il Karma in una foto

C’è questa foto che amo molto.
E’ appesa in cucina, insieme ad altre fotografie di amici, e attira spesso l’attenzione di Mimosa perché è una foto bruttina, al limite del mosso, in cui non si capisce bene neanche dove siamo, niente nitidezza, niente posa, niente lato migliore. Solo risate.

C’è Lord, seduto sopra un lungo gradone di cemento, ci sono io stesa con la testa appoggiata alle sue gambe, e ci stiamo letteralmente ammazzando dal ridere, chi ha scattato ha immortalato un attacco di stupidera a tutto tondo, di quelli che piangi, che diventi rosso in faccia, che ti fa male lo sterno e sei molesto per il tuo prossimo.

In questa foto che amo molto e che oramai ha 11 – dico 11 – anni compiuti, eravamo in vacanza in un villaggio turistico all’estero. Non eravamo mai stati in un villaggio turistico, noi, e tanto meno insieme, ed eravamo completamente affascinati dalla scoperta dell’animazione nei villaggi, cioè di gente il cui lavoro era, secondo Lord, “farti fare lo scemo pagando per farlo”, secondo me “romperti i maroni ad ogni ora, facendoti pagare la rottura di maroni”.

Quella sera eravamo nella piccola arena dove si tenevano gli spettacoli, con amici molto più bendisposti di noi che avevano addirittura imparato una serie di balletti a dir poco riprovevoli, ed eravamo seduti vicino ad una famigliola composta da:
1. Madre tondetta, felice, con fascia alla Karate Kid sulla fronte che recava scritto “Buon Compleanno Capo Animatore”.
2. Bambina tondetta, felice, stessa fascia della madre, che oltre a portare con orgoglio l’orpello danzava sfrenata.
3. Padre tondetto. Stessa fascia. Un’aria che definirla sconsolata era dire nulla.

Lord li guardava fisso. Li guardai anche io, seguendo il suo sguardo. Entrambi osservammo il padre, pensammo la stessa identica cosa, ma lui fu più veloce di me nel dire sottovoce “Mettete la testa a posto, fate come me! Sposatevi! Fate figli! Fatevi una famiglia, così potrete anche voi mettervi una fascia in testa che inneggia ad uno sconosciuto tamarro… al modico prezzo di 4000 euro a settimana birra esclusa!”

E giù a ridere come matti.

Vorrei dire a quel signore lì, la cui figlia ormai avrà finito l’università e manco ci andrà più in vacanza coi genitori, che son felice di aver riso così tanto, sono felice che qualcuno abbia scattato una foto proprio in quel momento e sono felice anche di averla appesa in cucina, perché mi ricorda ogni santissimo giorno di quante cose pensavo di sapere, sbagliando, e quante altre non sapevo neanche esistessero!
Caro, caro signore con la pancetta e la fascetta che dopo un decennio mi insegni il Karma, sappi che allora ridevo, ma oggi quella fascetta sarebbe un capo insolitamente dignitoso nel mio guardaroba.
E la dignità, tutto sommato, probabilmente è sopravvalutata.

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