Rosso di sera, buon…anno si spera.

1996, in sette in due miniappartamenti in montagna. Due miniappartamenti senza bagno: il bagno era sul pianerottolo. Finimmo in 18 a dormire in due miniappartamenti senza bagno. Al piano sotto c’era un gruppetto di rasta con dei cilum lunghi come sgorgatombini. Il Rosso scese con due bottiglie di prosecco e contrattò un baratto che mi costrinse a respirare con la testa fuori dalla finestra, a meno 12 gradi, per circa 4 ore.
Suppongo sia stato un vero affare.

1997, Il Rosso a naja io in una discoteca di strafatti vicino a Pisa. L’unica telefonata fatta dall’unica cabina davanti al locale, a mezzanotte, l’ho fatta a lui. Che era di guardia e probabilmente più fatto di me, ma soprattutto, che aveva già un cellulare.

1998, Lassù sui monti del trentino. Il Rosso si prese benissimo, da ubriaco, coi pali segnala neve. La notte dei lunghi giavellotti. Si infilò anche in una giostrina per bambini, mentre Lord faceva girare suddetta giostrina: finì a faccia in giù nella neve, col culo incastrato sul seggiolino, e Lord per non sbagliarsi fece fare alla giostrina ancora un giro. Io raggiunsi il bagno appena appena in tempo per non farmela addosso dal ridere.

1999, ancora più in alto, che la montagna c’era piaciuta. 1900 metri, neve dappertutto, l’anno che Rosso e Lord mi spogliarono senza che nemmeno mi svegliassi (da sobria, ci tengo a dirlo. Dormivo due ore a notte da una settimana, però), e per pudore mi infilarono a letto con maglietta e collant, e con maglietta e collant dormii 48 ore filate tranne una – una sola – puntata al bagno. Il Rosso quell’anno aveva una fidanzata bellissima. Lord invece una psicotica senza senso con cui litigammo tutti.

2000, compagnia decimata dalle liti causa psicotica senza senso. Di nuovo montagna, bombardini a pioggia, la morosa bellissima del Rosso una mattina sfida a poker il mio moroso dell’epoca mentre io sto andando a fare una passeggiata. Torno dalla passeggiata che c’è lei perfettamente vestita, e mio moroso in boxer, perchè qualcuno ha lanciato la geniale idea “strip poker”, ma la signora ha vinto a mani basse. Il Rosso è lì che ride rimirando le 200 milalire di petardi appena acquistati.

2001-2002-2003: segregazione Metempsicotica con capodanni di coppia in luoghi pressoche’ deserti.

2004, esasperata da tre anni di cincin amore, senti fuori come festeggiano i lupi e gli orsi bianchi, si riparte con le vacanzine in compagnia: il Rosso solleva di peso una macchina rimasta bloccata con le ruote nella neve fresca di fronte alla mia amica Tenerella, che normalmente timidissima gli sussurra terrorizzata
“Rosso… noi saremo amici per sempre, vero?”

2005, è andata così bene che viene ripetuto in toto, stesse persone stesso paese stesso bed&breakfast. Il Rosso alle tre di mattina, a meno 20 gradi (capodanno in rifugio) si accanisce col babbo natale di marca cinese appeso al muro esterno del rifugio suddetto, lo stacca – senza ammazzarsi- lo abbraccia e ci balla un walzer sotto gli occhi attoniti di proprietari ed orchestrina. Successivamente perderemo le sue tracce a favore di una compagnia di bergamaschi che, sorpresa sorpresa, aveva dei cilum lunghi come sgorgatombini.

2006, la sottoscritta fresca di separazione traumatica&natalizia dal MetempEx viene rapita controvoglia dal Rosso e da Lord, i quali si presentano a casa sua minacciandola di farle la valigia. Visto lo strapotere fisico dei rapitori (3 metri e settanta di cristiani in due VERSUS 1 metro e cinquantanove scarso) e valutata l’ipotesi di una valigia senza calzini, senza mutande, senza spazzolino e lenti a contatto, ma con l’intero parco vestiti da zoccola e PRIVA di scarpe da
abbinarci, la tapina scrivente si fa la valigia e si lancia in un capodanno toscano in cui salva un demente ubriaco dalle giustissime ire del Rosso, ed in momento di follia da improvvisa libertà gli lascia pure il numero di telefono. Finisce con foto vergognose il pomeriggio del due, accompagnate da una splendida zuppa di ceci.

2007: capodanno in capitale europea. mai più a capodanno, grazie.

2008, dopo otto anni dicasi otto la compagnia, tornata completa, affitta per una pera, due banane e delle noccioline una casa enorme in un dispersissimo paese austriaco, finendo per offrire da bere all’intero paese, caserma dei pompieri compresa, e consumare l’equivalente del pil del congo in legna da ardere, essendo la casa di tre piani scaldata interamente a legna. Il Tecnologico, arrivato l’anno prima, vista la totale assenza di stimoli esterni estrae dal cilindro l’idea di una LAN casalinga, che ben presto coinvolge tutti noi ed i nostri portatili. Le risate del Rosso quando ammazza tutti e vince credo le abbiano sentite fino a Vienna.

2009: impegni parentali.

2010, un anno coi tuoi amici, un anno coi miei, un anno tutti insieme: il Rosso ed Duckie, migliore amico del Tecnologico e pazzo furioso, si scoprono affini ed amici. Felicemente svuotano una cassa di prosecco solo per aperitivo, e felicemente alla mezzanotte fanno esplodere la santabarbara procurata dal Tecnologico entrando in sfida con l’intero vicinato per chi ce l’ha più grosso. Il petardo.

2011, mentre tutti optano per il viaggio fico, NewYork NewYork, o il capodanno iper silente, cin cin, zitto che svegli i bambini, a mezzanotte e mezza a nanna, Duckie e signora ci invitano in grande casolare nel niente (tipo per arrivarci c’è un ponte di barche a pedaggio!) a festeggiare capodanno come ci viene meglio: ubriachi, casinisti, insieme. Il Rosso accetta l’invito con entusiasmo, parzialmente legato alla solita promessa di SantaBarbara del Tecnologico, parzialmente anche al fatto che ci offrono ospitalità anche per dormire e la patente ringrazia festosa. Ci ritroviamo, alle tre di mattina, Rosso ed io sotto il portico a dividerci una bottiglia di montenegro con la chiaccherite da ubriachi felici.

2012, l’ospitalità del casolare di Duckie&Compagna ci viene in soccorso mentre tutti vogliono fare cose come sciare a cortina o dormire alle 23.
La mattina del primo gennaio, tipo a mezzogiorno, guardo il Rosso che prepara la griglia per il pranzo col suo solito mezzo sorriso, e mi accorgo che è più di un decennio che tutte le volte in cui ho potuto passare questo giorno con lui, lui è stato con me. In posti noti, meno noti, dimenticati da Dio e dagli uomini, con amici storici, con perfetti sconosciuti, con l’abito elegante, con jeans e maglione in pile, con relazioni felicissime, con amori disastrosi, quasi tutti gli anni iniziano con accanto questo grande, grosso, silenzioso ed irresistibile amico accanto.
E così gli ho fatto una foto.
E lui in risposta ha sorriso… e mi ha tirato dietro un petardo.
Acceso.

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save the last post (ciao, 2012)

LA sparizione di questi ultimi tempi è principalmente dovuta ad una sanissima, fortunata carenza di novità. Nessuna nuova, buona nuova è il mio motto di fine anno, ed infatti più che Natale questo è stato tipo il giorno del Ringraziamento, che ti guardi intorno e dici “ok, ci siamo tutti, stiamo bene (per ora), anche questa è andata”.

Non è facile vivere sereni di questi tempi, è raro e prezioso, ed a maggior ragione gli sprazzi di tranquillità vanno difesi con amore e con ferocia. Penso alle mie ansie, ai miei problemi, poi mi guardo intorno e capisco che al momento, passate tante buriane, tanti brutti mali in casa, tanti giorni di angoscia lavorativa, quello che ho è tanto, è stupendo, e me lo tengo stretto.

E vi auguro semplicemente altrettanto: una piccola pozza di serenità in cui stare a mollo, anche sapendo perfettamente che è labile e temporanea e che basta poco a prosciugarla.
Buona fine, e buon inizio a tutti.

Torno alle mie torte salate :-)