Lui.

Lei è arrivata che era quasi al settimo mese.
Una roba che non riesci a renderti conto che è incinta e PUF! è nato Lui.
Lei era bellissima come sempre, e ci tengo a ribadire che non la guardo con gli occhi dell’amore, quando s’è trasferita per andare a convivere ci sono state fior di crisi isteriche, gufate, pianti e malcelato rosicamento da parte di ‘sta decina di maschi affranti. OH, io per colpa di questa ragazza ho subito un INSEGUIMENTO in automobile, sempre a causa di un maschio affranto. Capiamoci.
Insomma Lei arriva bellissima e col cocomerino nella pancia. Io devo fissare il Cocomerino per ricordarmi che sì, è incinta.
Lei pure deve fissarlo per ricordarsene.
Del resto, due non è che sono amiche da una vita per niente.

Lei è tornata insieme alla naturalezza dello stare insieme. I mesi sono volati. Il Cocomerino ha messo il naso fuori dalla pancia mentre io ero lontana, piccolo rompino sballa-piani.
Io ho pianto, la prima volta che l’ho visto.
E la seconda.
E la terza.
E la quarta, ma mi sono nascosta in bagno.
E quando li ho salutati, che lui dormiva e gli ho colato rimmel sulla tutina.

Lo so che suona male, ma improvvisamente tutti gli altri bambini del mondo mi sono sembrati, non so, sullo sfondo.
Le altre mamme lo erano già.

Lui non crescerà vicino. Probabilmente sarò la vecchia quasi-zia pallosa che vive lontano; pensarci potrebbe farmi piangere la sesta, settima ed ottava volta tutte in fila.

Non ho altro da dire, Vostro Onore. Veramente non ho nulla altro da dire al riguardo.