i fatti, perché io le tette non ce l’ho… ho solo la (non più) sconosciuta che sbavazza per casa. comunque, da biologo ricercatore, dico: le scoperte che si fanno in casa in tre mesi non le ho fatte in 10 anni di studio e ricerca. banale, forse, non abbastanza poetico, anche, ma vero. e questa sensazione che ho nella pancia, se non è stupore, se non è gioia, se non è addirittura qualcosa che somiglia alla felicità, non so.

      • il gatto, come sempre, se ne frega, è un signore. i cani, inizialmente, maluccio. hanno iniziato a marcare il territorio. ma ora siamo alla fase delle prime, timide, annusatine e leccatine. il tuo felide?

        • i miei mici hanno reagito diversamente. il Maine l’ha annusata, ha deciso che non è interessante, appena lei muove un braccio fugge spaventato. Però quando la sente piangere (noi abbiamo una porta tra zona notte e zona giorno, in zona notte i gatti non sono ammessi perché il Tecnologico è allergico e il pelo del Maine vola OVUNQUE) si attacca alla porta e miagola disperato. L’altro, l’autentico padrone di casa, è piena fase di negazione: finchè non la guardo, non esiste veramente :D

  5. Un ricordo della mia prima uscita da sola post parto (15 minuti circa): la sensazione di leggera follia nel pensare “oddio come sono leggera, come sono magra, come sono SOLA, e se adesso scappassi?! ”
    E no, la cacca santa non esiste! Resisti! Un bacino a Mimosa!

  6. Ahahahah, bellissimo!
    Congratulazioni intanto, poi: ognuno dice la sua, te fai bene a fare come meglio credi secondo me.
    Personalmente non sono una fan della teoria “lasciali piangere che imparano” (cosa vuoi che imparino? Il cervello non ha neanche finito di formarsi..) e cose del genere.
    Take it easy: nei limiti della sicurezza, le regole le fai tu.
    Cioè: le regole le fa lei, ma lo spazio di manovra è tuo.
    (Vedi? Ci tenevo anche io a dire la mia, ma non ho figli, solo parenti che furono fastidiosamente, inevitabilmente neonati adorabili e insopportabili)

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