La fretta dello sciacallo

Alcuni anni fa, qualcuno lo ricorderà suppongo, una ragazza padovana andò in vacanza in spagna con un’amica, sparì dopo una serata, e fu ritrovata il giorno dopo, morta, nascosta dietro un cespuglio.
Venne arrestato un tizio, reo confesso. La uccise perché lei resistette ad un tentativo di violenza sessuale.

All’epoca, nelle pochissime ore passate tra “è sparita” e “è morta”, un noto giornalista italiano che ha una rubrica di, boh, come si chiamano adesso? Attualità? Costume e società? sulla Gazzetta, scrisse un trafiletto in cui diceva, papale papale, “vabbè ecco i nostri giovani di paese, vanno in vacanza dove c’è movida, poi si drogano e tutti fatti muoiono annegati. La troveranno in mare.”
Invece no. Niente droga, niente fattanza, niente “eh se l’è cercata”.
Un uomo violento, uno stupro, un omicidio.

Ma, nota bene, mai quel giornalista scrisse due righe dicendo “mi sono sbagliato, chiedo scusa alla famiglia”.

In questi giorni è in prima pagina la tragedia del liceale padovano caduto dal quinto piano di un hotel a Milano. I giornali banchettano sulla sua vicenda, sul malore, sullo “slavo in hotel”, sul chi come cosa dove quando.
Chi è stato? Chi è stato? Di chi è la colpa per quel volo, per quel malore, per quel bagno trovato chiuso?

Un noto giornalista scrive un editoriale, sul giornale locale, in cui immagina di scrutare le facce dei compagni di classe al funerale e convincerli a dire “la verità”, la quale verità sarebbe ammettere che hanno somministrato del lassativo al ragazzo per scherzo. Sarebbe, perché la polizia nega la faccenda, i ragazzi negano, e di lassativo per ora non s’è trovata traccia. Insomma questo editoriale, uscito che già tutti affermavano che la storia del lassativo fosse falsa, finisce con una frase tipo “se non ammettete la vostra colpa la vostra vita non avrà più senso”.

Al momento pare che non ci sia colpa. Non lassativo, ma tristemente cagotto da alcool. Alzi la mano chi non ha un amico che c’è passato.
Non c’è la colpa (erano maggiorenni), non c’è colpevole, non c’è assassino.

Solo tanto dolore e tante, tante parole a sproposito.
A questo giro qualcuno scriverà due righe per chiedere scusa a questi ragazzi?
Io, onestamente, ne dubito. Tanta la fretta di dare colpa, tanta la calma di dire ho sbagliato.

“è così breve l’amore, e così lungo l’oblio”.

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due signori.

C’è un signore di una certa età, con una vita tranquilla di lavoro alle spalle, con una medaglia al valore civile ricevuta per aver salvato una donna che era finita in un torrente con la macchina.
C’è un altro signore, con 35 anni meno del primo, con una vita passata tra furti, rapine a mano armata, sparatorie con le forze dell’ordine, rissa con suddette forze dell’ordine, and so on. Poi decide di mettersi tranquillo, dicono. Di mettere la testa a posto. Incontra il sindaco del suo paesino e gli dice che sta cercando un lavoro.

Il secondo signore, che onestamente non si capisce come sia a piede libero, ma vabbè signoramiaquestaèL’Italia, forse ha un pizzico di confusione per quanto riguarda il concetto di lavoro, perché va con alcuni “amici” a rapinare una gioielleria. Armato di AK47, pare.
Il primo signore, che lavora lì davanti, quando li vede iniziare a pigliare a mazzate la porta, dietro cui c’è per altro una ragazza nel panico, gli urla di andare via. Niente. Corre dentro casa, prende un fucile, detenuto regolarmente in quanto cacciatore, spara in aria. Niente. Spara alla macchina dei rapinatori, ovviamente vuota. A quel punto il secondo signore spara a lui. Lo manca.
Il primo signore risponde.
Non lo manca.
E nonostante sia stato colpito – volutamente – alle gambe, il secondo signore muore, e si lascia dietro una moglie incinta, un progetto di vita diversa buttato via, ed un primo signore roso dal rimorso.

Ho dimenticato qualcosa? A me sembra di no. Ho distorto qualcosa? Mi sembra, ancora, di no.

Bene, io abito in un paese in cui la gente urla “pezzo di merda assassino” al primo signore. In cui il suocero del secondo signore dice “oh cristo noi non avevamo idea che avesse ripreso quella vita, però anche l’altro, l’altro che ci faceva con un fucile in casa?”.
In cui la moglie del secondo signore si costituisce parte civile.
Ed il più accanito detrattore del primo signore, che fu comico di professione come un sacco di altri Pensatori Italici prima di lui, minaccia di ritorsioni fisiche ed insulta sanguinosamente chiunque non la pensi come lui, abbinando alla perfezione lo stile del Signore n.2 a quello dei suoi difensori.

Sarà vero che all’aumentare della pancia svaniscono i neuroni, ma veramente stavolta il non capire come le persone colleghino le cose più che rabbia mi provoca una tristezza invincibile. Quello che combatte il criminale e salva la ragazza, quello dico una volta non era Superman? L’Uomo Ragno? Terence Hill? Il Buono per antonomasia?
Com’è che adesso è un pezzo di merda?

Non sarebbe l’ora di smettere di dar retta ai sermoni dei comici in disgrazia?