dei primi 3 mesi e del fattorino della pizza che mi ha cambiato la vita

E’ un bene che non sia riuscita a scrivere niente per un mese. Emergo in questi giorni da un’incazzatura talmente epica che mi sarei espressa solo a cristi, bestemmie ed insulti; a me, che la rabbia mi sale in un secondo e dura 12 ore massimo, è montata in due mesi e tutto sommato è ancora lì.
Con chi ce l’ho?
Con mezzo mondo. Precisamente, il mezzo de “il bambino naturale” con annessi, connessi e sconnessi.

Ma andiamo con ordine. I primi tre mesi di vita di Mimosa sono stati un inferno in terra. La piccola soffriva (soffre) di reflusso, ereditato da ramo paterno visto che la sottoscritta fino ad oggi digeriva anche le pietre e senza manco salarle (adesso invece soffro di gastrite nervosa), passava la giornata a rigurgitare latte, e intendo LA GIORNATA, e noi a tenerla dritta, sulla spalla, giorno e notte, e la lavatrice a lavare asciugamani e body a getto continuo. Sciroppo anti reflusso, allattamento a richiesta sì, allattamento a richiesta no, pianti pianti pianti pianti, suoi e miei, e le notti: dritte.
Per tre mesi ho dormito al massimo tre ore consecutive a notte, e le restanti a colpi di dieci/venti minuti per ogni ora sveglia. Ho letto qualunque libro, forum, studio sul reflusso e sul sonno del neonato, solo per arrivare alla conclusione che “trulli trulli, chi li fa se li trastulli“. Metodi che con la piccola non funzionavano affatto, metodi che non sono metodi (“mettetela a letto sveglia…e mi raccomando non fatela piangere” suona molto come “mangiate quattro teglie di lasagna al giorno…e mi raccomando, dimagrite!”), metodi che non si possono applicare a neonati così piccoli, e panegirici furibondi il cui senso è “siccome il bambino è un essere puro e tu invece devi morì, bandisci dalla tua mente il termine vizio e prostrati ai piedi della creatura tenendotela addosso notte e giorno e rinunciando ad essere un essere umano senziente, fino a quando ti smalterai contro un palo dal sonno e lascerai un’orfana, orfana sì, ma cresciuta in modo NATURALE come i figli delle DONNE AFRICANE“.
[Germano Mosconi, tu sì che mi capivi]

Io però dovevo tornare al lavoro.
Un giorno ho passato due minuti interi, aka 120 secondi, a cercare di aprire la macchina con le chiavi di casa. E vabbè, fa ridere.
Un giorno ho messo sullo spazzolino da denti il sapone liquido del dispenser invece che dentifricio. E vabbè, fa ridere.
Finchè un giorno mi sono addormentata al volante. Al semaforo, per carità, ma avrebbe potuto succedere ovunque.
E ho smesso di ridere.

Così il metodo d’urto della sempre buonanima Tracy Hogg (il cui metodo soft aveva funzionato zero, nada, nisba, nulla) è entrato nella nostra vita. Insieme ad un (ignaro) fattorino della pizza da asporto.
Cioè, io ci credevo zero, forse meno di zero, ma costretta a tentare perché semplicemente non potevamo più continuare in quel modo, ho deciso di iniziare da una notte in cui il Tecnologico era via per lavoro, forte del ragionamento “se piange tutta notte, almeno non sveglio nessuno”.
Quindi mi sono preparata a tutta la menata, bagnetto, pappa, ninnananna, ti appoggio, tu piangi, io ti piglio su, ti calmi, ti rimetto giù, tu piangi, ti ripiglio, e avanti con le danze fino a che…o nanna, o clinica psichiatrica. E siccome la signorina prima delle 22 non dormiva mai, mi sono chiamata una pizza per asporto.

Uno dei punti fondamentali di ‘sto metodo da o la va o la spacca è iniziare al primo sbadiglio dell’infante.
Ore 20.00, chiamo i signori pizzaioli. Orario di atterraggio pizza previsto: 20.30.
Ore 20.05, Mimosa Sequentur sbadiglia.
PANICO.
Cazzo, non c’è tempo! Non c’è tempo! E’ tardi è tardi è tardi! (cit.)
Volo in camera da letto (la mia, a quel tempo) con la pargola in spalla. Attacco tutta la manfrina, tira giù tapparella, metti pupazzo, parto con la ninna nanna…DLIN DLON!
Ore 20.20, per la prima volta nella storia delle consegne della pizza, il fattorino è IN ANTICIPO.

Rinuncio? SIA MAI.
Poso la piccola nel lettone, le infilo il ciuccio che regolarmente viene sputato con aria di disgusto, le piazzo il pupazzo vicino, la bacio augurandole la buonanotte e vado a prendere la pizza pregando Iddio che le urla non si sentano fino all’androne.
Ore 20.25, ho una pizza in tavola ed una figlia che gorgheggia a letto. Decido di mangiare almeno un boccone finchè non piange.
Ore 20.40, ho una scatola della pizza vuota davanti…e la casa è silenziosa.
Vado a vederla.
Dorme.

DORME???
DORME?????
DOVE SONO FINITE LE DUE BARRA TRE ORE DI CULLAMENTO NINNANTE CAMMINANDO PER CASA CON CREATURA INDEMONIATA IN SPALLA? DOVE SONO FINITI I PIANTI DISPERATI CHE SI SENTONO PERFINO DAL BALCONE DELLA CUCINA? CHI SEI E COSA HAI FATTO A MIA FIGLIA?!

Da quel giorno abbiamo cambiato vita. Certo, non ci sono andate tutte così dritte, ma con pazienza abbiamo recuperato prima una stanza da letto matrimoniale in cui dormono GLI ADULTI, poi una parvenza di serate con cena insieme e non a tappe forzate io mangio-tu culli, infine il sonno. Quattro ore, poi cinque ore, poi sei e via andare. Da dieci risvegli a sette, tre, due, uno.
Io credo di essere rimasta segnata a vita da quei tre mesi. Se bimba sospira nel sonno, a me vengono i sudori freddi. Vivo col terrore di riprendere a non dormire e posso dire senza tema di smentita che quei primi mesi sono stati il periodo più buio, disperato ed angosciante di tutta la mia vita.
Perchè non è “dormire poco”. E’ NON dormire affatto.

E’ non dormire affatto e scoprire solo con il forzato rientro al lavoro, e successiva introduzione del latte artificiale, che tre quarti dei problemi di reflusso erano legati all’allattamento al seno. E capire che sì, tu non ti eri resa conto, ma la tua pediatra sì. E NON TI HA DETTO UN CAZZO. Una mezza parola, una mezza frase, ma nulla che ti facesse comprendere il problema da dove nasceva.
Perchè devi allattare. Devi. Pure se vuol dire che tua figlia si cucca gli antiacidi a due mesi. Meglio insonne, dolorante e piena di farmaci, che allattata col biberon.
E VAFFANCULO.
E’ non dormire affatto e leggere ‘sto libercolo acidissimo incentrato sulla confutazione di Estivill, che ti crescerà un figlio sociopatico destinato a detestarti, non serve a niente, meglio tenerseli nel lettone fino a, cito il Tecnologico, “quando dovrai andare al cinema perché nel tuo letto oltre che tuo figlio c’è sua morosa e vogliono trombare”. Il messaggio che arriva è: TU, madre, non conti niente come individuo, conti solo come nutrice. Quindi nutri, schiatta e non rompere i coglioni. E le madri africane blablablablabla.
Eccerto, l’Africa. Giusto giusto un continente. Tutte con la fascia e il pupo addosso? Eddai. Tutti bimbi che diventano adulti equilibratissimi e felici? E che è, l’incubo della facoltà di psicologia, un continente intero senza paturnie? E Boko Haram che sono, cinesi?
MA VAFFANCULO, VA.
E’ non dormire affatto e ritrovarsi incredule davanti al parere di un primario neonatologo italiano, il quale stila quelli che sono serenamente definibili come “i quattro fondamentali della madre di merda”.
Il secondo è “usare latte artificiale”.
Il terzo è “usare un libretto come quello di Estivill per far dormire i bimbi”.
Il quarto è “usare gli omogenizzati confezionati”.

Per capire la bellezza, la pienezza, la perfezione del mantra “Madre nullità immolati e non scassare il cazzo”, bisogna leggere il primo fondamentale:
Primo punto: PARTORIRE CON L’EPIDURALE.

E qui si fanno chiare tante cose.

Comunque hanno ragione loro. Mia madre ha usato Estivill prima che Estivill esistesse, con me, e guardatemi: sono nevrotica, non ho scritto neanche una volta amore-cuore-caccasanta in questo post e dico tantissime parolacce.

E nonostante questo ho una figlia stupenda.
(segue gesto dell’ombrello per cui nessuno ancora ha creato adeguata emoticon)

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59 pensieri su “dei primi 3 mesi e del fattorino della pizza che mi ha cambiato la vita

    • manda fuori veramente, i primi tre mesi la gente mi diceva “allora come è la bambina?” e io rispondevo “mah credo abbia studiato a guantanamo”. Ovviamente madre dell’anno 2015 mi sa che non lo vinco mica. :)

  1. Prima figlia: devi allattare, anche se non hai latte, anche se ci sono 54° all’ombra e la neonata non ha la forza di tirare. Devi.
    Secondo figlio: il giorno dopo il parto, in ospedale all’ostetrica che attaccava il lavaggio del cervello con il devi allattare —> signora, io provo, se dopo 2 volte non si attacca, non ho latte o i pianeti non si allineano, ciao.
    Il primo figlio nell’era del tutta natura e nostra madre Africa è ciò che ha fatto impennare le vendite di benzodiazepine.
    Tutta la mia solidarietà. Fai quello che puoi/vuoi, non dar retta a nessuno :-)

    • Io per altro non sono fanatica in niente (no dai, calcio e gatti sono fanatismi), e se solo avessi avuto la vaga idea avrei smesso MOLTO prima. Invece continuavano a dirmi che con l’artificiale è peggio, perché è più pesante e blablabla.
      Stronzi. :)

  2. Quella cosa del reflusso causato dall’allattamento la sapevo pure io che non sono pediatra e non ho figli….adesso se fai figli meglio non dire un cazzo a nessuno, tanto sbagli cmq. Ma chissà perché le mamme s’arrangiano sempre da secoli, quindi sucate un po’ tutti.
    La prossima volta chiamami, che io ormai sono esperta e totalmente disincantata, anche se di sanguisughe in forma umana non voglio nemmeno sentir parlare :*

      • Ti dirò di più! Avevo detto ad una mia amica che va a cavallo di fare espressamente richiesta per il cesareo perchè (anche se i medici dicono di no) le donne che montano a cavallo hanno per ragioni agonistiche i muscoli del basso ventre molto più sviluppati e contratti, e tutte faticano a dilatarsi durante il parto, anche con il secondo figlio. Lei nel momento non se l’è sentita, e l’hanno tenuta 22h con le doglie ravvicinate finchè non si è dilatata il minimo sufficiente. E nonostante tutto, povera, mi ha raccontato (che io sono esperta perchè tutte mi raccontano) che lei spingeva, ma niente, questo tornava indietro appena smetteva di spingere. Dopo altre cinque ore così sì è fatta coraggio e (parole sue) si è strappata. Un’altra mia amica, Dopo otto ore che non si dilatava niente, hanno deciso di aprirla. Ma non te lo dicono. Che proprio gli piace farti soffrire in nome non ho ben capito di cosa. E visto che sono esperta senza volerlo, c’è una tettarella apposita con una camera d’aria per i bimbi che soffrono di reflusso e gas causato dalla poppata :D eheheheheheheheh muoio! mi immagino in sala parto a prendere a pugni il personale medico! .D

  3. Ah sì, il metodo Feber del non cagarla mentre urla funzionò con mia sorella quando aveva pochi mesi. C’è poco da fidarsi di internet (quando si parla di salute è l’unico momento in cui penso che il diritto all’interwebanonimato andrebbe accantonato per poter incarcerare certa gente assieme a Simoncini), prendi su Hogg e Spock :D
    E cambia pediatra

    • Io non sono arrivata a Feber/Estivill però mi son girati i coglioni lo stesso. E’ OVVIO che sia la soluzione della gente disperata che non dorme da mesi, uno mica ci gode a far piangere i figli, che senso ha criminalizzarli
      La pediatra segue solo delle linee guida, sono tutti così. Un’altra pediatra, ad una tizia che ha partorito suppergiù con me, ha consigliato di continuare con allattamento al seno anche se il bimbo non prendeva un grammo. Dopo due mesi è arrivata una sostituta che le ha detto “signora, suo figlio certo che piange tutto il giorno…piange per fame”. Ma ti pare?

  4. in un programma tv sulle gravidanze che ho visto pochi giorni fa, c’era una coppia di donne con un bimbo di 4 anni circa, che stava per avere tre gemelli. Poiché era quasi certo che la partoriente non avrebbe avuto abbastanza latte, l’altra si era sottoposta a un trattamento per poter allattare, quindi doveva passare un infinita’ di tempo con il tiralatte. Ora, 3 neonati in contemporanea, un figlio di 4 anni, un lavoro (perche una lavorava) e il dottore che le lodava per l’iniziativa. Ma nessuno con un po’ di buon senso e umanità da consigliare alle due donne di non complicarsi una vita che sarà gia’ di suo complicata?

  5. hai vinto sopra a tutto con questa conclusione e lo dico da lettrice e da psicologa. Vivete sereni ora.. e i vaffanculo alla pediatra e tutti quelli che… ci stanno benissimo. Buon riposo e un bacio alla piccola

  6. Va be’ dai ti rubo anche questo pezzo per il romanzo che sto scrivendo. Grazie, baci, magari lo edulcoro un po’. Love love love massima stima, che io non so come si faccia a non dormire MAI così a lungo.

  7. io non ho esperienza e non ne so niente. Però posso dirti che io, cresciuta a latte artificiale godo di ottima saluta. Mio fratello, nove mesi di latte materno, è cagionevole. ;)

  8. Sei stata fortunata, a noi la piccola ha iniziato, e non sempre, a farci dormire quando ha superato i TRE ANNI (e in tre anni i metodi li provi tutti, manca solo il lancio dalla finestra per ovvi motivi); per dare un po’ di sollievo a mia moglie, ho passato notti intere con la piccola in braccio, perché si addormentava solo così, e al mattino dopo ho dormito in posti ben più scomodi che in auto al semaforo; mi sono venuti dolori alle spalle e alle braccia in muscoli che non ho mai saputo di avere, mia moglie ha sfiorato più volte l’esaurimento nervoso e per fortuna il primogenito è venuto come l’arcangelo da cui ha preso il nome, buono e gentile. Ora, a TRE ANNI E MEZZO, stiamo tornando alla normalità, anche se capita di svegliarmi di notte e non riuscire più a prendere sonno nell’incubo vigile di sentire un verso venire da quel letto…

    • Madonna che incubo in terra. Una cara amica ha vissuto la vostra situazione fino al quarto anno del figlio, io credo che sarei impazzita ben prima dei tre anni.
      Sono stata fortunata, ma siamo anche state brave, perché la situazione di partenza era “si addormenta solo in braccio, e solo se chi la tiene cammina avanti e indietro, dopo due tre ore di pianti, e dorme solo nel lettone, anche nel lettone dorme male e si sveglia di continuo”. Lei ha collaborato moltissimo, ma io mi sono fatta davvero il mazzo. Prima addormentarsi da stesa e non in braccio, sempre nel lettone. Poi addormentarsi da stesa nel lettino, e nel lettone da primo risveglio. Poi riaddormentarsi nel lettino, e nel lettone al secondo risveglio. Poi al terzo, al quarto, al quinto, poi solo lettino. Nel mezzo notti bianche integrali, pianti e strapianti, passi indietro, ce l’abbiamo fatta anzi no contrordine compagni si riparte da zero. Per questo dico che quel fattorino mi ha cambiato la vita, perché per puro caso, perché quel giorno le girava giusto, perché che ne so, la sorpresa è stata tale che non ha neanche realizzato che stava andando a letto, in quel momento ho capito che era DAVVERO capace di addormentarsi da sola (mai e ripeto mai fatto prima, neanche appena nata in ospedale). La mia fortuna è stata lì, quell’iniezione di fiducia inattesa, e poi dopo realizzare che pure lei dormiva meglio sola.
      Vi stimo tantissimo comunque, per me sono stati tre mesi da incubo, è inimmaginabile quello che avete vissuto voi.

  9. Dimenticavo, non entro nel merito della questione allattamento, non ho le tette e non mi permetterei, però i vaffanculo alle pediatre ci stanno tutti. Preparati un bel libretto di vaffanculo al portatore per quando inevitabilmente arriveranno le prime febbri.

  10. Molti cuori.
    Io non ho (ancora?) eredi, ma sospetto che se i marmocchi non dormissero li drogherei. No regrets.
    A leggere quel che scrivi tu, quel che dicono altre amiche, a vedere come le diverse madri attorno a me affrontano la fase allattamento, mi pare che l’unica soluzione sarebbe il buonsenso e/o l’applicare TUTTE le soluzioni possibili avendo fede nel metodo scientifico, ignorando il rumore di fondo del chiacchiericcio altrui – fosse facile. L’altro giorno leggevo un post scritto da una madre che, invece, era decisamente convinta della sua scelta di allattare al seno, ma le sue conclusioni erano le stesse: la gente ti romperà i coglioni, qualsiasi cosa tu faccia.
    Comunque quello che sostiene che non si debba partorire con l’epidurale andrebbe sottoposto ad un’estrazione dentaria senza anestesia, brutto cretino.
    In bocca al lupo. Sottoscrivo la meravigliosa immagine del “libretto di vaffanculo al portatore” <3

    PS: il post è questo, se ti interessasse: http://unamammagreen.com/latte-versato/

  11. benvenuta nel meraviglioso mondo delle mamme, dove ti giri, giri in ogni caso sbagli… Dopo un po’ ci si fa il callo. Ma ricordo benissimo anche io lo sbandamento dei primi mesi (niente reflusso la mia, ma si svegliava ogni ora, i primi mesi, perchè ciucciava poco).
    Una mia amica mi disse prima che partorissi che i primi 3 mesi sono i più duri e poi la strada è in discesa. Per me è stato così, ti auguro lo sarà anche per te! :)

  12. dicono che il latte artificiale sia pessimo e che non si instauri un rapporto con la madre. Fatto sta, che io di latte materno ne ho bevuto un sacco, ma da piccina ero sempre malata; mio fratello,no. Solo latte in polvere e che attaccamento pallosissimo con la mamma quando era piccolo.
    Ergo: stronzate.
    io non sono una mamma, ma un giorno vorrei, credo, esserlo… diciamo che mi documento in anticipo e trovo assurdo, orribile, di una cattiveria insensata e inaudita, osare dare della madre di merda e snaturata ad una donna che, o non vuol proprio allattare, o sceglie di smettere prima del tempo.
    Ma tipo: cazzi vostri no? E il bello è che spesso la maggior parte di questi insulsi giudizi provengono da menti ottuse maschili.
    E mi chiedo anche: quando toccherà a me, come potrò fare per non allattare mai? Lo sai che su internet non si trovano molte informazioni?Sembra quasi un tabù….

    • Diciamo che è provato che il latte materno sia migliore per una serie di motivi sia fisici che psicologici, dai nutrienti contenuti al passaggio di anticorpi all’aspetto “accudimento/attaccamento”. Mia figlia non stava male per il latte in sè, quanto per come prendeva ‘sto latte nonostante tutti dicessero che lo faceva nel modo giusto. Allattare, almeno per me, è stata un’esperienza bellissima, per nulla dolorosa, ma estenuante (nessuno può sostituirti). Coi problemi specifici di Mimosa, è stato anche frustrante perché lei stava sempre male, senza quei problemi avrei indubbiamente continuato almeno un poco. Insomma, se pensi ad un figlio in futuro io non mi sentirei di dirti di escludere a priori l’idea di provarci, ad allattare al seno. Quello che mi sento di dirti è di non sentirti male/stronza/sbagliata se non riesci o se dopo alcune settimane/mesi ti rendi conto che non è la cosa migliore per voi due.

      • penso che per come son fatta io, a priori non allatterei per una serie di motivi lunghissimi… vedo che c’è come un tabù dietro e che la stragrande maggioranza delle persone (chi ci è passato, chi non ancora e chi non ci passerà mai), si sente di giudicare e far sentire sbagliata una donna che fa scelte scelte. Credo che l’amore di una madre non si giudichi in base al se ha allattato o meno e per quali motivi, l’amore è ben altro. Detto questo, mi dispiace tanto che la piccina abbia pianto molto e spesso, tutto questo non deve esser stato semplice da gestire per nessuno di voi tre, specialmente per voi due. Dai, almeno ora le cose stanno andando nel modo giusto ;-)

  13. Il latte materno dà più benefici del latte artificiale, lo dicono un sacco di studi e magari un po’ di valore ce l’hanno (non vale il discorso “io così allora tutti così”, perchè allora testimonio anch’io: son cresciuta con l’artificiale e c’ho una salute del cavolo). Comunque, ho scritto di proposito “dà più benefici”,perchè il fatto che sia migliore non significa che il resto sia il demonio.
    Detto questo, credo che quello che fa davvero bene al bambino sia una mamma in salute, serena (e una coppia in salute e serena), e allattare oggi è difficile per tante ragioni, perchè si torna a lavorare prima, se si ha la fortuna e la bravura di avere un lavoro, e perchè le madri sono spesso troppo sole, poco sostenute. Non sopporto che quando si parla di questi argomenti tutti i discorsi debbano sempre diventare dicotomici, ovvero io son figo e voi non siete un cazzo.
    Verba, hai fatto bene a fare questa scelta, e mi dispiace per la pediatra omertosa.
    Maura, ostetrica femminista (si può dire?)

  14. vedo mia zia (che è solo di qualche anno più giovane di me) fare la stessa fine con il secondo figlio, visto che tutti le dicono che ha sbagliato con il primo (maquandomai?) e sospiro
    già di solito le donne vengono ascoltate troppo poco, qui lasciamo proprio perdere
    i pediatri dovrebbero essere abilitati solo se donne e dopo aver avuto figli loro…santo iddio

  15. Verba io su FB ho letto post di madri pazze che tutte fiere allattano bambini di 3/4 ANNI. ripeto, TRE/QUATTRO ANNI. a me vengono i brividi! questo è un attaccamento PATOLOGICO della madre e mi fa PAURA.

  16. Faccio outing: anche io sono una mamma di merda. Ho odiato allattare, ho usato il latte artificiale, gli omogeneizzati, ho riconquistato la libertà usando Estivil e ho chiesto l’epidurale (anche se non me l’hanno fatta). E sono felice. E ho fatto due bambini a distanza di 20 mesi l’uno dall’altra. Non l’avessi fatto, il primo figlio sarebbe rimasto unico.

  17. Lasciamo stare, ho sentito madri che “il parto cesareo non è un vero parto, non si stimola la produzione di ormoni e quindi non sei davvero madre”. E anche inni al parto in casa, con l’ostetrica e le pentole di acqua calda, come gli antichi. E poi però rischi di schiattarci pure, come gli antichi, alla prima complicazione.

  18. Ho un’amica che ha appena avuto il secondo figlio nel giro di due anni.
    Ieri, con la stanchezza di quella che dorme tre ore per notte e non fa una doccia intera da tra giorni mi ha detto: “io passo al latte artificiale”.
    E io: “E i medici cosa dicono?”
    E lei: “l’allattamento sono ca**i miei, e di ogni mamma, quindi ognuna fa a modo suo e che ci provino a dirmi qualcosa!!!”

    Ecco, mi sembrava in tema!
    Un abbraccio a te e un bacino a Mimosa! :*

  19. questo post è da incorniciare!!! leggendolo mi sono tornati in mente i primi tragici tre mesi che hai descritto oltre la perfezione. Noi abbiamo unito al metodo tracy hogg anche un bel angel care che ci ha salvato la vita! io non so come facciano le altre mamme “natura” non lo voglio nemmeno sapere e a dirla tutta penso siano tante parole e pochi “veri” fatti, ma me la prendo con i pediatri, le ostetriche, i corsi preparto, insomma i professionisti del mestiere che NON ti danno un’alternativa ma anzi, ti fanno sentire una madre degenere se osi fare qualcosa di diverso da quello che loro ritengono giusto e corretto. Per fortuna che mi piace ragionare con la mia testa e dopo lo scombussolamento iniziale ho mandato a quel paese tetta,cosleeping, fascia e Africa intera e ho fatto a modo mio! I love Mellin!!! ;-)

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